Rosignano S. ieri/Teatro e Dopolavoro
1921 - Il Circolo Aziendale nella sua primissima versione Teatro di Rosignano 1927 - Teatro in costruzione 1927 - Teatro in costruzione 1927 - Teatro in costruzione 1928 - Bella immagine del teatro appena costruito 1928 - La sala di ingresso con la biglietteria a sinistra 1928 - Il vestibolo del teatro 1928 - La sala originaria 1928 - La sala originaria dal palcoscenico 1928 - La sala originaria dalla cabina di proiezione 1928 - La sala originaria 1928 - La sala originaria 1928 - La sala originaria 1928 - La sala originaria 1928 - Il teatro appena costruito. Notare i servizi igienici lungo via E.Solvay 1930 - Il nuovo teatro 1930 - Il nuovo teatro 1935 - Bambini delle elementari al cinema 7 marzo 1935 - Va in scena l'operetta 1941 - Discorso agli operai del Segretario della Solvay Cav. Carlo Leoni 1950 - Interno del teatro 1950 - Interno del teatro Altra vista Altra vista Vista posteriore Altra vista Altra vista Altra vista Altra vista Dopolavoro impiegati e operai Il circolo ricreativo Bar e sala da gioco Circolo impiegati 1938 - Nell'ala destra al primo piano il Circolo Impiegati La prima sala del Gruppo Filarmonico Ristorante riservato Sala di rappresentanza 1922 - La banda del nuovo Gruppo Filarmonico 1930 - La squadra del GS Solvay (Foto Il Fitto Cecina) 1932 - Natale con dolci e un maglione di lana ai figli dei dipendenti (Foto Magnaschi) 1936 - La squadra Motociclisti del Dopolavoro (Foto Lia Magnaschi) 1980 - Concerto tenuto a Massalombarda in occasione del tour nelle sedi Solvay in Italia Plastico del Circolo Ricreativo Solvay odierno separato dal teatro

1921-1989  Dal "Circolino Solvay" prima struttura di svago polivalente per dipendenti, all'odierno "Centro Culturale Solvay" del 1989 (Arch. Solvay, L.Gattini, A.Pastacaldi, R.Pardini)

  Il 1 dicembre 1921 si inaugura il «Circolo», ampio capannone a forma di "L" destinato a diventare il centro ricreativo del nuovo paese. L'unico esercizio ricreativo a monte della ferrovia è ubicato dove oggi inizia il violetto d'ingresso al Teatro Solvay, sulla strada che anche allora immetteva alla porta principale dello Stabilimento. Resterà in quella posizione fino al 1928, quando il costruendo fabbricato del teatro finisce per incorporarlo. La struttura originaria dispone di una vasta cantina adibita a deposito e di sei vani con sala giochi e buffet, una sala di lettura con biblioteca, di un locale biliardi, di un grande salone per conferenze e spettacoli e di una cucina con camera che costituiscono l'abitazione del gestore Bruno Marchetti.
Il 28 aprile 1922 viene concessa l'agibilità del nuovo locale aziendale riservato a spettacoli cinematografici e teatrali ricavato dalla ristrutturazione dell'esistente «Circolino». Smantellate le sale da biliardo e di lettura, resta a disposizione del pubblico un'area rettangolare di 18 metri di lunghezza e di 8 metri di larghezza, alta 4 metri al centro, con pavimento cementato, cinque porte, comprese quelle delle uscite di sicurezza, ed annesso buffet. I posti a sedere sono 210, quelli in piedi 40. Non manca neppure il palcoscenico che misura 8 metri per 6, con due scalette di cemento ai lati.
In data 8 aprile 1924 viene inviato da Rosignano a Bruxelles un "avant-projet de construction" di un circolo teatro, causa l'insufficienza dei locali utilizzati. Il progetto prevede: sala biliardi, biblioteca, una grande sala da spettacoli da 600 posti ed un campo di calcio. Si tratta di una grande opera, dotata di due atri spaziosi, di una platea con 400 posti a sedere, di una cabina delle proiezioni, di un grande palcoscenico oltre che di altri spazi necessari per il suo funzionamento, come i camerini per gli artisti.

Qualche anno più tardi, precisamente nel 1928, il vecchio "Circolino", viene smantellato. Scompare il ritrovo storico del nuovo centro industriale, il locale di tutti i giorni e delle occasioni speciali, dei balli e delle prime rappresentazioni cinematografiche, dei tornei di carte e dei fiaschi di vino e anche dei caffè espresso. Scompare con i suoi fumi e con il suo clima particolare, un pò western, ma vivo, caratteristico, pressoché unico. Lascia un velo di nostalgia fra gli abituali frequentatori.
Viene inaugurato il Teatro Solvay, al cui interno vengono anche collocati i circoli degli operai e degli impiegati. Struttura ineguagliabile per un paese con appena 3000 abitanti e che poco prima non c'era. E' pronto il 19 aprile del 1928...Al piano terreno
il "Circolo Operai" con bar, sala da gioco e sala biliardi, gestito ancora da Bruno Marchetti. Al primo piano il "Circolo Impiegati" gestito da Giuseppe Burattini con la stessa attrezzatura più biblioteca e sala lettura, tutto arredato con cura... In più locali per il Gruppo Sportivo, il Gruppo Filarmonico, stanze da gioco e soggiorno. La sala del teatro ha 400 posti e tutte le dotazioni più moderne dell'epoca. La direzione aziendale nomina direttore l'ex attore vadese cav. Remo Lotti che dopo 11 recite di scarso successo viene sostituito dal rag. Otello Bertolucci...Successi iniziali e poi una serie di fiaschi fino al 1934 quando arriva il volterrano dipendente Solvay Dino Lessi...Nel 1938 viene interamente ristrutturato e rinnovato, dotato di gallerie e di acustica perfetta, facendone uno dei migliori teatri regionali. Nuova anche l'apparecchiatura cinematografica, mentre la vecchia viene passata all'esterno nella nuova Arena estiva che inizia così la sua attività stagionale. 
La lunga storia del Teatro Solvay continua sui volumi: "Il teatro Solvay 50 anni nella storia culturale di Rosignano" di Dino Lessi e  "Università Popolare Rosignano Solvay - Cinquant'anni di vita" di Celati e Gattini scaricabili dalla sezione "Scaricalibri" di questo sito e corredati di ampie gallerie fotografiche. (Su Scaricolibri menu a sinistra). Notizie su Circolino e teatro anche su  "Sale e pietra" e "La ciminiera dimezzata" di Celati - Gattini, acquistabili online dall'editore Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali.
                                         Breve cronistoria:

1922 - 28 aprile - Si concede l'agibilità al primo cinema-teatro misure 18x8 m. con 200 posti a sedere nel fabbricato del Circolino.
1928 - 12 maggio - Si inaugura il Teatro Solvay con "La Traviata" con molto successo e qualche critica. La Direzione del teatro è affidata all'ex attore vadese Remo Lotti. Gli succederà dopo pochi mesi il rag. Otello Bartalucci.
1938 - Viene interamente ristrutturato e rinnovato, dotato di gallerie e di acustica perfetta, facendone uno dei migliori teatri regionali.
1939 aprile - Film attraenti al Teatro Solvay, ma sospesi quelli di produzione americana.
1940 - 29 febbraio - "Rigoletto", prima opera lirica al teatro sotto la nuova direzione di Dino Lessi.
1943 - 25 luglio - Durante la proiezione del film al Teatro Solvay l'altoparlante  comunica agli spettatori nell'intervallo le decisioni del Gran Consiglio e l'arresto di Mussolini. La proiezione è sospesa ed il Teatro chiuso fino alla liberazione. La notizia si diffuse nello stabilimento durante la notte e la gioia esplose  incontenibile. Molti volevano rifarsi delle angherie subite durante tanti anni e ci fu un certo trambusto in paese. Due giorni dopo il gruppo comunista organizzò una manifestazione per festeggiare la fine della dittatura: un numeroso corteo partì dalla fabbrica, attraversò le vie, respingendo i tentativi di ostacolarlo fatti dai Carabinieri e da un reparto dell’Esercito. Quelli che furono individuati come  organizzatori (Oberdan Potestà, Alfredo Stefanini, Enzo Fiorentini) vennero arrestati.

1943
-
Il cinema ed il teatro Costanzo Ciano di Rosignano Solvay continuavano a proporre film, opere liriche, spettacoli di prosa e di rivista. La popolazione accorreva sempre numerosa. In questo anno, però, a causa della mancanza di nuove pellicole, gli spettacoli furono sempre meno frequenti, fino a raggiungere nell’agosto il numero di due alla settimana. Il sopraggiungere dell’armistizio con l’instaurazione del coprifuoco serale determinò, infine, il blocco di tutte le proiezioni aperte alla popolazione e il teatro venne utilizzato per lo svago dei soldati italiani. Successivamente fu requisito dalle forze tedesche che lo impiegarono pure come aula d’istruzione per le truppe. Anche le forze alleate, giunte nel luglio del 1944, fecero uso del teatro per lo svago del personale, proponendo spettacoli aperti anche al pubblico. Fu dopo la fine della guerra, quando gli americani lo riconsegnarono al legittimo proprietario, che la comunità poté nuovamente usufruire del teatro in piena libertà. (Da "Guerra a Castiglioncello" di Gabriele Milani)
1945 - 1 luglio
- La società concede all'Università Popolare (esistente dagli anni venti) l'uso totale  del teatro e dei locali annessi.
1948 - Nasce nei primi giorni successivi alla liberazione, L'Università Popolare. Avrà un posto determinante per la vita culturale della zona. Svolge un'attività di ampio respiro che investe in molteplici settori: il teatro, l'educazione musicale, l'educazione artistica, i viaggi ecc.
(Vedi " 50 anni di storia dell'UP" scaricabile dal sito)
1955 - 18 maggio - Riparte l'attività del Gruppo Filarmonico Solvay dopo 10 anni di stop, con il mastro Giulio Socci a capo della banda e dell'attività didattica per i giovani.
1955 - 7 ottobre - Inaugurato al Cinema Solvay con il film "Lancia che uccide" il nuovo impianto stereofonico per il cinemascope e sostituzione delle poltroncine in legno con altre imbottite in galleria e balconata. (Vedi in basso)
1956 - 7 marzo
-  Per gli appassionati della tv e della rubrica "Lascia o raddoppia" montato uno schermo televisivo gigante all'interno del teatro.
1956 - 1 luglio
- Nasce il cinema estivo a fianco del Teatro Solvay, ben riparato a tutti i venti, comprende 2000 posti a sedere ed è dotato di modernissimi impianti di proiezione nonché dello schermo panoramico veramente gigantesco, qualità tecniche che garantiscono un'ottima visione e audizione.
1970~ - In questi anni le Opere Sociali aziendali vengono affidate all'AGOSS per una gestione unificata. Restano all'azienda gli immobili del teatro e Canottieri oltre alla CIAS (fondo integrativo) e il Natale dei bambini.
1981 gennaio - Dino Lessi riceve l'onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana per la sua lunga attività di Direttore del teatro Solvay.
1989 - 27 maggio - Riapre il teatro Solvay dopo la ristrutturazione. L
a nuova denominazione è "Centro Culturale Solvay".
1991 - Nasce ESTRO (Ente Sviluppo Teatro Rosignano) per razionalizzare lo spettacolo evitando dispersioni, fra Comune e Solvay. Dopo 5 anni secondo programma nasce ARMUNIA. Tutti i comuni del circondario ne sono soci.
2000 - 20 gennaio - Viene presentato il libro di Dino Lessi "Una vita per il teatro all'ombra delle ciminiere", con la storia della sua vita e della sua opera per il teatro, edito da "Il Gabbiano" di Castiglioncello con prefazione di Demiro Marchi.
(Il volume è scaricabile dal sito)
2005 - 21 marzo - Muore Dino Lessi a 104 anni e 2 mesi. Classe 1901 volterrano e socialista, Direttore del Teatro Solvay per 50 anni.
Foto 36 - 37- 38 -
Il Gruppo Filarmonico è stato fondato ufficialmente nel 1920 e sin da allora ha portato avanti un’attività ininterrotta nel campo della didattica, della divulgazione e della produzione della musica a Rosignano. Ci sono stati momenti di crisi, ma grazie anche al sostegno dell’Amministrazione Comunale, il Gruppo è riuscito a tornare ad alti livelli. Tutti musicisti che gratuitamente mettono il loro talento a disposizione della comunità. Il Gruppo tra l’altro vanta musicisti provenienti da molti territori diversi della Provincia di Livorno ed una collaborazione stretta con altre associazioni del territorio: dopo aver profuso per anni energie ed attenzioni al campo della didattica, dal 1996 ha promosso un’associazione collaterale denominata A. Bacchelli, con lo scopo di dar vita ad un laboratorio musicale in grado di gestire le attività storiche di formazione e di educazione musicale, fondendole con quelle più recenti ed altrettanto apprezzate della Schola Cantorum. Per la storia dei 90 anni del G.Filarmonico vedi QUI

                       Lavori di rimodernamento del teatro Solvay - 1955
L'Università Popolare ha intrapreso la prima fase dei lavori di rimodernamento e sistemazione del Cinema Teatro Solvay affidato alla sua gestione. Per il momento si limita a tenere in piedi gli spettatori della galleria dalla quale sono state rimosse tutte le poltrone che saranno sostituite da altre nuove, comode e imbottite. Il lavoro poi sarà esteso anche alle gradinate ed il blocco galleria-gradinate costituirà un unico ordine di posti, differenziato da quello della platea che sarà sistemato in un secondo tempo. E' arrivato quindi il momento di far sparire quel caratteristico scricchiolio collettivo delle vecchie poltrone di galleria, avvertibile soprattutto in occasione delle scene madri degli spettacoli di prosa, quando il silenzio generale era regolarmente interrotto da qualche gemito prolungato di congiunture legnose, viti allentate e generi affini. Il rumore non ha mancato di causare qualche incidente: tipico è quello che ebbe per protagonista Renzo Ricci lo scorso anno nel corso di una scena più o meno madre con Eva Magni. I due attori stavano recitando "L'ereditiera" ed uno scricchiolio più tenace del solito disturbava l'effetto di un'azione molto tesa e Ricci tranquillo e pacato lasciò a mezza strada una battuta e si rivolse alla galleria con un correttissimo "scusi ma scricchiola lei o possiamo continuare a recitare noi?" Naturalmente continuarono a recitare loro.
(La Nazione 3 maggio 1955)
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