Gli ospiti di Castiglioncello  Cronache


Da "Il Tirreno" del 6-07-2014 di Dino Dini

     Quel locale cult nato dall’estro di Marcello Bartoletti
Negli anni Sessanta era il punto di riferimento della costa: venivano attori, politici e campioni dello sport.

Chi ha creato il mito del Tennis di Castiglioncello? La risposta è semplice e la sanno tutti. Il padre del mito fu Marcello Bartoletti che aprì il Tennis di proprietà comunale nel lontano 1946 e più tardi, affiancato dalla moglie Matilde Volterrani, dal cognato detto "Il Morino" con la moglie Magda, sorella di Matilde, creò uno dei locali più famosi e ricercati di tutta la costa tirrenica. Non per niente Marcello era soprannominato "Idee" per la sua innata qualità di trasformare ogni evento, ogni luogo, ogni situazione in qualcosa d'importante, di unico e di grande richiamo. Uomo dalla battuta facile e a volte anche feroce, possedeva una naturale attitudine all'arredamento, un non comune senso di eleganza e buon gusto e una propensione per selezionare il pubblico senza però urtare la suscettibilità di nessuno. Marcello è un personaggio che allo sviluppo turistico di questa zona ha dato un grande contributo. E oggi nel momento in cui si riapre il Tennis, dopo tante non troppo felici vicissitudini, è giusto ricordare con qualche particolare in più la figura di questo imprenditore. Dunque, chi era veramente Marcello Bartoletti? Certo un uomo come gli altri, con i suoi vizi e le sue virtù, le sue luci e le sue ombre, ma senza dubbio dotato di quella genialità che ne faceva davvero un personaggio. Quando nel 1946 iniziò l'attività aveva ventidue anni e nessuna esperienza nel settore turistico. Quindi doveva imparare tutto per quanto riguardava la gestione di un circolo tennistico: ebbe però la fortuna di incominciare con una clientela molto qualificata e abituata a vivere la vita dei prestigiosi circoli delle grandi città come Roma, Milano, Firenze e fu quindi la stessa clientela a prodigarsi in consigli, a dare suggerimenti e a offrire idee per migliorare la conduzione dell'impresa. Marcello in questo senso era estremamente ricettivo e inoltre capiva che assecondare i desideri di quel pubblico sarebbe stato per lui un affare. Poi arrivarono gli anni Cinquanta in cui l'Italia cominciava a vivere la sua ripresa economica e anche Castiglioncello naturalmente risentì di questo clima. Durante i mesi invernali, in cui il Tennis era chiuso, il Bartoletti si imbarcava come barman sulle grandi navi che facevano le crociere oceaniche e questa esperienza fu fondamentale per la sua formazione professionale. Durante una di queste traversate ebbe persino occasione di conoscere Ernest Hemingway con il quale strinse una buona amicizia tanto che più tardi fu ospite nella bella villa nell'isola di Cuba di proprietà del grande scrittore. Poi a Castiglioncello arrivò il cinema e qui il merito fu tutto della famiglia D'Amico che già frequentava la stazione balneare da molto tempo e che in un certo senso rappresentò un polo di attrazione per tutto il mondo dello spettacolo. Praticamente negli anni sessanta quasi tutto il cinema nazionale si trasferiva d'estate su questo pezzo di costa, ma non c'erano soltanto attori come le coppie Mastroianni-Arabella, Panelli-Valori, lo scapolone Sordi e tantissimi altri ancora. C'erano registi come Luchino Visconti e Luigi Filippo d'Amico, registi TV come il grande Enzo Trapani, produttori come Cristaldi e Cecchi Gori, sceneggiatori come Flaiano, Vanzina (in arte "Steno"), oltre alla stessa Suso Cecchi D'Amico, musicisti come Rota e Trovaioli, giornalisti come Montanelli e Spadolini, finanzieri come Paoncelli, industriali come Pandozy e Pontello, medici eminenti come Scaglietti e Stefanini, politici come Pella, Gronchi e Fanfani. Marcello Bartoletti era amico di tutti e per tutti era diventato un punto di riferimento. I campi erano molto frequentati ospitando spesso incontri di altissimo livello. Grazie all'amicizia fra Marcello e l'organizzatore sportivo Carlo della Vida si potevano ammirare i diritti e i rovesci di campioni come Drobny, Merlo, Gardini, Pietrangeli, Buchol, Nicla Migliori e Lea Pericoli. E mentre sulla terra rossa si confrontavano le racchette, sui tavoli verdi della sala da gioco, si davano battaglia i più brillanti bridgisti nazionali e internazionali. Anche la pizzeria e il ristorante funzionavano alla grande. Di quella cucina non si possono non ricordare specialità caratteristiche quali le penne alla Marcello, le crocchette di pollo e le saporite frittate di cipolla. Più tardi Marcello aggiunse un'altra perla al suo locale. Sulla piccola terrazza già esistente, fu creato il "Fazzoletto" che diventò un esclusivo salotto da ballo e di intrattenimento anche questo sempre pieno di protagonisti. Insomma Marcello e Matilde sono stati una coppia di gestori essenziale per il successo turistico e la fama di Castiglioncello come località alla moda. Una coppia che non si è più ripetuta nel tempo. Tanto per illustrare qual'era il rapporto tra il gestore e i clienti e per dare in fondo anche un'idea di quale fosse lo spirito dell'ambiente, vale la pena di ricordare un particolare piuttosto originale. Sopra il bancone del bar-pizzeria si poteva leggere questo cartello: "Si avverte la gentile clientela che questa sera mia moglie Matilde è molto nervosa". Dino Dini.

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