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Castiglioncello
ieri
(Caletta centro)
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Caletta centro ovvero l'incrocio dell'Aurelia con via Marradi verso mare (Arch.D.Scaramal e S. Faccenda) |
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Foto 4 - Sono tanti i distributori di benzina dislocati nel nostro territorio alla fine del 1927. Ne attestano l'industriosità. Danno testimonianza che il traffico dei mezzi meccanizzati è in crescita. Tredici, in totale, le pompe, dai caratteristici disegni di una volta che s'incontrano sulle nostre strade ed al centro dei paesi. Uno a Caletta, ed eroga carburante «Lampo» (quello di Riccardo Galletti, l'altro Agip a Portovecchio ed è di Evanita Guazzini). Indubbiamente c'è concorrenza. |
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Foto 9 - Superata la discesa di Portovecchio e il ponte sul botro Grande, il nostro viandante di inizio secolo si trovava a passare, dove la strada spianava, di fronte alla casa Fierabracci con la locanda di Smith, moglie Emma e figlie Ines, Armandina, Ada, Olga e Giuseppina. Nella stessa casa, lato Cecina, il contadino Arturo Maiolini e il pastore Rossi con la moglie Annetta. A sinistra con poche altre case e, sulla destra, verso il mare, sfilava di fronte alle belle ville che facevano cornice alla spiaggia. Più avanti, una breve strada partiva a perpendicolo verso il mare. Sull'incrocio due case, lungo la via ville e civettuole villette a cui il tempo apporterà cambiamenti senza spostarne l'essenza. Ancora più avanti, sulla destra, protetta da un bel parco la grande villa Berti Mantellassi, una delle prime costruzioni di Castiglioncello, con la sua fattoria sul lato opposto della strada (oggi banca). Come il resto della costa, Caletta era povera di vegetazione alta e i campi lavorati confinavano con le costruzioni. Passano i decenni e dal '30 in poi tante pensioni innalzano le loro insegne fra il Quercetano e Crepatura. Hanno vasti richiami e, in genere, fedele clientela. A Caletta la più ampia è ancora quella intitolata alla località stessa, ora di proprietà di Evangelista Guzzini, con ristorante, bar, pineta, cortile privato, ma ce ne sono altre, compresa la «Savoia». ("Castiglioncello: un secolo di immagini" di Castaldi-Marianelli-Scaramal, scaricabile dal sito) |
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La storia della “Banca Toscana” inizia il 4 aprile 1904 con la costituzione del Piccolo Credito Toscano, società cooperativa promossa da un comitato di cittadini. Già nel 1920 cade l’appellativo Piccolo, a sanzionare il successo dell’istituto che si trasforma da cooperativa in società anonima. E’ nel marzo del 1930 che nasce ufficialmente la Banca Toscana spa. L’istituto fa la sua comparsa in Borsa per alcuni decenni, a partire dal maggio 1986. Negli anni, la “Toscana” si rafforza e acquisisce il Banco di Perugia, poi incorporato nel 1991. Meno di dieci anni dopo, acquisisce e poi incorpora la Banca popolare della Marsica che le permette di espandersi nel Molise, completando così l’opera di radicamento nel Centro Italia. A Caletta apre nel luglio 1963 nella posizione attuale e nel 2009 viene assorbita di nome e di fatto dal Monte dei Paschi di Siena. |