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Ogni 15 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 41 del 15 - maggio - 2004 |
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Nuova pubblicazione nell'area Download: Ragionandoci su liberamente Amare, confliggere, invecchiare, ingannare, essere, apparire, comandare; cento modi di comportarci, ma perché facciamo così...Danilo Andolfi ci dice la sua. Silvestro Lega: portate da 60 a 120 il numero delle opere visibili sul sito, sono ora 600 le opere dei Macchiaioli esposte, niente di simile sulla rete. Visita la pagina di AENEA l'associazione che unisce cultura e salute e che ti invita a partecipare alle simpatiche "passeggiate macchiaiole" Benvenuto ai nuovi iscritti e non vi perdete le NL precedenti. Sono QUI Tutto sul menu a sinistra del sito |
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Da:
"C'era una volta un brigantino" per gentile
concessione dell'arch.
Stefano
Rossi (di prossima pubblicazione) Le strutture militari costiere ...Il
sistema di fortificazioni costiere livornesi nasce come sistema di
avvistamento marittimo contro le incursioni piratesche e di
salvaguardia sia doganale che sanitaria. Si basa su una stretta
interdipendenza visiva tra una struttura e l'altra: pertanto la
localizzazione di torri molto ravvicinate tra loro (Boccale, Calafuria,
Romito) sono dettate, da tale presupposto. Altresì resta
incomprensibile come per molto tempo sia rimasto scoperto il tratto di
costa tra la Bocca di Cecina e la Torre di San Vincenzo. Pur
essendo questo un quesito la cui risposta risulta assai complessa ed
esulante dalla tematica affrontata nel presente lavoro, ci sentiamo,
comunque, di azzardare alcun ipotesi. La prima fra tutte, quella di
un'insalubrità dell' area che non ha favorito la costruzione di alcun
edificio ad eccezione di alcune casette dei cavalleggeri, necessarie
perché aventi, come vedremo avanti, la funzione di appoggio alle «scorrerie»
dei cavalleggeri e nelle quali era praticamente impossibile vivere.
Condizioni, come afferma lo stesso Granduca, che persistono ancora al
momento della costruzione dei due forti (1785). Tant'è che questi
vengono costruiti direttamente sulla spiaggia. Se
risulta certo che la loro costruzione fu decisa per porre fine a
quella evidente smagliatura costituita dal fatto che tra Cecina e San
Vincenzo non vi era alcuna struttura di controllo e vigilanza; è
altrettanto vero, che tra le intenzioni del Granduca, vi era la
primaria volontà di bonificare al più presto tutto il territorio
maremmano. Al momento in cui tale operazione fosse posta al termine,
le nuove aree strappate alle acque, avrebbero acquisito un forte «valore»
sia sotto il punto di vista sociale che economico; con la necessità, quindi, di essere poste sotto controllo
doganale e difese: è sotto quest' ottica che riteniamo possibile
inquadrare la motivazione dell' edificazione dei due fortilizi. Qui
di seguito si riporta una schedatura desunta da relazioni
descrittive dell' epoca o immediatamente precedenti. La prima è
risalente al 1749 e si tratta della relazione che il Colonnello O.
Warren comandante delle Fortificazioni del Granducato, ha steso per
la sua «Raccolta di piante delle principali città e fortezze del
Granducato di Toscana», nella quale descrive anche le torri litoranee
(sopralluoghi effettuati alcuni anni prima del 1749). Nella
raccolta non è presente, ovviamente, la descrizione dei forti di
Bibbona e di Castagneto, essendo stati edificati entrambi nel 1785. Queste relazioni rappresentano la testimonianza più viva e immediata sia di come tali strutture erano tipologicamente articolate, sia della qualità di vita dei militari che esse vivevano ed operavano. La torre di Vada La
torre di Vada è conosciuta per la spiaggia che vi è d'avanti,
la quale essendo coperta d'una secca, ed avendo un buon fondo
nel mare, bastimenti grossi che non possono entrare nelle cale vengono
a dar fondo in questi luoghi nei tempi cattivi. Egli
è però difficile di abbordare sulla costa di Vada, dove vi è una
quantità di scogli, gli intervalli dei quali è necessario conoscere
per arrischiarvisi anche in filuga. Questa
torre è fondata nel terreno dove è situata alla distanza di circa
400 braccia dal bordo del mare, che probabilmente bagnava il piede,
altra volta, e riempiva il fosso che la circonda, ma presentamente non
scuopre il mare come sarebbe da desiderarsi. Essa
è la più grande ed una delle più belle che siano sulla costa
Toscana, essa forma un gran quadrato sul zoccolo del quale le muraglie
sono alzate a piramide tronca, sopra della quale è montata in piombo
una batteria di cannoni coperta d'un tetto che la termina. Come vi è
fosso largo attorno alli tre quarti di questa torre, il quale riceve
l'acque piovane, si attraversa sopra un ponte di pietra di tre arcate,
alla fine del quale vi è un ponte levatoio. Questo
fosso che segna dalla parte della terra e alle due vicine è largo di
9,5 braccia ed la controscarpa rivestita ciò che fa presumere
che ricevesse altre volte l'acque del mare che vi formavano un piccolo
porto essendovi ancora delle campanelle di ferro murate nella torre da
questa parte. L’interno
di questa torre è d'una costruzione assai singolare, e senza alcuna
regola, vi sono dei quartieri ragionevoli per il Castellano, ed
presidio che vi vien tenuto, li quali sono tutti in volta e vi sono
dei pezzi d'artiglieria distribuiti ...() alcuni spazi lasciati
nei suddetti quartieri Alla
testa del ponte vi sono varie fabbriche fatte sulla contrascarpa, le
quali servono per quelli che si muoveranno in questo luogo, dove
alloggiano
le guardie destinate per la conservazione dei diritti di S.E.M.I. li
soldati della torre vi alloggiano anch' essi nelle stagioni
favorevoli. Li
contorni della torre di Vada sono piani ed ella è circondata massime
in levante da gran paludi che rendono l'aria di questi contorni molto
malsana, di modo che è assai difficile agli uomini di sostenervisi
però si vede che le truppe che vi vengono mantenute hanno
l'aria d'essere sempre malate. Ciò
nonostante questo luogo è sempre stato rinomato in ogni tempo a causa
dell' asilo che li bastimenti un poco considerabili vi trovano nei
tempi burrascosi. Questa
è la causa che nel costruire la torre di Vada si à avuta
l'attenzione di farvi sopra un fanale di muro dove nelle notti oscure s'accende del
fuoco per indicare ai bastimenti che sono in pericolo la strada che
devono tenere per salvarsi. Artiglieria:
vi sono in questa torre: tre pezzi del calibro da10 libbre,tre
pezzi da due libbre, un pezzo da una libbra, due spingarde, dodici
moschetti a minia e delle munizioni a proporzione. Ciaschedun soldato
ha il suo fucile. Questa torre è distante 22 miglia da Livorno
(Worren pagg 327-328) .
La
torre di Vada è grande, bella e ben situata; i quartieri nuovi
annessi,
cappella, quartiere del cappellano e soldati e dogana nuova, sono
buoni ben fabbricati e distribuiti ma la torre medesima, benché
solida e buona con buona e forte batteria sopra, di dentro non ha
comodo veruno; vi è l'acqua ma non buona; però passabile, di una
polla che è dentro la torre.. ..L’aria della torre di Vada è
cattiva per i molti paduli la circondano e sempre la gente vi è
soggetta a febbri terzane, benché il presidio presente composto tutto di
paesani ne soffra molto meno (1787) (P. Leopoldo p. 461). |
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In
un afoso giorno di agosto, un uomo è fermo al semaforo di una strada
alquanto trafficata. Ha il finestrino aperto ed il braccio
rigorosamente penzolante. Sempre a semaforo rosso gli sfreccia vicino
un tizio su uno scooter che gli urla nel finestrino: |
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Cosa bolle in pentola? Una lunga serie di pubblicazioni e nuove grandi Gallerie fotografiche sono in preparazione. Grazie per averci seguito fin qui. Per questa volta è tutto, riceverete il prossimo numero il 1/Giugno/2004 |
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