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Newsletter da: (Lettera
delle novità da:)
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BUON ANNO A TUTTI VOI!!! Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 29 del 1 - gennaio - 2004 |
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questa volta ti segnaliamo: |
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Pubblicato il volume di Carlo Mancini QUELLA CHIESINA DEL MARE... dedicato a don Ezio Rivera, primo parroco di Rosignano Solvay. La storia della costruzione della chiesa di S.Teresa e dell'opera di chi fortissimamente la volle. Visita la "Galleria" con 40 foto. Continua la pubblicazione delle gallerie fotografiche tratte dai volumi già scaricabili, inserite nella nuova sezione del menu principale:"Gallerie-foto-libri". Leggi su "CRONISTORIA" gli eventi tragici della IIa Guerra Mondiale nella zona, tutta la cronaca "minuto per minuto"... BENVENUTO AI NUOVI ISCRITTI - NON VI PERDETE LE NL PRECEDENTI - sono - QUI |
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Da: "Dar tempo dell' Etruschi ar tempo de' Caini" di Castaldi-Rossi-Marianelli (prossima pubblicazione) Anche questa volta parliamo di storia, senza date e senza fatti, ma simpaticamente delle origini di un carattere particolare: il "castiglioncellese" L'INIZIO
DI TUTTE LE STORIE Chi
sa perché tutti dicono che noi toscani siamo sciovinisti! È vero che
quando siamo all'estero, per esempio a Bologna, a Genova, a Roma o ad
Addis Abeba, ci si sente molto legati a questa terra e figli degli
stessi padri, ma se siamo in patria, ognun per sé. Ci si scanna tra
città vicine o tra quartieri dello stesso paese, ma solo per il gusto
della polemica e per non dare ragione agli altri. Una sana
scazzottatura risolve ogni problema e una bella bevuta finale riporta
tutto allo stato iniziale. Noi di Castiglioncello poi, sciovinisti non
lo siamo per niente: noi si sa, da quando siamo nati, che il mondo
nasce in Crepatura e finisce, al massimo, al botro del Chioma e il
limite là davanti è il Fanale. Sembra ci siano altri mari, ma son
tutta un'altra cosa. Per amor di verità si deve dire che qui alcuni
pensano che Dio l'abbia creato qualcuno di Castiglioncello, tanto
tempo fa, ma si deve anche convenire che sono una stretta minoranza. In
realtà il Padreterno esisteva già da prima e una volta si svegliò,
dopo una lunghissima notte senza inizio, si stiracchiò, battè due o
tre volte la lingua sul palato e sentì di aver bisogno di un caffè.
Siccome era buio, per prima cosa fece il sole e una gran luce si
sparse sul niente, si guardò intorno e non vide nemmeno un bar poi
disse: "dìobono, come faccio a prendere il caffè se non l'ho
ancora inventato?" Pensò un attimo, alzò gli occhi in aria,
riflessivo e intorno al sole ci mise un pò di palle a girare. Con
tutto questo giramento di palle ne scelse una: lì poteva mettere le
piante di caffè. Così si armò di pennello e colori, che gli avevano
regalato per Natale, e cominciò a stendere mari, montagne e foreste.
Lavorò sodo, ma fece proprio un bel lavoro. Si allontanò un attimo,
contemplò soddisfatto, come tutti i pittori, si affrettò a dare
l'ultimo tocco, la pennellata dell'artista. Il pennello era pieno di
colori, lo alzò e si affrettò a vedere dove poteva mettere il
suggello al suo capolavoro. Era mancino e, come tutti i mancini, dette
la pennellata da destra a sinistra, cominciò all'incirca al centro di
quella terra a forma di stivale che gli era venuta tanto bene e finì
sul mare. L'ultimo colore si raggrumò proprio sulla costa formando
quelle colline che, oggi, all'incirca vanno da Montenero a
Castiglioncello. Era stanco, ma molto orgoglioso di quell'ultimo tocco
di pennello. Cominciò a far girare questa palla, che aveva dipinto,
sull'indice della sua mano per rimirare la sua opera da ogni parte e...si
accorse di aver troppo avvantaggiato quella porzione di terra che
aveva finito per ultima. Ci pensò su un attimo e disse: "per ora
ci metto il Paradiso Terrestre, perché è il posto più bello del
mondo, ci metto anche l'uomo e quando si moltiplicherà e comincerà a
disperdersi in qua e in là ci lascerò la peggio razza e così
rimetterò tutto in pari senza che nessuno, in nessuna parte del
mondo, si senta svantaggiato". Così disse. Adamo
ed Eva cominciarono così a calpestare questi luoghi e il famoso melo
era nell'orto del Falaschi che però non c'era ancora. Ma qui diventa
difficile risalire con precisione alle nostre origini perché Adamo ed
Eva, un uomo e una donna, ebbero due figli. Caino e Abele. Niente di
male solo che rimane difficile capire come da Caino e Abele, due
maschi, potesse derivare tutto il genere umano. Il gran Capo, come
creatore, era alle prime armi e non si intendeva ancora troppo di cose
di sesso così all'inizio con un maschio e una femmina ci indovinò,
ma poi...Tanto più che un giorno Caino fece fuori, per motivi
d'interesse, il fratello sotto il Poggio Pelato e rimase solo. La sola
ipotesi che si può fare è che, quando ci fu lo sciopero di un gruppo
di angeli e Dio li tramutò in diavoli, una qualche diavolessa
cascasse verso il Fortullino e Caino, che era un tipo sveglio, non si
lasciò sfuggire l'occasione. Ecco spiegato perché qui la gente è
assai particolare. La
gente di qui non devi cercare di capirla, ma solo ascoltarla perché
se ti dice una cosa e l'afferma con giuri e spergiuri, un momento dopo
ti dice il contrario se, per caso, gli hai dato ragione. La gente di
qui ama la polemica, è di continuo all'opposizione, anche con sé
stessa. La gente di qui ha idee proprie, ma soprattutto ha idee che
sono il contrario di quelle degli altri. E principalmente ti prende in
giro. Le cose le racconta per immagini e per iperboli, spesso
raccontandole al contrario. Bisogna soprattutto stare attenti al tono
della voce, ma questo è un esercizio assai difficoltoso per qualcuno
che viene da fuori e difficile da comprendere. Il vecchio
castiglioncellese è bugiardo per natura, ma non perché racconta cose
false, semplicemente romanza la realtà e la modifica. È abile
adulatore, pronto versificatore, amabile dicitore, dedito a Bacco e
Venere, sempre pronto a pentirsi, perché sempre pronto a peccare. Ma
la gente di qui non ti prende mai in giro per cattiveria, lo fa solo
per il gusto della risata o dello scherzo perché in nessun'altra
parte al mondo, all'infuori di qui, trovi gente che sa prendere in
giro anche sé stessa. Se vuoi ottenere qualcosa da un
castiglioncellese non devi dare ordini perché non otterrai mai nulla,
lui è bastian contrario per natura, ordinagli di non pisciare
controvento, lui se la farà addosso, ma andrà sulla punta a farla
contro il libeccio più violento. A uno di qui non devi prendere le
cose con la prepotenza perché ti farai un nemico per la vita,
chiedigliele per favore, ma senza tante moine che è gente rude e
ruvida, e non avrai problemi ad ottenere; nonostante le apparenze la
gente di qui è generosa. E guai a farli trovare di fronte al fatto
compiuto, potrebbe anche essere a loro grande vantaggio, ma
butterebbero via anche il biglietto della lotteria che ha vinto il
primo premio. Altra
cosa a cui non fare assolutamente caso è la bestemmia. La gente qui
bestemmia e tira dei sagrati che son dei capolavori di creatività e
di fantasia e, magari, smette anche di andare in chiesa, ma mai perché
non crede in Dio, in Dio ci crede, eccome. Solo che la bestemmia serve
per dar più forza a un'idea, a dare più enfasi a un concetto che
altrimenti apparirebbe piatto e scialbo, per dargli più colore e più
sapore. Ma sopra ogni altra cosa la bestemmia serve a far dispetto a
chi in chiesa ci va e magari a far dispetto al papa e a Dio stesso.
Perché un altro concetto da sviluppare è proprio quello del
dispetto: pur di fare un dispetto a qualcun altro, specialmente a un
vicino, chiunque qui è disposto a rimetterci di tasca propria. C'è
assai gente che in chiesa non ci va, ma quando viene il momento di
presentarsi all'esame finale chiama di corsa il prete e studia
l'orazioni. Non si sa però se lo fa per far dispetto alla chiesa
stessa: non avranno la soddisfazione di dire che è morto un ateo e
loro, confessandosi, faranno morire un cristiano. Oppure, alla fine,
un qualche dubbio viene fuori: meglio confessarsi, se di là non c'è
niente tutto rimane com'è, ma nel caso in cui ci sia qualcosa...non
si sa mai! E
poi bisogna stare attenti: oggi si cerca di cambiare l'andamento
naturale delle cose usando sempre nuove tecnologie e marchingegni e c'è
gente che prova a mettersi al posto dell'Altissimo, ma se a quello, al
Padreterno, un giorno gli giran perdavvero e si arrabbia, con uno
starnuto, rimette tutto al punto di partenza! A Castiglioncello qualsiasi cosa tu veda o tu senta non deve destar meraviglia anche se è la più strana o fantasiosa realtà immaginata che ti sia capitato di incontrare: a Castiglioncello il surreale è la realtà quotidiana. Le persone di qui immaginano che ci siano anche altri mari, ma questo, tra Crepatura, Chioma e il Fanale, lo trovano unico e ogni giorno devono andare a guardarlo perché è amore e umore. Anch'io ogni volta che arrivo, il tempo stretto di un saluto e poi dico: "vado a vedere il mare", ce ne sarà anche qualche altro di mare, ma comunque allunghi lo sguardo, là, al Fanale, si ferma! Fissando il mare il castiglioncellese fissa il suo orizzonte preferito, i suoi sogni, soprattutto quelli di ieri, anche le cose più difficili non sembrano più tali. Specialmente quando il sole tramonta sulla punta e il cielo si colora di rosso aranciato con sfumature di violetto e le nuvole si accalcano a strisce sopra l'orizzonte. Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona |
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SUVERETO (LI), Forni La «fabbrica dei fulmini» Impianto
sperimentale "1000 kV» ENEL Località Forni 57 57028 Suvereto (LI) Ente Nazionale per l'Energia Elettrica, lo-L^J calila Forni 55, 57028 Suvereto (LI). Tei. 0565/220600-845002. Informazioni: Ente Nazionale per l'Energia Elettrica, via G. B. Martini 3, 00198 Roma. Tel. 06/85091. Dove si trova: Dalla statale 1 (via Aurelia), all'altezza di Venturina, si devia sulla statale 398 (via Val di Cornia) e in 9 km si giunge a Suvereto. Una strada verso sud-est porta in circa 4 km all'Impianto, situato - in località Forni - presso l'argine del fiume Cornia e facilmente individuabile per le grandi linee elettriche aeree che vi convergono; si può anche raggiungere dall'altro lato, dalla frazione San Lorenzo. Le installazioni sono visibili dall'esterno; la visita richiede una speciale autorizzazione dell'ente proprietario. Storia e situazione: Fin dai passati anni '70, l'ENEL ha avviato un complesso progetto di studio - teorico e sperimentale - per valutare la possibilità di costruire future linee di trasporto dell'energia elettrica - su traliccio o in cavo - all'altissima tensione di oltre un milione di Volt. Il «Progetto 1000 kV» prevedeva la realizzazione di numerose installazioni scientitico-tecniche per lo studio dei peculiari fenomeni fisici e per il collaudo di apparecchiature e materiali. Il principale impianto di prova venne costruito presso Suvereto, dove già esisteva un importante nodo della rete elettrica a 380 kV (la massima tensione di trasporto attualmente in uso), l'impianto è dotato di numerose e complesse attrezzature, in grado di generare molti milioni di Volt; la gente del posto lo chiama «la fabbrica dei fulmini». La cosa notevole: L'intensa attività di studio ha permesso di raccogliere una grande quantità di dati di notevole interesse. L'elettricità, quando viene prodotta ad altissime tensioni - specialmente se a regimi impulsivi o ad alta frequenza - presenta una vasta gamma di comportamenti ed effetti insoliti, in qualche modo avvicinabili agli strani fenomeni naturali dei fulmini. Osservazioni
e note: A questo proposito non si può non accennare all'opera
pionieristica di Nikola Tesla (1856-1943), fisico e ingegnere
statunitense di origine croata. Tesla fu un vero genio
dell'elettrotecnica; a lui si devono una quantità incredibile di
studi e innovazioni che stanno alla base degli attuali sistemi
elettrici. Sono particolarmente interessanti i suoi esperimenti sulle
altissime tensioni e frequenze (trasformatore di Tesla), sulla
trasmissione concentrata di energia, sulle oscillazioni elettriche
lente. Tesla, deluso dalla società del suo tempo, trascorse gli
ultimi anni della vita occupato in misteriose ricerche
tecnico-scientifiche, che sono tuttora motivo di speculazione. VAGLIA (FI), Pratolino Il giardino incantato Villa
Demidoff Via
Fiorentina 6 50036
Pratolino di Vaglia (FI) Tel. 055/409051-409427 Informazioni:
Provincia di Firenze - (Villa Demidoff), Palazzo Medici-Riccardi - via
Cavour 1, 50129 Firenze. Tel. 055/2760538 (ufficio gestione Villa
Demidoff). Municipio,
via Bolognese 52, 50030 Vaglia (FI). Tel. 055/407837. Dove
si trova: La località è situata lungo la statale 65 (della
Futa). Autostrade e stazione FS a Firenze (12 km). La Villa è gestita
dalla Provincia di Firenze. Visita: da maggio a settembre: giovedì,
venerdì, sabato, domenica, 10-20. Storia
e situazione: La
località di villeggiatura è nota soprattutto per il vastissimo parco
della Villa Demidoff,
già Pratolino. La grande tenuta fu acquistata da Francesco I de'
Medici, il quale ne fece uno splendido e fiabesco soggiorno per Bianca
Cappello. I lavori furono affidati a Bernardo Buontalenti (1569-81);
la Villa aveva al pianterreno un complesso di grotte artificiali, con
automi e giochi d'acqua, e anche il parco era pieno di fantastiche
trovate. Lasciata in abbandono, il granduca Ferdinando III di Lorena
fece demolire la villa (1814) e trasformò il giardino in un parco
all'inglese. Nell'Ottocento fu acquistata dal principe Paolo Demidoff,
che ripristinò il parco, restaurò quanto rimaneva e trasformò il
superstite edificio della Paggeria in abitazione. La
cosa notevole: Delle meraviglie originarie rimasero pochi
elementi. A specchio di un laghetto, esiste ancora una colossale
statua accovacciata di vecchio, alta 30 m, eseguita dalla scuola del
Giambologna, che rappresenta l'Appennino; nella testa è
ricavata una stanzetta, che prende luce dagli occhi. È rimasta anche
una scalea (ad ampi scalini) con la fontana del dio Pan, e una bella
cappella, a pianta centrale con cupola. Osservazioni e note: Nel giardino, il Buontalenti realizzò alcune «grotte mistiche», nelle quali profuse la propria competenza esoterica. Un cronista del tempo le definisce luoghi di «antiche sacralità», dove si verificavano sorprendenti effetti acustici «che potevano sembrare parole sussurrate, o preghiere, o sospiri di anime afflitte». Queste grotte vennero esaltate anche dal principe Anhalt nella sua Descrizione di Firenze (1588). Dal volume "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" di Umberto Cordier, Edizioni Piemme. Cordier si occupa di didattica dell'elettronica e dell'informatica, ma si dedica allo studio delle tradizioni e del folklore italiano con i suoi fenomeni collaterali definiti di solito "inesplicabili". Nella prossima NL continueremo il nostro giro nella regione |
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LOCUZIONI E DETTI CELEBRI: Ultima ratio regum (Ultimo argomento dei re) Motto che Luigi XIV fece fondere sugli affusti dei cannoni nel 1650. |
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La barzelletta (vera) di chiusura... Ne
siamo certi, il 2004 sarà un anno eccezionale... |
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Cosa bolle in pentola ? Centinaia di immagini nelle nuove "Gallerie foto da libri" e nuove opere da scaricare. Grazie per averci seguito fino qui, Per questa volta è tutto, Riceverete il prossimo numero il 10/Gennaio/2004 |
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