14/12/09
- Sono
convinto che sia lo spazio assegnatoli, che il
progetto siano buoni e spero anche che la
realizzazione avvenga in brevi tempi e non come
altre opere mai finite o inagibili.
Grazie
dell'opportunità. Renato Toncelli
28/1/09
- Il
progetto così come si vede dal blog è bello vedremo poi
la realizzazione. L'unica cosa che, pur essendo utile,
mi fa un po' pensare è la galleria che attraversa tutto
il fabbricato, io mi domando cosa diventerà la notte?
Dormitorio e spaccio droga, mi auguro comunque che non
sia così. A quando l'inizio dei lavori? Carlo Rastelli
21/1/09
- Su
disegno è veramente bella. Però in quella zona ci
vedevo meglio una piscina. Claudio Ricci
23/6/08
- Bella
cosa, ha un qualcosa di nord Europa. Alessandro Tani
10/5/08
- Ho
partecipato alla presentazione presso il Castello Pasquini
del progetto della nuova biblioteca di Rosignano. Lo
considero molto bello, ma estremamente costoso e di
difficile realizzazione soprattutto nella nostra realtà di
paese di provincia. Vedremo in futuro se il progetto
originario corrisponderà a quello realizzato. Juri
Zuffogrosso.
5/2/08
- Invio un
file relativo alla tecnica costruttiva delle balle di
paglia. Si tratta di una branca della così
detta Bio-architettura ed in particolare della "Permacultura
" !! Per ora non mi pronuncio perchè voglio indagare meglio,
ma a prima vista mi sembra una tecnica (utopica) ai primi
passi e tutta da sperimentare. W. Botti.
Case di paglia
SCHEDA DI
PROGETTO
Luogo: Lana (Bolzano), Italia
Committenza: privata
Progettisti: Architektenteam Schwarz-Schmidt,
Arch.Margareta Schwarz/ Arch.Werner Schmidt
Progetto strutture: Ing. Michael Hofer
Impresa: Roman Frei - Tisens
Tempi progetto: 10 mesi
Tempi di realizzazione: 5 mesi (giugno-ottobre 2006)
Superficie costruita mq: 310 m²
Costi: 478 euro/m³
Una casa senza spigoli
A Lana sono state realizzate delle case di vacanza costruite
con balle di paglia e argilla.
Con questo progetto, un’opera che si basa sui principi della
bioarchitettura senza rinunciare alle forme
dell’architettura contemporanea, il team dei progettisti
Schwarz-Schmidt ha ottenuto il secondo posto del “Premio di
Architettura in Alto Adige”.
I componenti della giuria del premio hanno apprezzato il
modo in cui è stato risolto il rapporto fra scelte
compositive e tecnica costruttiva.
La creazione di spazi dalle geometrie semplici e, in
particolare, l’utilizzo della forma arrotondata sembra
interpretare, su grande scala, l’elemento formale
caratteristico delle case costruite con balle di paglia con
gli spigoli arrotondati che si creano spalmando l’intonaco
sui bordi.
Il progetto
Il complesso è costituito da quattro unità abitative
separate, un solo piano fuori terra, poste nei pressi di
un’azienda agricola. I singoli monolocali sono completamente
aperti a sud, dove una grande vetrata si affaccia su una
terrazza panoramica rivolta su un vigneto. A nord, invece,
le case sono chiuse da un muro dalla forma arrotondata,
tagliato solamente da piccole aperture. I tetti sono piani
e, a loro volta, coperti da una pergola sulla quale si
arrampica una vite.
I materiali utilizzati sono la paglia, il legno e l’
argilla: si trovano in loco, si procurano facilmente e sono
a basso impatto ambientale in fase di smaltimento.
Dal punto di vista del risparmio energetico la casa è
classificata come “casa clima A”, (cioè la certificazione
sul fabbisogno energetico degli edifici messa a punto per la
prima volta dalla provincia di Bolzano).
Costruire con le balle di paglia
La tecnica delle balle utilizzate come pareti portanti è
conosciuta come stile “Nebraska”, nome dato dai pionieri di
questa tecnica, i coloni americani che la inventarono alla
fine del 1800 non appena inventata la macchina imballatrice
a vapore.
I committenti hanno optato per questa tecnica costruttiva
per le sue caratteristiche di ecocompatibilità e di
economicità. Considerato il basso costo della materia prima
questo metodo permette un risparmio del 20% rispetto a
un’abitazione normale.
Una volta realizzate le fondamenta, unica parte costituita
da setti in cemento armato, che creano un vespaio che isola
la costruzione dai ristagni d’acqua, è stata posata una
soletta in legno sopra la quale sono state impilate le balle
di paglia pressate. I “mattoni” di paglia, (che misurano 80
x 220 x 80 cm), compongono le pareti portanti, e sono poi
legati e stretti fra loro per mezzo di cinghie di tessuto.
Porte e finestre vengono predisposte sin dall’inizio per
mezzo di telai in legno che interrompono la trama delle
balle. Una volta composte le pareti queste vanno “rasate”
progressivamente, tagliando tutte le stoppie che spuntano
dalla superficie. Questo è necessario anche per evitare i
rischi d’incendio dovuti all’alta infiammabilità del
materiale: un rischio che viene meno una volta terminato
l’edificio. Lo spessore di cinque centimetri della finitura
superficiale a intonaco, infatti, garantisce al fabbricato
una protezione di classe A al fuoco (quella richiesta dalle
normative vigenti per le abitazioni). In pratica corrisponde
alla stessa classe fuoco di una parete in cemento armato
spessa 25cm.
Finitura
Terminate le pareti e inserito l’impianto elettrico i
blocchi di paglia vengono ingabbiati con una semplice rete
“da polli” che permettere alla miscela dell’intonaco di
attecchire e consolidarsi. L’intonaco a base di argilla, un
materiale decisamente traspirante indispensabile per
lasciare “respirare” la paglia, viene spruzzato sino a
costituire uno spesso strato che isola completamente
l’interno e rende impossibile il formarsi di nidi di insetti
o animali.
La legislazione
Per costruire l’edificio è stato richiesto un normale
“Permesso di costruire”. A tutt’oggi, infatti, il Testo
Unico non considera questo materiale fra quelli edilizi e si
rende così necessario fare riferimento alle singole
prescrizioni che riguardano gli edifici d’abitazione per
quanto concerne la statica, il risparmio energetico,
l’isolamento acustico e la resistenza al fuoco: tutti
vincoli che questa tecnica è in grado di rispettare.
Statica
I progettisti hanno potuto avvalersi di certificazioni
risultanti da prove di carico effettuate in laboratori
universitari svizzeri dai quali risulta che una balla di
fieno è in grado di supportare pesi pari a 15 tonnellate al
metro quadrato.
Più isolati di così: isolamento termico e acustico
In generale il valore di trasmittanza termica (K) delle
balle di paglia è molto più basso, cioè migliore rispetto a
quello di una parete composta da un pacchetto di mattoni/calcestruzzo+
isolamento in fibra minerale. In cifre questa differenza si
esprime in circa 0,13 W/m2K della paglia contro i
0,44 W/m2K delle pareti composte, (in questo caso
i progettisti hanno raggiunto un valore di 0,07W/m2K).
Già solamente lo spessore delle pareti di almeno 90 cm
dovrebbe garantire un certo isolamento acustico
dall’esterno, ma le case con pareti in paglia compressa
raggiungono e superano i livelli e valori richiesti dalla
legge riguardanti l’isolamento acustico con il valore di Rw
richiesto che supera addirittura i 50 dB.
Reperibilità del materiale
Il principale vantaggio legato a questa tecnica è il fatto
che il materiale sia di produzione locale. La vicinanza ai
campi di grano, segale o orzo, questi i principali tipi di
frumento dei quali si possono riutilizzare gli steli,
elimina i costi di trasporto e abbassa quelli di produzione.
Il costo di una parete in paglia può variare dai 7 ai 40
euro al mc; quello di una singola balla comperata
direttamente dal produttore parte da 1,5 euro.
Ci sono tuttavia alcuni accorgimenti di cui tenere conto per
ottenere materiale di qualità adatta all’utilizzo in
edilizia. In primo luogo la presenza in zona di macchine
imballatrici che producano balle a forma di parallelepipedo
e non a forma di “girella” (forma che oramai caratterizza i
nostri paesaggi agrari). In secondo luogo è necessario
regolare la macchina alla massima compressione in modo che
aumenti la compattezza delle balle che devono contenere un
terzo di paglia in più rispetto alla norma. Di solito il
frumento di segale viene considerato quello più adatto alla
costruzione perché ha gli steli più lunghi e più resistenti
e la mietitura avviene tra metà luglio e agosto, i mesi più
adatti per il cantiere. Questa tecnica sta trovando sempre
più applicazioni nell’edilizia dell’emergenza, ma
ultimamente anche nella costruzione di sale di registrazione
e in quella di barriere acustiche autostradali. In Italia
oggi questa tecnica è ancora poco diffusa. Come abbiamo
visto sono molti gli aspetti positivi a partire dal fatto
che può costituire una ragione in più per salvaguardare i
terreni agricoli e la cultura rurale.
12/1/08
- Il progetto
è indubbiamente bello e quasi faraonico senz'altro troppo
per un paese come ROSIGNANO. In periodi di crisi come questi
non è un bell'esempio per i cittadini. Manuel Giannicchi.
10/1/08
- È
stato approvato il progetto
definitivo della biblioteca civica di Chivasso (TO), redatto dallo studio
area_progetti di Torino, che si è
recentemente aggiudicato il concorso
internazionale per la realizzazione
della biblioteca di Rosignano Marittimo.
L'incarico è stato aggiudicato
attraverso una gara ad inviti. Progetto
e realizzazione sono cofinanziati, oltre
che dal Comune di Chivasso, dagli
assessorati regionali ai trasporti ed
alla cultura. Particolare attenzione è
stata posta, nella progettazione delle
strutture portanti, realizzate in
cemento armato alleggerito, al
contenimento di rumori e vibrazioni, a
causa della localizzazione dell’edificio
nella nuova sistemazione urbanistica
dello scalo merci ferroviario, il
MOVICENTRO. Il risultato è quello di
biblioteca anche per i viaggiatori, che
dovrà saper attrarre, oltre ai lettori
affezionati, anche il pubblico di
passaggio, attraverso procedimenti di
prestito rapidi, distributori automatici
di libri, esposizioni di novità, offerta
di collegamenti internet, il tutto
localizzato al piano terra
dell'edificio. La funzione informativa
riguardante orari e percorsi dei mezzi
in transito, viabilità, news, fornirà un
valore aggiunto al ruolo proprio della
biblioteca di pubblica lettura.
L'architettura e gli spazi interni
saranno al tempo stesso evocativi ed
accoglienti, innovativi, informali.
Segnalato da www.edilportale.com
|
Biblioteca, si
consegnano i lavori
È arrivato il
giorno della nuova biblioteca. Oggi alle 12 il Comune
consegnerà i lavori alla Ccc, il consorzio che ha vinto
la gara d’appalto. L’appuntamento è nell’area dove
nascerà la struttura, vale a dire in via della
Costituzione. Per l’ente ci saranno il sindaco
Alessandro Franchi, l’assessore ai lavori pubblici Lilia
Benini, l’ingegnere comunale Andrea Immorali e il
dirigente d’area Vincenzo Brogi. Con loro il direttore
dei lavori Domenico Racca, i coordinatori della
sicurezza gli architetti Abboccò e Feltri e i
rappresentanti del Consorzio cooperative costruzioni di
Bologna, che eseguirà materialmente i lavori. «Non si
tratta di una semplice biblioteca - afferma Vincenzo
Brogi, dirigente del settore cultura e servizi alla
persona - ma di un vero e proprio centro culturale, che
dovrà restare aperto il più possibile. Non a caso
all’interno è previsto anche uno spazio per la
ristorazione». Oltre alla biblioteca, qui troveranno
“casa” anche il Ciaf e l’Informagiovani. «La nuova
biblioteca - prosegue Brogi - sarà un luogo dove si
potranno fare incontri, presentazioni di libri e
accogliere altri eventi culturali». L’opera, da 6
milioni di euro, è stata più volte al centro delle
polemiche. Anche Confindustria, nel settembre scorso,
aveva esortato il Comune ad impiegare per la crisi
questa grossa cifre. Ma con la costruzione di questo
imponente centro della cultura che fine farà l’attuale
biblioteca? (dovrebbero traslocare da via Cairoli anche
gli uffici del Comune). «Ancora non abbiamo un’idea
precisa - afferma l’assessore alla scuola Elena Ciaffone
- ma di sicuro gli attuali locali che ospitano il
servizio, così come il Ciaf e l’Informagiovani, saranno
utilizzati diversamente». Tra le ipotesi c’era anche
quella di consegnare gli spazi alla scuola media, ma
come già annunciato nei giorni scorsi nei piani del
Comune c’è la realizzazione di un nuovo edificio in
grado di accorpare le Fattori e le ex Dante Alighieri.
Un’altra possibilità è quella di creare un centro del
volontariato, in grado di riunire in un solo punto tutte
quelle associazioni che si rivolgono alle fasce deboli
della popolazione e che magari non hanno una sede.
Ma.Mo.
(Il Tirreno
28-01-10)
APERTA FINO AL 4 MAGGIO AL CASTELLO PASQUINI L'ESPOSIZIONE "LA
NUOVA BIBLIOTECA DI ROSIGNANO. SETTE PROGETTI IN MOSTRA
"Rimane aperta fino al
4 maggio nelle sale del secondo piano del Castello Pasquini
l’esposizione, ad ingresso gratuito, “La nuova Biblioteca di
Rosignano. Sette progetti in mostra”, promossa dal Comune di
Rosignano per far conoscere a tutti gli interessati il progetto
scelto per la nuova Biblioteca e le altre sei proposte
progettuali che sono risultate finaliste del concorso di idee.
Grande interesse per la presentazione del progetto vincitore
all’evento inaugurale, con molte domande da parte del pubblico
soprattutto sul fronte delle tecnologie ambientali
d’avanguardia. “Ad inizio della legislatura – ha sottolineato il
Sindaco Alessandro Nenci – abbiamo deciso di non ristrutturare
la vecchia biblioteca ma di procedere invece alla realizzazione
di una nuova struttura perchè ritenevamo che a Rosignano Solvay
servisse una vera e propria ‘piazza della cultura’, aperta
all’esterno ed eco-compatibile. Il progetto vincitore – ha
concluso - rispecchia questa filosofia di fondo”. Soddisfatto
anche l’Ingegnere Comunale Andrea Immorali: “Il concorso di idee
– ha spiegato – era uno strumento nuovo per noi e alla fine si è
rivelato un’esperienza molto positiva, perché ci ha permesso di
scegliere il prodotto anziché i progettisti. Si tratta di una
procedura moderna, molto utilizzata in Europa”. A seguire una
presentazione molto dettagliata del progetto da parte dei
vincitori, che hanno posto l’accento sulla funzionalità della
struttura e sui molteplici accorgimenti utilizzati per renderla
del tutto eco-compatibile: la duna verde a protezione del rumore
della ferrovia, la torre del vento e i camini di ventilazione
per il raffrescamento, la passeggiata interna che apre la
struttura alla cittadinanza, i muri perimetrali in paglia, le
vetrate per l’illuminazione ed il riscaldamento, i pannelli
solari e fotovoltaici, le sale di lettura comuni ed individuali,
la separazione tra i vari spazi (biblioteca, emeroteca e bar,
ludoteca e biblioteca ragazzi) per rendere i vari ambiti
indipendenti e i “libromat”, ovvero una sorta di buche bancomat
da utilizzare per la restituzione dei libri. La mostra rimarrà
aperta fino al 4 maggio: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20,
il sabato, la domenica ed il 25 aprile dalle 10 alle 12 e dalle
17 alle 20. (Dal
sito del Comune di R.M.) |
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La nuova biblioteca
‘ecocompatibile’ di Rosignano Solvay
Vince un progetto in legno lamellare e balle di paglia
Dicembre 2007 -
Area progetti srl degli architetti Giorgio Gazzera,
Raffaella Magnano e Domenico Racca con Paola Arbocò, Pierluigi
Feltri, Maurizio Vallino dello studio genovese UNA2
architetti associati hanno vinto il concorso per la nuova
biblioteca civica di Rosignano Solvay e per gli spazi da
destinare all'Informagiovani e alla ludoteca, nonché per la
progettazione di un ambito polivalente e di un bar-ristoro con
sistemazione esterna del lotto. L’impostazione planimetrica a
piastra, su di un solo piano fuori terra, soddisfa l'esigenza
primaria di una organizzazione razionale della biblioteca ed al
tempo stesso favorisce la creazione di uno spazio pubblico che
riproduce la suggestione di strada pedonale coperta. Il percorso
informale tra le due città dense viene assorbito dalla nuova
costruzione con il risultato di includere i flussi pedonali,
diretti verso il sottopassaggio della ferrovia, entro il nuovo
organismo edilizio. Questa dinamica consente ai passanti un
approccio diverso ed innovativo con i servizi della biblioteca,
verso i quali si sentiranno naturalmente attratti, anche solo
spinti dalla curiosità, e potranno vincere la tipica paura della
soglia che tiene lontane le persone dall'ingresso in edifici
istituzionali.
La biblioteca non è racchiusa all'interno di un edificio, ma
attraverso la strada coperta, il bar, il giardino, la biblioteca
è nella città. Il nuovo edificio non esprime rappresentatività
con la forma della sua architettura, il suo valore simbolico è
nel modo di rapportarsi al contesto e alla natura. Alla scala
urbana l'architettura è seminascosta dal verde; unica emergenza
sono i camini di ventilazione, prismi dalle semplici
deformazioni, colorati la notte da una luce che varia quasi
impercettibilmente in funzione del bilancio energetico
dell'edificio.
La biblioteca è un simbolo di per se stessa: simbolo di
conoscenza,di divulgazione, di ampiezza di vedute, di fruizione
intelligente delle risorse; una sorta di monumento alla
sostenibilità ed alla cultura del rispetto dell'ambiente.
Questa biblioteca, realizzata con struttura in legno lamellare e
con muri di tamponamento in balle di paglia, che sfrutta sistemi
di ventilazione naturale, risponde alle caratteristiche
specifiche di ecocompatibiltà, sostenibilità, efficienza
energetica, capacità di isolamento termico ed acustico e costo
contenuto che l'Amministrazione desidera ottenere e ne
rappresenta quindi il simbolo, il monumento. Rafforza, inoltre,
il principio della centralità dell'utenza, che qui troverà
servizi bibliotecari e benessere ambientale, garantito
dall'adozione di strategie passive ed impiantistiche atte a
migliorare la prestazione energetica complessiva dell’edificio,
e che hanno finito per caratterizzare fortemente l’immagine
dell’edificio, ampliando, anziché limitando, le capacità
espressive dell’architettura mediante l’integrazione di elementi
tecnologici innovativi e qualificanti.
La progettazione, fortemente integrata negli aspetti
architettonici ed impiantistici, ha utilizzato tecnologie
innovative al fine di migliorare il comportamento energetico
dell’edificio e contenerne l’impatto ambientale: componenti di
involucro ad elevate prestazioni; metodi di ventilazione
naturale, un sistema geotermico costituito da condotti interrati
per il preriscaldamento dell’aria di ventilazione in inverno ed
il suo raffrescamento d’estate; collettori solari termici ad
acqua per la produzione di acqua calda sanitaria; un impianto
fotovoltaico; un sistema di supervisione e controllo per il
comando dei sistemi impiantistici e dei sistemi edilizi.
La scelta del tetto verde a copertura dell’intera superficie
edificata è derivata dalla volontà di rispondere alle istanze di
sostenibilità, non solo grazie alle elevate prestazioni
termofisiche fornite, ma anche per il contributo efficace
offerto nella riduzione delle polveri sottili in atmosfera e dei
gas a effetto-serra.
Le superfici vetrate, che rappresentano l’elemento più debole
dell’involucro dal punto di vista del comfort acustico, si
affacciano per lo più verso il percorso pedonale che taglia
l’edificio, laddove si può facilmente prevedere che le fonti di
disturbo saranno più deboli. L’unica eccezione è rappresentata
dalla facciata sud-ovest, dove l’ampia superficie vetrata è
funzionale all’illuminazione dello spazio dedicato alla lettura
e favorisce l'integrazione con il giardino.
Dal sito: www.archiportale.com
Per la nascita e la storia della biblioteca comunale
QUI
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