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Castiglioncello
ieri
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Quercetano, da isolata spiaggia dei poveri alla valorizzazione |
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Il sogno di Diego Martelli Foto 2 - Le continue peripezie economiche cui Martelli si sottoporrà nel corso della sua travagliata esistenza sono quasi sempre determinate dal desiderio di apportare migliorie alla sua proprietà, di favorirne in qualche modo le naturali predisposizioni che egli intuisce e che, come un buon padre farebbe con il proprio figlio, egli cerca di favorire; ragion per cui insegue mutui e prestiti, si imbarca in speculazioni troppo azzardate per i suoi mezzi (è il caso dell'acquisto della Punta e delle vicissitudini che conseguono); attua permute di terreni con famiglie confinanti, fa eseguire perizie ed analisi dei terreni con un impiego di sostanze non indifferente. Il suo particolare intuito lo porta a concepire già nel 1873 un piano di edificazione della Punta che ancor oggi stupisce per la sua attualità. Tuttavia, forse perché non mosso da pure finalità speculative, che intuiamo poco conformi, del resto, al suo carattere retto e generoso, Martelli non riuscirà che in minima parte ad attuare i suoi ambiziosi progetti per il futuro di Castiglioncello; finché, non più giovane, sopraffatto dalle sventure economiche, dovrà suo malgrado arrendersi alla necessità di cedere le sue amate terre, subendo così una delle più grandi disillusioni della sua vita... (Da: "Arte e storia a Castiglioncello dall'epoca dei Macchiaioli al '900", scaricabile dal sito) |
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Patrone e le contraddizioni
sociali |
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Foto 3 -
Dove
il promontorio si getta, con ripido strapiombo, nel mare, da alcuni
secoli il Granduca di Toscana aveva fatto costruire una delle tante
torri di avvistamento a protezione delle coste dagli assalti e dalle
razzie dei pirati...Ma pochi anni dopo l'inizio del '900, l'onorevole
conte Danieli vi costruirà a ridosso, senza alcun rispetto, un
discutibilissimo castelletto. Un ponte unirà le due costruzioni e
l'originale copertura della torre subirà l'onta di diventare simile a
quella del castelletto...La sottostante villa De Montel (oggi
Godilonda) (De Montel
è l'ing. che ha costruito la ferrovia N.d.R),
adagiata su uno spiazzo roccioso tra i golfi del Quercetano e della
Cianciafera, e verso la villa Parisi, dominante la Punta Righini con
alcune ville tra cui una in stile scozzese! Un sentiero difficile da
percorrere portava verso la Mugginara sul lato sud del
promontorio, su cui si ergevano un paio di ville. Per il resto si
potevano vedere solo scogli nudi a picco sul mare che, in parte, dove
ora c'è la Baracchina, saranno prelevati per la costruzione delle
dighe del porto di Livorno.
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Foto 5 - Sbucando dalla curva sopra la Buca dei Corvi si trovava all'improvviso di fronte ad un promontorio, alto a dirupo sul mare e dominato da una torre medicea, privo di vegetazione così come ce lo avevano raffigurato, in numerosi quadri, i pittori Macchiaioli che, per anni, avevano trascorso vacanze di svago e lavoro nella casa di Diego Martelli. Tra i campi solo qualche casa e qualche villa costruita da poco in quanto lo sviluppo turistico del paese era praticamente cominciato nell'ultima decade dell'800, principalmente per l'interessamento del barone Fausto Patrone, acquirente della tenuta di Diego Martelli, che si era costruito la villa, a forma di castello, in luogo predominante. (Da: Castiglioncello: un secolo di immagini" di Castaldi-Marianelli-Scaramal, scaricabile dal sito) |
| Foto 6 - Singolare questa foto della punta del Sorriso ancora libera di alberghi ripresa dalla testa del promontorio di Castiglioncello. La costruzione della ferrovia è appena iniziata ed ancora non se ne vede traccia. Lungo la via del Littorale la cui sistemazione è in corso, sono già sorte le prime ville. Al centro fra la collina e la prima casa si intravede il punto basso dove sorgerà il ponte ferroviario sul botro Quercetano. |
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1932
- La scala Ciapei ed il Bagno Capanna dello zio Tom di Aride
Lami |
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5 luglio 1928 -
Il Bagno Mare Nostrum di Folco Salvadori Foto 18 - Si doveva chiamare «Il Sorriso» e sarebbe stata denominazione simpatica e ben azzeccata. Invece ha il nome pretenzioso, in linea con la retorica del momento, di «Mare Nostrum». Il proprietario, Folco Salvadori, decide così, ed organizza una cerimonia ben articolata nell'arco di una intensa domenica di prima estate. Per i villeggianti delle ville prestigiose sul promontorio che frequentavano unicamente la spiaggia dell'Ausonia con i bagni eleganti su palafitte, la spiaggia del Quercetano sul versante nord era "proibita" in quanto considerata "spiaggia dei poveri" locali priva di ogni tipo di attrezzatura. L'iniziativa di Salvadori è coraggiosa perché inizia con varie difficoltà il lancio di un golfo che farà la sua parte nelle fortune del promontorio. (Sintesi da "Lorenzo Milani - Gli |
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1931 - Nascono i Bagni Italia di Antonio Cecconi.
Foto 25 - Lo stabilimento balneare sorge in fondo alla scogliera a picco sul mare con più di 25 metri di dislivello dalla strada. Il 7 giugno del 1971 si sfiora la tragedia: alle ore 10.15 si stacca un costone di roccia dietro i Bagni Italia costituito prevalentemente da materiali estratti dallo scavo della galleria ferroviaria sotto la piazza del centro abitato, accumulati sulla parte alta della scarpata fin dal primo decennio del ‘900, che fortunatamente non produsse danni a persone, devastando completamente il lato Nord dello stabilimento (foto a destra, archivio Alando). La ricostruzione comincia subito non senza difficoltà anche per la posizione dello stabilimento: la stagione era già cominciata! Nessuno resta con le mani in mano e con l'aiuto dei ragazzi allora guidati da Ilio Cecconi, l'impresa Pizzi ricostruisce tutto a tempo di record. |
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