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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 31 del 20 - gennaio - 2004 |
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Quando anche i paesani fanno storia. Pubblicato anche il secondo dei due volumi della "Saga de'caini" tutta castiglioncellese: 26 personaggi che appartengono al paese Castiglioncello
LA RAZZA DE' CAINI e altre storie
di Claudio Castaldi e Giorgio Marianelli Nella Galleria omonima trovi le 27 foto del volume Benvenuto ai nuovi iscritti e non vi perdete le NL precedenti. Sono QUI Tutto sul menu a sinistra del sito |
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Da: "Arte e storia dai Macchiaioli al Novecento" di Francesca Dini
GLI OSPITI DI CASTIGLIONCELLO FRA ‘800 E ‘900
Nino
Costa (Roma 1826 - Marina di Pisa 1903), visitò la proprietà
di Martelli all'epoca della nota "scuola" pittorica,
lasciandone nelle sue memorie autobiografiche uno dei ricordi più vivi
e suggestivi. Costa stesso colloca il suo soggiorno a Castiglioncello
nel 1867, ma è probabile che, dalla vicina Marina di Pisa dove
risiedeva in estate, abbia avuto più di un'occasione di visitare i
colleghi che lavoravano in questo territorio. Gustavo
Uzielli (Livorno
1839-Firenze 1911) ingegnere, scrittore e uomo di straordinaria cultura,
compagno d'armi e di studi di Martelli, frequentò Castiglioncello in
ragione della sua amicizia con il critico fiorentino. Fondatore e
direttore a Firenze dell'Officina Galileo, fu professore di Mineralogia
e Geologia all'Università di Modena e poi a Torino. A lui si devono
importanti scritti in merito ai viaggi di Paolo Toscanelli e Amerigo
Vespucci, e relativamente all'interpretazione del pensiero scientifico
di Leonardo da Vinci. Dopo la partenza di Martelli da questo territorio
continuò ad avere rapporti con Renato Fucini e la società di amici che
si ritrovava nella dimora castiglioncellese del poeta.
Michele Gordigiani (Firenze 1830 -1909) possedeva sulla "Punta" di Castiglioncello una delle più belle e antiche ville, frutto della fortunata attività di pittore ritrattista dell'alta società. Francesco (San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922)
e Luigi Gioli
(San Frediano a Settimo 1854 - Firenze 1947)
frequentarono assiduamente Castiglioncello. Entrambi, in particolare
Francesco con la consorte Matilde Bartolommei, ebbero stretti rapporti
di amicizia con Diego Martelli e con Renato Fucini La
presenza di Silvestro
Lega (Modigliana 1826 - Firenze 1895) a Castiglioncello non è
documentata; e del resto se è da escludere che il pittore romagnolo si
sia unito agli ospiti di Martelli, è invece probabile che egli
raggiungesse questa località dal vicino Gabbro dove si domiciliò a
partire dal 1886, ospite della famiglia Bandini alla Fattoria di Poggio
Piano. Il
pittore romagnolo Angelo Torchi
(Massa Lombarda 1856 - 1915), accompagnò Lega al Gabbro nel 1886 e più
volte tornò a far visita all'anziano pittore. Fu durante uno di questi
soggiorni a Poggio Piano che Torchi fece visita all'amico Martelli,
dipingendo alcuni aspetti caratteristici della costa di Castiglioncello. Giosuè Carducci fu tra i frequentatori della Villa Martelli di
Castiglioncello. Lo
scrittore e poeta livornese
Giovanni Marradi (1852-1922), cui è intitolata la pineta di
Castiglioncello, fu esponente della scapigliatura fiorentina. Sono noti
i suoi rapporti amichevoli con Diego Martelli. Sidney Sonnino (Pisa 1847 - Roma 1924), economista e uomo di
stato, dal 1886 Senatore del Regno, era proprietario del Castello di
Quercianella. Intrattenne con Martelli rapporti di buon vicinato, ma non
ne condivise le convinzioni politiche.
Agostino Bertani (Milano 1812 - Roma 1886) medico e poi deputato
milanese, protagonista delle spedizioni garibaldine del 1859 e del 1860,
nel 1871 si fece promotore in Parlamento della Riforma Agraria. Sotto la
sua guida si andò costituendo il partito radicale. Conobbe Diego
Martelli a Parigi nel 1878 e ne divenne il "padre" politico,
oltre che amico, frequentando la dimora castiglioncellese del critico. Renato
Fucini (Monterotondo 1843 -
Firenze 1921 ) abitava in estate villa "La cuccetta", sulla
baia del Quercetano. L'inedito scambio di missive con Gustavo Uzielli
che qui riportiamo, risalente al 1908, ci è parso di particolare
interesse per l'implicito confrontarsi di due momenti diversi della
storia di questo territorio, quello vissuto da Gustavo Uzielli,
all'epoca di Diego Martelli (circa 1860-70), e la realtà
castiglioncellese di cui Fucini è protagonista con l'aprirsi del nuovo
secolo. Dalle missive di Fucini emerge il nome di un'altro illustre
ospite di Castiglioncello, Guido Biagi, già capo di Gabinetto al
Ministero della Pubblica Istruzione e all'epoca membro della Giunta
Consultiva per le biblioteche presso il suddetto Ministero. Vittorio Corcos (Livorno 1859-Firenze 1933) acquistò dal Barone
Patrone il terreno sulla "Punta" di Castiglioncello, sul quale
si fece costruire da Renato Luparini una bella dimora (quella che sarà
poi abitata da Alberto Sordi). Reduce dalla corte del Kaiser a Postdam,
dove aveva eseguito nel 1904 numerosi ritratti, conseguendo in tal veste
un credito internazionale, Corcos amava trascorrere a Castiglioncello
lunghe pause di raccoglimento. Oscar Chiglia (Livorno 1876 - Firenze 1945) soggiornò a
Castiglioncello con la famiglia per la prima volta nel 1913,
convalescente da una terribile nefrite e reduce dall'impegno della
stesura del volume su Giovanni Fattori. Vi ritornò nell'estate
dell'anno successivo e incantato dalla bellezza della natura di questa
costa ne scriveva in una lettera all'amico e collezionista Gustavo
Sforni: "...Grosse rondini
blu cupo ci volano basse garrendo. Il ciclo di un grigio scuro
trasparente un colore magnifico freddo, le chiome dei pini di un verde
smeraldo purissimo, i tronchi azzurri fra gli spazzi (sic!), una visione
di una bellezza inconcepibile d'una religiosità affascinante che arriva
al cuore... ". Nel corso della prima
guerra mondiale Chiglia si stabilì a Castiglioncello, intrattenendo
un'affettuosa amicizia con un albergatore del luogo Remolo Monti. Dopo
la fine del conflitto, Chiglia tornò in questo territorio ancora per
qualche anno, almeno fino al 1921, come sembrano indicare alcuni dipinti
della sua intensa produzione castiglioncellese. La presenza a Castiglioncello di
Mario Puccini (Livorno 1869 - Firenze 1920) è conseguente
l'amicizia che legò il pittore livornese a Romolo Monti. I due si
conobbero nel 1913 e già l'anno successivo Puccini presentò alla Prima
Esposizione Invernale Toscana il dipinto Spiaggia di Castiglioncello. Monti fu uno dei primi e maggiori
estimatori dell'arte del livornese. Gino Romiti (Livorno 1881 - 1967), pittore livornese di
tradizione fattoriana, fu tra i fondatori, nel 1920 del "Gruppo
Labronico". Frequentò Castiglioncello in ragione dell'amicizia con
Romolo Monti. Romolo Monti (Carpi 1878 - Castiglioncello 1962) diciottenne
si era recato in Argentina, costituendovi una cospicua fortuna. Nel
1910, a Montecatini Tenne, conobbe il Barone Lazzaro Patrone, dal quale
acquistò alcuni terreni in prossimità del Porticciolo di
Castiglioncello, terreni già appartenuti a Diego Martelli. Qui si
stabilì nel giugno del 1912, edificandovi l’ Albergo Miramare e intraprendendo rapporti di amicizia con artisti
e personalità notevoli della cultura dell'epoca. Giovanni Papini (Firenze 1881-1956) scrittore, studioso di
filosofia e di religione, fondatore con Giuseppe Prezzolini della
rivista "Leonardo" nel 1903, frequentò Castiglioncello in
ragione della sua amicizia con Oscar Ghiglia. A Romolo Monti, di cui fu
assiduo, donò il manoscritto della "Storia di Cristo", dato
alle stampe nel 1921, che fu il primo frutto della conversione del
filosofo
pragmatista alla fede cattolica. Alaide Banti (Montemurlo 1855 - Firenze 1929), "fidanzata
italiana" di Giovanni Boldini, dal 1910 abitò in estate Villa
San Domenico, una delle più belle costruzioni di Castiglioncello,
edificata dall'impresa Luparini. Il pittore Ruggero Focardi (Firenze 1864 -Quercianella 1934) Gabriele D'Annunzio
fu a Castiglioncello, ospite di Memmi Strozzi figlia di Vittorio Corcos. Luigi Pirandello
fu a Castiglioncello ospite del critico drammatico Silvio D'Amico, di
cui condivise la battaglia per la rinascita del teatro italiano. Per Mario Borgiotti (Livorno 1906 - Firenze 1977) come per gran parte dei pittori livornesi, Castiglioncello costituì la passeggiata più ovvia e prediletta. Egli amò raffigurarne la costa e soprattutto le alture del Monte Pelato. Tuttavia fu nel 1945, appena terminata la guerra, che questa località divenne per lui la meta consueta delle vacanze estive; quell'anno, poiché l’Albergo Miramare era requisito dal Comando americano, prese in affitto con la famiglia la villa che sorgeva dirimpetto all'hotel proprietà del suo caro amico Remolo Monti. Ma dall'anno successivo e per tre decenni divenne il gradito ospite del Miramare.
(Il testo del volume è scaricabile dalla sezione Download e le 149 foto sono visibili nella sezione Gallerie)
Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona |
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MONTE SAN SAVINO (AR), Pàstina Le curiose fonti lattaie Fonte
lattaia Informazioni:
Municipio,
corso Sangallo 38, 52048 Monte San Savino (AR). Tel. 0575/1844007. Dove
si trova: Autostrada
A1 (Milano-Roma), casello locale (3 km). Stazione FS locale (1 km). Storia
e situazione:
In
vari luoghi d'Italia, ma soprattutto in Toscana, era vivissima un
tempo - e in parte
ancora oggi - la tradizione delle "fonti lattaie"-. E' una
speciale categoria di sorgenti dalle specifiche proprietà galattofore,
capaci cioè di stimolare la produzione del latte nelle donne puerpere
e anche nelle femmine degli animali. Si tratta di un vero e proprio
culto delle acque, largamente praticato fin dall'antichità; esistono
infatti sorgenti per le quali è stata accertata una frequentazione
ininterrotta almeno dall'epoca etrusca. Gli antichi fedeli infatti -
come i moderni - offrivano alla divinità un ex voto, molte volte
rappresentato da un bronzetto. Di queste fonti scrive ampiamente, con
toni persino suggestivi e commoventi, Giorgio Batini in uno dei suoi
libri pieni di fascino. Eccone qualche brano. La
cosa notevole: "Se certi culti furono infatti dimenticati, se
qualche fonte fu addirittura distrutta (così
sarebbe avvenuto per la paganissima "Fons Tecta" presso
Santa Maria delle Grazie, che non piacque a san Bernardino da Siena)
ci sono sorgenti, come la 'fonte lattaia' che sgorga nella campagna di
Pàstina presso Monte San Savino, che gli uomini hanno sempre ritenuto
benefiche per cause soprannaturali, e presso le quali, in ogni tempo,
hanno lasciato un dono quale compenso del "servizio"
ricevuto.... Con l'avvento dei cristianesimo, i prodigi della
fonte lattaia - seminascosta nel fresco mondo di un borro, ai piedi di
due pini secolari - furono attribuiti a una dolcissima e popolarissima
Madre, in onore della quale fu eretta un'edicola con relativa -Maestà'
(anzi, "maestaìna", com'è chiamata popolarmente). L'antica
polla prese il nome di "Madonna del Latte",
ma anziché 'idoli' o mucche di bronzo, si guadagnò nuovi ex voto
consistenti in spille, catenine, anelli, corone del Rosario, nonché
offerte in monete. (Usanza, questa, che era in vigore anche alla fonte
lattaia di San Leolino in Valdambra).... Per raggiungere la
"Madonna del latte" si dove percorrere la sterrata Via del
Calcione, frequentata anticamente dai pastori che facevano la
transumanza e dai braccianti che andavano a mietere nel Grossetano e
quindi attraversare campi e boschi, seguendo un piccolo sentiero, fino
a scendere in un borro dove la fonte lattaia sgorga al di sotto di un
tabernacolo nel quale sono esposte, protette da un vetro, scolorite
stampe raffiguranti la Madonna, nonché una più moderna immagine in
ceramica della Madre col Bambino. Appese tutt'intorno, decine e decine
di corone dei Rosario. Alcune vecchissime e rozze, altre di fattura più
raffinata e recente". Osservazioni
e note: Una fonte lattaia abbastanza famosa è, per esempio, in Val
d'Elsa, nei pressi della collina dove, alla fine del XII secolo,
sorgeva la città di Semifonte, creata dagli Alberti, fedeli vassalli
dell'imperatore Enrico VI, e rasa al suolo nel 1202 dalle milizie
comunali di Firenze. Quasi
a metà strada fra il borgo di Petrognano e la rinascimentale cappella
di S. Michele (che vanta una cupola la quale riproduce in miniatura la
più celebre cupola di S. Maria del Fiore) sgorga, nel bosco, la fonte
di Santa Caterina, considerata miracolosa perché rinforza le giovani
madri e dà loro latte abbondante. In
Val d'Ambra, a San Leolino, altra sorgente considerata da secoli un
ottimo stimolo per le balie un po'asciutte. Nei pressi di Pienza,
nelle pareti di un torrente che scorre in località Casa al Vento si
aprono antiche grotte dove l'acqua è così...galattofora che con il
suo secolare stillicidio ha costruito delle stalagmiti in forma di
mammelle, tanto da essere indicate, popolarmente, come "gocce
lattaie". Altra
grotta analoga è nei pressi di Cetona dove furono trovate tracce di
antichissimi culti. Molto interessante è l'accennata fonte del Monte
di Cetona, chiamata Grotta Lattaia: fu infatti frequentata già in
epoca preistorica, per tutto il neolitico, proprio come sede di un
culto delle acque, capaci di concedere il latte alla giovani madri.
Un'altra fonte similare in Toscana è citata da Vittoria Guglielmi:
-Nei pressi di Gerfalco [frazione di Montieri (GR)] c'è una pietra
detta 'Sasso di Sansone" e nelle terre del podere Poggetto, nei
pressi della strada provinciale Incasso-Fosini, esiste una fonte che
si diceva miracolosa. Vi andavano infatti a bere e bagnarsi le mamme,
chiedendo alla Madonna di poter avere latte per i loro figli. Una fonte lattaia. dalle proprietà ancora più magiche, esisterebbe nella vicinanze di Mantalcino (SI), tra la frazioni di Castelnuovo dell'Abate e Sant'Angelo in Colle. MONTE
SAN SAVINO (AR), Vertighe Il caso della Chiesetta volante Santuario
S. Maria delle Vertighe Madonna
dell'Autostrada - Vertighe 52048 Monte San Savino (AR) Tel.
0575/184008. Diocesi di Arezzo Informazioni: Convento delle Vertighe, località le Vertighe 563, 52048 Monte San Savino (AR). Tel.
0575/849326. Frati Francescani Minori. Dove
si trova: Appena usciti dall'autostrada (v. scheda precedente), in
circa 1 km si giunge al Santuario, situato su un poggio alberato a
cipressi. Storia
e situazione: Nell'XI
secolo, ad Asciano (SI), morì Aldobrando di Alberto, ricco
proprietario terriero. I figli Ugo e Guido, in cattivi rapporti,
litigarono per la divisione dell'eredità, e in particolare per il
possesso di un terreno sul quale esisteva un'edicola con un affresco
mariano. Non trovando un accordo pacifico, decisero di sfidarsi a
duello; lo scontro sarebbe avvenuto il 7 luglio, proprio nel luogo
della chiesetta. All'alba dei giorno convenuto i due contendenti si
trovarono sul posto, pronti alla scontro; ma con grande sorpresa e
costernazione dovettero constatare che la piccola costruzione
religiosa era misteriosamente sparita, e ne rimanevano le sole
fondamenta. I due fratelli ne rimasero tanto sconcertati da rinunciare
al loro duello mortale. Allo stesso tempo, in località Vertighe (all'epoca
si chiamava Vertige), gli abitanti del luogo notarono - con non minore
meraviglia - che era improvvisamente caduta dal cielo, una piccola
cappella, adagiata sul terreno, senza le fondamenta. Si parlò subito
di miracolo, e quando si seppe che dal territorio di Asciano ne era
sparita una simile, si concluse che la costruzione fosse stata
prodigiosamente portata in volo per intervento della Madonna, che
voleva così scongiurare un duello fratricida. Sul
posto sorse quindi il Santuario, più volte rifatto e ampliato. La
grande chiesa attuale - cinquecentesca - conserva ancora nel suo
intorno la cappelletta del miracolo. Osservazioni
e note: L'11 ottobre 1964, con l'inaugurazione
dell'importante arteria stradale che corre accanto
al Santuario, papa Paolo VI emise un decreto che proclamava la Madonna
delle Vertighe patrona dell'Autostrada del Sole. Dal volume "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" di Umberto Cordier, Edizioni Piemme. Cordier si occupa di didattica dell'elettronica e dell'informatica, ma si dedica allo studio delle tradizioni e del folklore italiano con i suoi fenomeni collaterali definiti di solito "inesplicabili". Nella prossima NL continueremo il nostro giro nella regione |
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LOCUZIONI E DETTI CELEBRI: Viribus unitis (Con l'unione delle forze) Motto dell'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria - Ungheria e nome della corazzata austriaca affondata da Rossetti e Paolucci nelle acque di Pola il 31/10/1918. |
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La barzelletta di chiusura...
Dio stava ammirando il suo bel paradiso terrestre quando vide Adamo seduto in
un angolo tutto triste. |
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Cosa bolle in pentola ? Forse qualche ritardo per la chiusura causa trasloco della Biblioteca Comunale, ma faremo il possibile per non interrompere le pubblicazioni. Grazie per averci seguito fino qui, Per questa volta è tutto, Riceverete il prossimo numero il 1/Febbraio/2004 |
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