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Rosignano
Marittimo
castello
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Il restauro della Fattoria Arcivescovile e la nuova Sala Consiliare |
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Senza il recupero strutturale ed architettonico di questo prezioso edificio, i Rosignanesi avrebbero perduto una parte importante della loro storia. Grazie invece ai lavori di riqualificazione portati avanti, verrà restituita alla cittadinanza una struttura perfettamente integra, recuperata secondo le più moderne e rispettose tecniche di restauro, ma soprattutto “permeabile”, cioè in grado di tornare a vivere e a proporsi come fulcro della vita e dell’economia dell’intero territorio. Attraverso questa ristrutturazione infatti abbiamo puntato anche ad incentivare un uso pubblico del Castello con la previsione di un auditorium polivalente, di una foresteria e di un ristorante, tutte attività che, ci auguriamo, possano fare di questa struttura non soltanto un luogo di visita e di interesse storico, ma anche uno spazio in cui possono fiorire iniziative tese alla valorizzazione turistica del Castello. Alessandro Nenci Sindaco di Rosignano Marittimo ****** Fin dalle prime visite che ho fatto in Castello, spesso accompagnato dall’architetto Milanesi, ho avuto la sensazione che quei locali, gli ampi corridoi, le numerose rampe di scale conservassero tutta la storia, quasi palpabile, che in quell'edificio si era vissuta: dai Medici, ai Vescovi di Pisa fino agli ultimi recentissimi inquilini che lì il Comune aveva ospitato per metterli sotto un tetto. Oltre quattrocento anni di storia che si potevano rileggere in una visita di mezz’ ora. Ma l’aspetto più affascinante era ascoltare Beppe Milanesi. Dietro ogni residuo di intonaco, al di là di una parete posticcia, malamente costruita per far posto a una cucina o a un bagno, sotto alla scala casualmente ritrovata abbattendo un tramezzo, descriveva minuziosamente quello che sarebbe stato il risultato finale. Vedeva perfettamente, come i grandi scultori nei blocchi di marmo, l’opera finita, le travi tornate alla loro originale possente robustezza, i fregi sui soffitti e sulle pareti, gli scalini di pietra sicuri e invitanti, le aggiunte tecnologiche garbatamente evidenti, le stanze luminose e accoglienti. Un complesso monumentale così prestigioso non poteva che essere destinato ad accogliere la sede dell’Amministrazione Comunale, nella più alta espressione del termine. Si trasferiscono in Castello il Sindaco e la Giunta, il Segretario Comunale, il presidente del Consiglio Comunale, i Gruppi Consiliari, le Commissioni e tutti gli uffici di supporto. Un’ampia sala al secondo piano ospita il Consiglio Comunale che, nelle circostanze dove è prevista la presenza di molte persone del pubblico, potrà riunirsi nell’auditorium in corso di realizzazione. L’ala Est del Castello è destinata a foresteria che sarà dotata di camere singole e doppie per una ventina di posti letto, di un bar e di un ristorante che dovrà essere gestito privatamente, in modo adeguato al valore dell’immobile e alle funzioni a cui assolve. Luca Arzilli Vicesindaco Assessore ai Lavori Pubblici e Infrastrutture |
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“Oltre
Castello non vi era (o non vi era soltanto) il
deserto del Tenente Drogo
(protagonista del romanzo
"Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati-ndr),
ma tutto un mondo da scoprire e da indagare. Dalla Torre dello
storico Palazzo della Mensa, la futura sede municipale, la
visione da panoramica diviene progettuale; dagli ampi orizzonti
emergono puntuali, per lunga riflessione, i temi territoriali, i
problemi urbanistici, i modi dell’architettura. Tra le nebbie
invernali straordinaria appare Castellina imbiancata di neve;
continua è la presenza della fabbrica, del paese di Solvay,
della costa tra Vada e Castiglioncello. Dal centro storico
arroccato sul colle, siamo scesi al piano, riportando tra le
vecchie mura il disegno dell’ippogrifo; ad est il paesaggio
mette in scena vecchie e nuove storie di uomini, case e campi.
Per capire Castello si doveva studiarlo ed apprendere dal mondo
che gli sta intorno: un centro storico è un valore che va colto
e gestito in assoluto, ma non può essere apprezzato solamente
come una struttura egemone, un campione formale o un ambito di
degrado... Si deve tener conto, invece, dei nodi sociali,
politici, economici presenti ad una scala più ampia ed estesa.
Considero un privilegio che questa esperienza, per merito degli
amministratori e dei cittadini, si sia trasformata in qualcosa
di più di un incarico professionale.” Giuseppe Milanesi. L’Architetto Milanesi, scomparso nel 2004, è stato tra i principali artefici del Piano di Recupero del Castello di Rosignano Marittimo. |
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| Il restauro della Fattoria ha rappresentato l'intervento conclusivo del progetto di riqualificazione del castello di Rosignano. Si tratta di uno dei più sontuosi palazzi che compongono il Castello, per la mole, per la posizione dominante verso mare e per la complessa architettura. Si sviluppa su una superficie complessiva di 3000 metri quadri, posta su sei livelli diversi, di cui l'ultimo è quello che comprende la terrazza del "torrione di ponente" sotto l'orologio. Dopo un iniziale risanamento conservativo e di messa in sicurezza statica, sono state realizzate le opere di rifinitura dell'edificio. E' stato realizzato a rustico un grande auditorium lato nord sul cui tetto si sviluppa la piazza che conduce all'ingresso principale del palazzo. All'esterno è stata preservata più possibile l'identità storica del bene in tutte le sue parti. | ||
| Sala Consiliare - Le dimensioni sono più piccole di quella in via dei Lavoratori e diversa è l’impostazione: la giunta è posizionata davanti a tutte le forze politiche, schierate su poltroncine poste su tre file parallele, ma presenta delle caratteristiche tecniche innovative, che renderanno il dibattito più facile da seguire. In particolare la videoproiezione di chi in quel momento ha la parola. Sul maxischermo viene proiettata l’immagine del consigliere che sta intervenendo. All’interno della sala consiliare ci sono una serie di telecamere che permettono questa operazione. Ci sono nuovi microfoni, che dovrebbe garantire un audio decisamente migliore di quello che c’era in via dei Lavoratori. Il limite è la capienza di pubblico e per questo è fondamentale la presenza dell’auditorium, capace di contenere 250 persone. Qui si svolgono i consigli comunali aperti alla cittadinanza. | ||
| Un restauro imponente costato quasi 1 milione di euro. Solo per la nuova sala consiliare sono stati necessari 167.500 euro. L'impianto audio-video è costato 41.000 euro. 15mila per la pavimentazione in pietra serena e 81.000 per la fornitura e posa in opera di arredi. L'illuminazione da esterno è costata 7.500 euro. Circa 16.000 euro per imprevisti e altre forniture. | ||
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