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(Lettera
delle novità da:)
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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 07 del 20 - aprile - 2003 Quest'anno la Pasqua, fatti i suoi conti, ha deciso di cadere in concomitanza con l'uscita di questa Newsletter, ci fa piacere e cogliamo la gradita occasione per porgervi i migliori AUGURI. La redazione. |
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questa volta ti segnaliamo: |
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A coprire il "buco" delle cronache del '900 del quale in questo comune, si è scritto ben poco hanno in buona parte provveduto Giampiero Celati e Leo Gattini con i loro volumi: Quando la luna sorrise al lampionaio (1900-1012)
Sale e pietra (1912-1925)
La ciminiera dimezzata (1926-1944)
Per gentile concessione dell'amico Leo è ora possibile scaricare dalla sezione
DOWNLOAD di questo sito i tre volumi. Le belle foto storiche sono in parte già pubblicate nelle pagine "Fotoieri" ed altre
lo saranno prossimamente in apposite sezioni in preparazione. I lavori sono in corso. LUNGOMARE, RISANAMENTO SCALINATA VERSO I "TRE SCOGLI" trovi il nostro commento nella finestra
rossa sulla prima pagina del sito, facci conoscere la tua opinione, la pubblicheremo nei "Commenti" |
www.amistart.it |
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Dalla "Monografia storica di Rosignano Marittimo"1925Le milizie Per
la sua posizione e per la sua importanza,
Rosignano fu sede e luogo di passaggio di numerose milizie. Troviamo che
l'
11 Settembre 1509 i Consoli e Consiglieri de comune; tolsero a pigione
(affittarono)
da
Carlo di Zaccheria Vannelli una sua casa, nel borgo per gli ufficiali
del conte Lodovico da Pitigliano, conduttore di gente d' arme della
Signoria di Firenze, qui di sosta, e da Martino di Luca altra casa alla
Pescaiola per alloggiare il detto conte e la sua famiglia. La
Comunità, il 31 Maggio 1519 mandò un ambasciatore a Firenze, «attesoché veniva
gran danno al Comune per la ingordigia dei soldati, volendo loro le cose
meno che giuste». Per pagare la paglia dei soldati il Comune aveva dovuto
vendere per tre anni il pasco
(pascolo)
di Castiglioncello a
Francesco Frescobaldi. L'invio
di queste truppe a Rosignano era in relazione con le scorrerie dei
pirati moreschi nel nostro mare e con la protezione dell' approdo di Vada. A
questo riguardo anche il Comune prendeva qualche precauzione; infatti in
data 5 Maggio1524 si legge: «atteso il pericolo cui è sottoposto il
castello di Rosignano per la quantità di fuste
(piccole navi)
di mori che sono in questi mari e che per tal causa sarebbe bene far
fare la guardia in Castiglione
(Castiglioncello)» elegge
« Bartolommeo di Regolo e Giuglielmo di Nardo a fare detta guardia per un
mese, con salario ciascuno di L. 11.» In
data 10 Giugno 1525 si trova poi notato: «Ricordo delli schoppietti si
sono avuti da’ Signori Consoli del mare, è quali si hebbero dallari
(da
Lari)
per commissione de' decti Consoli, che furono vinti (20) schoppi et
x x (20), fiasche, e' quali si sono dati all' infrascritti homini per
soccorrere a' bisogni della terra, quando fussi di bisogno ». Si parla di
fucili e di polvere. Nel
Febbraio 1553 messer Luca di Piero andò a Firenze come ambasciatore «
per il fatto specialmente di I1
Consiglio generale del Comune fu adunato il 17 Novembre 1562 in piazza
sotto le Logge per essere
informato che il duca Cosimo I°,
a calmare il timore di minacce del paese da parte dei corsari, ordina di
fortificare e racconciare il castello « in modo che non si habbi da
temere di quelli cani. » Si stanziarono 40 scudi per la calcina e
condurre i sassi necessari al bisogno e successivamente si fecero altri
stanziamenti. Marco
d' Antoni di Lugano fu il maestro che condusse quei lavori: si spianò una
grotta avanti al castello; si rimurò il rivellino; si fecero scale per
andare sulle mura ; si provvidero bandelle, arpioni, piombo, polvere,
munizioni,
ecc. e, nel Marzo 1563 si misero guardie alle porte ed alla marina, « per
i corsari che molestano di notte.»
Fino
dal 1564 risiedeva a Rosignano il Capitano dei cavalleggeri ed abitava «in
una casa delle duchesse » Quale sarà stata questa casa? Nel
1559 si trovano conti di «spese per alloggiare la fanteria franzese »
sotto il ducato di Cosimo I.°, contro Siena. Nel
1592 ai 16 di Gennaio, Francesco Strozzi da Volterra mandava alla Corte a
Firenze la « Nota di tutti li descritti per archibusiere a cavallo della
maremma di Pisa e di Volterra » e per Rosignano nominava: «
Iacopo di Michele Marani, cancelliere, età anni 45, prosperoso, ha da
vivere, tiene cavallo, moglie, e figli. Tiberio di Giuliano Pagnini, atto
alle fationi, ricco, tiene cavallo per ordinario; d' età anni 35; ha
moglie e figli. Lattantio di Niccolaio, d' età anni 25, ha moglie e
figli, atto alle fationi, tiene cavallo et è commodo. Castiglioncello era pure sede di soldati, per la vigilanza della costa e si trova che il 26 Ottobre 1713, il Comune fece un memoriale a S. A. R. il Granduca Cosimo III°, perché le coste non erano a sufficenza vigilate a causa delle assenze degli Ufficiali stipendiati di marina, i quali se ne stavano comodamente a Livorno a 12 miglia di distanza, trascurando le loro cariche, con evidente sconcio. Gli ufficiali erano il tenente Angiolo Pierazzi e il maniscalco Lorenzo di Ilacopo Silvestri. Il
6 Marzo 1745 furono eletti 4 deputati e cioè i signori Francesco
Bombardieri, Michelangiolo Buoncristiani, Agostino Salvetti e Francesco
Turchi, per provvedere ad alloggiare, mantenere e foraggiare «a forma di
regolamento», i soldati ed i cavalli di due compagnie del reggimento
Bourbon del Monte, che passavano e sostavano a Rosignano. I
cavalleggeri della marina nel 1774 domandarono al Comune di essere
imborsati
(sorteggiati
da una borsa)
per la estrazione alle cariche comunali, essendo di famiglie del
paese, sempre quando 1' Autorità militare li autorizzasse a potere
esercitare il loro mandato, in caso di favorevole sorteggio. Il
2 Ottobre 1796 giunse a Rosignano una divisione di truppe francesi di
circa 200 uomini. Furono
nominati a deputati per preparare alloggi, viveri, foraggi,
approvvigionamenti per conto della Comunità i cittadini Antonio Pieri e
Giovan Battista Buoncristiani. Per
la permanenza delle truppe francesi a Rosignano dal 26 Marzo al 9 Luglio
1799, furono spese dalla Comunità, L. 4.635 e soldi 13, senza contare la
pigione delle case per gli alloggi degli Ufficiali, e i danni procurati
ai terzi. Nel
1800, quando S. A. R. il Granduca Ferdinando III.° ritornò in Toscana,
truppe imperiali tedesche stazionarono a Rosignano in numero di 25
soldati di cavalleria e 25 di fanteria, agli ordini dell' Ufficiale
Foranovich ed il Comune nel Maggio 1800 ne sostenne le spese a mezzo del
suo deputato alle truppe Sig. Giovanni Ricci. In
quel tempo ebbe luogo un prestito
generale forzato diretto a sostenere gli sforzi militari per la salvezza
della Toscana » Nel
1802 vi fu una requisizione di cavalli per le milizie, e nei due anni,
dal Maggio 1800 all'Agosto 1802, il passaggio continuo e la sosta di
truppe francesi, tedesche, e toscane dissanguarono le finanze del
Comune. Nel
1803 ancora passaggio delle truppe della legione Italica del Re d' Etruria,
e nuove spese della Comunità. Soltanto
di paglia nell' Ottobre 1803 vennero pagate a Bartolommeo Zanobini L. 600
e nel 1804 ancora spese per affìtto di case e stalle, e acquisto di
marmitte, stoviglie, arredamento di caserme per il continuo passaggio di
truppe estere delle spedizioni « che si fanno all' Isola d' Elba» e per guarnigione di truppe toscane. Il
23 Giugno 1804 fu concesso al Maggiore Tausch comandante delle truppe del
littorale « l'uso dei letti del Comune che servirono agli alloggi delle
truppe francesi ed altre truppe estere di passo e di stazione, per comodo
della truppa di rinforzo, in ispecie dragoni toscani, per impedire sbarchi
di corsari barbareschi. Dal
25 Marzo 1779 a tutto Novembre 1801, la Comunità spese per le truppe di
passaggio e di sosta, la somma, enorme per quei tempi, di L. 41.831! Nuove
spese ancora dal 20 Settembre 1804 al 20 Maggio 1805. Ad un oste, Bernardo
Satiro Anguillesi, che ripeteva somme per alloggio somministrato alle
truppe francesi, il Comune, in data 14 Maggio 1806, rispondeva « che nel
concorso di universali sacrifìzi sarebbe indoveroso ed ingiusto 1'
esentare esso solo dal risentirne alcuno quando per le sue qualità di
possessore e benestante non ne può essere ragionevolmente dispensato. » Nel
1807 non si trovava più nessuno che generosamente volesse prendersi il
gravoso incarico di deputato alle truppe, per cui il Comune, in data 14
Gennaio 1807 fu obbligato a stanziare per tale bisogna, venti scudi all' anno. Nel
1819 erano accasermati in Rosignano ben 200 cannonieri da costa. Nel
1825 si trovano ancora somme pagate a Giuseppe Zanobini, conosciuto col
celebre nome di Geppe Santo dell' Acquabona, per somministrazione
alloggi a militari di passaggio, ma allora erano soltanto passaggi dovuti
a cambi di guarnigione dei cannonieri tra Livorno, Piombino e Orbetello. II
4 Dicembre 1831 si accasermò a Rosignano, al podere di Luigi Bacchi,
oggi del Comm. Grandi al Paradiso, la quarta compagnia del 3 °
battaglione del Reggimento Real Ferdinando e il Comune pagò e dall' 8
Marzo
al 10 Maggio 1832 vi transitarono 18 compagnie di fanteria di linea e il
Comune pagò ancora. Nel
1842 la Comunità, per ospitare a turno gli Ufficiali delle truppe di
passaggio, designò diverse famiglie, le quali dovevano somministrare
gratuitamente camera con letto, lume e fuoco. Si
è già detto nella «Prima parte» che Rosignano sotto i governi
granducali era la sede di distaccamenti militari fissi, quali i
cannonieri, i cacciatori, i cavalleggeri e poi i carabinieri a cavallo
granducali. I
cannonieri presiedevano le torri di Castiglioncello e di Vada; i
cavalleggeri avevano casetta e stalla al Fortullino, ove nel 1870 fu
fabbricata la villa del banchiere Emanuele Orazio Fenzi, oggi Bartolini; a
Monte alla Agli
albori della rivoluzione del 1848 fu istituita la Guardia Civica, che
voleva dire il popolo armato. Tutta, la Toscana richiese al governo tale
istituzione, che il governo concesse. A Rosignano il 19 Agosto 1847 la richiesta fu presentata alla Comunità dal Cav. Bali. avv. Salvetto Salvetti, dal Dott. Antonio Lusoni e da Ercole Giorgerini, i capi dei liberali d' allora, seguiti da 99 cittadini che avevano sottoscritta la petizione, concepita in questi termini: «
E' coscenzioso dovere del popolo di far conoscere lealmente al Principe i
desideri onesti che vivamente sente
nel cuore ed è perciò che i sottoscritti abitanti di Rosignano producono
alle SS. VV. Illme, che meritamente li rappresentano nel municipale
Consesso, le firme loro all' oggetto di ottenere presso l' Imperiale e
Regio Governo la istituzione della Guardia Civica
». Gran
giubilo di popolo quando giunse la notizia di questa istituzione e 1' 8
Settembre 1847, straordinarissima festa e luminara in paese. I1
14 Ottobre a spese del
Comune furono acquistati 50 fucili per aiutare il Governo granducale nell'
armamento della Guardia Civica che diventò istituzione dello Stato. Quando
il Piemonte dichiarò la guerra all' Austria per la indipendenza dell'
Italia, da Rosignano partirono il 31 Marzo 1848 trenta volontari per
essere incorporati a Livorno nel battaglione Bartolommei, oltre alcuni
studenti del battaglione universitario di Pisa e Siena. Pei loro bisogni
al campo vennero raccolte fra il popolo L. 600. Con
vivo dispiacere non si sono potuti rintracciare tutti nomi di questi
animosi, quasi tutti giovani al di sotto dei venti anni. (segue
lista di 15 nomi).
La
Guardia Civica, che a Rosignano aveva numerosi militi col Corpo di guardia
in piazza delle Logge, ove ora e la bottega di Secondo Caniparoli, durò
poco, perché venne disciolta nel 1849 per reazione politica del Granduca
Leopoldo II.° Nel
1859, per la seconda guerra della indipendenza d'Italia, da Rosignano
partirono pei Campi lombardi altri volontari tra. i quali Lori Giovanni,
Sambri Sambrino, Sanetti Cesare, certo Francesco di Fioravante ed altri. Ed
anche nella insurrezione garibaldina del 1867, sofocata a Montana, da
Rosignano partirono i volontari Arrighi Pietro, Bolognesi Alessandro,
Fontanelli Torello, Ghignoli Ulisse, Lorenzini Giuseppe, Priori Domenico,
Tafi. Nel
1861 la Comunità stanziò a suo carico la somma annua di L. 1460,80 pel
mantenimento della Guardia Nazionale di recente istituzione,
ivi compreso il soldo a sei tamburi. La
Guardia Nazionale a Rosignano era formata su tre compagnie, di cui una a
Castelnuovo. Erano
capitani delle due compagnie di Rosignano i Sigg. Dott. Antonio Lusoni e
il notaro Curzio Pieri. La
Guardia Nazionale nel 1866 fu sciolta.
Inoltre stanziò la somma di L. 300 per sussidi alle famiglie
bisognose dei soldati richiamati. Furono corrisposte L. 200 alle medaglie d'argento: Masoni Jacopo, luogotenente del 3° Reggimento artiglieria; Vannini Giuseppe, sergente nel 30° fanteria; Fontanelli Antonio, sergente nel 33.° Fanteria ed alla famiglia Maccanti, per il luogotenente Maccanti Achille, insignito della medaglia d'argento sul campo di battaglia, poi morto in seguito a ferite riportate a Custoza. Si
è già accennato che a Rosignano fino dai tempi remoti risiedeva un
comandante dei cavalli. «In
tempi più vicini a noi e fino all' alba del Nazionale riscatto, avevano
stanza a Rosignano un capitano ed un tenente d' artiglieria, con un
limitato numero di uomini di bassa forza. Qui pure era un deposito ed una
infermeria di detta arma; un cappellano ed un medico miliare che in parte
serviva anche la popolazione del Comune. Parimente era in Rosignano il
Comando della seconda compagnia del 2.° battaglione dei Cacciatori
volontari di costa, con un capitano ed un tenente, nonché un numero non
indifferente di Cavalleggeri di costa ». (Avv. Berti). I
Cacciatori volontari di costa erano chiamati « carciofi », a causa del
colore della loro uniforme. L'ultimo
avanzo dei Cavalleggeri di costa, pensionato con cinque crazie e mezzo
al giorno (centesimi 37 Nel
1922 fu istituita in Rosignano la Tenenza dei R. R. Carabinieri con larga giurisdizione. I
R. R. Carabinieri uno dal 1860 avevano sempre avuto qui una Stazione
comandata da un brigadiere e, più recentemente da un maresciallo
maggiore. Fino
dal 1875 in Rosignano, a diversi intervalli, vi furono campi militari di
brigata e di reggimento per manovre estive; l’ ultimo campo vi fu nel
1922. ***** La
guerra di redenzione del 1915-1918 mieté molte vittime di compaesani; in
tutto il Comune i morti sul campo di battaglia, in prigionia, negli
Ospedali, o successivamente per malattie contratte alla guerra, furono
N. 182; per la sola frazione del Capoluogo, N. 65. Nel
1921 il Consiglio Comunale stanziò una somma per erigere un monumento in
memoria dei caduti nella grande guerra. Nel 1923 si costituì un Comitato
per raccogliere altri fondi e nel suo seno fu costituita una Giunta
esecutiva, la quale, a mezzo di schede di sottoscrizione, di conferenze,
di fiere di beneficenza, di concerti e di ricreazioni, potè accumulare la
somma di oltre L. 25.000. Furono
cospicue le offerte della Direzione degli Stabilimenti Solway
e C., del Comm. Grandi, del Comm. Vestrini, dell'Avv. Zolli, delle
Associazioni paesane e di quello delle Frazioni; numeroso il concorso dei
cittadini del Comune con oblazioni diverse. Il
Prof. Arturo Dazzi, un nome caro alla moderna arte , scultoria italiana,
si assunse il generoso incarico di eseguire il monumento che presto si
vedrà sorgere sulla piazza Giosue Carducci. L' illustre artista ha preso
formale e ripetuto impegno di dare a Rosignano un « vero gioiello » d'
arte ed un gioiello indubbiamente sarà, e Rosignano gli tributerà
gratitudine.
La monografia dell'ing. Pietro Nencini del 1925 (Ispettore capo delle FFSS) è scaricabile dalla pagina Download (scarica) del sito nella versione completa o solo Castiglioncello, nei formati Word o PDF. Nella prossima NL analizzeremo altri elementi legati alle origini del comune |
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BIBBONA
(LI) «Questo è un luogo terribile» Santuario
S Maria della Pietà 57020
Bibbona (LI) Diocesi di Volterra Informazioni: Chiesa di S Ilario, Parrocchia, 57020 Bibbona(LI) Diocesi di Volterra. Municipio,
via Vittorio Emanuele 29, 57020 Bibbona (LI) Tel. 0586/670373 Dove si trova: Raggiungibile dalla statale 1 (via Aurelia), deviando in località La California (4,5 km) Stazione
FS locale di Bibbona-Casale (4km) Storia
e situazione: La
chiesa è una notevole opera rinascimentale, edificata da maestri
fiorentini alla fine del Quattrocento. Sull'architrave
della porta principale si legge con evidenza "TERRIBILIS
EST LOCUS
ISTE" «Questo è un luogo terribile". Il
fatto insolito:
La strana epigrafe è sovente citata in libri e guide, siccome la chiesa
è situata all'interno di una stretta curva a gomito tracciata dalla
strada, si e detto che la frase poteva essere un avvertimento contro gli
incidenti, una sorta di antico «segnale stradale». In realta è invece
la citazione di un versetto biblico, la chiesa, con pianta a croce greca,
è dotata di tre porte, e tutti gli architravi portano iscrizioni. Sulla
porta rivolta a ovest, si legge (a fatica) la dedicazione "DOMUS
EST PIE(TATIS) ET GRATIAE",
la famosa frase è sulla porta centrale, volta a sud verso il centro della
curva "TERRIBILIS
EST LOCUS
ISTE
ET
S";
mentre sulla porta orientale c'è la continuazione «HAEC
[?]
EST DOMUS DEI ET PORTA
COELI" "Questa
è la casa di Dio e la porta del cielo". II vero interesse della cosa
è tutto nel profondo significato simbolico. CAMPIGLIA
MARITTIMA (LI), Rocca
di San Silvestro Un
chiarissimo disegno di «triplice cinta» Informazioni:
Parco
Archeologico Minerario S. Silvestro, via di San Vincenzo 34/b, 57021
Campiglia Marittima (LI) Tel. 0565/838680-838703 (fax) Dove
si trova:
Dalla statale 1 (via Aurelia), ora superstrada, si devia all'altezza di
Campiglia. Alla Rocca conduce una strada sterrata di circa 2 km che ha
inizio tra la Madonna di Fucinaia e il Botro ai Marmi, 2 km a nord-ovest
da Campiglia. Stazione FS locale (7 km da Campiglia). II territorio della
Rocca è sede di attività estrattive, e la strada che conduce al
villaggio è percorribile in auto previa autorizzazione rilasciata dall'
ufficio cultura del Comune di Campiglia. II luogo è anche raggiungibile a
piedi con un sentiero-natura di circa tre chilometri che inizia dal centro
storico di Campiglia. Possibilità di visite guidate a pagamento, per
gruppi da 8 a 20 persone, organizzate dalla locale Associazione Guide
Archeologiche Parchi, via 8 marzo (Tel. 0586/799897, e/o Daniele
Ricciarelli) Storia
e situazione: La
Rocca venne fondata forse intorno all'anno Mille, ma il primo documento
ufficiale è del 1191; sorse nel mezzo dell'antico complesso minerario a
cielo aperto del monte Calvi - già sfruttato dagli Etruschi - per
l'estrazione e la lavorazione del ferro e del piombo. Il villaggio venne
abbandonato agli inizi del Quattrocento, e mai più abitato. Costruito
tutto in pietra e sulla roccia, si è ben conservato fino a oggi, ne
rimangono cospicue e suggestive rovine. Nel settembre 1991, l'Università
di Siena vi ha svolto una campagna di ricerca e scavo. Il fatto insolito:Il borgo è circondato da una cinta muraria, a ovest, presso la porta d'ingresso, un gradone tagliato nella roccia mostra - in verticale - un chiarissimo disegno di «triplice cinta». Federico Tovoli scrive che il gioco del «Filetto» - che deriva dal simbolo - venne introdotto in Italia tra il XII e il XIV secolo. È chiaro tuttavia che il disegno, trovandosi su una parete verticale, non può essere usato per giocare e deve quindi avere funzioni di simbolo. la prossima volta continueremo il nostro giro nella regione |
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Dato che la lingua
italiana risulta essere la quarta più studiata al mondo, vogliamo
aggiungere da questo numero una brevissima rubrica, abbastanza insolita
tratta dal volume di Mauro Magni (1994) "4000 errori d'italiano"
allo scopo, se possibile, di contribuire a ridurre i troppi
"barbarismi" in circolazione:
ABBOCCARE: errato il costrutto abboccare all'amo. Si dice abboccare l'amo (o semplicenente abboccare). "Abboccarsi" per: incontrarsi, avere un colloquio, vuole <con>; abboccarsi con una persona. |
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Anche per questa volta è tutto, buona Pasqua, riceverai il prossimo numero il 1/05/03 |
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