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La
fabbrica
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1918 - Da agosto la fabbrica tenta di iniziare a produrre il carbonato di sodio, con modesti risultati anche per mancanza di personale esperto atteso da Saline de Giraud (calcare dell'Acquabona e salamoia da Querceto)... L'azienda inizia a costruire il Circolo Aziendale ed i Canottieri al Lillatro. A fine anno la produzione raggiungerà le 52 ton. di soda...nonostante gli scioperi prolungati. 1919 - La Solvay mette in funzione la sirena dello stabilimento. Il primo segnale di entrata, corrispondente all’apertura dei cancelli, viene diffuso 15 minuti prima dell’ora fissata per l’inizio del lavoro. Al secondo segnale (5 minuti prima della stessa ora) ogni operaio deve aver fatto “il movimento della propria medaglia” (il cartellino di allora) e sia i medaglieri che le porte dello Stabilimento vengono chiusi. Al terzo segnale, dato all’ora precisa dell’inizio, il lavoro deve cominciare effettivamente in tutti i reparti e cantieri: ai ritardatari la prima mezz’ora non viene pagata. L’uscita è annunciata da un solo segnale, all’ora precisa della fine del lavoro, e nessun operaio può smettere prima del segnale stesso. 1922 - A fine anno la produzione raggiunge i 447.000 q.li di carbonato sodico, con 861 persone. 1923 - Inizia il nuovo processo di produzione della soda caustica per caustificazione del carbonato sodico. Aumenta la produzione, ma calano 90 unità lavorative pur raggiungendo i 1169 dipendenti con 75.000 ton. di estrazioni. Lavorano alle cave dell'Acquabona 181 minatori. Foto 7 - 1923 - Veduta aerea dello stabilimento. A sinistra le prime case operaie dei palazzoni sottostrada. In alto a sinistra si vede la stazione ed il raccordo ferroviario a destra del quale è ben visibile l'agglomerato impiegatizio fra di via Forli e via Dante, fino ai palazzoni di via Bologna a destra in alto. Vicino la casa colonica della Quercioletta e dietro la ciminiera, le case di via Piave, con isolata al centro, la Direzione. In primo piano il passaggio a livello del Mondiglio con la casa cantoniera, sulla vecchia via omonima che da Rosignano M.mo andava al Lillatro ancora ben visibile. |