Castiglioncello ieri   

Il promontorio dalla collina del Sorriso 1892 - La 'punta' vista dal mare. Le costruzioni sono veramente poche. Fine '800 - Questa vista dal Quercetano, mostra quanto fosse privo di vegetazione il promontorio di Castiglioncello. Scogli sulla punta (Foto G.Marcacci) 1904 - Il golfo del Quercetano con il promontorio visti dal Sorriso 1904 - Il golfo del Quercetano dal promontorio Inizio '900 - Il promontorio con la Torre e 4 costruzioni fra le quali si riconoscono Villa Parisi, Villa Martinetti, e Villa Corcos. 1904 - Il promontorio lato Quercetano visto da 'Villa Godilonda', si vede il preesistente edificio costruito dall'impresa di Renato Luparini. Inizio '900 - La foto evidenzia quanto fosse scosceso il Quercetano prima dell'intervento dell'uomo Siamo intorno al 1910, la ferrovia è in costruzione o terminata, l'epoca 'selvaggia' del Quercetano è finita La ferrovia è pronta, le ville sono poche, quindi la foto risale agli anni subito dopo il 1910. 1910 - Il promontorio inizia a riempirsi di ville, grazie alla ferrovia è più facile raggiungerlo. 1915 - Mare mosso, ma ieri come oggi si sfida il pericolo 1918 - Renato Fucini 75enne sulla spiaggia sotto la villa 'La cuccetta' che sovrasta la scogliera. Morirà a Empoli 3 anni dopo. Il Quercetano intorno agli anni '20 quando era la spiaggia dei poveri 1932 -  La caratteristica scalinata 'Ciapei' 87 scalini ricavati in parte nella roccia Anni '30 -  Il Quercetano,  non attrezzata 'spiaggia dei poveri' (i ricchi vanno all'Ausonia), con la scala 'Ciapei' e la villa dalla famiglia di Iginio Spadolini. 1932 - Il 5 luglio 1928, dopo 3 mesi di lavoro, si inaugura l'elegante stabilimento Mare Nostrum con la caratteristica pagoda. Scomparirà durante la guerra. Anni '40 - La spiaggia è già modernamente attrezzata. La collina del Sorriso anni '60. L'insieme è simile ad oggi 1958 - Il golfo con villa Godilonda ed una bella libecciata 1964 - Gli alberghi lungo la collina del Sorriso  (Foto Alessandro Ercoli) 1964 - Villa Godilonda. Era ancora possibile ormeggiare le imbarcazioni.(Foto Alessandro Ercoli) Anni '70 - Gli storici Bagni Italia del 1931, a dx la frana del 1971.

Quercetano, da isolata spiaggia dei poveri alla valorizzazione

  Torri costiere che si tenevano in contatto, l'una con l'altra e con i paesi sulle colline, attraverso segnali di fumo, fuochi o specchi. Un secolo dopo, una piccolissima chiesa sorgerà di fronte alla torre per il ristoro delle anime dei soldati della guarnigione e di quelli di passaggio. Fino all'800 saranno le sole presenze sul territorio e la torre resterà con la sua funzione militare fino al sorgere dell'unità d'Italia. Le prime cartoline di Castiglioncello ce la mostrano sempre, solitario totem nel deserto del promontorio spoglio e roccioso,assai diverso da come siamo abituati a vederlo oggi...(Da: "Castiglioncello: un secolo di immagini" di C. Castaldi e G. Marianelli scaricabile dal sito)

                                 Il sogno di Diego Martelli
Foto 2 - Le continue peripezie economiche cui Martelli si sottoporrà nel corso della sua travagliata esistenza sono quasi sempre determinate dal desiderio di apportare migliorie alla sua proprietà, di favorirne in qualche modo le naturali predisposizioni che egli intuisce e che, come un buon padre farebbe con il proprio figlio, egli cerca di favorire; ragion per cui insegue mutui e prestiti, si imbarca in speculazioni troppo azzardate per i suoi mezzi (è il caso dell'acquisto della Punta e delle vicissitudini che conseguono); attua permute di terreni con famiglie confinanti, fa eseguire perizie ed analisi dei terreni con un impiego di sostanze non indifferente. Il suo particolare intuito lo porta a concepire già nel 1873 un piano di edificazione della Punta che ancor oggi stupisce per la sua attualità. Tuttavia, forse perché non mosso da pure finalità speculative, che intuiamo poco conformi, del resto, al suo carattere retto e generoso, Martelli non riuscirà che in minima parte ad attuare i suoi ambiziosi progetti per il futuro di Castiglioncello; finché, non più giovane, sopraffatto dalle sventure economiche, dovrà suo malgrado arrendersi alla necessità di cedere le sue amate terre, subendo così una delle più grandi disillusioni della sua vita...
(Da: "Arte e storia a Castiglioncello dall'epoca dei Macchiaioli al '900", scaricabile dal sito)

                              Patrone e le contraddizioni sociali
Sulla falsariga di quanto immaginato da Martelli, il barone Patrone continuò sulla strada dello sviluppo turistico, ma in direzione assai diversa da quella immaginata dal simpatizzante socialista che l'aveva preceduto. Patrone riesce a calamitare sulla località, gli interessi della classe sociale alla quale appartiene. I villeggianti sono esclusiva espressione del ceto più elevato, provenienti da Milano, Firenze e Roma, abitano le ville dai primi di giugno a fine settembre, utilizzando un gran numero di persone di servizio proveniente anche dai paesi collinari, essendo le famiglie locali residenti, solo poche decine. E da Gabbro e Castelnuovo arrivavano, percorrendo ogni mattina per ore i sentieri scoscesi del Poggio Pelato, decine di donne misere e cenciose, con le ceste di vimini sulla testa per rifornire i villeggianti di frutta e verdura. Due mondi agli antipodi entrati in contatto per reciproca convenienza, ma sempre totalmente estranei. Da un lato il top della cultura e della borghesia economica, dall'altro l'analfabetismo ancora pressoché totale con tutte le conseguenze sociali e culturali. Non a caso nel cambio di secolo e nella prima fase del nuovo, maturano localmente, anche su queste marcate contraddizioni, coscienze come quella dell'avv. Pietro Gori e di don Lorenzo Milani che fino a 20 anni passa le estati nella villa di punta Righini ed ha modo diretto di valutare l'abisso sociale detto sopra che lo porterà ad una scelta di coscienza.

Foto 3 - Dove il promontorio si getta, con ripido strapiombo, nel mare, da alcuni secoli il Granduca di Toscana aveva fatto costruire una delle tante torri di avvistamento a protezione delle coste dagli assalti e dalle razzie dei pirati...Ma pochi anni dopo l'inizio del '900, l'onorevole conte Danieli vi costruirà a ridosso, senza alcun rispetto, un discutibilissimo castelletto. Un ponte unirà le due costruzioni e l'originale copertura della torre subirà l'onta di diventare simile a quella del castelletto...La sottostante villa De Montel (oggi Godilonda) (De Montel è l'ing. che ha costruito la ferrovia N.d.R), adagiata su uno spiazzo roccioso tra i golfi del Quercetano e della Cianciafera, e verso la villa Parisi, dominante la Punta Righini con alcune ville tra cui una in stile scozzese! Un sentiero difficile da percorrere  portava verso la Mugginara sul lato sud del promontorio, su cui si ergevano un paio di ville. Per il resto si potevano vedere solo scogli nudi a picco sul mare che, in parte, dove ora c'è la Baracchina, saranno prelevati per la costruzione delle dighe del porto di Livorno. (Da: "Castiglioncello: un secolo di immagini" di C. Castaldi e G. Marianelli scaricabile dal sito)

Foto 5 - Sbucando dalla curva sopra la Buca dei Corvi si trovava all'improvviso di fronte ad un promontorio, alto a dirupo sul mare e dominato da una torre medicea, privo di vegetazione così come ce lo avevano raffigurato, in numerosi quadri, i pittori Macchiaioli che, per anni, avevano trascorso vacanze di svago e lavoro nella casa di Diego Martelli. Tra i campi solo qualche casa e qualche villa costruita da poco in quanto lo sviluppo turistico del paese era praticamente cominciato nell'ultima decade dell'800, principalmente per l'interessamento del barone Fausto Patrone, acquirente della tenuta di Diego Martelli, che si era costruito la villa, a forma di castello, in luogo predominante. (Da: Castiglioncello: un secolo di immagini" di Castaldi-Marianelli-Scaramal,  scaricabile dal sito)

Foto 6 - Singolare questa foto della punta del Sorriso ancora libera di alberghi ripresa dalla testa del promontorio di Castiglioncello. La costruzione della ferrovia è appena iniziata ed ancora non se ne vede traccia. Lungo la via del Littorale la cui sistemazione è in corso, sono già sorte le prime ville. Al centro fra la collina e la prima casa si intravede il punto basso dove sorgerà il ponte ferroviario sul botro Quercetano.

     1932 - La scala Ciapei ed il Bagno Capanna dello zio Tom di Aride Lami
Foto 16 - La caratteristica scalinata "Ciapei" con i suoi 87 scalini, che scende sulla spiaggia del Quercetano al termine di via Godilonda è ricavata in parte, nella roccia. Il sig. Ciapei si appropriò della scala e della breve via, dopo che il barone Patrone lasciò Castiglioncello fra il 1925/28
(Fonte Leo Gattini). A sinistra della foto 15, la pubblicità dello "Zio" disegnata da Aride Lami, sulla parete della scala pubblica. E' uno dei tre accessi diretti alla spiaggia ed è contemporaneo alla passeggiata lungomare sul versante sud. Aride Lami, vecchio e simpaticissimo marinaio, ebbe l'idea di dipingere un affresco che pubblicizzasse il suo piccolo stabilimento balneare “La Capanna dello zio Tom’ negli anni Trenta. Fu posto all‘altezza della prima rampa delle scalette pubbliche per avvertire i passanti che oltre i Bagni Italia, che ne ostruivano la vista, esisteva il piccolo bagno, appunto, “La Capanna dello zio Tom”, primo insediamento turistico della famiglia Lami, corrispondente all’attuale terrazza dei Bagni Aurora. Il successo di quella simpatica trovata fu enorme. Negli anni intorno al 1930 Castiglioncello vibra di una eccezionale animazione. Ne parla ampiamente la stampa, e non solo quella labronica. Anche le case private vengono prese d'assalto dai villeggianti. Gli abitanti del posto, da giugno a settembre inoltrato, vivono in locali di fortuna, ma non si lamentano affatto, anzi appaiono soddisfatti. Sono tutti al servizio dell'attività turistica. Alberghi e pensioni espongono, fin dai primi mesi della tarda primavera, il cartello del «tutto esaurito»; Nelle ville e nei locali pubblici si rincorrono i trattenimenti più festosi. Grande è la voglia di vita. La stessa situazione che si ritrova a Portovecchio ed a Caletta. Dalla fine di marzo nelle domeniche assolate, quando cominciano a circolare i fiorentini in cerca di affitti estivi, basta mettersi qualche ora davanti casa e le probabilità di concludere l'affitto sono elevate. Prima agosto, poi luglio, ma quasi sempre si riesce ad affittare anche giugno e settembre e quasi sempre per il mese intero. Sarà così per molti decenni ancora.   

           5 luglio 1928 - Il Bagno Mare Nostrum di Folco Salvadori
Foto 18 - Si doveva chiamare «Il Sorriso» e sarebbe stata denominazione simpatica e ben azzeccata. Invece ha il nome pretenzioso, in linea con la retorica del momento, di «Mare Nostrum». Il proprietario, Folco Salvadori, decide così, ed organizza una cerimonia ben articolata nell'arco di una intensa domenica di prima estate. La struttura, non priva di servizi e di soluzioni moderne ed anche originali, viene benedetta alle 10 del mattino del 5 luglio 1928, sotto il sole già alto, dal parroco Don Carlo Gradi. Subito dopo la signorina Tina Salvadori, manda in frantumi la tradizionale bottiglia di champagne che «battezza» ufficialmente il nuovo complesso balneare annidato nel golfo. Fa gli onori di casa, con fascino e grazia, la contessa Ginori Conti. Fitto ed entusiasta il pubblico presente, composto da gerarchi e da parecchie personalità della colonia villeggiante. Non manca il Prefetto. Ma il bello deve ancora succedere. Così commenta il quotidiano «Il Telegrafo» di Livorno con toni ammiccanti, scrive infatti testualmente: «La sera, dalle 17 in poi, fu tutta una grande festa. Rinfresco e ballo pomeridiano, cena e veglia danzante protrattasi fino al mattino».
(Breve sintesi ricavata dai volumi "Quaderni di storia" di Celati - Gattini. Il volumi sono acquistabili direttamente online dall'editore I.E.P.I)
Per i villeggianti delle ville prestigiose sul promontorio che frequentavano unicamente la spiaggia dell'Ausonia con i bagni eleganti su palafitte, la spiaggia del Quercetano sul versante nord era "proibita" in quanto considerata "spiaggia dei poveri" locali priva di ogni tipo di attrezzatura. L'iniziativa di Salvadori è coraggiosa perché inizia con varie difficoltà il lancio di un golfo che farà la sua parte nelle fortune del promontorio. (Sintesi da "Lorenzo Milani - Gli anni del privilegio" di Fabrizio Borghini)
             1931 - Nascono i Bagni Italia di Antonio Cecconi.
Foto 25 - Lo stabilimento balneare sorge in fondo alla scogliera a picco sul mare con più di 25 metri di dislivello dalla strada. Il 7 giugno del 1971 si sfiora la tragedia: alle ore 10.15  si stacca un costone di roccia dietro i Bagni Italia costituito prevalentemente da materiali estratti dallo scavo della galleria ferroviaria sotto la piazza del centro abitato, accumulati sulla parte alta della scarpata fin dal primo decennio del ‘900, che fortunatamente non produsse danni a persone, devastando completamente il lato Nord dello stabilimento (foto a destra,
archivio Alando). La ricostruzione comincia subito non senza difficoltà anche per la posizione dello stabilimento: la stagione era già cominciata! Nessuno resta con le mani in mano e con l'aiuto dei ragazzi allora guidati da Ilio Cecconi, l'impresa Pizzi ricostruisce tutto a tempo di record.

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