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Rosignano
S. ieri/Teatro
e Dopolavoro
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1921-1989 Dal "Circolino Solvay" prima struttura di svago polivalente per dipendenti, all'odierno "Centro Culturale Solvay" del 1989 (Arch. Solvay, L.Gattini, A.Pastacaldi, R.Pardini) |
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Il 28 aprile 1922 viene concessa l'agibilità del nuovo locale aziendale riservato a spettacoli cinematografici e teatrali ricavato dalla ristrutturazione dell'esistente «Circolino». Smantellate le sale da biliardo e di lettura, resta a disposizione del pubblico un'area rettangolare di 18 metri di lunghezza e di 8 metri di larghezza, alta 4 metri al centro, con pavimento cementato, cinque porte, comprese quelle delle uscite di sicurezza, ed annesso buffet. I posti a sedere sono 210, quelli in piedi 40. Non manca neppure il palcoscenico che misura 8 metri per 6, con due scalette di cemento ai lati. In data 8 aprile 1924 viene inviato da Rosignano a Bruxelles un "avant-projet de construction" di un circolo teatro, causa l'insufficienza dei locali utilizzati. Il progetto prevede: sala biliardi, biblioteca, una grande sala da spettacoli da 600 posti ed un campo di calcio. Si tratta di una grande opera, dotata di due atri spaziosi, di una platea con 400 posti a sedere, di una cabina delle proiezioni, di un grande palcoscenico oltre che di altri spazi necessari per il suo funzionamento, come i camerini per gli artisti. Qualche anno più tardi, precisamente nel 1928, il vecchio "Circolino", viene smantellato. Scompare il ritrovo storico del nuovo centro industriale, il locale di tutti i giorni e delle occasioni speciali, dei balli e delle prime rappresentazioni cinematografiche, dei tornei di carte e dei fiaschi di vino e anche dei caffè espresso. Scompare con i suoi fumi e con il suo clima particolare, un pò western, ma vivo, caratteristico, pressoché unico. Lascia un velo di nostalgia fra gli abituali frequentatori. Viene inaugurato il Teatro Solvay, al cui interno vengono anche collocati i circoli degli operai e degli impiegati. Struttura ineguagliabile per un paese con appena 3000 abitanti e che poco prima non c'era. E' pronto il 19 aprile del 1928...Al piano terreno il "Circolo Operai" con bar, sala da gioco e sala biliardi, gestito ancora da Bruno Marchetti. Al primo piano il "Circolo Impiegati" gestito da Giuseppe Burattini con la stessa attrezzatura più biblioteca e sala lettura, tutto arredato con cura... In più locali per il Gruppo Sportivo, il Gruppo Filarmonico, stanze da gioco e soggiorno. La sala del teatro ha 400 posti e tutte le dotazioni più moderne dell'epoca. La direzione aziendale nomina direttore l'ex attore vadese cav. Remo Lotti che dopo 11 recite di scarso successo viene sostituito dal rag. Otello Bertolucci...Successi iniziali e poi una serie di fiaschi fino al 1934 quando arriva il volterrano dipendente Solvay Dino Lessi...Nel 1938 viene interamente ristrutturato e rinnovato, dotato di gallerie e di acustica perfetta, facendone uno dei migliori teatri regionali. Nuova anche l'apparecchiatura cinematografica, mentre la vecchia viene passata all'esterno nella nuova Arena estiva che inizia così la sua attività stagionale. La lunga storia del Teatro Solvay continua sui volumi: "Il teatro Solvay 50 anni nella storia culturale di Rosignano" di Dino Lessi e "Università Popolare Rosignano Solvay - Cinquant'anni di vita" di Celati e Gattini scaricabili dalla sezione "Scaricalibri" di questo sito e corredati di ampie gallerie fotografiche. (Su Scaricolibri menu a sinistra). Notizie su Circolino e teatro anche su "Sale e pietra" e "La ciminiera dimezzata" di Celati - Gattini, acquistabili online dall'editore Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali. Breve cronistoria: 1922
- 28 aprile
- Si concede l'agibilità al primo cinema-teatro misure 18x8 m.
con 200 posti a sedere nel fabbricato del Circolino. |
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Lavori di
rimodernamento del teatro Solvay - 1955 L'Università Popolare ha intrapreso la prima fase dei lavori di rimodernamento e sistemazione del Cinema Teatro Solvay affidato alla sua gestione. Per il momento si limita a tenere in piedi gli spettatori della galleria dalla quale sono state rimosse tutte le poltrone che saranno sostituite da altre nuove, comode e imbottite. Il lavoro poi sarà esteso anche alle gradinate ed il blocco galleria-gradinate costituirà un unico ordine di posti, differenziato da quello della platea che sarà sistemato in un secondo tempo. E' arrivato quindi il momento di far sparire quel caratteristico scricchiolio collettivo delle vecchie poltrone di galleria, avvertibile soprattutto in occasione delle scene madri degli spettacoli di prosa, quando il silenzio generale era regolarmente interrotto da qualche gemito prolungato di congiunture legnose, viti allentate e generi affini. Il rumore non ha mancato di causare qualche incidente: tipico è quello che ebbe per protagonista Renzo Ricci lo scorso anno nel corso di una scena più o meno madre con Eva Magni. I due attori stavano recitando "L'ereditiera" ed uno scricchiolio più tenace del solito disturbava l'effetto di un'azione molto tesa e Ricci tranquillo e pacato lasciò a mezza strada una battuta e si rivolse alla galleria con un correttissimo "scusi ma scricchiola lei o possiamo continuare a recitare noi?" Naturalmente continuarono a recitare loro. (La Nazione 3 maggio 1955) |
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