Sangriata
- la storia
e le incertezze del 2005, il NO del 2006
(con
gli aggiornamenti di cronaca e l'esito del sondaggio)
Nel 2011-2012 si riprova con il
Circo Nero
immagini Clicca sulle foto per ingrandirle
e leggere la
Un pomeriggio di
dicembre 2005 con il mare in "calmata" di libeccio
Tutto quanto mostrato sopra è
attraente, ma la realtà è molto diversa...
Fosso Bianco: staccionata anti-balneazione
nello scarico
Una staccionata in legno, 50
metri a nord e 50 a sud dello scarico del fosso bianco, delimita la zona
di divieto di balneazione e permanenza sull'arenile che dal Lillatro
porta verso le Spiagge Bianche. Un modo per marcare ancora
più visibilmente una zona che, seppur molto frequentata in estate dai
turisti, è interessata da uno scarico industriale e per questo vietata
alla balneazione. I cartelli di divieto venivano rimossi, ogni estate,
dai frequentatori delle spiagge. E così, per rendere ben visibile il
divieto di tuffarsi in acqua è stata fatta la staccionata. ("Il
Tirreno" A. Bernardeschi 2/3/2012) Siamo andati a verificare immaginando una staccionata che seguisse il
fosso fino allo scarico su i due lati impedendone l'attraversamento, se
non sul ponticello di legno. Niente di tutto questo: si tratta di una
cinquantina di tubi ø
80 vecchi e arrugginiti, collegati
da una catena zincata, che corrono parallelamente alla linea di battigia
salvo avvicinarsi a questa di pochi metri alle due estremità. Una specie
di arco molto aperto, con una decina di tubi che portano infisso un
paletto di legno che sostiene altrettanti cartelli con l'ordinanza di
divieto. Scritti su pannelli in compensato non rinforzato né marino, la
metà dei quali è già mancante. Inoltre mentre fino all'estate 2011 il
canale di scarico terminava all'inizio della battigia, oggi la spiaggia
è allungata di circa 30 m. ricreando una comoda area di passo fra la
bocca del fosso e ed il mare, in pratica ripristinando condizioni simili
a prima dell'allungamento degli argini nel 2004. Pertanto se si vuole
che lo sbarramento raggiunga il suo scopo per quanto possibile,
occorre allungare le due estremità fino ad alcuni metri oltre la
battigia usando pali in acciaio inox anche di recupero di facile
reperibilità, con catene anche zincate. (Vedi
anche)
ATTENZIONE: per i tratti di mare adiacenti, indubbiamente
suggestivi, tieni presente le parole di questo
signore...ed agisci responsabilmente, ora che sei
stato informato.
Giugno 2012 - Medicina Democratica:
«Il
sindaco impedisca l’accesso alle Spiagge bianche»
È in sintesi la richiesta di
Medicina Democratica, che chiede anche «la rimozione dei nuovi cartelli
posizionati per indicare le Spiagge bianche con l’apertura
della nuova
bretella ai Polveroni». Il motivo? «Perché quel tratto di mare è
altamente inquinato». M.D. sostiene questo sulla base «che la conferenza
dei servizi, riunita nel luglio 2009 per il rispetto dell’accordo di
programma tra Solvay e istituzioni, ha verbalizzato che alle Spiagge
bianche sono depositate circa 500 tonnellate di
MERCURIO. Inoltre uno
studio di Inail e Ispels del 2010 afferma che Solvay è la massima
emettitrice di arsenico in acqua.
Infine, la dichiarazione PRTR 2011 resa da Solvay al ministero
dell’Ambiente afferma che l’arsenico scaricato in mare nel 2010
ammontava ancora a 1449 kg/anno. La stessa dichiarazione dice che sempre
nel 2010, ad esempio, sono stati scaricati in mare:
ARSENICO
(2006)
2.930 kg
ARSENICO
(2010)
1.449 kg
CADMIO (cancerogeno)
91 kg
CROMO e composti
1.540 kg
MERCURIO
71 kg
NICHEL
1.766 kg
PIOMBO
3.218 kg
ZINCO
15.049 kg
FOSFORO
39.603 kg
L'AMMINISTRAZIONE
COMUNALE SULLA BALNEABILITA' DELLE SPIAGGE BIANCHE:
"CONTROLLI CONTINUI E PARAMETRI IN LINEA CON LA NORMATIVA DI
RIFERIMENTO"
In riferimento ai dati e alle informazioni sulla
balneabilità delle spiagge bianche fornite da Medicina
Democratica, il Comune di
Rosignano intende in primo luogo rassicurare i fruitori
delle spiagge bianche e stigmatizzare l’utilizzo dei dati da
parte della stessa Medicina Democratica in maniera non
corretta, con finalità in qualche modo allarmistiche.
Esistono tutta una serie di organismi di controllo deputati
a verificare i dati sulla balneabilità dello specchio acqueo
e sugli scarichi industriali dell’accordo di programma, in
primis Arpat. Da parte di questi organismi vengono
effettuati controlli periodici e ad oggi i parametri
rilevati sono in linea con la normativa, che è punto di
riferimento per garantire la balneabilità delle acque.
D’altra parte anche un’eventuale ordinanza di divieto
potrebbe essere costruita soltanto sulla base di un
comprovato non rispetto dei parametri stabiliti dalla legge.
L’Amministrazione Comunale ha chiesto comunque alla società
Solvay di delimitare con chiarezza ed evidenza lo spazio
interdetto alla balneazione di 100 metri a nord e di 100
metri a sud del canale industriale.
Visto
che anche questo sito da ormai 10 anni ha affrontato la
problematica in oggetto, ci sia consentita una breve analisi
delle versioni sopra esposte, non per presunzione di
conoscenza, ma per un'intera vita trascorsa nelle
fabbricazioni dello stabilimento, parimenti ad altre decine
di migliaia di persone durante i 100 anni della sua storia a
Rosignano. Chi ha operato nei settori della produzione
chimica, sa bene che i dati riportati da M.D. sono
assolutamente realistici e riportati da studi accreditati,
quindi sono ben lontani dal voler creare gratuito
allarmismo. Tuttavia l'Amministrazione deve attenersi alle
analisi correnti che campionate alla foce del fosso di
scarico, con opportuna diluizione, raramente fuoriescono dai
limiti. Da qui il problema reale che viene così a presentare
tre facce incompatibili.
A - Per MD c'è un inquinamento accumulato nei decenni, che
va ben al di là delle analisi puntuali dell'organismo
preposto e che ha comportato l'immissione e l'accumulo in mare di
quantità importanti di materiali tossici, ai quali si aggiungono
ogni anno le quantità indicate. (Da ricordare che fino ai
primi
anni '80 l'inquinamento prodotto dall'area Nuove
Fabbricazioni, Craking, ed ex Aniene era spaventoso).
B - Per l'Amministrazione (e per Solvay) le analisi di
routine non giustificano allarmismi e quindi non sono
necessari provvedimenti restrittivi, al punto che il
quotidiano locale riportando la nota del Comune sopra
riportata titola:
"Le spiagge bianche non sono inquinate".
C - Pertanto, la realtà sta in questi termini: l'azienda è
autorizzata a scaricare, l'Arpat fa le analisi con
campionatori in continuo, l'Amministrazione mantiene i
cartelli di divieto di balneazione ove previsto.
Tutti sono in regola, la legge è rispettata, ed i cittadini
ignari (forse) arrivano da mezza Toscana per godersi il
sole "tropicale", con l'aiuto delle numerose indicazioni
stradali che indirizzano verso le spiagge bianche, ovvero
verso uno dei luoghi più inquinati d'Italia, si voglia
ammettere o no.
Queste stesse considerazioni nel 2004 convinsero la Società
Solvay ad allungare gli argini del fosso fino alla battigia
e realizzare un opportuno ponticello, per evitare l'altro
grave problema parallelo, quello dei bagni dei bambini e non
solo, nella
foce dello scarico.
Quale può essere allora una soluzione
ragionevole stando così le cose?
1 - Considerare l'area per
quello che realmente è diventata in un secolo, cioè una
discarica marina a cielo aperto, dove la balneazione deve
essere SCONSIGLIATA con opportuni cartelli informativi del
tipo "AREA INQUINATA DA SCARICO INDUSTRIALE" posti agli accessi e non INDIRIZZATA
nella zona con ripetuta cartellonistica
stradale dedicata. Questa contraddizione suona come un IMBROGLIO
per la cittadinanza
locale e non solo e non può essere ulteriormente tollerato
trattandosi di problematica legata alla salute.
Gli organi preposti non possono fare finta di non sapere. Il
cittadino poi sceglierà se accedere o meno, ma deve
essere messo in condizioni di conoscere la realtà ambientale
ed i rischi ad essa collegati.
2 - Allargare i limiti del divieto dai 100m.
di oggi sui due lati del fosso ad almeno 500m. comprendendo
l'area della ex discarica costiera, industriale e urbana
usata fino al febbraio 1987 che finisce alla foce del Fine.
3 - Evitare
raduni con migliaia di persone.
4 - Vigilare o provvedere con recinzioni vere, affinché alla foce del fosso bianco
sia reso IMPOSSIBILE fare il
bagno.
Di più è obbiettivamente non si può fare, ma nascondersi
dietro un dito (i valori delle analisi puntuali), negando la
tragica realtà odierna, come si è fatto fino ad oggi è
del tutto irresponsabile oltre che penalmente rilevante.
Esprimete la vostra opinione sull'argomento da
QUI o da Facebook (Gruppo Lungomarecastiglioncello.it)
La nonna di Tamara e Maurizio Carmignoli, ogni tanto ci portava
alle spiagge e noi felicissimi facevamo il bagno nell'acqua
calda del fosso, ganzo! anni 56/57, poi di quei posti brulli e
trasandati non ho più memoria, tornato alla fine degli anni 70,
trovai una specie di campo di naturisti, pensando, che passi
avanti ha fatto la Solvay! però il posto non mi piaceva a parte
le belle figliole con stratanga e petto nudo, mai avrei pensato
che un'amministrazione potesse essere così inefficiente e che
sia inefficiente lo si vede da tante cose...ma addirittura nella
salute pubblica. Arrivati a questo punto credo ci sia ben poco
da fare. Luigi Festa - Milano
Sarà che a Livorno a forza di sopravvive ai pisani siamo
diventati furbi, ma a Rosignano siete proprio tonti. Scusate, ma
ci vuole proprio tanto a risolvere il problema ambientale là
dove l'inquinamento chimico è palpabile (io non ci vado più da
quando l'ho capito) e l'attrazione è dovuta al colore bianco
della spiaggia simil-tropicale? Se la natura ha dato al
carbonato di calcio il colore bianco, non è colpa della Solvay,
che se potesse venderebbe anche quello che gli scappa in mare.
Basta solo che la fabbrica aggiunga del colorante, magari
ecologico per non aggravare la situazione nel fosso ed aspettare
qualche anno. Con un colorante marrone, la spiaggia diventerà
color sabbia uguale a tutte le altre e fiorentini e pisani,
smetteranno di far la fila per prendere il sole delle Maldive. A
quel punto tanto vale andare alla Mazzanta o alle Gorette ed in
più si toglierebbe al Comune il peso di una situazione di
difficile gestione. Chi ci va ugualmente è fesso e quindi non fa
testo, lasciamocelo stare. Marco Freddi - Livorno
E così la spiaggia
diventerebbe marrone ed il mare color cacca, soprattutto quando
è scirocco come quando piove tanto ed uno si illuderebbe di
essere nell'Adriatico, chissà che schifo da vedere soprattutto
da lontano.
Luigi Santinoceto. (FB)
E’ stato inviato alla Procura della Repubblica Di Livorno
l’esposto firmato da Medicina Democratica in cui si chiede di
vietare la balneazione alle spiagge bianche di Vada.
L’iniziativa dopo che il sindaco di Rosignano, Alessandro
Franchi, ha respinto la richiesta presentata da M.D. e
giustificata con l’inquinamento causato dall’immissione in mare
di sostanze tossiche con gli scarichi della Solvay. In
particolare M.D. ha prodotto una documentazione, parte della
quale proveniente dalla stessa Solvay, in cui si parla di
immissione in mare di sostanze come arsenico, mercurio, cromo,
cadmio e nichel. Sostanze che, rappresenterebbero un pericolo
per chi fa il bagno alle spiagge bianche.
Tanto per cambiare ci risiamo, prendi nota e non mancare:
22 luglio - Circo Nero - Spiagge Bianche a cura di Comune e Pro
Loco Vada
19 agosto - Guinnes Primati – Concerto Live - Spiagge Bianche a
cura di Comune e Pro Loco Vada
I Caraibi di
Toscana e l’arsenico in mare «Ma non c’è rischio» Spiagge
bianche, l’Italia dei Valori porta il caso in Regione L’Arpat e
il sindaco rassicurano: dati sempre nella norma.
Da una parte un ambientalista che vorrebbe chiuderle. Da
un'altra il sindaco che lo accusa di allarmismo. Poi l’azienda
che nega l'inquinamento. E infine una procura, alla quale viene
chiesto di avviare una seconda indagine. Tutti lì, attorno alle
Spiagge bianche, versione vadese dei Caraibi. Sabbia e acque
stinte dagli scarti di soda della Solvay, lo stabilimento
chimico che sovrasta quel litorale affollato di surfisti,
bellezze e set prediletto dalle agenzie pubblicitarie. E ora
l’Italia dei Valori, con un’interrogazione in Regione, vuole
vederci chiaro: diteci se le spiagge sono inquinate e, se è
così, segnalatelo in modo che i bagnanti siano consapevoli dei
rischi. Maurizio Marchi, di Medicina democratica, ha spedito un
esposto alla Procura perché quel paradiso color bianco e
turchese è «un luogo altamente inquinato, usato da Solvay per lo
scarico di una quantità impressionante di sostanze tossiche».
Chiede che i magistrati indaghino e che qualcuno metta un
lucchetto a quella spiaggia. Chiede che il sindaco tolga la
segnaletica stradale, un invito ad andarci. Il sindaco
Alessandro Franchi risponde picche. Perché «l’allarmismo non
serve e i dati sulla balneabilità e sugli scarichi industriali
sono in linea. Io non dico che l’acqua non sia inquinata, non ho
gli strumenti per farlo. Devo attenermi a quanto mi certifica
Arpat. E finora Arpat mi dice che è tutto sotto controllo».
Dunque si rimane al divieto circoscritto alla "foce" del fosso
bianco: 100 metri a nord e 100 a sud. Marchi nel suo dossier
cita una serie di dati. Ad esempio il verbale del 2 luglio 2009
redatto dalla Conferenza dei servizi per valutare il rispetto
dell'Accordo di programma del 31 luglio 2003, accordo di cui
parliamo più avanti. In quel verbale, a pagina 6, c'è scritto
che alle Spiagge bianche «negli ultimi 65 anni sono state
scaricate in mare oltre 500 tonnellate di mercurio». Marchi
produce anche uno studio di Inail e Ispels del 2010 in cui si
accerta il triste primato di Solvay nella classifica degli
sversamenti in mare di arsenico. A pagina 37 si indica la
quantità emessa nel 2006: 2.930 chili. Che diventano la metà
secondo la dichiarazione Prtr (Pollutant release and transfer
register) 2011 resa da Solvay al ministero dell'ambiente:
risultano scaricati in mare lo scorso anno 1.449 kg di arsenico,
oltre a 91 di cadmio, 1.540 di cromo e composti, 71 di mercurio,
1.766 di nichel, 3.218 di piombo, 15.049 di zinco, 39.603 di
fosforo, 221 di sostanze organiche clorurate, 350 di fenoli.
Arpat replica che Solvay ha un'autorizzazione rilasciata dal
ministero dell'ambiente il 6 agosto 2010 sottoposta a un
controllo integrato annuale, durante il quale vengono
controllati a pié d'impianto gli scarichi dei processi
lavorativi di elettrolisi, clorometani, perossidati; e
un'autorizzazione provinciale (30 ottobre 2007) sottoposta a un
controllo annuale degli scarichi relativi alla sodiera. Inoltre,
in base a una delibera della Regione (336/2011) Arpat ogni mese
controlla lo scarico generale Solvay per cadmio, piombo,
mercurio, nichel. E arsenico, una volta al mese, ma solo dal
2011. Per l'agenzia i dati sono nei limiti. Ieri intanto l'Idv
in Regione ha presentato un'interrogazione: «È impensabile -
scrive il capogruppo Marta Gazzarri - che una zona ad alto
rischio per la salute dei cittadini venga segnalata come luogo
di balneazione. Dallo studio condotto nel 2010 da Ispels e Inail
emerge che in Toscana si emette nelle acque ben il 42,8%
dell'arsenico riversato in Italia e che il massimo emettitore è
la Solvay. Questa situazione è preoccupante specie per il gran
numero di persone che affollano le spiagge e per il pescato
nella zona. Dato che l'impianto in questione costituisce
un'importante realtà produttiva del territorio e che tuttavia le
esigenze economiche non possono prescindere dalla tutela della
salute dei cittadini, chiediamo alla giunta toscana se sia al
corrente di quali siano gli impianti responsabili dell'emissione
di arsenico. Se intende mettere in atto interventi per
monitorare il tratto di costa e per bonificare le acque
interessate dalla contaminazione. Mi auguro che qualora tale
situazione venga accertata si provveda tempestivamente a
segnalare il pericolo a bagnanti e pescatori». Sui fanghi Solvay
peraltro è ancora aperta, come conferma il procuratore capo
Francesco De Leo, un'inchiesta avviata nel settembre del 2009
dopo lo sforamento dei limiti accertato da Arpat. L'agenzia
infatti stabilì che non era stato rispettato l'accordo siglato
nel 2003 da Solvay, Comune, Provincia, Regione, ministeri
dell'ambiente e delle attività produttive per la riconversione
ecologica della fabbrica. Un accordo da 57 milioni di euro, di
cui 17 a carico delle amministrazioni pubbliche, con cui
l'azienda si impegnava a sostituire le vecchie celle a mercurio
dell'elettrolisi con quelle a membrana, a ridurre gli
emungimenti di acqua di falda e a ridurre la quantità di solidi
sospesi scaricati in mare dal fosso bianco, fino alla loro
totale eliminazione. Solvay rispettò solo i primi due punti, non
quello sui fanghi. Nel 2003 scaricava 200mila tonnellate
all'anno. Nel 2008 avrebbero dovuto scendere a 60mila e invece
furono il doppio.
Alessandro De Gregorio "Il
Tirreno" 20/6/12
Parliamoci
chiaro. Io che per anni (decenni) ho consentito l'invio nel
fosso bianco tonnellate di trielina, di percloroetilene, di
tetracloroetano, di clorometani, di acido cloridrico, ecc. ecc.
ad ogni fermata degli impianti perchè così era... impostato il
sistema, mi dico che se raccontassero uno alla volta i singoli
attori degli altri impianti che scaricavano solventi e molto
altro (PLT, acqua ossigenata, clarene, mercurio fin dal 1940, ed
in primis 15 anni di CK (1965-79 ) con benzinoni, nafta, oli
pesanti di ogni tipo stoccati in vasche di terra adiacenti al
fosso Lupaio, verrebbe fuori un quadro che farebbe cambiare
opinione a tanti che credono o devono credere ai dati analitici
odierni. Il mio rimorso e quello di tanti altri addetti ai
lavori è oggi di non aver mai preso coscienza vera del disastro
ecologico che stavamo alimentando, anche perchè, ma non è una
giustificazione, non c'era negli anni 60-80 una mentalità
ambientalista diffusa. Ecco perchè i dati di MD sono credibili
ed aggiungo, fortemente riduttivi. Mi permetto allora un invito
amichevole al nostro Sindaco che non ha elementi sufficienti per
proibire e segnalare il pericolo salute: Faccia almeno togliere
i 5-6 cartelli indicatori SPIAGGE BIANCHE, avrà fatto un
servizio corretto e responsabile alla cittadinanza.
(NdR)
Io credo nel
fair play, mi spiego! Le spiagge ci sono e sono belle, ma è
altrettanto vero che i dati di MD sono altamente riduttivi, come
dice lei, di quello che è avvenuto ed avviene a mare del fosso
lupaio. Oggi abbi...amo i mezzi, la mentalità e la lobby
ambientalista per far emergere i fatti; ma non lo vogliamo! La
sua generazione non parla, o pochi parlano, perché dovrebbero
esporsi e chi si espone in Italia senza una corporazione alle
spalle passa dal Grillo della situazione. La mia generazione è
fatta di ragazzi senza storia, non ne sappiamo niente, non
sappiamo un cavolo di quello che accade in funzione
dell’industria, tanto più quelli a cui muore la mamma o il padre
di un tumoraccio (per giunta raro chissà perché???) rimangono
solo addolorati e per niente indignati, arrabbiati, incazzati.
Danno magari la colpa al bisolfito del vino del nonno o il rame
sulle albicocche del giardino.
Per quanto riguarda chi controlla, non mi espongo. Ho delle idee
troppo drastiche per essere scritte, dovremmo incavolarci
profondamente e rivedere a fondo la reale divisione dei poteri
che in questo stato manca ed il metro di misura troppo
cognominale per l’assegnazione degli incarichi. Ieri sera ho
ascoltato Sofri a Ballarò ed il suo ultimo intervento mi è parso
calzante per la situazione attuale che stiamo vivendo, diceva
più o meno così: “durante il Fascismo c’era un’autarchia contro
gli stati esteri, oggi viviamo un’autarchia verso gli stessi
italiani, sono sempre gli altri sbagliati, il mio orto va bene è
l’altro che è scorretto!!”….altro non è che quello che emerge
dall’articolo che ha postato…..!!!!...incrociamo le dita e
speriamo nel perdono divino…!!! - Filippo Martellacci. Vada
Che sia stato
scaricato tutto quello che hai detto non ci sono dubbi, ma una
considerazione la devo fare. Togliere i cartelli è come dire a
un malato non hai nulla e lui guarisce e l'autore dell'articolo
conosce molto bene i problemi del fosso bianco dagli anni 60,
quindi non dice niente di nuovo. Angiolo Giusti - Rosignano S.
Spiagge
Bianche, per l’Arpat è tutto ok - L’agenzia sulla richiesta di
vietare la balneazione: «Le concentrazioni di arsenico sono
nella norma». Livelli nella norma per quanto riguarda
l'arsenico. L'Arpat interviene nel caso sollevato da Maurizio
Marchi relativo al presunto inquinamento delle Spiagge bianche.
Il coordinatore di Medicina democratica nei giorni scorsi ha
presentato un esposto in Procura allegando un dossier in cui
cita dati forniti da Ispesl, Inail e dalla stessa Solvay. Dati
che riguardano metalli pesanti come mercurio, cromo, cadmio,
nichel e arsenico. Arpat fornisce uno studio dettagliato anche
se relativo al solo arsenico. Dopo aver ricordato il complesso
regime di autorizzazioni e controlli che riguardano la Solvay, e
di cui avevamo già parlato, Arpat scrive che «la principale
unità produttiva Solvay da cui ci risulta probabile l'emissione
di arsenico nello scarico idrico è la sodiera che utilizza coke
e antracite nel processo di calcinazione. Queste materie prime
contengono naturalmente arsenico. Dall'analisi dei report
annuali dell'unità produttiva sodiera, trasmessi da Solvay
relativi agli anni 2009 e 2010, si evince un quantitativo annuo
di arsenico scaricato in acqua pari a 2.531 kg per il 2009 e
1.301 kg per il 2010. Tali valori sono paragonabili con il dato
di 2.930 kg indicato nel suddetto report Ispesl per il 2006. La
modesta concentrazione di arsenico rilevata allo scarico,
inferiore di almeno un ordine di grandezza rispetto al limite di
legge e il flusso di massa citato dal rapporto Ispesl, sono del
tutto paragonabili, in considerazione della rilevante portata
dello scarico generale della Solvay, che è pari a circa 10.000
mc/h. Nel corso del 2011 l'Agenzia ha anche effettuato una
indagine eco-tossicologica sui solidi sospesi nelle acque di
scarico della Solvay, nonché sui campioni di sedimenti e sabbie.
I risultati delle analisi hanno evidenziato una completa assenza
di tossicità o valori di tossicità inferiori al limite di
tossicità trascurabile». «Riguardo alla qualità delle acque di
balneazione e di quelle marino-costiere - prosegue la nota -
Arpat effettua un costante monitoraggio con le seguenti
caratteristiche. Balneazione: durante la stagione balneare (1
maggio - 30 settembre) Arpat effettua campionamenti e analisi
con frequenza mensile per verificare l'idoneità alla balneazione
in tutte le aree di balneazione presenti sul territorio
regionale al fine di supportare gli enti a cui la normativa in
materia attribuisce specifiche competenze. I risultati di tali
accertamenti sono tempestivamente resi disponibili sul sito
dell'Agenzia». Riguardo alle due aree di balneazione in cui sono
suddivise le cosiddette «spiagge bianche non risultano
superamenti dei valori previsti dalla normativa europea per la
balneazione per tutti i campionamenti effettuati». Acque
marino-costiere: Arpat effettua il monitoraggio lungo tutta la
costa toscana, su una rete costituita da 19 punti di
campionamento. I campioni di acqua vengono prelevati,
utilizzando il battello oceanografico Poseidon a 500/1000 metri
dalla riva con cadenza bimestrale. Nei medesimi punti sono anche
prelevati campioni di sedimenti con cadenza annuale. I dati del
monitoraggio sono resi disponibili con una relazione annuale
pubblicata sul sito dell'Agenzia. Fra le sostanze ricercate
nella colonna d'acqua c'è anche l'arsenico, che risulta con
livelli nella norma per quanto riguarda tutta la costa toscana.
Da vecchio
chimico mi
permetto solo una considerazione:
Con queste analisi praticamente perfette, del tutto analoghe alle zone con Bandiera Blu, non c'è
da aspettarsi alcun tipo, neppur minimo, di provvedimento
cautelare. Per ulteriori confronti vedere:
http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/acqua/balneazione/livorno
, quindi via libera alle
iniziative come quella sotto con il patrocinio di Provincia e
Comune:
Ritorna alle Spiagge bianche il grande spettacolo del Circo
Nero, che lo scorso anno ha richiamato sull’arenile di Rosignano
Solvay migliaia di giovani, che hanno ballato dal pomeriggio
fino all’alba. L’organizzazione di questo show on the beach ha
fissato la data dell’evento 2012: il prossimo 22 luglio, con
inizio alle 11. «Per una festa in massima sicurezza - spiega una
nota dell’organizzazione sul proprio profilo Facebook - in
accordo col Comune di Rosignano Marittimo che dedicherà un' area
vicina alle Spiagge bianche per il parcheggio degli autobus,
Circo Nero organizza servizio pullman da ogni città della
Toscana.
(vedi
2011)
Caro Andrea, ho letto, ho letto, vuol dire che ora sono
tranquillo perché le centinaia di tonnellate inquinanti che ho
mandato nel fosso io, si sono volatilizzate senza alcun danno,
quindi state tranquilli e continuate pure. Resta però il fatto
assai noto come ben sai, che l'analista trova se vuol trovare...
I Caraibi chimici
più bianchi del sole
Spiagge
bianche: migliaia di bagnanti davanti alla Solvay, dove le
suggestioni tropicali convivono con la soda Una grande finzione
da cartolina tra gli scarichi industriali e gli allarmi
ambientali: foto, tintarella e metalli pesanti.
Il
paradiso tarocco inizia subito a sud di Rosignano Solvay. Il
mare è di un bianco abbacinante, ma anziché latte è solo fango
industriale mischiato ad acqua. La spiaggia rievoca i Caraibi,
in realtà è solo il risultato della risacca che deposita a terra
calcare e gesso residui della lavorazione chimica. La collinetta
dà idea di una duna, però è un'ex discarica di rifiuti civili e
di scarti di produzione, formalmente chiusa nel 1983 ma di fatto
tenuta aperta fino al 1986 per evitare che i ratti invadessero
l'abitato. Eppure in ogni weekend sulle spiagge bianche si
riversano migliaia di persone, soprattutto giovani in cerca di
una tintarella veloce e duratura. Mollano auto e moto negli
spiazzi del Galafone e in quello vicino all’ex passaggio a
livello. E con andatura stanca vanno a rosolarsi nel paradiso
tarocco, dove in mare confluisce lo scarico industriale del più
grande polo chimico dell’Italia centrale. E per questo, oltre
che di sale, sa di sfida. Attraverso il Fosso Bianco,
perennemente percorso da un fiumicello che sembrerebbe fatto di
Nivea se non fosse tanto liquido, nel 2011 lo stabilimento
Solvay ha sversato in mare 1449 chilogrammi di arsenico, 91 di
cadmio, 1540 di cromo, 1868 di rame, 71 di mercurio, 1766 di
nichel, 3218 di piombo, 15049 di zinco. Nel 2009 la procura di
Livorno ha avviato un’indagine sul volume complessivo dei fanghi
scaricati: a fine 2008 l’Arpat ne certificò 129mila tonnellate,
più del doppio delle 60mila previste dall’accordo di programma
del 2003. Nel 2010 le tonnellate furono 120mila, anch’esse
depositate sui fondali coperti dai fanghi di decenni di attività
industriale e pieni di metalli pesanti. Solo nel 2003 le
tonnellate furono 200mila, più del triplo di quanto poi previsto
nell’accordo, eppure più povere d’inquinanti pericolosi rispetto
ai decenni precedenti, quando al posto delle celle a membrana
nei circuiti produttivi si usavano quelle a mercurio. Ecco, le
Spiagge bianche sono state generate dal polo chimico. Ciò
nonostante vengono prese d’assalto senza che da qualche parte vi
sia una scritta con qualcosa di essenziale, tipo: “In questo
tratto di mare non esiste divieto di balneazione. Però c’è uno
scarico industriale”. Basterebbe un po’ d’informazione in più.
Gli unici cartelli sono quelli delle rotatorie, visto che
persino sul sito www.costadeglietruschi.it (fatto dall’ex Apt),
le Spiagge Bianche sono celebrate come un’attrattiva turistica e
lo specchio di mare antistante decantato come cristallino: «Ci
va tanta gente, il risultato delle analisi eseguite dall’Arpat
le promuove come un sito a balneazione consentita», spiega Paolo
Pacini, assessore provinciale all’ambiente. In effetti le cose
stanno così, anche se c’è da dire che per legge gli unici
parametri di cui si tiene conto per la balneabilità delle acque
sono quelli fecali. E lì scarichi urbani non ce ne sono, benché
in pochi chilometri vi siano concentrate l’ex discarica, le
tubazioni Solvay, un serbatoio di etilene e il depuratore, il
quale per un certo periodo di tempo ha scaricato dentro al Fosso
Bianco: i prodotti clorati immessi nel fiume di latte finto
avrebbero ucciso ogni cosa. Figuriamoci i batteri del
depuratore. Nelle ultime settimane però non si è parlato di
colibatteri ma di arsenico. Maurizio Marchi di Medicina
democratica, dopo aver presentato una serie di esposti alla
magistratura tra cui quello che ha prodotto l’inchiesta avviata
nel 2009, ne ha presentato un altro: «È un luogo inquinato,
usato per scaricare sostanze tossiche», ha scritto. Una premessa
per chiedere che la spiaggia sia chiusa al pubblico senza
limitarsi al divieto di balneazione entro la distanza di cento
metri dalla foce del Fosso Bianco. Ma il sindaco Alessandro
Franchi non ci sente: «Io devo attenermi gli esami dell’Arpat,
che al momento sono in regola». E in effetti la quantità di
arsenico riscontrata è al di sotto della soglia definita di
rischio: alla confluenza tra il Fosso e il mare la
concentrazione è inferiore di almeno un ordine di grandezza al
limite di legge. La portata dello scarico è calcolata in 10mila
metri cubi all’ora e la ragione del contendere, a Rosignano, sta
qui: la legge contempla il parametro della concentrazione, non
quello della quantità effettivamente sversata. Giacomo
Luppichini, ex assessore all’ambiente, docente di biologia e ora
consigliere comunale, ribadisce che a livello scientifico la
contaminazione è accertata, almeno per quanto riguarda il
mercurio presente in quantità nelle posidonie: «C’è persino uno
studio del Cnr che mette in guardia dai rischi derivanti dalla
nebulizzazione nelle giornate di vento - aggiunge Luppichini -.
Per avere le idee chiare sull’interazione tra scarichi
industriali e salute umana servirebbe un’indagine
epidemiologica». Che non c’è, come conferma il dottor Marco
Battaglini dell’Asl 6: «L’inchiesta è in corso e non posso
anticipare i risultati del lavoro fatto da Asl e Arpat. Una cosa
però è chiara: i risultati escludono rischi per la salute
umana». Hanno tutti ragione. Per primi ce l’hanno i bagnanti:
«Vengo qui perché mi abbronzo subito - dice una ragazza nello
striminzito costumino rosso - Il sole batte sulla sabbia bianca
e il riflesso ne amplifica l’effetto. In un giorno si diventa
neri. I rifiuti industriali e l’ex discarica? Boh, cosa vuole
che ne sappia...». Pure l’Arpat ha ragione: la legge prevede
parametri e prescrizioni, non si può strafare. Ce l’ha il
sindaco, che per impedire la balneazione ha bisogno del supporto
delle analisi. Ce l’hanno gli ambientalisti, il cui ragionamento
non fa una grinza: perché indirizzare i bagnanti verso una
spiaggia alimentata dai rifiuti industriali? E infine hanno
ragione i fotografi, che soprattutto d’inverno utilizzano le
Spiagge bianche come scenario tropicale. Una finzione,
s’intende, però fa lo stesso: è il risparmio che conta. E
Solvay? L’inchiesta è iniziata nel 2009 e va avanti. Quando la
fabbrica arrivò sul territorio, cent’anni fa, nessuno prendeva
la tintarella né potevano prevedere che attorno alla sodiera
sarebbe sorta una città. In tal senso neppure Solvay ha torto,
benché nel tempo la coesistenza coi residenti si sia fatta
difficile. I suoi tecnici stanno affinandosi nella dissoluzione
dei solidi con l’acido, col proposito di valorizzare il composto
chimico come materia prima nei cicli produttivi. Quando il
procedimento sarà ottimizzato, per le Spiagge bianche sarà
l’inizio della fine (di Antonio Valentini per "Il Tirreno" 8
luglio 2012)
...lo sanno tutti che è tutta inquinata quell'area, scemo chi
ci va e chi fa pure il bagno! Simone Cuppoletti (FB)
Se era inquinata la chiudevano. Sara Giacomo (FB)
Gli unici parametri di
cui si tiene conto per la balneabilità delle acque sono quelli
fecali. E lì scarichi urbani non ce ne sono, benché in pochi
chilometri vi siano concentrate l’ex discarica, le tubazioni
Solvay, un serbatoio di etilene e il depuratore, il quale per
un certo periodo di tempo ha scaricato dentro al Fosso Bianco: i
prodotti clorati immessi nel fiume di latte finto avrebbero
ucciso ogni cosa. Figuriamoci i batteri del depuratore. La
Ilaria (FB)
Tutta salute !!! fate pure il bagno senza problemi !!! Daniele
Mucci (FB)
Un
grazie ad Antonio Valentini che riprende ed amplifica con altri
mezzi per una più vasta platea, quanto andiamo inutilmente
sostenendo dal 2002 (NdR)
Ma allora anche le zone li vicino sono inquinate. Non credo che
a Castiglioncello ,Vada, non arrivi nulla. Lorella
Taccola (FB)
Chiaramente
più ci si allontana dal punto di scarico del fosso industriale,
più la situazione migliora, tuttavia è sempre prudente e
fortemente consigliabile bagnarsi più lontano possibile e per
essere chiari sono da evitare le aree comprese fra il
pennello a sud e punta Lillatro. Tuttavia questi limiti variano
secondo il vento e le correnti marine. Oggi con discreto
scirocco da sud, anche l'area Canottieri è investita, e si vede
bene dal colore biancastro del mare, da residui provenienti
dallo scarico, che come non ci stancheremo mai di ripetere NON
SONO SOLO SODA. Ecco quindi l'importanza di informare la
cittadinanza al di la delle analisi ufficiali sempre discutibili
e dipendenti dal luogo, dal modo e dal momento del
campionamento, del rischio potenziale esistente in un'area di
questo tipo.(NdR)
Quante
volte abbiamo denunciato queste cose..inutilmente. Sembra quasi
che non interessi a nessuno ed anche l'amministrazione si
trincera dietro l'aridità delle cifre e delle leggi...e degli
interessi economici. La Solvay, anche questo è ultra noto, ha
sempre fatto il bello ed il cattivo tempo! Walter Botti (FB)
A
me interessa solo che più gente possibile sappia, così come deve
sapere e valutare il potenziale rischio cloro sempre
attualissimo che come questo, non interessa a nessuno. Le
autorità e la fabbrica fanno le loro politiche come sempre,
ma la rete può dare una mano importante per la diffusione e la
conoscenza di un rischio importante per la salute dei cittadini.
Non si può più accettare che accada ancora, come raccontava
giorni fa Paolo Pagnini che durante un suo recente giro
fotografico al fosso bianco si è permesso di far presente ad una
signora di far uscire il bambino dalla bocca del fosso,
ottenendo la risposta: "ieh! ichhè vole che sia, l'he soda e me
lo lava!!!" BASTA con questa ignoranza da popolo
sottosviluppato, se le autorità hanno i loro alibi, noi non ne
abbiamo, il "chi se ne frega" non rientra nel mio dna. Ringrazio
anche i giornalisti de "Il Tirreno", Valentini, Rocchi,
Bernardeschi, Moscadelli che periodicamente ripropongono
l'argomento. Se di più non si può fare, facciamo almeno il
possibile. (NdR)
Concordo su tutta la linea con i vari commenti ed in
particolar modo con l'ultimo. La cosa che a me fa più
pensare è il fatto che non solo si lascia la balneabilità di
un tratto di costa da bollino rosso, ma lo si pubblicizza
attraverso siti istituzionali (APT et similia) ed
indicazioni turistiche con i cartelli stradali marroni.
Quindi facendo una similitudine molto rozza si mette sullo
stesso livello un sito industriale inquinato (chi dice il
contrario lo fa in malafede secondo me) con un sito di
interesse storico, architettonico o magari
archeologico. Paolo Montechiaro (FB)
Leggo
l'articolo:
VADA,
VIAGGIO
NEL MARE
DEI
PARADOSSI-I
CARAIBI
CHIMICI
PIU'
BIANCHI
DEL
SOLE. Si
tratta a
sproposito
di
scarichi
Solvay
citando
arsenico,
cromo,
cadmio,
rame
mercurio,
nichel,
piombo,
zinco
citando
quantità
ben
precise.
Non sò
se
l'autore
dell'articolo,
tale
Antonio
Valentini,
si sia
affidato
a
notizie
ricevute
dal
Marchi
di MD,
che
viene
pure
citato,
o abbia
pubblicato
dati
reperiti
da altre
fonti.
Il
Marchi
continua
a
lavorare
per
demolire
una
buona
parte
del
lavoro
di
qualità
rimasto
nelle ns
zone.
Vogliamo
chiudergli
la bocca
una
volta
per
tutte o
no ? Mi
aspetto
una
presa di
posizione
da parte
dell'Azienda
per
difendersi,
ma
soprattutto
per
difenderci
e dire
le cose
come
stanno.
Bruno
Grossi(FB)
Spiagge Bianche, una discarica
dopo lo spettacolo.
L’evento
con il Circo nero ha lasciato
sull’arenile migliaia di
bottiglie, pacchetti di
sigarette e cartacce. Il Comune
chiude l’accesso per permettere
la pulizia. Migliaia di
bottiglie, pacchetti di
sigarette ovunque, decine di
ciabatte infradito, magliette,
cartacce, scheletri di gazebo.
Le Spiagge bianche rischiano di
rubare il primato a Scapigliato,
storica discarica nel comune di
Rosignano. Il day after al mega
beach party di domenica
restituisce uno scenario
catastrofico. Arenile deserto e
spazzatura ovunque. Ce ne vorrà
per il rifare il make up ai
Caraibi modellati dalla soda. Il
Circo nero ha smontato il
tendone all'alba di lunedì. La
carovana è ripartita verso altri
lidi: il divertimento non può
aspettare. Clown e trampolieri
si sono struccati e la musica è
stata spenta. L'unica promessa è
stata mantenuta: tutto finito
entro le due del mattino. Sono
arrivati in 30mila da ogni parte
della Toscana, ma anche da
fuori. Chi doveva lavorare è
rientrato subito a casa,
qualcuno ha preferito bivaccare
fino alla mattina. E il
risveglio non deve essere stato
poi tanto diverso da quello di
Pinocchio dopo la nottata nel
Paese dei balocchi. Desolazione.
Serviranno giorni per ripulire
tutto l'arenile. Il sindaco
Alessandro Franchi ha già
firmato l'ordinanza: 36 ore di
chiusura forzata per togliere la
spazzatura dalla spiaggia e
dalle dune. Diventeranno 48 se
gli operai non riusciranno a
restituire il litorale ai
bagnanti. Serve una passeggiata
per rendersi conto di cosa abbia
lasciato il beach party di
domenica. Il parcheggio a
ridosso dell'Aurelia è vuoto. Ci
sono solo due o tre auto: i
turisti si sono arresi al vento
e alla sporcizia. Oggi si sta a
casa. Per terra, dentro i fossi,
nei campi ci sono lattine di
birra, borsine di plastica e
tante bottiglie di vetro. Il
Comune aveva vietato di
introdurle in spiaggia. I più
rispettosi se le sono scolate in
un sorso davanti al punto di
controllo, gli altri hanno preso
sentieri alternativi e se le
sono imbucate al party. Le hanno
seminate dappertutto. Erano
vietate pure le cannucce, ma ci
sono anche quelle. "Il Tirreno"
Non capisco il perchè
dare le autorizzazioni per simili eventi..... la festa se tale
era, ha creato di fatto un luogo altamente fuori controllo per
quanto riguarda situazioni di spaccio e di consumo di alcol in
maniera veramente indiscriminata.... ci sono stato verso le due
la notte , al momento che il tutto era appena finito ed ho visto
un fiume di persone che mi hanno fatto ricordare il mitico film
di ZOMBIE..... , poi tutti, sotto gli occhi delle forze
dell'ordine presenti che vedevo in netta difficoltà nella
gestire il traffico , si sono messi in macchina per cercare di
tornare a casa o andare chissà dove a finire la nottata.... ma
al di la di questo mio pensiero mi pongo un altra domanda.....
perchè la nostra sangriata no? ...... il risultato del
divertimento era lo stesso per i partecipanti, solo che alla
fine di tutto i v...ecchi ragazzi del rugby Rosignano
devolvevano parte del ricavato per acquistare mezzi alla
pubblica assistenza..... hanno fatto smettere di fare questo per
motivi di ordine pubblico, ha distanza di pochi anni ci troviamo
il circo nero.... organizzato da non sò chi..... con i soliti
risultati di migliaia di stonati che poi vagano per le strade di
Rosignano cercando la via di casa ........ in sostanza vorrei
sapere..... la sangriata no e il circo nero si? chi ha veramente
degli interessi dietro? e perchè? e poi..... il territorio per
questo evento è stato dichiarato sicuro da qualcuno? è stato
davvero tutto in regola? oppure qualcuno chiude gli occhi a
comando e fa finta di non vedere? chi ci guadagna veramente
dietro tutto questo?
La sangriata diventò poi la briaata...... ma a noi andava bene,
ricordi? poi diciamo è degenerata..... e tutto sommato per me
hanno fatto bene a toglierla.... troppo casino purtroppo..... ma
il circo nero..... a chi serve davvero il circo nero? mi
piacerebbe risposta esaudiente di chi conta....Maurizio Lami su
"Il Tirreno"
Mi
pare che il controllo sia mancato totalmente, il Sindaco poteva
ricorrere al Prefetto per precettare i vigili...comunque, facendo
la strada di accesso, sia di giorno che alle 22 si vedeva di
tutto...e da due giorni scaricavano camion di birra e liquori.
Inoltre, ci si lamenta per come è stata lasciata la spiaggia
(che normalmente è piena di rifiuti)...ma quanti cestini ci sono
alle spiagge bianche??? Penso che possiamo ritenerci fortunati
se tutto è filato liscio...Certamente l'Amministrazione (perche
con la A maiuscola si dovrebbe scrivere ma non lo merita) ha
perso una buona occasione per gestire un evento importante.
Cesare Baggiani
su "Il Tirreno"
Troppa
gente, mai più il beach party - Decisione del sindaco dopo il
caos. Ma nel contratto con gli organizzatori non erano previsti
tempi di pulizia - La Pro loco di Vada «No ai divieti servono
controlli.
Il Circo nero il prossimo anno non monterà il tendone alle
Spiagge bianche. Il beach party si ferma alla seconda edizione.
Troppe 30mila presenze ai Caraibi rosignanesi. Secondo gli
organizzatori di Stranomondo srl gli accessi avrebbero toccato
quota 50mila. Ma il giorno dopo, quando da pista da ballo
l'arenile è tornato una spiaggia, gli effetti devastanti si sono
manifestati agli occhi di tutti: bottiglie seppellite dalla
sabbia, pacchetti di sigarette e immondizia. Da lunedì il
litorale è off limits: verrà riaperto oggi, quando si concluderà
la pulizia a mano (quella dei mezzi meccanici si è conclusa ieri
sera). L'autorizzazione firmata dal Comune imponeva la pulizia
agli organizzatori. Niente penali, né tempi di lavoro indicati.
Un patto tra gentiluomini. «Macché penali e penali. Non è un
contratto - dice il sindaco Alessandro Franchi - i responsabili
dovranno sistemare la spiaggia e basta». Ma chi garantisce che
le Spiagge bianche torneranno all'antico splendore dopo che il
vento ha seppellito e sparso rifiuti per tre giorni? E lo sporco
finito in acqua? Qualcuno parla già di danno ambientale. «Che
devo dire? Abbiamo emesso un'ordinanza - sbotta Franchi - se la
guardia costiera riterrà che il litorale è ancora sporco
chiederemo ai responsabili di tornare al lavoro. Il problema
sono stati gli accessi. Troppi. Abbiamo bisogno di pensare ad
altri eventi che richiamino meno persone». Chi ha traghettato
domatori e ballerine in spiaggia non ci sta a vedersi accollare
le responsabilità di una serata che è andata fuori controllo. «È
doveroso comprendere e scusarsi dei disagi incontrati dai
cittadini della zona per il traffico - scrivono gli
organizzatori - e l’impossibilità di usufruire della parte di
spiaggia occupata dalla festa per effettuare le pulizie. Ma il
programma della ditta privata e di quella legata al Comune ha
dovuto subire dei ritardi per una causa inaspettata non
preventivabile: il maltempo e il forte vento». Dopo le scuse,
gli attacchi: per la vendita degli alcolici da parte di abusivi
e per lo sciopero dei vigili. «L'ordinanza del sindaco - scrive
Stranomondo - vietava l'ingresso alla festa di venditori di
alcolici abusivi ma poi ci chiediamo come mai c'erano, e in
massa, e organizzati, vendendo alcolici in bottiglie di vetro».
E poi, il carico: «Pensate che all'estero possa succedere che in
occasioni così importanti per la città ci possa essere uno
sciopero dei vigili urbani?». «Se i venditori abusivi sono
entrati alla festa - replica Franchi - significa che ci sono
state delle falle nei controlli. Non è colpa nostra. E sullo
sciopero dei vigili posso solo dire che anche l'amministrazione
l'ha subìto. È il prefetto che ha scelto di non precettarli e
coinvolgere la questura». «Era prevedibile che dopo una
iniziativa di spettacolo come il Circo Nero che ha convogliato
alle Spiagge Bianche migliaia e migliaia di giovani, ci fossero
le discussioni e le polemiche del giorno dopo tra chi e’
favorevole a tali eventi e chi e’ contrario». Esordisce così
Roberto Creatini (nella foto), presidente della Pro Loco di
Vada, che poi spiega il suo punto di vista sul beach party. «È
naturale - spiega - che un evento che raccoglie dalle 30.000 o
forse piu’ presenze in un’area cosi’ aperta, porti a qualche
problema di organizzazione anche per i due giorni successivi
all’evento (spazzatura, pulizia spiaggia, traffico) ma e’ anche
vero che tali eventi, se correttamente sviluppati sul
territorio, sono anche un forte richiamo turistico». Insomma
secondo il presidente della Pro Loco vadese «il problema non si
risolve semplicemente vietando da ora in poi dette
manifestazioni, ma semmai si tratta di controllarle meglio. La
scelta dei vigili di scioperare proprio quel giorno non e’ certo
stata delle piu’ apprezzate da parte della cittadinanza». (Rino
Bucci "Il Tirreno 25/7/12)
Dal
Sindaco Alessandro Franchi alcune precisazioni e considerazioni
sull'evento "Circo Nero" alle spiagge bianche di Vada.
“Considerato quanto detto e scritto negli ultimi giorni sull'evento
"Circo Nero" alle spiagge Bianche ritengo necessarie alcune
precisazioni e considerazioni. Non ho mai parlato di“falle nei
controlli” e per quanto riguarda la questione dell’assenza della
Polizia Municipale, premesso che il diritto di sciopero è un
diritto garantito dalla Costituzione, ho spiegato che il
soggetto che può precettare in caso di sciopero è il Prefetto.
In questo caso il Prefetto, che sulla questione mi ha
interpellato più volte e con il quale abbiamo concordato il da
farsi, ha ritenuto, giustamente a mio avviso, che non fosse il
caso di procedere con la precettazione in quanto con la presenza
delle altre forze dell’ordine sarebbe stato possibile sopperire
alla mancanza degli agenti della Polizia Municipale. Non è vero
inoltre che non siano stati previsti dei tempi di pulizia. Così
come lo scorso anno, era a carico degli organizzatori la pulizia
della spiaggia, essendo questa una delle condizioni previste per
il rilascio dell’autorizzazione. La pulizia della spiaggia è
quindi iniziata alle 5 del mattino e avrebbe dovuto concludersi
entro le ore 9 per consentire l’uso da parte dei bagnanti. Il
forte vento ha però impedito ai mezzi meccanici di procedere
celermente con il lavoro e dunque è stata necessaria l’ordinanza
di chiusura per evitare la promiscuità tra i mezzi in movimento
ed i possibili avventori della spiaggia. Ieri, durante tutto il
corso della giornata, i mezzi meccanici sono stati a lavoro e,
secondo quanto ci ha riferito la Guardia Costiera, che questa
mattina ha effettuato un sopralluogo, oggi i mezzi non sono
presenti perché hanno completato il proprio lavoro. Sono ancora
in spiaggia alcuni addetti che manualmente stanno rimuovendo gli
ultimi residui. Approfitto dell’occasione per una
considerazione. Premesso che le polemiche del giorno dopo sono
noiose, vorrei sottolineare che è inevitabile che un evento da
30mila persone crei del caos. Nonostante questi numeri
giganteschi, troppo grandi a mio avviso per le spiagge bianche,
tutto è andato bene. E questo grazie al lavoro di organizzazione
che è stato svolto nelle settimane precedenti e allo
straordinario impegno messo in campo da tutte le forze dell’ordine
presenti per tutto il giorno. Così come straordinario è stato il
lavoro dei tantissimi volontari della Pubblica Assistenza di
Rosignano che hanno presidiato la festa. Per il futuro ritengo
chele spiagge bianche possano essere utilizzate per attività di
intrattenimento e di spettacolarizzazione a patto che i numeri
siano sostenibili. Si tratta di non esagerare con le presenze
per non mandare in stress il territorio e garantire il massimo
della sicurezza per tutti”. (CRM)
Voglio
chiarire senza filtri di nessuno la mia posizione. In questi
giorni si fa un gran parlare di Circo Nero. Chi è a favore, chi
contrario e giù le solite polemiche dei soliti commentatori del
giorno dopo che non sono mai contenti qualunque cosa venga
fatta. Lo spettacolo di musica, giocolieri e mangiafuochi non è
male; complessivamente, l'organizzazione ha funzionato,
nonostante le presenze di decine di migliaia di persone - salvo
qualche episodio - non è successo niente di particolare; le
forze dell'ordine impegnate e i volontari della Pubblica
Assistenza di Rosignano (ovviamente con compiti diversi) hanno
fatto un lavoro straordinario; il pattume lasciato è né più né
meno quello di altre manifestazioni che hanno un pubblico simile
e comunque la pulizia della spiaggia era a carico degli
organizzatori; la stragrande maggioranza di ragazzi è andata lì
per divertirsi, stare con amici e ascoltare musica. Allora dove
sta il problema? Nell'eccessivo numero di persone presenti.
Quella zona non ce la fa a sopportare 30/40mila presenze tutte
insieme contemporaneamente, con la viabilità a rischio stress, i
parcheggi non sufficienti e le condizioni minime di sicurezza
che non sono garantite per tutti. Quindi, se si vogliono
utilizzare le spiagge bianche per organizzare eventi, occorre
pensare a iniziative che siano più compatibili con il luogo.
Evitando, se possibile, noiose polemiche!
Alessandro Franchi (FB)
In consiglio comunale stiamo discutendo sulla manifestazione del
CIRCO NERO. Personalmente sono contraria a queste manifestazioni
affrontate in modo superficiale sia per quanto riguarda la
sicurezza che la legalità. ABBIAMO FERMATO LA SANGRIATA
APPELLANDOCI ALLA SICUREZZA CHE AVEVA UN TRASPARENTISSIMO
RITORNO SOCIALE E CONSENTIAMO UNA FESTA CHE PORTA SOLDI IN TASCA
SOLO AGLI ORGANIZZATORI con spese aggiuntive per ripulire le
spiagge, rischi e brutti episodi. Angela Porciani
Chiudiamo l'argomento x quanto ci riguarda: si facciano tutti i circhineri e affini che vogliamo, ma non davanti a 500
tonnellate di mercurio, tralasciando il resto. Ci sarà un'altra
area disponibile senza inquinamento, nel terzo comune per
estensione (120,24 kmq) della Provincia? E' chiedere troppo? (NdR)
A marzo 2013, meglio tardi che mai:
Addio Circo Nero. Stop alle
feste di notte sulla spiaggia. In approvazione il regolamento di
gestione del demanio. L’assessore: «Vietati eventi dopo le 21,
preservare l’habitat». No all’utilizzo per pubblicità violente.
«ARENILI»
GIRO DI VITE DEL COMUNE.
Con il nuovo regolamento, se approvato, scatteranno limitazioni
anche per i servizi fotografici e le riprese televisive, per cui
spesso vengono utilizzate le Spiagge bianche. «Prima di tutto -
dice l’assessore - abbiamo deciso di escludere i mesi di luglio
e agosto per questo tipo di concessioni. Inoltre, per il resto
dell’anno, abbiamo deciso di non dare più di due autorizzazioni
contemporanee e non autorizzare riprese e foto che pubblicizzano
armi, alcol, fumo e gioco d’azzardo o abbiano messaggi di tipo
razzista o pornografico».
Addio Circo Nero alle Spiagge bianche. Stop a feste, musica e
balli sull’arenile tra il Lillatro e Vada. Come del resto su
tutte le spiagge del territorio rosignanese. Il coprifuoco per
eventi lungo la battigia è stabilito alle 21, orario dopo il
quale gli arenili dovranno essere liberi. A meno che la festa in
questione non venga patrocinata direttamente
dall’amministrazione, che quindi si rende responsabile di una
precedente valutazione complessiva dell’evento. Questo
stabilisce il regolamento di gestione del demanio marittimo, che
l’assessore Margherita Pia porta oggi in consiglio comunale per
l’approvazione. Un documento che è stato dibattuto per molti
mesi e che prevede numerose novità rispetto al vecchio
regolamento, ormai datato (risale al novembre del 2002). Diciamo
subito che l’amministrazione locale ha deciso per la linea del
rispetto dell’habitat marino, limitando il sovrautilizzo della
fascia costiera demaniale. Niente feste sulla spiaggia.
L’organizzazione delle manifestazioni temporanee sugli arenili è
stata il motivo del ritardo nell’approvazione del nuovo
regolamento demaniale. «Abbiamo cercato di sviscerare - spiega
l’assessore Pia - tutte le possibili situazioni individuabili
come eventi sulla spiaggia. Alla fine è emerso che tali
iniziative devono preservare l’ecosistema marino». Quindi il
Comune, sulla base del regolamento che viene votato oggi dal
consiglio comunale, avrebbe deciso di «non autorizzare eventi
che comportino movimento di sabbia o inquinamento». Pensando a
eventi sugli arenili, viene subito in mente la maxi festa
organizza l’estate scorsa dal Circo Nero. All’evento
parteciparono migliaia di persone e la mattina seguente le
Spiagge bianche si risvegliarono colme di rifiuti, tanto che il
sindaco fu costretto a interrompere la balneazione per
permettere la pulizia della sabbia. Ecco, sulla base del nuovo
regolamento di gestione del demanio marittimo, ciò non potrà più
accadere. «Su arenili e scogliere - precisa l’assessore - non
vengono consentiti eventi oltre le 21, a meno che l’iniziativa
non sia patrocinata dal Comune (il Circo Nero non lo era, ndr),
e quindi ci sia una valutazione politica dettagliata precedente
all’iniziativa». Solo sei autorizzazioni per venditori
ambulanti. «Negli anni passati - dice ancora Pia - sulle spiagge
c’era un invasione di ambulanti con carrelli elettrici (l’anno
scorso erano state date 15 autorizzazioni). Ciò ha comportato
numerose lamentele da parte dei cittadini». Ecco perché il nuovo
regolamento prevede che ogni anno, prima dell’estate, siano
messe a bando un totale di sei autorizzazioni per rivendite
ambulanti con carrelli elettrici (in genere gelatai e
commercianti di bibite e panini). Nel dettaglio, le
autorizzazioni previste sono 3 per le Spiagge bianche, 1 a
Pietrabianca e 2 in zona Mazzanta. «Non vogliamo certo smorzare
- termina l’assessore - lo slancio imprenditoriale, ma è
fondamentale tutelare l’habitat. Non dimentichiamo che i turisti
vengono nelle nostre zone perché l’ambiente naturale rappresenta
ancora un’attrattiva importante».
Feste sulle spiagge Comune nel mirino
del popolo della notte. L’assessore Agostini precisa:
«Limitazione alle 21 solo per eventi non patrocinati,
gli stabilimenti non sono inclusi». Cambiano le regole musica e balli
fino alle 2 di notte.
Musica dal vivo e serate danzanti
fino a tarda notte. Certo, solo per prestabiliti periodi
dell’anno. Perché se fino ad oggi l’ora x per staccare
le spine degli amplificatori erano le 1 di notte, da
questa estate il coprifuoco verrà posticipato almeno di
un’ora. Non tutte le sere. Il Comune, con l’intenzione
di incentivare l’organizzazione di eventi e serate, ha
infatti in programma di individuare alcuni periodi
dell’anno in cui la musica potrà risuonare nei locali e
nelle piazze anche fino alle 2 (in realtà c’è da
stabilire se il nuovo limite orario saranno le 2 o le
3 di notte). «Finora si trattava di deroghe specifiche -
dice l’assessore al turismo Luca Agostini - per un
giorno, a parte Ferragosto per cui non è prevista
neppure una deroga, nel senso che è chiaro che si tratta
di una nottata particolare. In futuro individueremo
certi periodi dell’anno, per esempio le vacanze
pasquali, la settimana intorno al Ferragosto, le notti
colorate, tutte le vacanze natalizie, in cui gli eventi
organizzati in piazza o nei locali potranno andare
avanti almeno fino alle 2». Il Comune conta di approvare
il regolamento entro fine aprile, quindi renderlo
operativo già per la prossima estate.
«La restrizione oraria per l’organizzazione di eventi sulle
spiagge si riferisce esclusivamente alle zone pubbliche. In
realtà, se pensate secondo criteri condivisi
dall’amministrazione, di feste estive in riva al mare ce ne
saranno». Parola di Luca Agostini, assessore al turismo. Tanto è
vero che il Comune ha già ricevuto numerose richieste (Agostini
parla di quattro) per autorizzare, durante la prossima estate,
eventi sulle spiagge libere della costa. Lo garantisce
l’assessore, che risponde alle molte polemiche sulla decisione
del Comune di negare i party sul mare dopo le 21. «Qualsiasi
attività di intrattenimento sulle aree in concessione - dice
Agostini -, ossia gli stabilimenti, non ha alcune limitazione
oraria». Agostini, come del resto l’assessore alla
programmazione del territorio Margherita Pia, ripetono che i
beach party saranno vietati dopo le 21 soltanto se non avranno
il patrocinio del Comune. Ciò non significa, insomma, che il
Comune voglia bloccare le occasioni di divertimento sul
territorio. Anzi, l’intenzione è quella di gestirle al meglio.
«Dato che le feste sulle spiagge libere - prosegue Agostini -
sono cose delicate, abbiamo previsto che normalmente le attività
di intrattenimento devono terminare alle 21. Ciò non significa
che oltre quell’orario non si possa prevedere un evento sugli
arenili demaniali, basta che i soggetti organizzatori
condividano il programma e la gestione con il Comune». Una
precisazione, quella degli amministratori, che viene dopo una
serie di polemiche sulla scelta del Comune di stabilire un
coprifuoco - le 21, appunto - per le feste in riva al mare.
Quanto al passato, ossia la festa che il Circo Nero ha
organizzato l’estate scorsa alle Spiagge Bianche e che la
mattina seguente, a causa dei rifiuti presenti sulle dune, ha
costretto il sindaco Franchi ha interdire l’utilizzo dell’area
ai bagnanti, Agostini e Pia spiegano che eventi del genere
possono anche essere previsti. «Purché gli ideatori - dice
Agostini - chiedano il patrocinio per l’evento. Il Circo Nero
non lo aveva richiesto, ma era un evento condiviso con il
Comune, all’inizio era stato creato un tavolo di regia con le
forze dell’ordine. Il problema è che è mancata una regola
sull’obbligatorietà della pulizia». Proprio per garantire la
pulizia degli arenili in caso di party sul mare (ovviamente
patrocinati dal Comune), l’amministrazione ha deciso di inserire
nel regolamento delle aree demaniali una norma che chiarisce
come gli organizzatori debbano lasciare una fideiussione al
Comune, che si riserva di usare quei soldi per pulire le zone
nel caso in cui gli stessi organizzatori non si occupino del
ripristino della pulizia. «Non neghiamo a nessuno - dice
l’assessore Pia - la possibilità di fare feste, semplicemente la
richiesta dovrà arrivare al sindaco con una richiesta
patrocinio. Il sindaco la vaglierà e se verrà ritenuta valida
verrà approvata dalla giunta, con una normale delibera di
iniziativa. In questo modo abbiamo pensato di tutelare cittadini
e chi fa turismo e anche l'ambiente». (Anna Cecchini per Il
Tirreno del 14/3/2013)
Regolamento manifestazioni temporanee
- Art. 22
1. Sono autorizzate l’occupazione e l’uso di aree libere,
ancorché non concessionabili, per manifestazioni di carattere
temporaneo quali feste, manifestazioni sportive o culturali,
iniziative di intrattenimento o ricreative, mercatini, etc. che
prevedano o meno l’installazione di strutture di facile
rimozione.
2. Al medesimo richiedente sono autorizzate una o più
iniziative purché la durata massima complessiva delle stesse
non superi i 15 giorni nell’arco dell’anno solare, comprensiva
dei tempi per l’allestimento e la rimessa in pristino dello
stato dei luoghi.
3. Uno specifico ambito demaniale non può essere occupato dalle
manifestazioni di cui al primo comma per un periodo complessivo
superiore ai 75 giorni nell’arco dell’anno solare.
4. Durante la stagione balneare, se le manifestazioni si
svolgono su arenili e/o scogliere, la durata massima delle
stesse non può essere superiore ai tre giorni.
5. Salvo quanto previsto dal successivo comma, non è consentito
lo svolgimento di manifestazioni su arenili e/o scogliere che si
protraggono oltre le ore 21:00.
6. Alle manifestazioni che hanno il patrocinio di questo Ente ed
ai mercatini, non si applicano le limitazioni temporali di cui
ai commi 2, 4 e 5. In ogni caso la durata di ogni singolo evento
non potrà essere superiore ai 30 giorni.
7. Al fine di preservare e salvaguardare l’ecosistema marino,
non sono autorizzate quelle manifestazioni o eventi sportivi
che:
a) comportino movimentazione di sabbia;
b) presentino un potenziale rischio di inquinamento dell’arenile
e/o dello specchio acqueo.
8. Non è consentito lo svolgimento di mercatini ed altre
attività lucrative su arenili e/o scogliere.
PDL all'attacco: «Regole assurde, così il Circo nero esce dalla
porta e rientra dalla finestra».
Questa la convinzione di Maria Grazia Angeli, consigliera del
Pdl, sulla vicenda del regolamento del demanio pubblico. «I
nostri amministratori si sono arrogati la facoltà discrezionale
di riempire il contenuto del regolamento demaniale con modalità
che potrebbero, caso per caso, facilmente sfociare nel
clientelismo, il concetto di "invasivita". Imperterriti sono
andati avanti, di fatto riconoscendo agli sperimentati effetti
delle feste (carenza di sicurezza, sporcizia, chiusura delle
aree, danno all'ambiente e al territorio), legittimando una
questione che è di per sé, dannosa, incapace di recare risultati
socialmente ed economicamente utili e portatrice invece di
effetti intollerabili, in termini di libera fruibilità
dell'arenile, di sicurezza, di rispetto dell'ambiente». Secondo
la consigliera del Pdl «è evidente come il Comune e gli
assessori di competenza non abbiano esitato a sacrificare i veri
e generali interessi dei cittadini e dell'economia locale,
all'esclusivo vantaggio di alcune particolarità, quelle che,
dagli eventi temporanei traggono enormi guadagni». Secondo
Angeli «il limite orario delle 21 (comunque incomprensibile, in
quanto se facilita il superamento della questione relativa alla
sicurezza, in nulla risolve quello primario dell'accumulo della
sporcizia), con le nuove norme si permetterà, alla sola
condizione di condividere programma e gestione, la facoltà di
organizzare eventi sugli arenili demaniali, anche oltre l'orario
imposto». Infine «in conseguenza delle decisioni
dell'amministrazione, quindi, seppure, come opposizione
costruttiva ed attenta, non possiamo non denunciare la faziosità
e l'arroganza di scelte che appaiono non solo irrispettose del
grave disagio che cittadini, commercianti e turisti torneranno a
subire, ma anche ben poco diverse da quelle che hanno
legittimato gli eccessi del Circo nero». Il Tirreno 31 marzo
2013.
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