Rosignano S. ieri/Monte alla Rena    
1910 - La spiaggia del Monte alla Rena fa ancora parte di Caletta.(Arch. Scaramal) 1916 - Il Monte alla Rena in zona 'Lo Scoglietto' Il Monte alla Rena (arch.Gattini) 1916 - Lo scoglietto di oggi è ben visibile a destra 1921 - Il monte di rena è ancora integro 1927 - Pescatori allo 'Scoglietto' e monte di rena sullo sfondo 1928 - Villeggianti allo Scoglietto (arch. Gattini) 1930 - Ragazzi del Monte alla Rena 1932 - Sulla spiaggia allo 'Scoglietto' 1932 - Il costume è ancora poco diffuso fra grandi e piccini 1932 - La spiaggia. L'ombrellone non è ancora arrivato. Basta un lenzuolo tenuto da un palo a croce (Camuzzi). 1939 - Sotto la tenda allo Scoglietto (arch.Gattini) Lo Scoglietto anni 40 Lo Scoglietto anni 40 1952 - Lo Scoglietto nel dopoguerra 1952 - Allo Scoglietto ballo estivo domenicale 1954 - Il lungomare comincia ad essere organizzato 1964 - La spiaggia a nord dello Scoglietto 1964 - I giardini dello Scoglietto dal viale Trieste 1964 - Fine stagione allo Scoglietto 1964 - Vista aerea 1964 - La spiaggia allo sbocco del fosso delle Porcarecce (Unione dei botri Cotone e Secco) Anni '70 - Affollamento in piena stagione 1998 - I giardini davanti lo Scoglietto (via N. Sauro) 1998 - Giardini davanti lo Scoglietto (via N. Sauro) 1998 - Giardini davanti lo Scoglietto (via N. Sauro) Evoluzione dell'edificato tra il 1936 ed il 1984 Bagni Liana anni 60 Spiaggia libera allo Scoglietto Lo Scoglietto anni 60 Lo Scoglietto anni 60 Lo Scoglietto anni 60 Lo Scoglietto nel 1972 Lo Scoglietto anni 70 I giardini dello Scoglietto anni 70 I giardini dello Scoglietto anni 80 Il Lungomare Colombo anni 80 1963

Il Monte di Rena ha dato il nome alla zona a mare di Rosignano Solvay
Dal 1910 agli anni '90 Scoglietto e zone adiacenti

(Archivio Solvay, Arch. Becani, Arch. Camuzzi, Arch. Pizzi) (Altre immagini su Collezione L. Luperini e  Collezione G.Luppichini)

  La grande duna di sabbia alta fino a 30 metri partiva dal Botro Cotone (o delle Porcarecce) che sbocca in mare davanti allo Scoglietto, per arrivare fino al Pantanello (dove ora ci sono i Bagni Trieste e l'inizio del porto. La zona si chiamava Pantanello per via di un piccolo fossato incontenibile che sboccava sulla spiaggia dove ora c'è il bar. Vecchio proverbio calettano: "quando il mare si sente al Pantanello, prepara l'ombrello", segno di scirocco). Tutta l'area era di proprietà dei Berti Mantellassi che avevano la fattoria nella via omonima e la villa (anche oggi) nel parco a nord della Coop ed erano proprietari del "Villone" dietro la Coop. (Il Botro Cotone scorre lungo via dei Mille e si unisce con il Botro Secco che passa davanti al campo sportivo, nel tratto coperto a valle dell'Aurelia). 

                             LA CASETTA DEL MONTE ALLA RENA
Come per gli altri posti intermedi di difesa e controllo della costa, anche questo, denominato Casetta di Monte alla Rena risulta di modeste dimensioni e prevalentemente adibito ad alloggio e riparo per i cavalleggeri. Abbiamo notizia della costruzione di un primo riparo, detto Capanna delle guardie alla marina, da un documento del 1592, in cui viene indicata la sua lunghezza, braccia 16 (ca. 9 mt.) ed il nome del costruttore, Jacopo. Da un’altra nota di spese del 1640 si comprende che, data la loro precarietà strutturale e la vicinanza al mare, a questo riparo come agli altri, occorrevano costanti lavori di manutenzione che nel caso ammontarono ad una spesa di lire 14. Altri lavori nel 1790 si estesero anche alla strada detta della Cava (di tufo in Poggi Paoli) che collegava Rosignano alla Torre di Castiglioncello ed al posto di Monte alla Rena. La struttura, simile a quella di altri posti alla marina, consisteva in una sola stanza al piano terra adibita a stalla ed una superiore destinata a caserma per il presidio di cinque uomini, come risulta dalla legenda di una carta del 1721. Ai primi dell’ 800 anche l’architetto P. Poccianti, progettista dell’acquedotto di Colognole, soprintendeva ai lavori di manutenzione delle casette per la cavalleria nel littorale fra cui quella di Monte alla Rena. Un’ultima notizia è del luglio 1846, quando il possidente locale, Conte Teodoro Mastiani Brunacci, acquista un tratto di strada obbligandosi a dare servitù di passo ai cavalleggeri che dovevano recarsi alla casetta di Monte alla Rena. Oggi niente resta di questa costruzione che, fatte le dovute verifiche fra il Catasto del 1823 e la cartografia moderna regionale, doveva sorgere nell’attuale paese di Rosignano Solvay, al termine di via del Popolo dove oggi sono i giardinetti prospicienti il mare.
(Per saperne di più sulla casetta del Monte alla Rena puoi scaricare dal sito alla sezione "Scaricolibri" il volume: "Monte alla Rena fra scienza e leggenda" )

Foto 5 - Siamo in zona "Bagni Liana" odierni, a sinistra il caratteristico scoglio che da il nome alla zona, più avanti la stessa scogliera odierna. Ma è ancora ben presente la grande duna di sabbia, in parte coperta di vegetazione che segue l'andamento della costa fino alla zona del Pantanello (ora Bagni Trieste). Intanto il 13 giugno 1921, Federigo Tarchi ottiene una licenza per l'apertura del bagno a mare a Monte alla Rena visibile nella foto. Sicuramente il primo di Rosignano.
Foto 10
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La spiaggia dello Scoglietto. L'immagine sa' tanto di «dopolavorismo» marinaro: bambini in gruppo (una «colonia al mare»?) con donne — alcune abbondantemente vestite — che evidentemente sorvegliano il gioco dei ragazzi. Ma una si erge arditamente...col suo unipezzo in lana nera! E un quadretto significativo della provincia italiana di quel periodo. (Il Tirreno)
Foto 19 - Il nuovo parco di Via Nazario Sauro è stato “inaugurato” l'11 Agosto 1998 alla presenza del Sindaco, dell’Assessore Tognotti, del Presidente del C.d.F. di Rosignano Solvay Marianelli. Il parco era esistente da molti anni, concepito con tanto verde, siepi di pitosfori e alberi di tamerice (alcuni secolari), attrezzato con giochi per bambini, una bella fontana, un campo di basket/volley che nel tempo è stato abbandonato a se stesso; i muri di recinzione sono andati distrutti, la fontana seccata e l’area è diventata ricettacolo di immondizie. Da tre anni il C. di F. ha puntato alla risistemazione di questa area sia attingendo al proprio fondo di dotazione (acquisto di panchine) ma soprattutto con lo stanziamento dei LL.PP. destinato alle richieste dei Consigli di Frazione (700 milioni per il 1998) si è potuto recuperare l’area. E’ stato rifatto il muro di recinzione, sono stati installati nuovi punti luce, è stata ripristinata la fontana (con sorgente luminosa), sono state installate panchine e raccoglitori di rifiuti, è stata fatta la potatura e la pulizia delle siepi. Questa “inaugurazione” voleva essere, negli auspici del C. di F., piuttosto una consegna dell’area al gruppo di “nonni verdi”, con l’aiuto di AUSER e del rione Monte alla Rena. Il costo complessivo dei lavori è stato di circa 80 milioni e deve servire alla fruizione dell’area da parte dei cittadini; va scongiurato il pericolo del ripetersi della situazione precedente.
Per questa ragione è essenziale la presenza del gruppo dei “nonni verdi” che sulla scorta delle realtà esistenti (Poggi Paoli, Paese Novo, Pescine, Lillatro, Serragrande, Via Agazzi e Via Lago di Como, quest’ultima di recente costruzione) provveda alla cura e alla sorveglianza dell’area.

12 settembre 1956 - Si è svolta sulla pista dello "Scoglietto" la riunione notturna di pugilato organizzata dal Circolo Giovanile Solvay. Sono saliti sul ring e 14 giovani pugili appartenenti alla Palestra Olimpia di Prato, alla Palestra del C.R.A.L. Stanic di Livorno, all'Associazione Sportiva Montecatini, all'Associazione Sportiva Cascinese, all'Accademia Pugilistica Livornese, nonché al Circolo Giovanile Solvay. Dei sette incontri disputati il migliore e il più interessante è stato quello fra i pesi welter Più dell'Accad. Pugilistica Livornese e Mazzinghi dell'Associazione Sportiva Cascinese, quest'ultimo fratello del più famoso Guido Mazzinghi campione italiano dei medi. I due pugili hanno portato a termine le tre riprese conducendo un combattimento di notevole livello tecnico. La vittoria veniva aggiudicata a Mazzinghi che nell'ultima ripresa aveva saputo dimostrare una certa superiorità. Fra gli atleti del Circolo Giovanile Solvay, Casalini si è imposto all'attenzione del pubblico e degli esperti conducendo un ottimo incontro che costringeva il suo avversario Becattini ad abbandonare. Il popolare Sandro ha disputato un aggressivo combattimento che lo ha condotto alla vittoria ai punti fra il delirio plaudente della folla. Il generoso Nedo potrebbe tuttavia rendere ancora di più se con un'accurata preparazione riuscisse a mettere a punto le sue possibilità. Ecco i risultati degli incontri.
Pesi leggeri: Specos (C.G.Solvay) e Agati (Prato) match pari.
Pesi piuma: Casalini (C.G.Solvay) batte Becattini (Prato) per abbandono alla 2a ripresa.
Pesi welter pesanti: Santini (Prato) e Lenzi (Cascina) match pari.
Pesi welter pesanti:
Sandri (C.G.Solvay) batte Marianelli (Cascina) ai punti.
Pesi welter: Mazzinghi (Cascina) batte Più (A.P. Livorno) ai punti.
Pesi leggeri: Bonzanini (Montecatini) batte Attinà (C.G.Solvay) ai punti.
Pesi welter leggeri: Brondi (CRAL Stanic) e Tassi (A.P. Livorno) match pari.
(Il Tirreno 14/9/1956)

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