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 Da: "Arte e storia dai Macchiaioli al Novecento" di Francesca Dini

 

GLI OSPITI DI CASTIGLIONCELLO FRA ‘800 E ‘900

 

Nino Costa (Roma 1826 - Marina di Pisa 1903), visitò la proprietà di Martelli all'epoca della nota "scuola" pittorica, lasciandone nelle sue memorie autobiografiche uno dei ricordi più vivi e suggestivi. Costa stesso colloca il suo soggiorno a Castiglioncello nel 1867, ma è probabile che, dalla vicina Marina di Pisa dove risiedeva in estate, abbia avuto più di un'occasione di visitare i colleghi che lavoravano in questo territorio.

Gustavo Uzielli (Livorno 1839-Firenze 1911) ingegnere, scrittore e uomo di straordinaria cultura, compagno d'armi e di studi di Martelli, frequentò Castiglioncello in ragione della sua amicizia con il critico fiorentino. Fondatore e direttore a Firenze dell'Officina Galileo, fu professore di Mineralogia e Geologia all'Università di Modena e poi a Torino. A lui si devono importanti scritti in merito ai viaggi di Paolo Toscanelli e Amerigo Vespucci, e relativamente all'interpretazione del pensiero scientifico di Leonardo da Vinci. Dopo la partenza di Martelli da questo territorio continuò ad avere rapporti con Renato Fucini e la società di amici che si ritrovava nella dimora castiglioncellese del poeta.  

Michele Gordigiani (Firenze 1830 -1909) possedeva sulla "Punta" di Castiglioncello una delle più belle e antiche ville, frutto della fortunata attività di pittore ritrattista dell'alta società.

Francesco (San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922) e Luigi Gioli (San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947)  frequentarono assiduamente Castiglioncello. Entrambi, in particolare Francesco con la consorte Matilde Bartolommei, ebbero stretti rapporti di amicizia con Diego Martelli e con Renato Fucini

La presenza di Silvestro Lega (Modigliana 1826 - Firenze 1895) a Castiglioncello non è documentata; e del resto se è da escludere che il pittore romagnolo si sia unito agli ospiti di Martelli, è invece probabile che egli raggiungesse questa località dal vicino Gabbro dove si domiciliò a partire dal 1886, ospite della famiglia Bandini alla Fattoria di Poggio Piano.

Il pittore romagnolo Angelo Torchi (Massa Lombarda 1856 - 1915), accompagnò Lega al Gabbro nel 1886 e più volte tornò a far visita all'anziano pittore. Fu durante uno di questi soggiorni a Poggio Piano che Torchi fece visita all'amico Martelli, dipingendo alcuni aspetti caratteristici della costa di Castiglioncello.

 Giosuè Carducci fu tra i frequentatori della Villa Martelli di Castiglioncello.

 Lo scrittore e poeta livornese Giovanni Marradi (1852-1922), cui è intitolata la pineta di Castiglioncello, fu esponente della scapigliatura fiorentina. Sono noti i suoi rapporti amichevoli con Diego Martelli.

Sidney Sonnino (Pisa 1847 - Roma 1924), economista e uomo di stato, dal 1886 Senatore del Regno, era proprietario del Castello di Quercianella. Intrattenne con Martelli rapporti di buon vicinato, ma non ne condivise le convinzioni politiche.

Agostino Bertani (Milano 1812 - Roma 1886) medico e poi deputato milanese, protagonista delle spedizioni garibaldine del 1859 e del 1860, nel 1871 si fece promotore in Parlamento della Riforma Agraria. Sotto la sua guida si andò costituendo il partito radicale. Conobbe Diego Martelli a Parigi nel 1878 e ne divenne il "padre" politico, oltre che amico, frequentando la dimora castiglioncellese del critico.

Renato Fucini (Monterotondo 1843 - Firenze 1921 ) abitava in estate villa "La cuccetta", sulla baia del Quercetano. L'inedito scambio di missive con Gustavo Uzielli che qui riportiamo, risalente al 1908, ci è parso di particolare interesse per l'implicito confrontarsi di due momenti diversi della storia di questo territorio, quello vissuto da Gustavo Uzielli, all'epoca di Diego Martelli (circa 1860-70), e la realtà castiglioncellese di cui Fucini è protagonista con l'aprirsi del nuovo secolo. Dalle missive di Fucini emerge il nome di un'altro illustre ospite di Castiglioncello, Guido Biagi, già capo di Gabinetto al Ministero della Pubblica Istruzione e all'epoca membro della Giunta Consultiva per le biblioteche presso il suddetto Ministero.

 Vittorio Corcos (Livorno 1859-Firenze 1933) acquistò dal Barone Patrone il terreno sulla "Punta" di Castiglioncello, sul quale si fece costruire da Renato Luparini una bella dimora (quella che sarà poi abitata da Alberto Sordi). Reduce dalla corte del Kaiser a Postdam, dove aveva eseguito nel 1904 numerosi ritratti, conseguendo in tal veste un credito internazionale, Corcos amava trascorrere a Castiglioncello lunghe pause di raccoglimento.

Oscar Chiglia (Livorno 1876 - Firenze 1945) soggiornò a Castiglioncello con la famiglia per la prima volta nel 1913, convalescente da una terribile nefrite e reduce dall'impegno della stesura del volume su Giovanni Fattori. Vi ritornò nell'estate dell'anno successivo e incantato dalla bellezza della natura di questa costa ne scriveva in una lettera all'amico e collezionista Gustavo Sforni: "...Grosse rondini blu cupo ci volano basse garrendo. Il ciclo di un grigio scuro trasparente un colore magnifico freddo, le chiome dei pini di un verde smeraldo purissimo, i tronchi azzurri fra gli spazzi (sic!), una visione di una bellezza inconcepibile d'una religiosità affascinante che arriva al cuore... ".

 Nel corso della prima guerra mondiale Chiglia si stabilì a Castiglioncello, intrattenendo un'affettuosa amicizia con un albergatore del luogo Remolo Monti. Dopo la fine del conflitto, Chiglia tornò in questo territorio ancora per qualche anno, almeno fino al 1921, come sembrano indicare alcuni dipinti della sua intensa produzione castiglioncellese.

La presenza a Castiglioncello di Mario Puccini (Livorno 1869 - Firenze 1920) è conseguente l'amicizia che legò il pittore livornese a Romolo Monti. I due si conobbero nel 1913 e già l'anno successivo Puccini presentò alla Prima Esposizione Invernale Toscana il dipinto Spiaggia di Castiglioncello. Monti fu uno dei primi e maggiori estimatori dell'arte del livornese.

Gino Romiti (Livorno 1881 - 1967), pittore livornese di tradizione fattoriana, fu tra i fondatori, nel 1920 del "Gruppo Labronico". Frequentò Castiglioncello in ragione dell'amicizia con Romolo Monti. 

Romolo Monti (Carpi 1878 - Castiglioncello 1962) diciottenne si era recato in Argentina, costituendovi una cospicua fortuna. Nel 1910, a Montecatini Tenne, conobbe il Barone Lazzaro Patrone, dal quale acquistò alcuni terreni in prossimità del Porticciolo di Castiglioncello, terreni già appartenuti a Diego Martelli. Qui si stabilì nel giugno del 1912, edificandovi l’ Albergo Miramare e intraprendendo rapporti di amicizia con artisti e personalità notevoli della cultura dell'epoca.

Giovanni Papini (Firenze 1881-1956) scrittore, studioso di filosofia e di religione, fondatore con Giuseppe Prezzolini della rivista "Leonardo" nel 1903, frequentò Castiglioncello in ragione della sua amicizia con Oscar Ghiglia. A Romolo Monti, di cui fu assiduo, donò il manoscritto della "Storia di Cristo", dato alle stampe nel 1921, che fu il primo frutto della conversione del filosofo pragmatista alla fede cattolica.

Alaide Banti (Montemurlo 1855 - Firenze 1929), "fidanzata italiana" di Giovanni Boldini, dal 1910 abitò in estate Villa San Domenico, una delle più belle costruzioni di Castiglioncello, edificata dall'impresa Luparini. 

Il pittore Ruggero Focardi (Firenze 1864 -Quercianella 1934)

Gabriele D'Annunzio fu a Castiglioncello, ospite di Memmi Strozzi figlia di Vittorio Corcos.

Luigi Pirandello fu a Castiglioncello ospite del critico drammatico Silvio D'Amico, di cui condivise la battaglia per la rinascita del teatro italiano.

 Per Mario Borgiotti (Livorno 1906 - Firenze 1977) come per gran parte dei pittori livornesi, Castiglioncello costituì la passeggiata più ovvia e prediletta. Egli amò raffigurarne la costa e soprattutto le alture del Monte Pelato. Tuttavia fu nel 1945, appena terminata la guerra, che questa località divenne per lui la meta consueta delle vacanze estive; quell'anno, poiché l’Albergo Miramare era requisito dal Comando americano, prese in affitto con la famiglia la villa che sorgeva dirimpetto all'hotel proprietà del suo caro amico Remolo Monti. Ma dall'anno successivo e per tre decenni divenne il gradito ospite del Miramare.  

 

(Il testo del volume è scaricabile dalla sezione Download e le 149 foto sono visibili nella sezione Gallerie)

 

Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona 

  GUIDA AI LUOGHI MISTERIOSI D'ITALIA

MONTE SAN SAVINO (AR), Pàstina 

Le curiose fonti lattaie 

Fonte lattaia

Informazioni: Municipio, corso Sangallo 38, 52048 Monte San Savino (AR). Tel. 0575/1844007.

Dove si trova: Autostrada A1 (Milano-Roma), casello locale (3 km). Stazione FS locale (1 km).

Storia e situazione: In vari luoghi d'Italia, ma soprattutto in Toscana, era vivissima un tempo - e in

parte ancora oggi - la tradizione delle "fonti lattaie"-. E' una speciale categoria di sorgenti dalle specifiche proprietà galattofore, capaci cioè di stimolare la produzione del latte nelle donne puerpere e anche nelle femmine degli animali. Si tratta di un vero e proprio culto delle acque, largamente praticato fin dall'antichità; esistono infatti sorgenti per le quali è stata accertata una frequentazione ininterrotta almeno dall'epoca etrusca. Gli antichi fedeli infatti - come i moderni - offrivano alla divinità un ex voto, molte volte rappresentato da un bronzetto. Di queste fonti scrive ampiamente, con toni persino suggestivi e commoventi, Giorgio Batini in uno dei suoi libri pieni di fascino. Eccone qualche brano.

La cosa notevole: "Se certi culti furono infatti dimenticati, se qualche fonte fu addirittura distrutta

(così sarebbe avvenuto per la paganissima "Fons Tecta" presso Santa Maria delle Grazie, che non piacque a san Bernardino da Siena) ci sono sorgenti, come la 'fonte lattaia' che sgorga nella campagna di Pàstina presso Monte San Savino, che gli uomini hanno sempre ritenuto benefiche per cause soprannaturali, e presso le quali, in ogni tempo, hanno lasciato un dono quale compenso del "servizio" ricevuto.... Con l'avvento dei cristianesimo, i prodigi della fonte lattaia - seminascosta nel fresco mondo di un borro, ai piedi di due pini secolari - furono attribuiti a una dolcissima e popolarissima Madre, in onore della quale fu eretta un'edicola con relativa -Maestà' (anzi, "maestaìna", com'è chiamata popolarmente). L'antica polla prese il nome di "Madonna del Latte", ma anziché 'idoli' o mucche di bronzo, si guadagnò nuovi ex voto consistenti in spille, catenine, anelli, corone del Rosario, nonché offerte in monete. (Usanza, questa, che era in vigore anche alla fonte lattaia di San Leolino in Valdambra).... Per raggiungere la "Madonna del latte" si dove percorrere la sterrata Via del Calcione, frequentata anticamente dai pastori che facevano la transumanza e dai braccianti che andavano a mietere nel Grossetano e quindi attraversare campi e boschi, seguendo un piccolo sentiero, fino a scendere in un borro dove la fonte lattaia sgorga al di sotto di un tabernacolo nel quale sono esposte, protette da un vetro, scolorite stampe raffiguranti la Madonna, nonché una più moderna immagine in ceramica della Madre col Bambino. Appese tutt'intorno, decine e decine di corone dei Rosario. Alcune vecchissime e rozze, altre di fattura più raffinata e recente".

Osservazioni e note: Una fonte lattaia abbastanza famosa è, per esempio, in Val d'Elsa, nei pressi della collina dove, alla fine del XII secolo, sorgeva la città di Semifonte, creata dagli Alberti, fedeli vassalli dell'imperatore Enrico VI, e rasa al suolo nel 1202 dalle milizie comunali di Firenze.

Quasi a metà strada fra il borgo di Petrognano e la rinascimentale cappella di S. Michele (che vanta una cupola la quale riproduce in miniatura la più celebre cupola di S. Maria del Fiore) sgorga, nel bosco, la fonte di Santa Caterina, considerata miracolosa perché rinforza le giovani madri e dà loro latte abbondante.

In Val d'Ambra, a San Leolino, altra sorgente considerata da secoli un ottimo stimolo per le balie un po'asciutte. Nei pressi di Pienza, nelle pareti di un torrente che scorre in località Casa al Vento si aprono antiche grotte dove l'acqua è così...galattofora che con il suo secolare stillicidio ha costruito delle stalagmiti in forma di mammelle, tanto da essere indicate, popolarmente, come "gocce lattaie".

Altra grotta analoga è nei pressi di Cetona dove furono trovate tracce di antichissimi culti. Molto interessante è l'accennata fonte del Monte di Cetona, chiamata Grotta Lattaia: fu infatti frequentata già in epoca preistorica, per tutto il neolitico, proprio come sede di un culto delle acque, capaci di concedere il latte alla giovani madri. Un'altra fonte similare in Toscana è citata da Vittoria Guglielmi: -Nei pressi di Gerfalco [frazione di Montieri (GR)] c'è una pietra detta 'Sasso di Sansone" e nelle terre del podere Poggetto, nei pressi della strada provinciale Incasso-Fosini, esiste una fonte che si diceva miracolosa. Vi andavano infatti a bere e bagnarsi le mamme, chiedendo alla Madonna di poter avere latte per i loro figli.

Una fonte lattaia. dalle proprietà ancora più magiche, esisterebbe nella vicinanze di Mantalcino (SI), tra la frazioni di Castelnuovo dell'Abate e Sant'Angelo in Colle. 

MONTE SAN SAVINO (AR), Vertighe

Il caso della Chiesetta volante 

Santuario S. Maria delle Vertighe

Madonna dell'Autostrada - Vertighe 52048 Monte San Savino (AR)

Tel. 0575/184008. Diocesi di Arezzo

Informazioni: Convento delle Vertighe, località le Vertighe 563, 52048 Monte San Savino (AR). 

Tel. 0575/849326. Frati Francescani Minori.

Dove si trova: Appena usciti dall'autostrada (v. scheda precedente), in circa 1 km si giunge al Santuario, situato su un poggio alberato a cipressi.

Storia e situazione: Nell'XI secolo, ad Asciano (SI), morì Aldobrando di Alberto, ricco proprietario terriero. I figli Ugo e Guido, in cattivi rapporti, litigarono per la divisione dell'eredità, e in particolare per il possesso di un terreno sul quale esisteva un'edicola con un affresco mariano. Non trovando un accordo pacifico, decisero di sfidarsi a duello; lo scontro sarebbe avvenuto il 7 luglio, proprio nel luogo della chiesetta. All'alba dei giorno convenuto i due contendenti si trovarono sul posto, pronti alla scontro; ma con grande sorpresa e costernazione dovettero constatare che la piccola costruzione religiosa era misteriosamente sparita, e ne rimanevano le sole fondamenta. I due fratelli ne rimasero tanto sconcertati da rinunciare al loro duello mortale. Allo stesso tempo, in località Vertighe (all'epoca si chiamava Vertige), gli abitanti del luogo notarono - con non minore meraviglia - che era improvvisamente caduta dal cielo, una piccola cappella, adagiata sul terreno, senza le fondamenta. Si parlò subito di miracolo, e quando si seppe che dal territorio di Asciano ne era sparita una simile, si concluse che la costruzione fosse stata prodigiosamente portata in volo per intervento della Madonna, che voleva così scongiurare un duello fratricida.

Sul posto sorse quindi il Santuario, più volte rifatto e ampliato.

La grande chiesa attuale - cinquecentesca - conserva ancora nel suo intorno la cappelletta del miracolo.

Osservazioni e note:  L'11 ottobre 1964, con l'inaugurazione dell'importante arteria stradale che corre

accanto al Santuario, papa Paolo VI emise un decreto che proclamava la Madonna delle Vertighe patrona dell'Autostrada del Sole.

Dal volume "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" di Umberto Cordier, Edizioni Piemme. Cordier si occupa di didattica dell'elettronica e dell'informatica, ma si dedica allo studio delle tradizioni e del folklore italiano con i suoi fenomeni collaterali definiti di solito "inesplicabili".

  Nella prossima NL continueremo il nostro giro nella regione 

LOCUZIONI E DETTI CELEBRI:  Viribus unitis (Con l'unione delle forze) Motto dell'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria - Ungheria e nome della corazzata austriaca affondata da Rossetti e Paolucci nelle acque di Pola il 31/10/1918.

La barzelletta di chiusura...

  Dio stava ammirando il suo bel paradiso terrestre quando vide Adamo seduto in un angolo tutto triste. 
- Adamo, vedo che il cibo non ti manca, non hai freddo o caldo. Non sei né povero né ricco. Hai tutto quello che potresti desiderare e di cui hai bisogno, però sei ancora incompleto.
- Si, mio Signore... mi sento solo!
- Allora... senti qui che si fa: creerò per te un essere che sarà la tua compagna, la tua confidente, la tua amica, starà con te e ti darà aiuto e supporto, ti incoraggerà nei momenti di sconforto, si prenderà cura di te e ti amerà. Sarà tua e solo tua, non ti tradirà e non ti darà addosso quando le cose andranno male.
- Mio Signore, questa è una proposta molto interessante... ma quanto mi costerà tutto questo?
Dio allora disse:
- Bene, il prezzo è alto per tutta questa roba!
- E cioè... quanto sarebbe?
- Ti costerà un braccio ed una gamba!
- Che cosa??? No, è troppo! Non se ne parla nemmeno!!!
- Va bene, io ti ho fatto un offerta... tu pensaci.
Mentre Dio se ne sta per andare, Adamo lo ferma e gli fa:
- Senti un po'... non si potrebbe avere niente per una costola?

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Cosa bolle in pentola ?  Forse qualche ritardo per la chiusura causa trasloco della Biblioteca Comunale, ma faremo il possibile per non interrompere le pubblicazioni.  Grazie per averci seguito fino qui,  Per questa volta è tutto,  Riceverete il prossimo numero il 1/Febbraio/2004