Castiglioncello ieri    

1904 - I 1904 - I primi 1902 - I primi bagni Corucci, poi Lorenzetti I primi bagni Bagni Lorenzetti inizio '900 Signore al bagno inizio '900. La pelle esposta al sole arriverà più tardi e per gradi I bagni Lorenzetti sono fra i primi ad ospitare i villeggianti sulla spiaggia dell'Ausonia Signore e signori sotto il 'bersò' del bagno Corucci inizio '900 1905 - Bagnanti al mare ben vestiti, bambini compresi. Per scoprirsi ci vorranno ancora anni 1906 - I bagni Lorenzetti ed il castello Patrone 1906 - Gli uomini sono ancora più restii delle signore a scoprirsi 1908 - Il primo stabilimento balneare Corucci. La casetta dei pescatori Aliboni c'è ancora 1910 - Bagni Lorenzetti 1910 - Vista dalla pineta. Le prime ville si affacciano sul golfo, a destra la Torre Medicea 1910 - La casetta dei pescatori Aliboni non c'è più, il cemento sarà inarrestabile. Ora i bagni sono Colucci-Lorenzetti 1910- I Bagnetti con la costa ancora allo stato naturale 1915 - Bagni Lorenzetti 1914 - I bagnetti con il Miramare inaugurato nel 1912 1917 - Nasce il Kursaal che poi diventerà Villa Celestina I bagni sotto il Miramare Anni '20 1922 - Le ville sono in costante aumento lungo il promontorio scosceso. Le strade arriveranno dopo Anni '20 - La famiglia Giusti- Caracciolo sulla spiaggia Anni '20 - Prende piede lo sport. Regate veliche e gare di nuoto sono tradizionali prerogative dei bagni Anni '20 - In alto a sinistra villa Giurati ed il Museo Archeologico. In basso il rimessaggio con sopra lo studio del pittore Eduardo Gordigiani figlio di Michele 1922 - Il Miramare aperto nel 1912. Le ville ora numerose, è visibile 'Il castelletto'. Hanno alte recinzioni per contenere il terreno di riporto dei giardini 1924 - Vita di spiaggia ai 'bagnetti' Anni '20 1928 - Scomparse le palafitte, ora c'è il trampolino alla Lucciola. Appare la dicitura 'Costa Fiorita' 1933 - Guglielmo Marconi è al Miramare ed i bagni dell'Ausonia hanno ora con le cabine allineate a terra 1930 - Da sinistra: Nicola di Pirro, Marta Abba, Marcella Hannau Pavolini, Maria Stella Labroca, Luigi Pirandello, Silvio D'Amico 1931 - La piattaforma della Lucciola e l'inzio della spiaggia 1934 - Italo Balbo arriva in volo alle feste del gerarca Teruzzi a Villa Celestina
I bagnetti dell'Ausonia  (Foto 7 arch. Toninelli; foto 18 arch. Caracciolo Turner)

  “I bagni” assumono rapidamente un ruolo primario. Si specchiano nel porticciolo ampi, accoglienti, moderni. Bianchissimi, anche sull'azzurro del golfo. La costruzione in legno svetta verso l'alto con il tetto aguzzo, si protende nell'insenatura tranquilla da palafitte, cinta da parapetti eleganti: è, insieme, veranda e caffè, ristorante ed ufficio, locale di soggiorno e locale da ballo. Ha forma di pentagono: è un'autentica “rotonda sul mare”, dotata di ogni comfort e con due file lunghe di cabine, decorate da tende, su entrambi i lati. Accanto l'attracco per le barche per le uscite a remi. Questi sono i bagni dei ricchi, nessuno si avventura dall'altra parte del promontorio, al Quercetano dove si trovano i bagni dei poveri. Dal 1930 fino all'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale Castiglioncello è una delle stazioni balneari più belle ed apprezzate dell'intera penisola, rifugio di celebri personaggi e di famiglie illustri. Le firme più note della cultura, dell'arte, del giornalismo, della politica, dell'industria, dell'aristocrazia, qui erigono le loro ville, vi soggiornano per lunghi periodi, vi fanno tappa. L'elenco che annovera Pirandello, Corcos, Massimo Bontempelli, Sem Benelli, Ardengo Soffici, Sergio Tofano, Luigi Cimara, comprende pure le grandi famiglie dei Pavolini, degli Spadolini, dei Milani-Comparetti, degli Osti, degli Olivetti, dei Montezemolo, degli Uzielli, dei Birindelli (i proprietari del castello venduto poi ai Conti Pasquini), dei D'Amico, degli Ungaro, dei Di Renzo, dei Molinari, dei Ferrero, dei Samuelli, dei Fradeletto, dei Menicanti, dei Catelani, dei Moroni, dei Salghetti in un elenco che deve prolungarsi con i Galluzzi, i Parisi, i Giurati, i Bonaccorsi, e così via. Qui nascono idilli che sfociano in matrimoni fiabeschi: esemplare quello di Franca Cangini con il principe Filippo Hercolani. Tra i giornalisti di gran talento Aldo Valori (con la figlia Bice che resterà sempre fedele alla località), Luciano Magrini, poi Cecchi mentre verso la fine del decennio per i loro scritti già si fanno notare alcuni giovani che diventeranno famosi.
Breve sintesi ricavata dai volumi "Quaderni di storia" di Celati-Gattini. Il volumi sono acquistabili direttamente online dall'editore IEPI

                       Didascalie supplementari alle foto
Foto 7 -
Il castello Patrone è finito da poco e sembra dominare la spiaggia dell'Ausonia. Non c'è ancora il Miramare che sarà inaugurato nel 1912 e la scogliera finisce sulla battigia. I pini voluti da Martelli sono già cresciuti e quindi la pineta svolge il suo compito. Inizia il decollo della località balneare e la corsa alla costruzione delle ville ovunque.
Foto 10 -
Il promontorio è ancora scosceso e la casetta dei pescatori Aliboni di Antignano vicino alle costruzioni a sinistra è ancora al suo posto, ma i bagni Lorenzetti sono già pronti ad ospitare i villeggianti sulla spiaggia dell'Ausonia. A sinistra la villa che in origine è "villa Carpenter" dato che appartiene ai Carpenter Dunning americani (oggi "La Scogliera") dei Budini Gattai di Firenze, ed accanto il rimessaggio barche con sopra il locale adibito a studio del pittore Eduardo Gordigiani figlio del più noto Michele.
Foto 19 - In costruzione dal 1916, il 25 luglio 1919, prende il via il Kursaal (dal tedesco: sala di riposo), centro dell'attività mondana di Castiglioncello con le sue sale da gioco, da ballo e il suo parco. La struttura voluta dalle ricche famiglie del promontorio, sarà ristrutturata nel 1931 dall'architetto romano Vittorio Cafiero, divenendo uno dei pochi esempi di bella architettura moderna della storia di Castiglioncello (primo in cemento armato) e prenderà il nome di Villa Celestina (non dal colore esterno che era tale, come comunemente si crede, ma dal nome della madre del proprietario, il gerarca Attilio Teruzzi che lo abita dal 1932). Vedi dettagli su Villa Celestina
Foto 22  Anni '20 - Con la fine della Grande Guerra, il turismo diventa un fenomeno di gran rilievo per le categorie più alte che medie, anche se rimane tabù per la massa. Il nuovo, favorevole andamento si ripercuote sulla stazione balneare, ricca di golfi e di scogliere, di verde e di minuscole, ma incomparabili spiagge. La stagione si allunga, considerato che vi sono richieste di soggiorno anche per i mesi di giugno e di settembre. Scrive Romolo Monti proprietario del Miramare: «In quel periodo le prenotazioni fioccavano già in gennaio e febbraio, a sollievo dei gestori degli alberghi esistenti sul promontorio». "Il mio solco" e "Un oste di campagna" di Romolo Monti sono scaricabili dalla sezione Scaricolibri del sito.
Foto 31 - Siamo nell'estate del 1930 e la foto è apparsa, sui più importanti giornali italiani ed anche in un libro di memorie sull'approdo. È diventata immagine storica. Luigi Pirandello ha più di sessant'anni, ma vi appare giovanilissimo, in forma. Ha la paglietta in testa, i baffetti, il pizzo ed è completamente vestito pur sotto il sole d'agosto: sopra la camicia sfoggia un pullover bianco, a maniche lunghe, poi pantaloni chiari e scarpe di tela. Nel suo sguardo sembra brillare un luccichio divertito. Arrivava a Castiglioncello con un’auto Astura che gli aveva regalato la Lancia, guidata dal suo autista Francesco, con tanto di stivali e spolverina. Unica concessione alla modernità. Ma la protagonista di quello che è rimasto un documento significativo è indubbiamente Marta Abba. La bella attrice si trova nel fiore degli anni e nel fulgore della sua avvenenza. Qui indossa il primo due pezzi visto a Castiglioncello, quanto basta per far impazzire il paese. Alloggiava con Pirandello sempre nella stessa stanza n° 24 al quarto piano del Miramare (vedi biografia Romolo Monti). Nel 1932 la rivista «La Maglia» lancia il grido d’allarme: «I costumi da bagno tendono a zero. Trionfo della nudità. Cosa succederà nel 1933?». Le riviste specializzate raccomandano alle signore di possedere almeno due «costumi da acqua», come si chiamano i costumi da bagno, onde evitare di stare in spiaggia con un indumento bagnato. Inutile dire quanto sia disdicevole esibire un corpo grassoccio e male abbronzato, sebbene il fascismo prediliga la donna «in carne», alla donna «crisi» del decennio precedente. Corpi sempre più nudi sulle spiagge, mentre si inventano costumi traforati per favorire l’abbronzatura. Gli uomini scendevano in spiaggia in costume nero con la cintura di corda bianca e giù risate di gruppo davanti all’obiettivo in bianco e nero. Le ragazze in prendisole bianco o in costume da bagno nero a un pezzo, stretto in vita dalla cinturina bianca. Si faceva il bagno con la cuffia di gomma, per non sciupare la pettinatura, quasi nessuno sapeva nuotare, si facevano giochi ingenui nell’eccitazione di mostrare i corpi quasi nudi al sole. La spiaggia era il solo luogo dove la promiscuità dei sessi fosse non solo ammessa ma esibita. Si poteva fare una gita collettiva sulla barca dei pochi pescatori o di qualche proprietario di villa. Si stava fuori tutto il giorno, si faceva colazione a bordo con i ricci raccolti, si tornava scottati e indolenziti, ma appagati e felici. Breve sintesi ricavata dai volumi "Quaderni di storia" di Celati - Gattini. Il volumi sono acquistabili direttamente online dall'editore IEPI
La zona prospiciente l'Hotel Miramare, uno dei punti più suggestivi della costa di Castiglioncello, presenta già negli anni '30 una serie di interventi sulle parti scogliose, a contatto con le spiagge o direttamente sul mare, che non sono più catalogabili come funzionali alla pesca. Si tratta, in tutta evidenza, di strutture per la balneazione. La vocazione turistica, sia pure di un turismo d'elite, della cittadina è dunque ormai affermata. Sorgono per primi i bagni Corucci e poi vicino i bagni Lorenzetti seguiti dai bagni Ausonia. I Lorenzetti passeranno poi in gestione ai Martinetti, agli Spadoni ed ai Maestrelli. (Il Tirreno).
                     Una serena e ineluttabile vacanza di famiglia.
Dal 1910 Per quanto mi riguarda, la villeggiatura a Castiglioncello è sempre stata cosa serenamente ineluttabile. All'inizio del secolo c'era un avvocato romano con la passione dei grandi alberghi sul mare: era sua abitudine soggiornare sulla riviera ligure, finché non scoprì che ne avevano aperto uno a Castiglioncello, dunque più vicino alla Capitale. Correva l'estate 1910 ed egli vi si recò per sperimentare in compagnia della figlia, che qualche mese dopo doveva sposarsi. Inesperta della vita, la giovane Elsa l'anno successivo convinse il marito Silvio d'Amico a ritornarci. Questi erano i miei bisnonni, che lì per lì la ritennero una vacanza del tutto occasionale, e in fondo tale seguitarono a crederla per un pezzo, anche quando incominciarono a essere raggiunti da parenti e amici. A loro si unirono Pirandello, Bontempelli, Tofano, Cecchi. La figlia di quest'ultimo, Suso, perseguiva una carriera scolastica avventurosa senza brillare in latino, perciò Fedele, il primogenito dei ragazzi d'Amico, fu lì incaricato di darle ripetizioni. Lei lo trovava troppo serio, lui le attribuiva un eccesso di originalità, e si innamorarono. La loro coincise tra l'altro con la grande generazione pioniera del cinema, che a partire dagli anni '50 condusse sulle spiagge di Castiglioncello registi, musicisti e attori. Il tempo, com'è naturale, ha suggerito qualche aggiornamento anche alla mia famiglia, ma non in materia di vacanze: siamo ancora lì.
(Di Margherita d'Amico - Corriere della Sera - 27 luglio 2003)
                            Guglielmo Marconi al Miramare
Sul terrazzo del Grand Hotel Miramare, nel 1933 Guglielmo Marconi svolse alcuni  esperimenti legati all'invenzione del radar che fu poi realizzato dagli inglesi ed usato durante la guerra dalle loro navi contro di noi. A Marconi piaceva
farsi notare, e vanitosissimo, si faceva vedere in giro facendo sfoggio di decorazioni e di uniformi. Riuscì anche ad avere il titolo di marchese, per sé e la seconda giovanissima moglie, più giovane di sua figlia, sposata dopo essersi fatto annullare in Vaticano il primo matrimonio. Diventato marchese, amico del fascismo e accademico, si atteggiò anche a fervente cattolico e andò a baciare l’anello di papa Pacelli e a farsi fotografare e filmare in Vaticano. Come si può notare, sono scomparsi i bagni sulle palafitte e le cabine sono ora allineate a terra, questa sistemazione è già attuale nel 1928 e non va collegata alla costruzione della passeggiata lungomare (1936). Le passarelle verso le palafitte servivano a superare le asperità degli scogli a monte della spiaggia, qui evidentemente già ridimensionate ed eliminate poi con il lungomare. La struttura della "Lucciola" è ancora su pali, ma buona parte del solarium è già presente. La serie dei bagni in successione: Ausonia, Lido, Miramare, presenti in questo golfo è sempre stata chiamata i "Bagnetti". Tante le barche all'ormeggio fra le quali si fa notare la GI.FU.LA, una grande barca a vela che prende il nome dalle iniziali Gigliola, Furio (1916-2011) e Laura: i figli dell’avvocato Augusto Diaz, labronico di fervente fede socialista i cui figli diverranno accesi comunisti. Laura scriverà nel dopoguerra, su un giornale romano un articolo in titolato: “Il Papa ha le mani macchiate di sangue” e verrà scomunicata, cosa che non la disturberà per niente.

            Ferruccio Chellini (padre di Vadino fotografo) autista dei vip
... Nel '22 fu chiamato a Castiglioncello da Probo Magrini medico, pezzo grosso del regime fascista, podestà, per fargli da autista. Magrini aveva la villa in cima al Poggio Allegro (vedi) e lui trovò casa in Via Signorini. Con la macchina lo accompagnava dappertutto, ma specialmente in vacanza e alle frequenti partite di caccia, occupazione preferita dai capoccioni di allora. Così facevano la spola fra il lago di Massaciuccoli, le riserve nel Chianti e la foce dell'Ombrone dove cacciavano le anatre appostati nella botte affondata nel padule. Quando arrivava Italo Balbo, il famoso trasvolatore, con l'idrovolante ammarava ai bagnetti davanti al Miramare (foto 26),
portando anche il Teruzzi da Roma e lui andava a prenderli per portarli alle ville o alle cene che spesso si facevano alla trattoria Portovecchio, tra grandi bevute e inni fascisti. Spesso portava anche la mamma del Gen. Teruzzi a Viareggio e la riportava indietro la sera. La signora doveva andare a prendere il thé o a giocare a canasta con gli amici: nel tempo le abitudini non sono molto cambiate. Le occupazioni...di utilizzo del tempo di chi gestisce il potere e dei suoi familiari sono spesso pagate dallo stato...(Da: "Castiglioncello: un secolo di immagini" di C. Castaldi e G. Marianelli scaricabile dalla sezione Scaricolibri del sito)

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