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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 02 del 1 - marzo - 2003 |
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questa volta ti segnaliamo: |
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Sarà intitolato a Sordi il lungomare di Castiglioncello. Così ha deciso l'Amministrazione comunale. E' finalmente iniziata la costruzione della nuova scalinata fra via Demi ed il lungomare attesa da sempre. Alla pagina Pro & Contro trovi che qualcosa è cambiato, forse anche la nostra presenza non è del tutto inutile. Vedi le foto dei visitatori Potete trovare le istruzioni per rilegare le monografie storiche scaricate dalla pagina DOWNLOAD anche qui. |
www.amistart.it |
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(continua
dalla NL precedente)...Risulta
da un atto stipulato il 25 Luglio 1181 tra due fratelli figli del conte
Marco Visconti pisano, a favore di un altro loro fratello Ubaldo, che a
Castiglioncello vi fu una chiesa antica dedicata a S. Bartolommeo e rimane
il dubbio se non fosse quella stessa che altri ha denominato di S.
Salvatore, perché non sembra verosimile che vi fossero due chiese, a meno
che una non fosse una abbazia, di cui però non si ha traccia. L'atto
predetto, col quale Lamberto e Tegrino fratelli e figli di Marco, col
consenso del padre, davano e concedevano in sorte e divisione al loro
fratello Ubaldo, i luoghi e la maggior parte del castello di Montemassimo e
i diritti sulla corte di Nubila, fu rogato nel castello di Castiglione
(Castiglioncello)
presso la chiesa di S. Bartolommeo da Ugo, notaio dell'imperatore Federigo. Nel
castello di Castiglione vicino al lido del mare, fu pure stipulato il 15
Marzo 1203 dal notaio Simone del fu Alberto un contratto col quale Ugolino e
Cacciabote, figli del fu Gerardo, venderono a Leolo del fu Guiduccio
un pezzo di terra vicino al castello di Montemassimo. A
Castiglione ebbero, terre i Pannocchieschi della Sassetta, i conti della
Gherardesca, ed i coniugi conte Enrichetto di Gianni da Donoratico e Teccia
di Guido della Sassetta, come risulta dal loro contratto matrimoniale del 24
Luglio 1299 e da altro documento del 29 Novembre 1304. Si
sa che Giovanna loro figlia, moglie di Gaddo Upezzinghi da Calcinaia, ebbe
lite con altri eredi di suo padre, perché non fosse variata una sentenza di
arbitri del 4 Maggio 1314, riguardo ai possessi di Castiglione Mondiglio,
come da atto del 4 Marzo 1327. Il
12 Maggio 1422 fu pronunziata dal Vicario delle Colline di Pisa una sentenza
per una questione sorta fra il Comune di Rosignano e gli Upezzinghi, a
proposito di certi confini che separavano il terreno, pascolo e castello
degli Upezzinghi, dalle proprietà del detto Comune. Fino
da tempo remoto venivano dallo Stato pagati i custodi della punta
(guardiani della torre)
per i
segnali da farsi ai legni armati, che vi passavano per mare. Cosimo
I° de' Medici (1537 - 1564), duca e poi granduca di Toscana, costruì la
torre attuale a difesa delle scorrerie dei pirati e da allora e fino alla
costituzione del regno d'Italia, Castiglioncello fu presidiato da milizie.
Sopra la porta della torre in una lastra di marmo, si legge tutt’ora: «
Cosmus Med. Florentiae et Senar - Dux II°». Cinquant'anni
fa
(1875)
in Castiglioncello attorno alla torre c'era soltanto la piccola chiesetta
del 1621, la casa delle Guardie di Finanza ed una casa per il sacerdote. Sulla
strada del littorale c'era un'altra casa ove ora sono i Simonetti, che era
una osteria; la casa Faccenda sul botro, e la modesta villetta di Diego
Martelli ove ora è il bel castello già, Patrone. Poi
fu fabbricata la casa Dani, oggi eredi Pannocchia, e da 35 anni a questa
parte si sono moltiplicate tutte quelle belle villette che fanno di
Castiglioncello e di Caletta una ricercata ed amena stazione balneare piena
d'incanto e di dolcissima armonia. Si
ricorda fra le ville più complete la Casa Marina, splendida dimora del Sig.
Guido Uzielli. (Nel
parco omonimo) Castiglioncello
però, anche quando era la solitaria e nuda punta; anche quando al deserto
porticciolo non sovrastava che la povera casetta dei pescatori Aliboni di
Antignano, racchiudeva in se tanto fascino con la trasparenza della sua
luce, con la intensità dei suoi colori, con la vaghezza delle sue linee,
che i più noti pittori d'Italia ne erano innamorati, attratti anche dalla
amicizia ospitale di Diego Martelli, scrittore e critico d'arte, mente ed
anima eletta. Si
rammentano: Abati, una speranza dell'arte, che a Castiglioncello fu morso da
un cane arrabbiato e miseramente morì; Fattori, Signorini, Ussi, Lega,
Cannicci, Zandomeneghi, Cabianca, Gordigiani e tanti altri illustri, come
gli scultori Cecioni, Fantacchiotti, Rivalta, ecc. Vi
convenivano pure letterati, poeti, ed uomini politici, talché per una serie
di anni Castiglioncello era divenuto un cenacolo della intellettualità
italiana. Si
rammentano: Guerrazzi, Carducci, Marianna Giarrè, Agostino Bertani, Sidney
Sonnino, ecc.. Il
sogno di Diego Martelli, proprietario del luogo, quello cioè di colonizzare
Castiglioncello, fu realizzato dal suo successore, il barone Fausto Patrone,
e la distinta colonia balneare ha continuato e continua tradizionalmente la
collana di personalità spiccatissime. Si
rammentano: Giovanni Marradi, Guido Biagi, Renato Fucini, Alfredo Straccali,
Aurelio Ugolini, Luigi Milani, Conte Danieli, Secondo Borgnini, ora defunti. Tra
i viventi, il pittore Vittorio Corcos, Giovanni Papini, ed altri. La
ferrovia Livorno-Vada, costruita dalla Ditta Saverio Parisi ed inaugurata
nell'estate del 1910, ha portato il suo sensibile contributo allo sviluppo
di Castiglioncello, amenissimo luogo, nonché alla creazione di un altro
sito balneare grazioso qual'è Quercianella in Comune di Livorno, e di ville
sparse, silenziose e suggestive nel lungo mare di Campolecciano. Tutti
questi luoghi sono ora in continuo sviluppo, sì che non sarà lontano il
giorno nel quale si daranno la mano e l'uno sarà il proseguimento dell'
altro, senza interruzione. Sulla
torre di Castiglioncello, diventata proprietà del Conte Danieli fu apposta
una lapide con questi versi del compianto Guido Biagi:
Veglia ai dolci riposi,
Veglia ai meriggi stanchi;
agli autunni piovosi,
ai verni algidi e bianchi.
Ma, poiché il tempo edace
su di tè non trascorre,
veglia a quest' erma pace,
vecchia, medicea torre.
Dalla "Monografia storica del comune di Rosignano Marittimo" di Pietro Nencini pubblicata nel 1925. La monografia è scaricabile dalla pagina Download (scarica) del sito nella versione completa di 97 pagg. o solo la parte relativa a Castiglioncello di 8 pagg. nei formati Word o PDF. Nella prossima NL analizzeremo altri elementi legati alle origini storiche del comune |
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LUCCA
I
lecci sulla torre
Case
e Torre dei Guinigi
Via
Sant'Andrea 55100 Lucca Tel.
0583/48524
Informazioni: Azienda di Promozione Turistica, piazza Guidiccioni 2 - 55100 Lucca. Telefono 0583/491205. Biblioteca Statale, via di Santa Maria Corteorlandini 12 - 55100 Lucca. Telefono 0583/46770 - 491271. Dove
si trova: nel pieno centro storico.
Visita:
da novembre a febbraio, 10-16.30; da marzo a settembre, 9-19.30; ottobre,
10-18. Storia
e situazione: sulla centralissima via Sant' Andrea prospettano le Case
dei Guinigi, dal nome di una potente e facoltosa famiglia lucchese del
Medioevo. Elemento di spicco è l'altissima ed elegante torre, della fine
del Trecento. Il
fatto insolito: In cima alla torre prosperano da secoli due
sorprendenti alberi di leccio. LUCCA
L'acustica dell'antico anfiteatro Anfiteatro
Romano Piazza
del Mercato 55100 Lucca Informazioni:
Municipio, Palazzo Santini - via C. Battisti 13, 55100 Lucca. Tel.
0583/4422. Posteggi
auto: nella parte nord dell'abitato entro le mura, presso via Fillungo
e piazza San Frediano. Storia
e situazione: la piazza del Mercato - di precisa forma ellittica -
ricalca esattamente l'arena dell'antico anfiteatro romano del I - II sec.
d.C., e ne conserva parte dell'anello innestato in una cerchia di vecchie
piccole case costruite sui bordi. Nella piazza ha sede quotidiana un
pittoresco mercato ortofrutticolo. Il
fatto insolito: Spagnol e Zeppegno raccontano: «Uno dei luoghi più
singolari di Lucca è l'antico anfiteatro: meravigliosamente innestato
nella vita della città e non ridotto a pallido rudere per archeologi, ha
il perimetro esterno, ancora perfettamente riconoscibile, trasformato in
una serie di umili casette di origine medievale, e la platea interna,
perfettamente ellittica, trasformata ormai da secoli in mercato. Di
notte, quando la piazza è libera dalle bancarelle e perfettamente
solitaria, la sua straordinaria scenografia si ammira ancora meglio e si
possono apprezzare echi e risonanze di grande effetto. Bisogna
collocarsi proprio nel mezzo della piazza e lì saltare, gridare o battere
le mani: il rumore riecheggia più e più volte e viene ampliato in
maniera incredibile, perdendosi poi lentamente; l'effetto è completo solo
se ci si trova proprio nel centro, ma tutta la piazza è ricca di
risonanze arcane. L'esperimento non va effettuato a ora troppo tarda perché
le case circostanti sono fittamente abitate». Osservazioni
e note: attraversando la piazza, soprattutto verso sera, si prova uno
strano senso di quiete paesana - un po' borgo marinaro e un po' piazza
messicana - avvolti dalle case che si richiudono come un abbraccio. Analogie:
una situazione simile a quella di Lucca esiste a Venafro (IS), dove
l'antico anfiteatro romano si presenta oggi come una corte rustica
attorniata da casette, chiamata il «Verlasce». Qui
però l'effetto acustico è un po' meno marcato, per la limitata altezza
dei muri e la presenza di alberi.
Nella prossima NL rimarremo a Lucca per raccontare altre interessanti curiosità. Dal volume "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" di Umberto Cordier, Edizioni Piemme. Dello stesso autore presso Piemme: Guida ai luoghi miracolosi d'Italia; Guida alle sagre e alle feste patronali. Umberto Cordier si occupa di didattica dell'elettronica e dell'informatica, ma si dedica allo studio delle tradizioni e del folklore italiano con i suoi fenomeni collaterali definiti di solito "inesplicabili". |
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