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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 09 del 10 - maggio - 2003

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  FLASH STORICI SULLA NOSTRA ZONA DAGLI ETRUSCHI IN QUA

Dalla "Monografia storica di Rosignano Marittimo"1925

Commemorazioni, feste e deliberazioni varie del Comune

Come curiosità storica si riporta che, con deliberazione del 25 Luglio 1512, la Comunità elesse delle custodi segrete, vale a dire assegnò tre donne a ciascuno dei 4 Consiglieri, « le quali, così elette, possono accusare «secretamente e, non sendo reprobate di falso, si presta « loro piena fede. » Simile deliberazione non è certo encomiabile, perché affidare a dodici donne le denunzie segrete, era come seminare zizzania nel paese. Il provvedimento dovette decadere presto, perché non se ne fa più menzione, ne se ne trova più traccia negli anni successivi.

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Nell'adunanza del Consiglio Comunale del 31 Maggio 1565 fra diversi stanziamenti di somme si nota anche quello di lire 5 a prete Michele, vice-pievano della Pieve, « per haver cantato la messa con tre preti e consumato « libbre due di cera bianca per il felice matrimonio dell' Ill.mo et eccll.mo Signor Principe nostro Signore. » Figura poi la spesa di lire due e soldi dieci per libbre due e mezzo di polvere « per la nuova(?) del parentado del Principe. »

Si trattava del matrimonio del duca Francesco de' Medici con Giovanna d'Austria. Pochi anni dopo (1578), Giovanna misteriosamente moriva e Francesco I.°, granduca, sposava la celebre avventuriera Bianca Cappello, veneziana.

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Quando nel 1790 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena fu inalzato al trono imperiale di Austria, anche a Rosignano furono fatti pubblici festeggiamenti di giubilo, e cioè: esposizione del S. S. Sacramento nella mattina del 5 Dicembre 1790 nella chiesa pievania di Castello; messe solenni, benedizione ed inno ambrosiano; suono delle campane a distesa; fuochi di gioia ed estrazione di due doti di scudi cinque ciascuna per fanciulle povere.

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Pietro Leopoldo, il 12 Aprile 1787, provenendo da Livorno e da Castiglioncello, si recò a Castelnuovo, diede udienza a tutti, visitò la chiesa e le case della Pia casa di Misericordia e, ritornando indietro, sostò a Rosignano e dormì nel Pretorio. La mattina del 13 ripartì per Cecina, S. Vincenzo e Campiglia.

Ferdinando III.° col figlio Leopoldo la mattina dell' 11 Marzo 1817 giunse da Cecina a Rosignano, scendendo all' Arcivescovado ove pranzò; visitò la Potesteria, la chiesa di Castello, la Cancelleria, il Molino a vento del Sig. Francesco Blasini, e fu accompagnato da Autorità e da cittadini.

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I1 25 Giugno 1824, malgrado un ordine contrario per ragioni di economia, del nuovo sovrano il Granduca Leopoldo II°, fu reso un servizio funebre per la morte del Granduca Ferdinando III.° ; servizio cui presero parte il Gonfaloniere, il Giusdicente, il Capitano comandante la piazza, unitamente alla truppa ed al pubblico.

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Verso la fine del Novembre 1831 il Granduca Leopoldo II.° fu ammalato gravemente ed il Comune fece iniziare un triduo, spendendo lire 29 e soldi 10 « per implorare dall' Altissimo la ripristinazione in salute dell' Augusto Sovrano. »

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Nel Giugno del 1835 il Comune incaricò il conte Francesco Mastiani di esprimere personalmente al Granduca il giubilo del popolo di Rosignano per la nascita del Principe Ereditario e nel Dicembre dello stesso anno il Granduca visitò il paese, già nell' estate colpito fieramente dal colera. Nel 1841 vi ritornò e fu ospite della nobile casa Mastiani. Una lapide collocata nell'atrio della villa ne ricorda il soggiorno: «Il Granduca Leopoldo II° nella notte dal 20 al 21 Agosto 1841 - in questa tranquilla - villa posò. »

II 20 Febbraio 1848 fu solennemente festeggiato lo Statuto largito da Leopoldo II.° per un anno perché, com’ è noto, nel 1849 lo ritirò. Te Deum nella chiesa nuova, con intervento della Guardia civica, del Magistrato Comunale, delle Autorità e del popolo.

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Una imponente dimostrazione di popolo fu fatta nel Dicembre 1848 contro il pievano don Sabatino Marcacci, perché ostile alle aspirazioni ed alle rivendicazioni nazionali, talché il pievano, dopo tanti anni dovette allontanarsi da Rosignano.

Pensare che un nipote, il Prof. Antonio Marcacci, aveva militato volontariamente nella guerra contro 1’Austria, proprio in quello stesso anno 1848 che fu l'alba del patrio riscatto !      

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Con grande pompa si celebrava annualmente la festa del « Corpus Domini » con richiamo nel paese di molti forestieri. Nel pomeriggio si svolgeva per il paese una processione imponente alla quale prendevan parte: il Magistrato comunale, in cappa magna; le autorità, la truppa, il popolo. La processione lunghissima e distinta era esclusivamente maschile e gli uomini indossavano cappe candidissime stirate a pieghe e cinte di un bianco cordone; capo scoperto, e torcia accesa nella mano inguantata di bianco.

Nell'anno 1854 il Comune per nolo di torcie al Magistrato e ad altri Ufficiali pubblici, spese lire diciotto.

Nel l858 si trovano registrate lire 80 alla banda musicale pel suo intervento alla processione, mentre nel 1856 era stata chiamata la banda di Chianni, e nel 1860 fu chiamata quella di Rivalto.

Per i lucchi, o cappe di seta nera con risvolti in colori, che il Gonfaloniere ed i Priori indossavano nelle solennità, si spesero nel l856 lire 700; nel 1864 il Comune ordinò un tappeto per il Magistrato in servizio delle funzioni religiose spendendo lire 80. Quando fu istituita la Guardia Nazionale, le due compagnie di Rosignano in armi fiancheggiavano e seguivano la processione e, al momento della benedizione, che si effettuava ad un altare d' occasione inalzato in mezzo alla via S.Martino presso la Delegazione, ora Caserma dei R. R. Carabinieri, sparavano i fucili a salve.

Nella processione faceva pompa il bel baldacchino a ricamo d'oro, ed i sacerdoti indossavano i magnifici paramenti a fiorami in colori ed oro; arredi in massima parte trafugati nella notte dal 28 al 29 ottobre 1922.

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La Comunità stanziava annualmente lire 30, o più, a titolo di caritativo sussidio per la triennale «illuminazione a Pisa » (la famosa luminara) in onore di .S. Ranieri miracoloso, «di cui tutta la Provincia pisana  risente la benefica intercessione presso l' onnipotente. » Nel 1786 infatti lo stanziamento era di lire 30: nel 1804, lire 50, e poi lire 80 e cosi via.

Nel giorno della festa di S. Ranieri, il 17 di Giugno, il paese rimaneva spopolato e si racconta dai vecchi che una volta il pievano del tempo invitò a desinare presso di se i capi di famiglia rimasti, tanto erano pochi!

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I1 18 Marzo 1860, con una messa solenne, il  «Tè deum» , l’ illuminazione generale del paese, e grande entusiasmo popolare, fu commemorata l' annessione della Toscana all' Italia; nel 1861 furono celebrate feste di gioia per la resa della fortezza di Gaeta; per la pubblicazione del Plebiscito nazionale, mediante la collocazione della lastra di marmo al palazzo Comunale; per la proclamazione del re d' Italia, Vittorio Emanuele II°.

Il 10 Settembre 1860 furono fatti solenni funerali per i morti nelle guerre d' indipendenza del 1848-1849- 1859 e 1860, col suono delle campane della chiesa di Castello e della Compagnia e di quella del Municipio.

Nel 1861, per la prima ricorrenza in Toscana della festa dello Statuto di Carlo Alberto, furono, fra l' altro, sorteggiate le doti di due fanciulle, per l'importo di L. 84 ciascuna.

Le fanciulle concorrenti erano 266, quelle escluse 61. La sorte favorì Marianna Luperini e Teresa Meucci.  Il 14 Novembre 1863, nella occasiono dell'apertura all' esercizio della ferrovia Livorno-Chiarone, cioè al confine della Toscana con 1' allora stato pontificio, S. M. il re Vittorio Emanuele II.°, che inaugurava la ferrovia, sostò alla stazione dell' Acquabona, ricevendo gli omaggi del Municipio e della popolazione festante. A rendere più solenne e dignitosa la cerimonia, il Comune aveva fatto venire la banda di Montenero.

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Nel 1865, per il sesto centenario dantesco a Firenze, il Municipio, a mezzo dei suoi rappresentanti Salvetti Conte Salvetto, Lusoni Dott. Antonio e Righi Alessandro, fu rappresentato alle solenni feste e cerimonie, dando ai suoi delegati « facoltà di spendere quanto occorre per la bandiera con lo stemma del Comune »; bandiera che si conserva ancora nel Museo del Risorgimento nel chiostro di Santa Maria Novella. E’ azzurra.

Lo stemma del Comune e formato da sei rose, in uno scudo ovale, come si osserva nel collo della cisterna di castello, e in una logora targa di pietra a fianco della porta della vicina Chiesa. Quegli esemplari sono anteriori al 1300. Uno stemma più recente (1608) si osserva nella cisterna di piazza. Circa ai colori, poiché le insegne in pietra non mostrano alcuna indicazione convenzionale al riguardo per mezzo di striature, furono adottati il turchino, come fondo, e il bianco per le rose, come sono le rose selvatiche di siepe. E così la nuova bandiera di recente provvista, è turchina con rose bianche.

Nel 1829 fu rinnovato l' arme, o stemma, sulla porta d' ingresso all' archivio Comunale, in sostituzione di altro stemma consunto, e il nuovo stemma, che evidentemente riproduceva i colori di quello precedente, fu eseguito dal Sig. Raffaello Petrini di Livorno, per commissione del Sig. Console Teodoro Tausch e costò L. l34-13-4 ed ha le sei rose bianche in campo turchino.

In mancanza di documenti più autentici e più antichi, si sono accettati i colori predetti, contrariamente al concetto non esatto del Passerini che", nella sua pubblicazione del 1864, «Le armi dei Municipi toscani », assegna a Rosignano campo bianco e rose rosse.

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In tempi più prossimi a noi, fra le più degne, sono rimaste le commemorazioni per la morte di Garibaldi nel 1882 e per il 25° anniversario della annessione di Roma, nel 1895, nelle quali il Comune fu in perfetta unione con la popolazione.

Nel 1900 fu commemorata ufficialmente nella chiesa, la morte del Re Umberto I.° e per 1' occasione il Sindaco Avv. Berti compose belle epigrafi.

E’ di due anni fa la solenne commemorazione dell’ « ignoto militi » in piazza Giosue Carducci, quando fu posta la prima pietra del monumento pei caduti in guerra.

 

La monografia di Pietro Nencini del 1925 è scaricabile dalla pagina Download del sito nella versione completa e nei formati Word o PDF.

 

Nella prossima NL analizzeremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona 

  GUIDA AI LUOGHI MISTERIOSI D'ITALIA

FIRENZE

«II prodigio delle cupole»

Duomo S. Maria del Fiore

Cattedrale - piazza del Duomo 9 50122 Firenze Tel. 055/294514 Diocesi locale

Museo dell'Opera del Duomo, piazza del Duomo 9 - via Canonica, 50122 Firenze Tel. 055/2302885-2398796

Dove si trova: Nel centro storico, circa 800 m dalla stazione FS. La salita alla cupola è possibile con orario 8.30-12 e 14.30-17.30

Storia e situazione:II Duomo è il massimo monumento religioso della città, splendida espressione del gotico fiorentino. Fu iniziato da Arnolfo di Cambio nel 1296, e più volte ripreso, stupendo il campanile trecentesco - isolato dalla chiesa - disegnato da Giotto, e famosissima la cupola dovuta a Filippo Brunelleschi. La cupola, a spicchi ottagonali, si eleva su un tamburo del diametro di 45,52 m e culmina a 91 m dal suolo, una sovrastante «lanterna» porta a 116 m l'altezza totale del monumento. La straordinaria impresa, che i predecessori non osarono tentare, venne iniziata nel 1420 e condotta a termine sedici anni più tardi dal Brunelleschi.

Il fatto insolito: Oltre alle sue dimensioni eccezionali, questa cupola e resa famosa dal fatto - sorprendente - che venne edificata senza far uso delle tradizionali centinature, inoltre si tratta in realtà di una cupola doppia, formata da due gusci sovrapposti Anche se conosciuto a grandi linee, il metodo applicato dal Brunelleschi è oggetto da secoli di erudite discussioni.

Se n'è parlato nella seguente notizia d'agenzia (giugno 1990): « Sarebbe racchiuso in alcuni anelli e tre cordicelle il "segreto' della cupola del Brunelleschi, sulla cui tecnica di costruzione gli studiosi si arrabattano da quattro secoli. Lo afferma un architetto fiorentino, Massimo Ricci, impegnato a costruire un modello della cupola in scala uno a cinque, con gli stessi strumenti usati, a suo dire, da Brunelleschi solo tre cordicelle e ganci, mossi opportunamente secondo la "regola del fiore" (chiamata cosi dallo stesso Ricci). Nessuna megaimpalcatura né uno scheletro gigantesco formato dalle otto centine sulle quali sono poggiati i mattoni il progetto di Brunelleschi - sostiene - sarebbe stato irrealizzabile perché troppo costoso. Una volta ultimalo, il modello misurerà 11 m di larghezza, 13 di altezza e peserà 300 tonnellate. Sta sorgendo in riva all'Arno e sarà pronto fra tre anni (Ansa)»

Nel 1995, il prof Giuseppe Conti - della facoltà di architettura dell' Università di Firenze - ha elaborato interessanti considerazioni sulla tecnica e sulla matematica della cupola Secondo il Vasari, Brunelleschi - prima di accingersi alla grande impresa - aveva costruita per esperimento, senza armatura, la cupoletta della cappella Ridolfi, che si trovava nella chiesa di S. Jacopo sopr'Arno (e venne distrutta nei rifacimenti settecenteschi)

 

FIRENZE

«La bellezza è nei piedi!»

Galleria degli Uffizi

Loggiato - piazzale degli Uffizi 50122 Firenze Tel. 055/23885

Dove si trova: Nel centro cittadino, tra Palazzo Vecchio e l'Arno

Visita a pagamento feriali, ore 9-19, festivi, 9-14, chiuso i lunedì e il 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre.

Storia e situazione: E' il più importante museo d'arte d'Italia e uno dei più famosi del mondo, raccoglie soprattutto capolavori della pittura italiana e fiorentina in particolare. Uno dei dipinti più celebri che vi sono conservati (sala X, n 878) è la Nascita di Venere, eseguita da Sandro Botticelli nel 1486 ispirata ai versi del Poliziano, rappresenta al centro la bellissima figura della dea appena sorta dal mare, ritta su una conchiglia, è sospinta - fra i tori - dal soffio degli Zeffiri, mentre un'Ora, sullo sfondo di una costiera, accorre per ricoprirla di un manto. L'opera sognante e melanconica, prodotta dalla piena maturità dell'artista, esprime un sottile ideale di armonia cosmica e morale.

Il fatto insolito: Una curiosa particolarità del dipinto è rappresentata da un dettaglio anatomico ben visibile sia nella dea, sia negli altri personaggi: i piedi, nudi, sono tutti disegnati con il secondo dito più lungo dell'alluce, la medesima curiosa anomalia è visibile in molti altri dipinti di Botticelli, come per esempio la non meno celebre Primavera, negli stessi Uffizi E - a ben guardare - questi strani piedi sono presenti in opere d'arte di tutti i tempi, dalle sculture classiche ai disegni anatomici di Leonardo da Vinci fino al David di Michelangelo Buonarroti (nella Galleria dell'Accademia di Firenze).

Nel 1993, l'intrattenitore statunitense Ronald Chappell, di Miami, collezionando riproduzioni di dipinti famosi e fotografie di belle donne, e avvalendosi dell'aiuto di un ricercatore, ha scoperto un fatto sorprendente: l'anomalia del secondo dito del piede è presente solo nel 10-15% della popolazione umana, e tuttavia compare frequentissima sia nelle opere d'arte, sia fra attrici e attori (come per esempio Marilyn Monroe). Ed ecco la sorprendente conclusione questa caratteristica degli antichi dei e delle moderne stelle del cinema è un nascosto «marchio» di speciale bellezza e armonia, secondo il folclore americano, denota anche particolari doti di intelligenza, autorità e potenza sessuale, tanto nelle donne quanto negli uomini.

  Nella prossima volta NL continueremo il nostro giro nella regione 

Dato che la lingua italiana risulta essere la quarta più studiata al mondo, vogliamo aggiungere una brevissima rubrica, abbastanza insolita tratta dal volume di Mauro Magni (1994) "4000 errori d'italiano" allo scopo, se possibile, di contribuire a ridurre i troppi "barbarismi" e tanti inutili "esterismi" in circolazione:

ACCLUSO: errata la forma qui accluso. Si dice accluso e basta.

ACCOMPAGNARE: non vuole essere seguita da a, ma da con. Si dirà: ... con la camicia, ...con un amico  

ACCONSENTIRE: non si dice ...un desiderio, ma ...a un desiderio perché sta per: dare il consenso a...

Da questa volta prendiamo l'abitudine di inserire una barzelletta in chiusura...un sorriso fa sempre bene:

Un anziano ultracentenario si reca dal medico:
- Dottore... lei mi dovrebbe aiutare!
- Quale sarebbe il suo problema?
- Ho ormai centotre anni e corro ancora dietro alle ragazze!
- E allora? Dovrebbe essere contento! Questo è un segno di vitalità!
- Si... però non mi ricordo perché gli corro dietro...

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Cosa bolle in pentola ??  tantissimo     Grazie per aver letto fin qui,   Per questa volta è tutto,  al prossimo numero del 20/05/03

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