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La fabbrica |
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15 dicembre 1913 - Sicuramente un manifesto storico |
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BREVE RELAZIONE SULLO SCIOPERO
DEGLI OPERAI DELLE DITTE SOLVAY & C. BORINI & C di
CASTIGLIONCELLO.
(Archivio Comune di Rosignano)
E
non appena ebbe una quantità sufficiente di mattoni, appaltò
la costruzione dell'Opificio all'impresa Borini di Torino, or fa
un mese, cominciò i lavori, assumendo alle sue dipendenze circa
150 operai divisi nei mestieri di terraziere (sterratore
con pala e piccone NdR),
di fondatore, di muratore, di manovale. La
Impresa Borini è qui rappresentata ed assistita dagli Ingegneri
Sigg. Cav. Cantù e Zaccheo di Torino. Alla
prima paga della prima quindicina, cominciarono subito a
manifestarsi i primi malcontenti dovuti al quantitativo della
mercede che oltreché apparire insufficienti, erano, agli occhi
dei lavoratori, ingiustamente e non proporzionatamente
distribuiti, per cui si lagnarono presso l'ingegnere Zaccheo il
quale disse avrebbe gradualmente aumentato le mercedi e
distribuite secondo il merito, ma che ciò doveva avvenire mano
mano che l'Impresa imparava a conoscere i suoi operai ed a
valutare di essi la capacità e la produttività di lavoro. Ciò
acquetò gli operai i quali giunti sabato 13 corrente alla
riscossione della seconda quindicina,
non trovarono nessuno dei miglioramenti
promessi, ma anzi
avevano riscontrato che operai
della stessa età, della stessa
capacità fisica,
della stessa produttività,
adibiti
allo stesso lavoro, e perfino
della stessa squadra, avevano mercede diverse
pur avendo lavorato le stesse ore. Le
mercedi infatti
variavano da un minimo
di cent.
27 orari ad un massimo
di cent 35
con un lavoro di ore 8,30. Queste
mercedi naturalmente riguardavano
la categoria terrazieri,
mentre per i fondatori
era stata stabilita
la quota unica di
cent 40 orari, per i muratori
la quota di cent 47 - 43 - 38,
orari, rispettivamente
per le categorie prima,
seconda e terza nelle quali soglionsi
classificare,
per capacita professionale, i muratori.
I manovali (ragazzi)
a L 1,20 giornaliere
La sperequazione dunque delle
mercedi fu la causa palese determinante
lo sciopero, ma vi
sono, a modesto parere del sottoscritto,
cause occulte che sono più che altro di indole politica ed ecco
brevemente quali. Da
lunghi anni, specie vivente l'anarchico Avv. Pietro Gori, che
fece numerosi ammiratori e seguaci delle sue teorie fra i
cittadini di Rosignano Marittimo, gli affiliati al "Circolo
di Studi Sociali" (anarchici segnalati e schedati)
credettero di imporsi alla parte sana della popolazione che,
intimidita, non aveva il coraggio di imporsi e di reagire e così
la illusione di essere essi la maggioranza, mentre in realtà
non erano che una quantità pericolosa sì, ma trascurabile. Scomparso
l'Avv. Gori, fu più facile cosa opporsi agli Anarchici, ed in
ogni occasione che si presentava non veniva nulla risparmiato
per dimostrarlo ad essi che intanto perdevano terreno e che mal
sopportavano la loro decadenza. Onde è che han tentato rialzare
le loro sorti ed il loro tramontato prestigio, mettendosi a capo
dello sciopero odierno che se fosse riuscito ad ottenere tutti i
desideri di pochi caporioni, avrebbe certo messi questi (che
sono appunto Anarchici) in condizioni di prestigio tale da poter
asserire essere per gli operai necessario seguirli, donde un
momento ed una propaganda Anarchica funesta. E
ad asserire quanto io ho espresso quale mio modesto modo di
vedere, dirò come i rappresentanti della categoria sterratori
(unica categoria che voleva lo sciopero che gravava sugli altri)
erano tutti noti Anarchici sorvegliati e schedati e che si
rivolsero, chiedendogli aiuto, al noto Sindacalista Sacconi,
Segretario della camera di Piombino. Gli
operai dunque dopo la paga della seconda quindicina, riunitisi
in Rosignano, deliberarono di non più riprendere il lavoro il
seguente lunedì e nominarono una commissione di otto composta
come segue: Amadori
Giorgio per la categoria Terrazieri (Anarchico) Tempesti
Faustino per la categoria Terrazieri (Anarchico) Monetti
Giuseppe per la categoria Terrazieri (Anarchico) Tempestini
Primo per la categoria Terrazieri (Anarchico) tutti
della Impresa Borini, e: Balzini
Vittorio per la categoria Squadra braccianti Lunghi
Enrico per la categoria Muratori Fancelli
Vincenzo per la categoria Terroni della
Società Solvay; la quale commissione ebbe incarico di esigere
dalla Ditta Borini quanto espresso: 1
- Dividere la categoria terrazieri in due sotto categorie, l'una
comprendente quelli la cui età variava dai 18 ai 50 anni;
l'altra quelli la cui età era inferiore ai 18 e superiore ai 50
anni; le mercedi fossero elevate indistintamente per tutti
quelli della prima sotto categoria dai 27 cent all'ora ai 35
cent; dai 27 cent ai 32 indistintamente per quelli della seconda
sotto categoria. 2
- Portare la mercede oraria dai 40 ai 42 centesimi per la
categoria "fondazioni". 3
- Elevare dai 45 ai 50 centesimi all'ora indistintamente la
mercede dei "Muratori". 4
- Ottenere che il pagamento delle mercedi quindicinali fosse
fatto più speditamente onde non far perder tempo agli operai,
od in linea subordinata fosse corrisposta la mercede anche per
il tempo occorrente alla paga. Conosciuta
la inconsulta decisione di sciopero, il sottoscritto radunò la
Commissione operaia che aveva chiesto di essere udita, e
consigliò che prima di addivenire alla richiesta dei suesposti
desideri, venisse immediatamente ripreso il lavoro; ma dopo
lunga discussione sostenuta coi primi quattro rappresentanti dei
lavoratori dell'Impresa Borini, l'astensione fu mantenuta, non
senza però avere raccolta la dichiarazione della rappresentanza
dei lavoratori della Solvay i quali asserirono di nulla avere a
domandare essendo equamente trattati e che si sarebbero anche
ripresentati al lavoro se i loro compagni lo avessero accordato.
Essi naturalmente insistettero nella assoluta astensione e mi
consta come tale astensione sia stata conseguenza di
intimidazioni e di minacce che nessuno ebbe la forza di
denunciare. Prese allora il sottoscritto impegno di comporre il
dissidio sorto e si recò infatti, martedì 16 ai cantieri del
Mondiglio ove ebbe una lunga conferenza coi dirigenti la Società
Solvay e la Impresa Borini. Risultato del colloquio fu: 1
- Non potere accogliere la Borini la richiesta della divisione
in due categorie della categoria terrazieri se ed in quanto non
era giusto che venissero trattati alla stessa stregua coloro i
quali potevano dar prova di maggior produttività in confronto
degli altri e che le mercedi non era equo farle per "Stato
Civile" ma bensì secondo il merito e secondo il rendimento
individuale, ma che in ogni modo le mercedi sarebbero state
fatte fra un minimo di 27 cent ed un massimo di cent 35 orari,
massimo desiderato dagli operai. 2
- Non potere accordare la Borini i due centesimi in più alla
categoria "Fondazioni" per cui insisteva su 40
centesimi salvo accordare un centesimo se lo fosse sembrato
essere detta categoria meritevole. 3
- Non potere elevare ai 50 centesimi orari, i 40 fin qui dati
alla categoria muratori e ciò indistintamente, poiché vi erano
dei meritevoli di tale aumento, ma anche dei meritevoli di
diminuzione, che accettava perciò una divisione in tre sotto
categorie dei muratori le cui mercedi erano portate a cent 50,
45, 40 all'ora rispettivamente per la prima seconda terza sotto
categoria. 4
- Assecondare il desiderio delle maggiori celerità del
pagamento delle mercedi quindicinali e che già aveva la Borini
stabilito di adottare il sistema delle buste con la paga già
fatta, sistema col quale in pochi minuti venivano sbrigati tutti
i 150 operai. 5
- Che ad ogni modo tutti gli operai indistintamente erano
licenziati e che la Ditta si riservava il diritto di fare il
nuovo arruolamento il lunedì 22 accettando coloro che più
credeva meritevoli. Riferì
il sottoscritto, la sera stessa martedì, le concessioni e le
condizioni della Borini alla commissione operaia la quale non
accettò nessuna delle proposte fatte ed anzi insistè nello
sciopero specie dopo udita l'ultima condizione della Società
Borini. A nulla valsero le esortazioni di consigli dati dal
sottoscritto che si recò l'indomani a conferire con la S.V.
I11.ma. Intanto la maggioranza degli operai desiderosa di
riprendere il lavoro invocava anche l'assistenza del Deputato
On. Dello Sbarba che giovedì 18 infatti giunse ai cantieri
Solvay - Borini, dove ebbe un primo colloquio coi dirigenti
Sigg. Herzen - Tricot, Cav Cantù e Zaccheo presente il
sottoscritto. Contemporaneamente
però, gli Anarchici saputa la richiesta di aiuto fatta all'On
Della Sbarba, invitarono da Piombino il Segretario della camera
di lavoro di cotesto paese, il noto Sindacalista Sacconi che
giunse esso pure giovedì 18 nel pomeriggio Alle ore quindici di
detto giorno avvenne in Rosignano, presenti tutti gli
scioperanti, uno scambio di idee, e mentre l'On Dello Sbarba e
il sottoscritto tendevano alla immediata ripresa del lavoro,
salvo discutere sui miglioramenti e concessioni da ottenersi, il
Sindacalista Sacconi, pur disapprovando l'atto impulsivo ed
inconsulto incitava alla solidarietà nello sciopero che avrebbe
dovuto chiudersi con la completa vittoria degli operai. In ogni
modo fu stabilito che si sarebbero recati subito alle Direzioni
Solvay e Borini, l'On. Deputato, il Sindaco, il Segretario della
camera di lavoro di Piombino ed i quattro componenti la
rappresentanza degli operai della Borini, avendo dichiarato gli
altri della Solvay di essere soddisfatti e quindi di astenersi. Non
starò a narrare tutte le fasi del lunghissimo colloquio avuto
nella sala di Direzione della Solvay, colloquio che si protrasse
dalle 18 alle 22,30 e che condusse ad un accordo di questo
genere con piena soddisfazione di tutte le parti. 1
- Le mercedi per terrazieri sono elevate da 27 centesimi di
minimo a 28 e fino ad un massimo di centesimi 35 1’ora,
secondo il merito degli operai e non secondo l'eta. 2
– E’ mantenuto costante il prezzo orario di centesimi 40 per
fondatori, salvo ad elevarlo a 41 se meritevoli. 3
- Essere fatte tre categorie di muratori, l'una a cent 50,
l'altra a 45 cent, la terza a 40 cent l'ora. Il criterio della
divisione in categorie sarà dato dall'abilità individuale
degli operai ed applicato dalla ditta. 4
- Pagamento delle mercedi col sistema delle buste. 5
- Riassunzione al lavoro di tutti gli operai in via di
esperimento onde valutare la potenzialità di ciascun operaio e
conseguentemente la mercede. Diritto però da parte della Ditta
di licenziare, dopo il periodo di prova, quegli operai che
appariranno inadatti. 6
- Ripresa del lavoro il giorno 2 gennaio 1914 onde dar tempo
all’ Impresa di riodinare i cantieri che a causa dello
sciopero sono stati invasi dalle acque delle fondazioni
abbandonate. Siamo
finalmente alle ore 23 quando l'assemblea degli operai
scioperanti vota unanime l'approvazione della Commissione
operaia e stabilisce. 1
- Far riprendere il lavoro immediato agli operai
della Solvay che avevano scioperato
per solidarietà. 2
- Da riprendere il
lavoro, gli altri il giorno
2 gennaio 1914 alle condizioni
suesposte. Tale
breve, succinta esposizione
alla S V
Ill.ma era quanto doverosamente Le dovevo, ed alla quale non aggiungo
altre conclusioni
ed apprezzamenti particolari,
solo mi sia
concesso segnalare alla S V Ill.ma tutta la soddisfazione
dell'Amministrazione
comunale per l'accordo raggiunto
mercé il
validissimo
prezioso intervento
del Deputato del Collegio, On.
Dello Sbarba, accordo che ha dileguate
possibili
complicazioni
e che ha ridonata la quiete
a questo paese che ha desiderio
vivissimo di
prosperare e di eliminare
dal suo seno tutti gli
elementi perturbatori. Con
ossequio profondo Rosignano
Marittimo
20 dicembre 1913
IL SINDACO |
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