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Ogni 15 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 49 del 15 - ottobre - 2004

   

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  # Diego Martelli - L'amico dei macchiaioli e degli impressionisti" 
di Francesca Dini 
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Da: "
DIEGO MARTELLI l’ amico dei macchiaioli e degli impressionisti ." di Piero e Francesca Dini

Martelli e Castiglioncello


Alla morte del padre, avvenuta il 30 luglio 1861, Diego diviene il legittimo proprietario dei vasti possedimenti - più di mille ettari - estesi tra le provincie di Pisa e Livorno che costituiscono l'eredità dei Bernardi di Pisa, zii del padre Carlo Martelli. Una più esatta descrizione dei luoghi si ricava dalla perizia dell'ingegner Andrea Paoli, datata 12 agosto 1884, nella quale si distingue tra la Fattoria del Pastino, il terreno boschivo di Nibbiaia e la tenuta di Castiglioncello, comprendente anche le terre e le case del Campaccio e Castello in Castelnuovo della Misericordia. All'epoca di tale perizia, numerosi mutamenti sono stati apportati dalla gestione Martelli; essi riguardano non solo la cessione in epoca anteriore, esattamente nel novembre 1865, della fiorente fattoria di Capannoli presso Pontedera, già parte integrante dell'eredità Bernardi, ma anche l'acquisizione da una anonima società demaniale dei terreni e caseggiati che si trovano al di sotto della Regia Strada Litoranea: si tratta dei circa 31 ettari costituenti la cosiddetta Punta di Castiglioncello, annessi alla proprietà nel 1872 e descritti dal Paoli come un insieme di terreni in parte lavorativi e in parte macchivi, sui quali "s'ergono fra gli altri due fabbricati o ville destinate per villeggiatura e per i bagni marini"; -per la speciale posizione sul mare - si legge nella perizia - parte di questo terreno si presterebbe alla costruzione di altri villini destinabili all'uso che sopra". La fiducia nelle rilevanti risorse turistiche di Castiglioncello determina e condiziona tutta la lunga gestione Martelli. Prediletta tra le sue proprietà per la straordinaria bellezza naturale, la fattoria di Castiglioncello diviene sin dall'inizio la stabile dimora del critico che la fa conoscere ed amare anche ai suoi amici pittori. Le continue peripezie economiche cui Martelli si sottoporrà nel corso della sua travagliata esistenza sono quasi sempre determinate dal desiderio di apportare migliorie alla sua proprietà, di favorirne in qualche modo le naturali predisposizioni che egli intuisce e che, come un buon padre farebbe con il proprio figlio, egli cerca di favorire; ragion per cui insegue mutui e prestiti, si imbarca in speculazioni troppo azzardate per i suoi mezzi - è il caso dell'acquisto della Punta e delle vicissitudini che conseguono, ripercorse nella lunga lettera a Francesco Angeli - attua permute di terreni con famiglie confinanti, fa eseguire perizie ed analisi dei terreni con un impiego di sostanze non indifferente. Il suo particolare intuito lo porta a concepire già nel 1873 un piano di edificazione della Punta che ancor oggi stupisce per la sua attualità. Tuttavia, forse perché non mosso da pure finalità speculative, che intuiamo poco conformi, del resto, al suo carattere retto e generoso, Martelli non riuscirà che in minima parte ad attuare i suoi ambiziosi progetti per il futuro di Castiglioncello; finché, non più giovane, sopraffatto dalle sventure economiche, dovrà suo malgrado arrendersi alla necessità di cedere le sue amate terre, subendo così una delle più grandi disillusioni della su vita. Il 5 gennaio 1889, Martelli vende al barone Lazzaro Patrone, per lire 314.264, le fattorie del Pastino e di Castiglioncello, lasciando per sempre le casa nella quale ha vissuto per quasi trent'anni; la bella villa rustica, tante volte raffigurata nei dipinti di Abbati, Borrani, Fattori, Sernesi, sparisce nello spazio di pochi mesi sotto la mole medievale del Castello costruito dai Luparini secondo il gusto del nuovo proprietario. La storia di Castiglioncello inizia un nuovo corso: mettere la figura massiccia di Martelli, il suo sguardo intelligente semicelato dal grosso cappello da piantatore della Colombia - così lo descrive la cronaca del tempo - i suoi modi cortesi, ma diretti, da gentiluomo di campagna, divengono sempre più evanescenti nel ricordo di chi lo conobbe. Oggi, di fronte alle immagini fotografiche di Alinari che lo ritraggono fiero, in sella al suo cavallo, innanzi all'incantato degradare delle sue terre assolate fin sulla riva del mare e sotto lo svettante profilo della Torre Medicea, ci pare che quel mondo incantato riprenda vita: la vita rurale di Castiglioncello, i suoi antichi edifici che si profilano sullo sfondo di pascoli dove bovi bianchi di fattoriana memoria si stagliano immobili contro il sole, la generosa ospitalità dei suoi illustri abitanti, Diego e Teresa davanti casa mentre salutano gli amici in partenza, e ancora la galleria degli ospiti abituali, i pittori Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi, Luigi Bechi, Giovanni Fattori, Federico Zandomeneghi, Michele Gordigiani, gli amici Valerio Biondi, Guglielmo Pampana, i Lobin, Curzio Pieri, Sidney Sonnino, Ernesto Mazzei, Giacomo Chiotti, Giovanni Montepagani e molti altri. Questo mondo lontano nel tempo ci avvince ancor oggi con la sua quiete e la sua ospitalità signorile e dietro l'esempio di Diego Martelli beatamente sdraiato sulla sua chaise-longue ci immergiamo nell' atmosfera oziosa che avvolge la bella natura mediterranea di Castiglioncello.


Piero Dini per gentile concessione

Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona 

LOCUZIONI E DETTI CELEBRI:  Verba volant, scripta manent  -  (Le parole volano, gli scritti rimangono) Antico proverbio che raccomanda prudenza nello scrivere per non lasciare prove materiali di un fatto o di un'opinione.

.  La barzelletta di chiusura...

Sull'autostrada, un autovelox registra una Ferrari con andatura pari a 19 Km/h. Sì, proprio a 19 Km/h!!!
Il poliziotto raggiunge il veicolo e bussa al finestrino per avere delle spiegazioni. Al volante una bionda mozzafiato che risponde sorridendo:
- Io rispetto i limiti di velocità indicati sui cartelli stradali. C'è scritto A 19 e quindi io vado a 19 Km/h...
Il poliziotto risponde con un sorriso:
- Ma no, A 19, è il numero dell'autostrada! Non è il limite di velocità!
Poi aggiunge guardando la passeggera a destra della bionda:
- Mi sa che dovete sbrigarvi, perchè la vostra amica sembra essere malata. E' talmente pallida...
La bionda risponde:
- Ma no...! E' così da quando abbiamo percorso la A 313...

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