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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 19 del 20 - settembre - 2003

   

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  FLASH STORICI SULLA NOSTRA ZONA DAGLI ETRUSCHI IN QUA

         Da: AMBIENTE E SOCIETÀ A ROSIGNANO NEL XVI SECOLO di Paola Ircani Menichini

 

La Fine e il suo bacino

Lo sfruttamento della forza idrica del più grande corso d'acqua della Comunità, la Fine, (nasce dai monti sopra Santa Luce, riceve dei piccoli affluenti provenienti dalle zone di Orciano e sempre di Santa Luce, nel cui territorio, oggi, forma il lago omonimo. Entra nel Comune di Rosignano prima presso la confluenza del torrente Lespa e poi del torrente Savalano) ha origini antiche: nel 1206 l'abate del monastero di S. Felice a Vada pagava alla Mensa Arcivescovile un censo per l'uso dell'acqua del fiume a favore di un mulino. Ma già nel 1285 il Comune d Pisa, preoccupato della situazione idrica della pianura, ordinava di far fare un ponticello sopra la gora del mulino di Vada e di far riadattare tutti i fossi e scoli d'acqua fra Rosignano e quest'ultimo paese. Più di duecento anni dopo l'Ufficio dei Fiumi e Fossi tentava una soluzione al problema delle paludi del Pisano, che anche in questo territorio l'incuria secolare dei corsi d'acqua aveva aggravato.

Riguardo a ciò che appare dagli Estimi consultati, dobbiamo tuttavia osservare che, nonostante i problemi della tortuosità e delle paludi, nel 1551 la Fine era ancora un punto di forza dell'economia locale. Laddove la morfologia del terreno lo permetteva, prosperavano i pascoli e i seminativi migliori come nel caso di Maccetti. I terreni allivellati dall'Arcivescovado e da altri enti religiosi furono soprattutto quelli posti sul fiume, oltre alle vigne sulle pendici del Poggio di Rosignano.

Ma andiamo ad estrarre dal nostro Registro notizie sulla Fine. Alcun dei nomi che negli Estimi compaiono a definire le parcelle di terreno su fiume sono tutt'oggi esistenti. Un esempio sono Maccetti e la Macchia Verde, poderi situati nel tratto a monte del corso d'acqua. Altri due nomi invece, "Bucine" e "Fossa di Guidone", non sono più presenti nella geografia attuale. Ancora avanti nel corso del fiume, tra Maccetti e la Valdiperga scorre un torrente che ci sembra di identificare con la Lespa Vecchia degli Estimi, il botro delle Meletra del secolo XVIII ed il botro Canale odierno. Esso confluisce le sue acque nella Fine presso Poggiberna. (Il nome Meletra si ritrova in un podere oggi esistente: Le Melette, la Lespa Vecchia è chiamata Botro Canale, il nome odierno).

Sulla riva destra della Fine, in "confine" di Colli (nel Medioevo esisteva una chiesa di Santo Stefano a Colli), era il luogo chiamato Prataglia; vicino all'Acquabuona, oggi esistente, era un mulino di proprietà privata. Passato Poggio Berni, confluiva nella Fine il torrente Marmolaio, detto negli Estimi talvolta Marmoraio o Mortrilaio. (Forse il torrente Marmolaio deriva il suo nome da "marmore", cioè marmo, e dalle vene di alabastro presenti nel territorio di Castellina Marittima). A confine con i territori delle Due Badie, si trovavano il Campodonico (il medioevale campum dominicum), e prossimi al Marmolaio, Vallicampora, i boschi del Poggio al Forte, il poggio di Grezia o Bagnolo sulla strada Maremmana. Poco più avanti nel corso della Fine, terminate le sponde scoscese dei poggi, i luoghi avevano nome Fabbriche (esistente), forse Campo al Lago o Campo al Guado, Guado Nuovo e Fine Vecchia, gli ultimi due nomi segno di un'antica deviazione del fiume. Seguiva la Macchia del Pietriccio che aveva sulla sua sinistra l'altura del Poggio Pillistrelli. Presso le località Fornace e Guado alla Fornace, alla confluenza del botro di Marmentana, poi, una gora o steccaia (Fossa), sfruttando la diversa altezza del corso del fiume, portava l'acqua al Mulino del Comune, situato nell'interno presso la via di Vada. Dopo l'inizio della Fossa, ad una curva della Fine, confluiva il botro di Caccione (oggi Gonnellino). Le zone avevano nome Mulinari o Mulinacci e Caprioli. Seguiva la Macchia di Cacciapaoli e il Vallone. Là dove è sorto lo stabilimento ex Aniene, nel 1551 si trovavano le Sedici: nelle vicinanze un ponte traversava il fiume insieme alla strada che da Rosignano andava a Vada. A sinistra della Fine c'erano le Prata a Isola o Sabbine; dove il botro Ricavo confluiva le sue acque, la località aveva nome Speldari.

Tortuosamente, in una zona piana pressoché deserta di abitazioni, la Fine si avviava al mare. Negli Estimi si parla della Valle di Camigliari, toponimo dall'etimologia sconosciuta ma che indicava un luogo forse un tempo fiorente. Qui infatti erano una torre, il "sito" di un mulino, forse un confine (il toponimo Pietra a Campora). A destra della foce si estendeva il territorio vasto detto le Prata a Mare e Valleporta, attraversata quest'ultima dal Fosso Lupaio, e Tegoleta. La zona propria della Foce aveva nome Galafone. Quest'ultimo toponimo è attuale, ma anch'esso di etimologia sconosciuta.       

Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona 

  GUIDA AI LUOGHI MISTERIOSI D'ITALIA

PISTOIA

I frati del Tau 

Chiesa del Tau

Corso Silvano Fedi 

51100 Pistola Tel. 0573/32204

Informazioni: Centro e Fondazione «Marino Marini», Palazzo del Tau - corso Silvano Fedi 70, 51100 Pistola. Tel. 0573/30285-31332. 

Biblioteca «Fonteguerriana», piazza Sapienza 1, 51100 Pistola. Tel. 0573/24348.

Dove si trova: a lato di piazza Garibaldi, adiacente alla chiesa di S. Domenico; dista circa 500 m di cammino dalla stazione FS. Visita: ore 9-13 e 15-19; lunedì chiuso.

Storia e situazione: La chiesa, fatta costruire nel 1340 da fra' Giovanni Guidoni (dell'Ordine di S. Antonio di Vienna nel Delfinato), è uno dei pochi esempi di architettura medievale della città realizzata in «pietra forte».

Soppressa nel 1787, venne restaurata nel 1968 e adibita temporaneamente a sede del Museo Civico (oggi trasferito nel Palazzo del Comune). Attualmente ospita la Fondazione dedicata all'artista pistoiese Marino Marini.

La cosa notevole: La chiesa era detta di S. Antonio dei Frati del Tau, perché i religiosi del convento portavano sul loro mantello un «Tau» di smalto celeste. Questo simbolo  rappresentava il bastone di sant'Antonio Abate, ma aveva anche una valenza esoterica.

Osservazioni e note: Linterno dell'ex chiesa, oggi detta Palazzo del Tau, è una sala rettangolare che presenta una ricca e ininterrotta decorazione ad affresco, del Tre-Quattrocento, di notevole bellezza e interesse: alla volta, scene bibliche della Genesi; in una delle pareti, Storia di S. Antonio Abate (con rappresentazioni del Tau).

Altre notizie: Osservando l'impianto viario di Pistola, si può riconoscere abbastanza agevolmente nella pianta del centro storico una struttura formata da tre anelli concentrici e due approssimativi assi ortogonali, che richiamano il disegno simbolico della «triplice cinta».

PISTOIA

L'effigie di origine miracolosa e il letto intatto 

Chiesa-Santuario S. Maria delle Grazie

Parrocchia - piazza San Lorenzo 51100 Pistola Tel. 0573/27626. Diocesi locale

Informazioni:  Azienda di Promozione Turistica, corso Gramsci 110, 51100 Pistoia. Telefono 0573/34326. Biblioteca «Fabroniana», piazzetta San Filippo 1, 51100 Pistoia. Tel 0573/32074.

Dove si trova: L'edificio è situato nel centro storico, in direzione dell'angolo di nord-est delle mura cittadine. Parcheggio in piazza S. Lorenzo.

Storia e situazione: La chiesa - che ora è monumento nazionale - venne edificata dal Michelozzo nel Quattrocento, in seguito a un fatto prodigioso avvenuto nel 1336.

Giovanni di Matteo Gualdimari aveva lasciato per testamento una somma necessaria per edificare un ospizio per i poveri e i pellegrini. Tra i ricoverati vi era una giovane donna, ammalata da molti anni. Un giorno, mentre pregava, le apparve la Vergine, le parlò e la guarì.

La cosa notevole: La Madonna, nel partire, lasciò sulla parete della stanza la sua effigie prodigiosa, come la vediamo tutt'oggi.

Altre notizie: Fu chiamata Madonna delle Grazie in seguito ai molti favori profusi ai suoi devoti; fu chiamata anche Madonna del Letto, dal letto dove giaceva l'ammalata miracolata e che tuttora - molto curiosamente - si conserva intatto, come quando avvenne l'apparizione, in un piccolo sacello adiacente al lato sinistro della chiesa attuale. 

  Nella prossima NL continueremo il nostro giro nella regione 

LOCUZIONI E DETTI CELEBRI: Gratis et amore dei (gratuitamente e per amore di Dio)

Lucuzione usata nel linguaggio familiare quando si riceve qualcosa gratuitamente, citata anche dal Manzoni nei Promessi Sposi.

La barzelletta di chiusura...abbassa il livello di stress :

Una nave della flotta romana è ormeggiata al porto di Ostia. Il centurione scende sotto coperta e si rivolge agli schiavi rematori:
- Schiavi! Ho due notizie da darvi, una buona ed un'altra cattiva. Quella buona è che sta arrivando Giulio Cesare...
Uno degli schiavi si azzarda a chiedere:
- E quella cattiva?
- Ha detto che vuole fare sci d'acqua...

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Cosa bolle in pentola ??  Ancora  tutto Fucini.  Grazie per averci seguito fino qui,  Per questa volta è tutto,  Riceverete il prossimo numero il 1/ottobre /2003