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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 38 del 1 - aprile - 2004

   

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  FLASH STORICI SULLA NOSTRA ZONA DAGLI ETRUSCHI IN QUA

 

 Rosignano Solvay Giovedi ore 21
 

L'Aurelia è deserta. Non si vede una automobile, non una lambretta da qui a Vada. Il Bar del Fiorenzani (oggi è Pizza Club} è gremito di gente incollata davanti al televisore. Non bastano le sedie. E' in onda il gioco a premi LASCIA O RADDOPPIA condotto da un giovanissimo Mike Bongiorno. Fra i concorrenti c'è una ragazza bionda friulana, Paola Bolognani che risponde, con memoria prodigiosa a domande sulla STORIA DEL CALCIO ITALIANO. Solo il signor Neri e il maestro Bianchi sono usciti fuori dal bar a chiacchierare, non senza tener d'occhio il teleschermo. Nel bar c'è confusione. Famiglie intere ordinano gassose e partecipano attivamente alla trasmissione, fanno commenti ad alta voce quasi si trovassero negli studi della RAI. Hanno in tanti anticipato la cena per non perdersi una battuta di Lascia o Raddoppia. E così accade in tutte le sale dei bar, nelle case delle poche famiglie che posseggono un televisore, in tutta Italia.

- Prima al bar ci si andava per la partita a carte, per parlare di politica, oggi ci si va per vedere un gioco a premi. - osserva il signor Neri - Maestro, è un bene o un male? -

- Tanquillo, male non è di certo!  L'Italia è un paese lungo e stretto. Per questo un siciliano è tanto diverso da un milanese, per questo ci sono tanti dialetti, i modi di vita sono così differenti! Con la televisione si unifica l'Italia e anche i gusti degli Italiani. -

- Va a finire che sarà grazie a Mike Bongiomo che impareremo a parlare la lingua Italiana  - sbotta tra il beffardo e l'incredulo il signor Neri. - E non solo - rincara il maestro Bianchi - con la televisione il mondo entrerà nelle case, si faranno programmi di cultura, documentari... A onor del vero anche il cinema e la radio contribuiranno alla sprovincializzazione... -

- Fermati, non andare nel difficile - lo interrompe il signor Neri - dimmi piuttosto come potrà la TV entrare nelle case! Costa quasi 300.000 lire, il doppio di uno stipendio di un impiegato della Solvay di serie A. Anche l'abbonamento è caro: costa 18.000 lire -

Il reddito nazionale sta aumentando - replica il maestro Bianchi - ora ci sono le basi perché il sistema industriale ci faccia avvicinare agli stati europei più ricchi. 1 contadini lasceranno la terra e andranno a lavorare in fabbrica, sarà una rivoluzione o meglio un miracolo: il miracolo economico. A getto continuo verranno prodotte automobili, elettrodomestici e noi saremo ben felici di comprare, di comprare... E' solo questione di tempo: nelle nostre case entrerà la TV e anche il frigorifero, la lavatrice e perché no la lavapiatti -

Che me ne faccio della moglie se non fa niente dalla mattina alla sera? Ribatte l'amico maschilista, dando istintivamente un'occhiata alla signora Neri che non può sentirlo, presa com'è dal telequiz. La trasmissione sta volgendo verso il trionfo finale della signorina Bolognani. Il maestro Bianchi sorride. - Tua moglie probabilmente lavorerà o troverà il tempo per leggere un libro. Non temere, l'affrancamento dai lavari più duri non minaccerà il suo ruolo di casalinga. -

- Affrancamento, ruolo, non ti seguo, parli troppo difficile... -

- E' già successo in altri paesi. Da noi la televisione è arrivata nel '54. C'era già da 25 anni negli Stati Uniti. Da 10 anni c'era in Francia. L'Italia arriva sempre in ritardo anche se poi, velocemente cerca di guadagnare il tempo perso: da quando c'è la Bolognani a Lascia o raddoppia, si è scatenata la corsa all'acquisto degli apparecchi. In 7 mesi ne hanno venduti più di un milione! -

- Ma cosa avrà di tanto speciale quasta Bolognani? E'carina, spavalda, è spiritosa, ha i capelli biondi a boccoli... E questo spiega secondo tè, la sua grande celebrità? -

Il maestro Bianchi sorride di nuovo. - Mio caro, ti ci devi abituare: è la TV che crea i personaggi, gli eroi e i modelli da imitare. Tra non molto ti dirà come ti devi vestire e cosa devi mangiare. Forse anche cosa devi pensare. Attenzione, può essere pericoloso, cercheremo di difenderci. -

Nel bar all'improvviso c'è silenzio. Con lievissima inflessione americana, Mike Bongiorno dice: - La risposta è... esatta! - Dalla sala si levano uria e strepiti di soddisfazione. la signorina Bolognani ha vinto il massimo premio in palio, gli agognati 5 milioni.

Dal periodico del Circolo “Il Domesticheto” Hobby e collezionismo 

Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona 

  NOVELLE 

 Il medico di Cucugnano.

Quello era un medico che il fatto suo lo sapeva bene; aveva studiato tanto! Eppure a Cucugnano, dove si era stabjlito da circa due anni, non gli avevano affatto fiducia. Che volete, a vederlo sempre con un li bro fra le mani, i cucugnanesi non avevano esitato a concludere: « Un bel buono a nulla quel nostro medico; non fa altro che leggere e studiare. Se legge e studia sempre, si vede che ha ancora molte cose da imparare e, se ha molte cose da imparare, è un ignorante; e chi si fida di un medico ignorante? ».

A furia di fare, e di rimuginare questo ragionamento, finì che non c'era più un cane a Cucugnano che si facesse curare da lui e, poiché un medico senza ammalati è come una lampada senz'olio, egli dovette finire per concludere semplicemente: « Eppure questa vitaccia si deve campare. Ebbene ricorrerò io a un buon espediente». .'

Qualche tempo dopo, un bel giorno, il nostro medico fece spargere per tutto Cucugnano che la sua scienza medica era così profonda, così formidabile e prodigiosa da riuscire non già soltanto. a guarire un ammalato, ma a risuscitare un morto; sissignori, un morto bello e sotterrato; chi non ci credesse, si trovasse la domenica prossima, a mezzogiorno in punto, al cimitero di Cucugnano. L'avvenimento si sarebbe compiuto in pieno giorno e coram populo.  Naturalmente furono ben pochi quelli che ci credettero, ma, del resto, gli stessi increduli dicevano: - Ebbene, mettiamolo alla prova. Che rischio corriamo? Sì, bisogna vederlo alla prova. E' mica detto; può anche cavarsela, ha studiato tanto e poi sono state fatte tante di quelle scoperte da un pezzo a questa parte! Se egli riesce a compiere il miracolo, buon per lui: gli batteremo le mani; in caso contrario fischi da stordirlo, e torsoli e pomodori da subissarlo. Staremo a vedere. Basta; fu stabilito che la domenica seguente" a mezzogiorno preciso, il signor dottore, nel cimitero di Cucugnano, avrebbe resuscitato un morto, anzi due, se occorresse. .

Dunque quella domenica, molto prima dell'ora stabilita, il cimitero, non troppo grande né troppo piccolo di Cucugnano era gremito di gente come mai si era visto. Il secondo tocco del mezzogiorno non era ancora scoccato che il signor dottore, fedele alla sua promessa, arrivò, vestito di nero da capo a piedi. In mezzo a sì grande calca di gente, egli durò fatica a farsi strada, ma, giunto finalmente a piantare i piedi sopra una specie di piedistallo, salutò, sputò, si soffiò il naso e:

- Cari amici - disse - ho promesso di resuscitare un morto; sarò di parola, v e lo giuro.. Non è per me certamente difficile richiamare alla vita o Giacomo, o Giovanni, o Bartolo, o Nannetta, o Claudio, o Simeone o qualche altro; tocca a voi a scegliere...Ebbene, giacché nessuno di voi fiata, volete che risusciti Simeone, il signor Simeone Capannier, quello che morì di una brutta pleurite un anno fa?

Scusi tanto, signor dottore - disse su la vedova di Simeone - il mio povero marito era certo un buon uomo e sapeva rendermi felice, altro che! e non sto' a dire che lo piangerò finché campo, ma riguardo a resuscitarlo. Perché risuscitarlo, signor dottore? In quanto a lui ha finito di soffrire, in quanto a me, oggi come oggi... I miei vogliono per forza che sposi Pasquale Timpicci e fra otto giorni saranno fatte le pubblicazioni in chiesa. Si figuri che ho già ricevuti i regali. - Ah avete fatto bene a dirmelo in tempo, Caterina! Ebbene allora risusciterò Ninetta  Carota, quella di cui avete fatti i funerali il giorno della Candelora.

. - Signor dottore... signor dottore! - gridò su la voce di Giacomo Smetti - non lo faccia; la lasci in pace mia moglie; attaccabrighe e nervosa com' era per la durata di trecentosessantacinque giorni all'anno, ricomincerebbe a soffrire, vivendo di nuovo, della stessa malattia che rendeva a me e a lei, povera donna la vita un vero purgatorio.

Ah sì, capisco. Allora di Ninetta non ne parliamo più. Richiamiamo. piuttosto alla vita, Mastio Pietro della Fattoria Vecchia -interrruppe una voce. - Proprio lui?

- Egli stesso.

Ah povero mio padre! - saltò su ad esclama un'altra voce - Perché proprio lui? Non lo risusciti  signor dottore, perchè se tornasse a questo mondo, troverebbe tanti imbrogli nei nostri affari che ne rimarrebbe col cuore spezzato, povero; lui così onesto così ordinato e che voleva noi figlioli sempre uniti, mentre ci siamo divisi dopo alterchi, liti, processi e quasi ci siamo presi per i capelli per l' eredità che vuole, siamo sei: quattro maschi e due femmine; abbiamo tutti famiglia e ciascuno tira acqua al proprio mulino.

- Non mi sarà dunque possibile...

- E poi, che vuole? le annate sono così magre...I bachi da seta non danno nulla, le viti sono rovinate dalla peronospera, il grano. rende pochissimo, gli ulivi, hanno il venne; noi non sapremmo proprio come assegnargli una, sia pur misera, pensioncina.

- Ebbene, allora lasciamo dormir tranquillo anche mastro Pietro e pace all'anima sua. Ma, giacché non son  venuto qui ad infilar perle sveglierò…

"Chi volete dunque che svegli?

- Margherita!... Svegliatemi la mia Margherita!- esclamò una donna che piangeva come una Maddalena.

- No, no; non sia mai, poveretta! Io - interruppe una ragazza - che fui la sua più grande amica, so quanto soffrirebbe al vedere che il suo fidanzato ha sposato un'altra, lui che le aveva giurato amore eterno.

- Tutto questo in verità incomincia proprio a seccarmi e, - disse il dottore - tanto per farla finita, penserò io a risuscitare uno che tutti a Cucugnano, certamente ricordano con amore e venerazione e nessuno avrà da  opporsi poiché egli, morì senza lasciare né moglie, ne figli, ne fratelli, ne sorelle, ma soltanto il ricordo e l'esempio di tutte le più nobili virtù e i suoi piccoli risparmi (quattro franchi in tutto) all' ospedale; intendo parlare del vostro buon curato che vi amava tanto e che per amore dei suoi parrocchiani fece, ve lo ricordate?, Quel famoso viaggio là nell'altro mondo e, cercando, povero pellegrino, in ogni angolo e per ogni dove i suoi cucugnanesi che ritrovò tutti, senza eccettuarne uno solo, nel baratro sempre, spalancato dell'inferno.

- Ah ah, dunque proprio lui? - Chiesero alcune devote. - Sant'uomo, venerando curato, che passò sulla terra facendo del bene, però..,

- Però - obiettò la Menca di Bastiano aveva un gran difetto...

- Cioè?

~ Era sordo come un panchetto e Dio:quanta pazienza ci voleva ad andare a confessarsi da lui. Poi era ormai così sfinito dagli anni. Che anch' egli dunque riposi in pace, signor dottore!

Non so proprio più che dire... Ma, ecco una idea. Vedo là in quell'angoletto una piccola tomba; guardate com' è stata trascurata; pare il ricovero delle lumache: è la tomba di un bimbo di appena dieci mesi; lo dice l’iscrizione. Sarebbe davvero un peccato richiamarlo in vita; sicuro, se non altro perché ha avuta la grande fortuna di uscire in tempo da un mondo ove si sente... ciò che voi tutti avete sentito oggi, amici miei; tuttavia, se voi proprio volete ,che lo risusciti non avete che a dirmelo.

.

.

- Signor dottore - rispose una vecchierella piuttosto gobba, piangendo. - Quel morticino è nostro; io sono la sua nonna. Mia figlia non lo aveva ancora divezzato, e metteva allora allora il primo dentino che egli, poverello, morì. Ah! Se aveste veduto com'era bello, il nostro piccino! Ora Dio cé l'ha preso i e la sua santa volontà sia fatta; ne abbiamo già un altro lattante; come faremmo ad allattarne due? Siamo troppo poveri noi per darlo a balia…

Ed allora il medico di, Cucugnano, concluse semplicemente:

- Cari amici, stando, così le cose; basta per oggi. Poiché non volete che faccia oggi i1miracolo, proverò un altro giorno, non risuscitando un morto, no; voi stessi avete veduto che la cosa è impossibile, ma recando aiuto ai vivi che sono in pericolo di morte. Addio!

E così detto, si aprì un varco fra la calca e si dileguò.

Da quella domenica quanto mai memorabile, il nostro medico divenne il vero taumaturgo di Cucugnano. Non risuscitò i morti, ma salvò la vita a più di un ammalato anche per il fatto che i cucugnanesi ebbero da lì in avanti piena fiducia in lui:

"Poiché - dicevano - se è pur vero che non mantenne la sua promessa al cimitero, non fu, siamo giusti, colpa sua" .

E il ragionamento filava a meraviglia.

Novella di Giuseppe Roumanille (1818-91)

 

LOCUZIONI E DETTI CELEBRI:  Cicero pro domo sua (Cicerone per la propria casa) - Titolo di un'orazione di Cicerone, pronunziata per riavere il suolo su cui aveva la casa che gli era stata bruciata. Si cita per spiegare il calore interessato di certe difese.

  La barzelletta di chiusura...

 Un uomo ha avuto una sola grande passione nella sua vita: il gioco del golf. E' arrivato a sessant'anni ed i suoi occhi cominciano a fare cilecca.
Non volendo assolutamente abbandonare il suo sport preferito, decide di andare a fare una visita dall'oculista. Il dottore dopo una attenta visita:
- Mi dispiace, per la sua vista non c'è niente che si possa fare. Però conosco un vecchietto di novantaquattro anni che ha una vista perfetta... ci vede come un'aquila!
- E questo che cosa c'entra con la mia di vista?
- Beh, potresti portare questo vecchietto con te a giocare a golf, così lui vedrebbe dove va a finire la pallina!
- Ha ragione! Mi dia il numero di questo vecchietto!
Il giocatore si mette d'accordo con il nonnetto e lo va a prendere una domenica mattina. Vanno alla prima buca, il giocatore posiziona la pallina, tira e manda la pallina a quasi centocinquanta metri. Poi chiede al vecchio:
- Allora... hai visto il mio tiro?
- Certo che l'h o visto!
- E hai visto dove è andata la pallina?
- Certo!
- E dove?
- Non me lo ricordo...

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