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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 16 del 10 - luglio - 2003 |
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Benvenuto ai nuovi iscritti Nella sezione PRO & CONTRO del sito trovate le foto della nuova scalinata di accesso al lungomare da via Demi (parco Uzielli)con le prime impressioni. E'stata inaugurata prima di essere completata, speriamo non segua le sorti di altri lavori "infiniti". I Macchiaioli al Castello Pasquini di Castiglioncello.
«Silvestro Lega. Da Bellariva al Gabbro», 60 opere.
Apertura al pubblico: da domenica 20 luglio al 19 ottobre.
La Newsletter del Lungomare ritorna il 1° settembre |
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1914/1917- La lunga storia del nome "Rosignano Solvay" dalle delibere dell'epoca. ***** Adunanza 8 Giugno 1914 Località
dello stabilimento Solvay - Denominazione in "Rosignano Nuovo". Il Presidente accenna all'incremento edilizio che prende la località oggi denominata Nuovo Paese, e nota la necessità di imporle un nome,conveniente essendo privo di senso quello attuale. Constatata
la opportunità del nome di "Rosignano" perché così avrà nome
la nuova stazione ferroviaria ed oscilla tra "Rosignano a Mare" e
"Rosignano Nuovo". Il
Consigliere Pretoni osserva che "Rosignano a Mare" si
confonderebbe facilmente con "Rosignano Marittimo" che è il nome
del capoluogo del Comune. Il
Consigliere Macchi crede poi che non si possa variare il nome secolare del
Capoluogo. Si associa perciò nella seconda proposta del Presidente, e
nessun altro domanda la parola egli mette in votazione che le località oggi
chiamate "Mondiglio, Monte alla Rena, Paese Nuovo e Lillatro" dove
sorge lo stabilimento della Ditta Solvay, ed hanno avuto principio
costruzioni edilizie private, si denominino "Rosignano Nuovo". Tale
proposta, per alzata e seduta, risulta approvata con voti 10 favorevoli,
nessun contrario. ***** Adunanza 15 Giugno 1914 Località
dello stabilimento Solvay - Variazione del nome da "Rosignano Nuovo"
a Rosignano. I1
Presidente comunica che il Direttore della Ditta Solvay è rimasto spiacente
che il Consiglio Comunale abbia imposto il nome di Rosignano Nuovo alla
località dove sorge lo stabilimento avendo la Ditta stessa già provveduto
a porre il nome di ROSIGNANO semplicemente sia alla stazione ferroviaria che
alla fabbrica ed annessi. Aggiunge che il nuovo nome può essere accolto
anche dal Consiglio non andando esso contro il desiderio della popolazione e
distinguendosi dal Capoluogo che ha l'aggiunta di "Marittimo". Nessuno
ha obiezioni da fare ed il Presidente propone che il Consiglio revocando la
propria deliberazione 8 giugno corrente stabilisca che le località chiamate
Mondiglio, Monte alla Rena, Paese Nuovo e
Lillatro si denominino "Rosignano".
Nessuno domandando la parola il Presidente mette ai voti la sua
proposta che per alzata di mano resulta approvata alla unanimità dai 10
presenti. Dopo il Presidente ricorda le benemerenze acquistate dalla Ditta Solvay, che ha apportato un notevole incremento economico nella classe operaia, ha dato la stazione ferroviaria da tempo agognata (invano), si è impegnata a costruire a sue spese buon tratto della nuova strada carrozzabile esistente e creando un nuovo nucleo di popolazione accrescerà l'importanza del Comune e gioverà al benessere generale, propone che il Consiglio, prossimo a scadere di carica, inquantochè sarà una delle sue ultime sedute, esprima un voto di ringraziamento alla Ditta stessa. I Consiglieri Petrucci e Macchi si associano al Presidente. Nessun
altro prendendo la parola il Presidente mette ai voti la sua proposta che
per alzata e seduta viene approvata all'unanimità. ***** Adunanza
4 Ottobre
1914 IL
PRESIDENTE a nome della Giunta, propone. Considerato che nel Comune si sta costruendo un grandioso stabilimento industriale per la fabbricazione "della soda col Sistema Solvay. Ritenuto che tale costruzione abbia apportato inestimabili benefici dando lavoro ad alcune centinaia di operai; Ritenendo che, ultimata la fabbrica, gli operai verranno assunti stabilmente in modo che aumenterà il benessere di buona parte della popolazione e si accresceranno le entrate del Comune il quale potrà così svolgere con maggiore efficacia l'opera sua; Atteso che tutto ciò è sorto e ha avuto origine dalla mente superiore di Ernesto Solvay preclara figura di scienziato e filantropo; Considerato che debbasi onorare nell'uomo il suo operato altamente civile e benefico; A nome dell'intera popolazione riconoscente delibera di
conferirgli la cittadinanza onoraria di Rosignano Marittimo. Alcuni consiglieri dichiarano di associarsi pienamente alla proposta e nessun altro domandando la parola il Presidente mette ai voti la deliberazione suddetta, che per alzata e seduta viene approvata alla unanimità.
***** Adunanza
20
agosto 1917 Località
Stabilimento Solvay Il
Presidente a nome della Giunta, prepone
Veduta
la propria deliberazione 8 giugno 1914 con cui si nominava "Rosignano
Nuovo" la località ove sorge lo stabilimento Solvay; Veduta la
dichiarazione del 15 giugno stesso "che cambiava tal nome in quello di
Rosignano: Considerato
che questa denominazione non ha avuto fortuna, non essendo essa entrata
nell'uso comune, e ciò per la facilissima confusione che avviene col
capoluogo, il quale per abbreviazione si chiama anch'esso
"Rosignano"; Veduto
che anche la Direzione Provinciale delle RR.poste ha constatato molti
disguidi tra l'Ufficio del Capoluogo e quello istituito accanto allo
Stabilimento Solvay, come risulta dalla lettera officiale 8 maggio p. p. n.
21940; Ritenuto
che necessita nuovamente tornare sulle deliberazioni prese, e convenendo
lasciare la radice "Rosignano" sia opportuno ricorrere ad un
nome composto; aggiungendovi cioè il nome dello stabilimento che da vita
alla località medesima, delibera Di
chiamare il luogo dove sorge lo stabilimento Solvay col nome di ROSIGNANO-SOLVAY,
facendo pratiche affinchè così s'intitolino l'Ufficio Postale e la
Stazione Ferroviaria, Nessuno domanda la parola, il deliberato che sopra, viene posto ai voti dal Presidente, e risulta approvato con 13 voti favorevoli, nessuno contrario resi per alzato di mano.
Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona |
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ORBETELLO (GR), Ansedonia - L'antichissima città e i riti di fondazione Cosa Museo
Archeologico di Cosa, frazione Ansedonia, 58016 Orbetello Stazione (GR) Tel
0564/881421
Dove
si trova: dalla statale 1 (via Aurelia), all'altezza del Monte
Argentario, si devia verso la costa seguendo le indicazioni per Ansedonia
e per la zona archeologica Stazione FS locale ad Ansedonia. L'Antiquarium
presso gli scavi è visitabile con orario: feriali, 9-14, festivi, 9-13,
chiuso il lunedì Storia
e situazione: Insediamento
di origini antichissime, in epoca romana Cosa fu uno dei centri
commerciali più floridi del Mediterraneo. Decaduto nel Medioevo per le
devastazioni barbariche, l' abitato si spostò ad Ansedonia, anche questo
poi distrutto nel 1330, dai senesi. Importanti scavi archeologici condotti
dall'Accademia Americana di Roma negli anni 1947- 72 hanno restituito
alcune strutture e molti reperti, raccolti nell'attuale Antiquarium. Destano
meraviglia le mura ciclopiche di cui restano tratti, e soprattutto la
Porta Romana, la meglio conservata, costruita a massi poligonali, vi si
notano i solchi verticali relativi a una sorprendente chiusura a
saracinesche. Nel punto più elevato del poggio sorgeva l' Acropoli,
dall'estrema punta sud ovest, dietro il tempio, si può godere uno
spettacolare panorama. Il
fatto insolito:
La studiosa Vittoria Guglielmi riferisce che durante gli scavi venne
scoperto (e poi ricoperto) al centro della pavimentazione del tempio (il
Capitolium, nel punto più alto sull'acropoli) un grande e profondo foro
nella roccia, la cui forma a rombo riproduce il contorno delle mura della
citta antica. Si tratta probabilmente di un interessante traccia dei riti
di fondazione consacrando il sito agli dei si gettavano nella buca offerte
simboliche, e la cavità stessa aveva valore di «seme» dell'intero
insediamento. Qualcosa di simile all'attuale «posa della prima pietra». ORBETELLO (GR), Ansedonia - II «Bagno della Regina», dimora del Mistero Bagno
della Regina Dove si trova: dalla statale 1 (via Aurelia), all'altezza del del Monte Argentano, si devia verso la costa seguendo le indicazioni per Ansedonia. Subito a sud della Laguna di Orbetello, presso un piccolo promontorio sul mare, l'attuale abitato di Ansedonia sorge sulle rovine di Cosa, importante centro prima etrusco e poi romano di origini antichissime, come stanno a testimoniare i resti delle mura poligonali. Storia
e situazione:
Nell'ansa meridionale del promontorio si apriva l'antico porto di Cosa,
oggi interrato. Qui, da uno spiazzo ottenuto mediante il taglio della
roccia per un'altezza di 15-20 metri, ha inizio la cosiddetta Tagliata
Etrusca, un'opera assai considerevole di ingegneria romana, che collega il
mare al lago di Burano, situato più avanti lungo la costa, il canale,
lungo circa 7 km, aveva lo scopo di garantire, attraverso un provvido
meccanismo, il flusso e riflusso delle acque per evitare l'insabbiamento
del porto. La
cosa notevole: A lato della Tagliata - che già desta meraviglia per
l'antica genialità - esiste qualcosa di ancora più strano veramente
affascinante. Così ne scrive la guida regionale del T.C.I. «Sulla destra
dello spiazzo, a lato del canale, si vede l'imboccatura del Bagno o Spacco
della Regina, lunga e profonda spaccatura naturale con adattamenti
artificiali, altamente suggestiva. Anch'essa
era un tempo comunicante col mare per mezzo di due cunicoli, che ora sono
completamente ostruiti. La funzione di questo straordinario impianto oggi
non appare chiara» Osservazioni
e note: L'affascinante struttura è descritta da Luciano Zeppegno come
uno dei luoghi più intensamente misteriosi d'Italia, intendendo per
mistero non soltanto una sfida per la nostra comprensione, ma anche e
soprattutto un intimo, inesprimibile sentimento che valica le barriere
della percezione «Non sono assolutamente accertati lo scopo, il
significato, la destinazione dello straordinario scavo si e pensato a un
tempio etrusco, a un sotterraneo destinato a ospitare i massimi tesori
della lucumonia [il governo dei sacerdoti lucumoni], a un tempio cabirico,
a un tophet dove si svolgevano sacrifici rituali di vittime umane, a un
nascondiglio e deposito di mercanti fenici. Certamente si tratta di una
cavità naturale sistemata e regolarizzata con un lavoro incredibile e
faticosissimo per adattarla ad un qualche uso, sicuramente non comune.
Resta il fascino indicibile del luogo. Nella grande parete di roccia
precipite, varcato il canale della Tagliata Etrusca, si apre, a malapena
visibile, una screpolatura nella pietra, che lascia appena il passo a una
persona. Varcato quasi a stento l'oscuro corridoio, si entra in un vano
simile a un'enorme cupola ricavata nella roccia, aperta al sommo da una
specie di lucernario semicoperto e nascosto dalle chiome di alti alberi,
che lasciano filtrare una luce strana. In fondo a quest' ambiente si entra
in un secondo e più malagevole cunicolo, finchè si sbocca in una nuova
grotta a forma di campana, mirabilmente regolata e sistemata con un lavoro
di scalpello e favolosamente illuminata dall'alto. Un terzo cunicolo tra i
massi, breve, ma tortuoso e difficile da seguire, ci porta infine in un
terzo ambiente, certamente il cuore del Santuario e del Tempio - se di
santuario o di tempio si tratta -, il più regolare, per la sua pianta
ellittica, il più ristretto e il più misteriosamente illuminato, sempre
dalla luce filtrante dall'alto. Qui il silenzio è profondissimo e
l'atmosfera più che mai irreale .I grandi macigni caduti nel mezzo della
grotta hanno fatto pensare a un altare di culti imprecisat. II nome di
"Bagno" o "Spacco della Regina" è relativo alla
leggenda secondo la quale una misteriosa regina etrusca avrebbe utilizzato
questo luogo per prendere i suoi bagni lontano da occhi indiscreti o per
nascondervi i suoi tesori, finora non ritrovati ma, si noti bene, è
probabile che la grotta continui ancora con un quarto cunicolo al di la di
un macigno, ed è tutt'altro che da escludere, quindi, l'esistenza di
tesori nascosti» Altre notizie: Tutta la zona di Ansedonia e di Orbetello, e il bellissimo Monte Argentario con Porto Santo Stefano, costituiscono una fra le zone più suggestive d'Italia. Proprio qui, il singolare studioso Cattoi collocava una delle culle della civiltà. Nella prossima NL continueremo il nostro giro nella regione |
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Dato che la lingua italiana risulta essere la quarta più studiata al mondo, vogliamo aggiungere una brevissima rubrica, abbastanza insolita tratta dal volume di Mauro Magni (1994) "4000 errori d'italiano" allo scopo, se possibile, di contribuire a ridurre i troppi "barbarismi" e tanti inutili "esterismi" in circolazione: ASSISE: Si badi che è plurale femminile: le assise (= assemblea di giudici che "siedono" per giudicare). Si dice e si scrive Corte d'assise. A TAMBURO BATTENTE: francesismo da evitare. Meglio dire: sul tamburo (allusione all'usanza in guerra di usare il tamburo come tavolino). Ancora meglio le forme italianissime: su due piedi, lì per lì, in quattro e quattr'otto, detto fatto, in fretta e furia. AUDIOLESO fa parte dei neologismi diffusisi con la mania degli eufemismi come se dire "sordo, semisordo" fosse un'offesa. Sulla stessa linea "motuleso, videoleso, cerebroleso ed altri. |
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La barzelletta di chiusura...abbassa il livello di stress :
Spiaggia di Ostia. Mentre un bagnante romano sta "inforchettando"
un piatto di bucatini alla Amatriciana, si avvicina un barbone che
comincia a guardarlo con lo sguardo desideroso... dopo un po' il romano
chiede: |
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Per leggere i testi delle precedenti newsletter clicca qui |
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http://calademedici.altervista.org Il sito del porto turistico locale per consentirti di farti conoscere. |
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Cosa bolle in pentola ?? Fermata estiva d'obbligo. Grazie per averci seguito fino ad oggi, Per questa volta è tutto, al Riceverete il prossimo numero il 1/settembre /03 |
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