Gli ospiti di Castiglioncello  Cronache


Da "Il Tirreno" del 15-10-2015 di Dino Dini
Oggi è una celebrità in tutto il mondo internazionale del cinema, del teatro e della televisione. Ma nei primi anni '60 subito dopo essersi diplomata all'Accademia delle Belle Arti di Firenze, quando partì da Rosignano Solvay, suo paese natio, era solo una bella ragazza poco più che ventenne piena di molto coraggio, di una spiccata ambizione e di una forte volontà. Il suo nome è Gabriella Pescucci, professione costumista. Allora affrontò con molta serenità la grande avventura della vita. Verrebbe da dire: altro che bamboccioni! Dopo qualche anno di gavetta e di difficoltà come si conviene a tutte le persone destinate al successo, cominciò a farsi strada nel campo dello spettacolo fino ad arrivare nel 1994 ad ottenere la prestigiosa statuetta dell'Oscar per i migliori costumi in “L'età dell'innocenza” di Martin Scorsese. Con Scorsese fece la sua prima esperienza di cinema americano e non fu facile lavorare in quell'ambiente, così diverso dalla produzione italiana dove aveva fino ad allora operato e quindi, come dice al telefono parlando da Dublino, quell'Oscar per lei ebbe una doppia importanza. Voglio dirlo senza false modestie: quel lontano giorno in cui Gabriella salutò gli amici sotto la rotonda del Circolo Canottieri Solvay per partire per Roma, conoscendo le sue doti creative e la sua determinazione ero sicuroche per lei il successo sarebbe arrivato. Da tempo si trova a Dublino dove con una grande casa di produzione Usa sta realizzando i costumi per una serie televisiva di grande successo ambientata in una Inghilterra fine ’800. Signora Pascucci, può raccontare quali furono i suoi primi passi nel mondo del cinema? «Quando sono arrivata a Roma ho avuto la fortuna di incontrare il grande Umberto Tirelli, titolare della omonima famosa sartoria. Era un vero e proprio personaggio ed è stato il mio primo maestro. Grazie a lui ho potuto diventare assistente prima di Piero Tosi e poi di Pier Luigi Pizzi, due grandi costumisti del cinema e del teatro italiano. Con il primo collaborai per "Medea" di Pier Paolo Pasolini e con il secondo per "Morte a Venezia" di Luchino Visconti. Figurati che non mi pagavano nemmeno, perché ero ancora in fase di apprendimento. Un po' di denaro cominciai a vederlo solo dopo i primi due o tre film. Poi diventai titolare». Gabriella Pescucci ha creato costumi anche per opere liriche date alla Scala di Milano come la "Norma", direttore Francesco Molinari Pradelli, regia di Mauro Bolognini e "Ballo in maschera" diretta da Riccardo Muti, regia di Liliana Cavani, coreografie di Micha Van Hoecke. E' stata anche costumista per l'opera di teatro musicale "Giulietta e Romeo" con la regia di Sergio Carrubba. Nel suo palmares ci sono altre due candidature per l'Oscar, una per "Le avventure del barone di Munchausen" di Terry Gilliam e l'altra per "La fabbrica di cioccolato" di Tim Burton. Ha vinto anche sette Nastri d'Argento per "Fatti di gente per bene" di Mauro Bolognini, "Divina creatura" di Giuseppe Patroni Griffi, "La città delle donne" di Federico Fellini, "Il nome della rosa" di Jean Jacques Annaud, "Le avventure del barone di Munchausen", "L'età dell'innocenza" e "La fabbrica di cioccolato". Inoltre ha conquistato due David di Donatello per "Il mondo nuovo" di Ettore Scola e ancora per "Il nome della rosa". Lei è anche molto orgogliosa di aver vinto due premi BAFTA per "Le avventure del barone di Munchausen" e "C'era una volta in America" di Sergio Leone. Il premio BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) è considerato come equivalente britannico dell'Oscar e uno dei più prestigiosi premi del cinema al mondo. Anche la televisione le ha dato molte soddisfazioni con il grande successo riportato per la serie "Penny Dreadful" con i costumi di epoca vittoriana e per "I Borgia" con i costumi rinascimentali con cui ha vinto l' Emmy Awards che è il premio più importante al mondo per la TV. E per non farsi mancare niente, Gabriella ha realizzato anche i costumi per la cerimonia di apertura dei giochi olimpici invernali di Torino nel 2006. Anche il Comune di di Rosignano ha voluto rendere omaggio alla sua cittadina Gabriella allestendo nel 1995 al Castello Pasquini di Castiglioncello una rassegna di gran parte dei costumi da lei creati per il cinema, la lirica e la danza. La mostra si intitolava "Storie di vestiti" ed era stata curata da Caterina d'Amico nipote di Suso, sceneggiatrice di tante pellicole cinematografiche. L'esposizione dei costumi durò quattro mesi e riportò un enorme successo di pubblico. Oltre a quei registi già citati la Pescucci ha lavorato anche con Francesco Rosi, Marco Bellocchio, Dino Risi e con il suo conterraneo Paolo Virzì in "La prima cosa bella". Qual è stato, fra i registi con i quali lei ha lavorato, che l’ha più colpita come artista e come uomo? «In verità è estremamente difficile, anzi impossibile fare una classifica perché sono tutti grandi registi, ma quello che più mi ha impressionato è stato Federico Fellini perché era un genio anche se faticoso, incantatore di serpenti, molto intelligente e soprattutto fornito di una innata cortesia. Una figura di regista davvero unica. Non posso tuttavia fare a meno di citare anche Martin Scorsese che è un adorabile padrone del set». E' stata insignita anche del titolo di Commendatore, ma lei molto modestamente preferisce minimizzare. Tuttavia credo che sia un titolo più che meritato. Infatti Gabriella, oltre ad una profonda conoscenza della storia e in particolare di quella dell'arte, possiede una grande cultura dell'evoluzione del costume nel tempo che va dall'antico Egitto all'età romana al medio evo al rinascimento e al periodo romantico. Ha una invidiabile memoria raffigurativa e lavora usando delle cartelle in cartoncino dove disegna quelli che dovranno essere i costumi di scena. Per fare bene la sua professione è necessaria anche tanta diplomazia? «Bisogna soprattutto mediare con la produzione, con il cast e con il regista per portare tutti quanti a condividere le scelte più giuste per ciò che riguarda i costumi» Qualche giornalista le ha attribuito una relazione sentimentale con Sean Connery durante le riprese di "Il nome della rosa". «Si tratta di una vera e propria bufala - smentisce decisa la signora Gabriella - Certo, Connery è un uomo affascinante e con me è stato sempre molto gentile. Forse questa sua gentilezza è stata scambiata per qualcosa di simile ad un assiduo corteggiamento. Ma ciò è assolutamente falso». Quanto porta nel cuore il paese natìo? «Ci vediamo a dicembre», risponde Pascucci. Farà infatti un salto in Italia per le feste natalizie. Prima trascorrerà qualche giorno nella sua casa di Roma. Poi sarà a Rosignano Solvay dove ha un appartamento accanto a quello del fratello Alberto, nella stessa casa dove è nata e cresciuta. E' bello pensare come questa donna che ha girato mezzo mondo, scelga ogni anno di festeggiare il Natale in quella casa dove forse da ragazzina sognava già di diventare un giorno famosa. Dino Dini

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