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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 14 del 1 - luglio - 2003 |
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Dalla "Monografia storica di Rosignano Marittimo"1925 Castelnuovo Castelnuovo prende il nome dall'
antico «Castrum Camajani »
dei romani, essendo ai tempi di Roma imperiale un luogo militare, una piazza
forte di qualche importanza. Sulle rovine dell' antico « Castrum », e
intorno ad esse sorse pian piano un nuovo paese, che perciò prese il nome
di nuovo « castrum », o Castelnuovo. Siccome,
poi vi ebbe vasti possessi la pia Casa di Misericordia di Pisa, donati dai
conti Della Gherardesca, così a Castelnuovo fu aggiunta la definizione «della
Misericordia »,
per distinguerlo da tanti altri paesi dello stesso nome. La Pia Casa della
Misericordia è tuttora riconosciuta come «domino diretto» di tanti
terreni concessi a livello. Camajano
è ricordato per la prima volta in un documento livellare dell' 857, cioè
di 1068 anni fa. Però
alcuni cippi sepolcrali in marmo, già da tempo scoperti nel luogo occupato
dal castello, stanno a testimoniare della presenza degli etruschi in questi
siti. Nel
1040 in Camajano fu rogato un atto col quale Sismondo di Cunitto ed altri
nobili pisani venderono villa e terreni presso il castello di Vada. Nel
1126 l' arcivescovo di Pisa, Uberto dei Lanfranchi, donò al capitolo della
Primaziale pisana la sua parte di proprietario del castello di Camajano e di
quello di Popogna. In un testamento Guido da Fasciano del fu Ranuccio
dichiara che i suoi beni, se morirà senza eredi, vadano a favore dello
spedale di S. Lorenzo di Stagno. Fra questi beni sono ricordati quelli di
Colle e di Castelvecchio in Faldo. Il testamento è del 28 Maggio 1182. In
Castelnuovo furono scoperti in varie epoche cippi, inscrizioni sepolcrali
dei tempi romani colonnette miliari, ecc. Sul
botro di Rialdo vi sono ancora dolle rovine dette « La
Pievaccia » che si riferiscono all’antica S. Giovanni, mentre l' attuale
chiesa parrocchiale è dedicata a S. Stefano e fu eretta negli anni 1638-1642
e restaurata nel 1842. Castelnuovo,
prima del 1776 faceva Comune a se; con la legge del 27 Giugno 1776 sul nuovo
regolamento comunitativo il Comune di Castelnuovo, che in tempo assai
anteriore dicevasi Comune di Colle, fu aggregato a
quello di Rosignano ed anzi, in base alla citata legge, essendosi
dovuto eleggere il primo Gonfaloniere la sorte favorì una abitante di
Castelnuovo, nella persona di Giuseppa di Domenico Cantalupi, la quale, per
l' esercizio delle sue funzioni, fece mandato di procura a Don Marco
Salvetti di Rosignano. Con
la legge del 1776 le donne potevano eleggere ed essere elette.
Successivamente il Comune di Rosignano ebbe a Capi due abitanti di
Castelnuovo il Sig. Francesco Lobin, gonfaloniere nel 1842, e il Sig.
Giuseppe Comparini Sindaco nel 1909. Il
30 Settembre 1786 fu istituita la condotta medico-chirurgica in Castelnuovo
e primo medico fu il Dott. Leopoldo Benci di Castelnuovo. Nel 1787 Castelnuovo ebbe il primo
maestro di scuola. Il
16 Aprile 1796 fu pubblicato l' editto per la costruzione della cisterna su
terreno dei nobili Bernardi, costruzione compiuta da Iacopo Geri, capo
maestro muratore, essendo direttore dei lavori l' Ing. Giovanni Andreini. La
cisterna costò scudi 860 e la sua capacità è di 6.000 barili. Si
ricorda che nel 1837 certo Pardini Cosimo possidente di Castelnuovo, fu, a
termini della legge allora vigente, esonerato privilegiatamente dalle
imposte perchè padre di 12 figli viventi. Nel
1848 fu istituito il procaccia tra Rosignano e Castelnuovo con tre gite alla
settimana. Nel
1866 fu istituita a Castelnuovo la prima scuola femminile e nel 1868 fu
concretata la fiera, fissata per il Lunedì susseguente alla terza Domenica
di Ottobre. La
popolazione di Castelnuovo, laboriosissima e industriosa, per varie altre
caratteristiche etniche, sembra che rappresenti e sia la continuazione di
un' antica colonia, forse romana. *****
Gabbro
I1
Paese del Gabbro era conosciuto in
passato col nome di Castel di Gabio, o Ghabio, o Gabro, e prima si chiamava
Contrino, titolo in cui si distingueva la sua parrocchia di S. Michele,
quando era filiale della pieve di S. Giovanni a Camajano, situata come si e
detto prima, sul botro di Rialdo, in località ora nominata « La Pievaccia
». Nel
Monastero di S. Lorenzo alle Rivolte di Pisa trovasi una pergamena del 1203
che rammenta il Gabbro, il quale si chiama così perchè costruito sulla
roccia che porta geologicamente quel nome. Il
documento esistente nel predetto monastero, in data del 3 Aprile 1203,
riguarda la vendita fatta da Guido del fu Ghino a Leolo del fu Guiduccio ed
a Iacopo da Lari del fu Guerriscio della metà indivisa di due pezzi di
terra nella curia di Montemassimo, luogo detto
« Gabbro », documento rodato in Pisa da Bonagiunta del fu
Boncompagno. Un
altro documento del 15 Novembre 1204, esistente nello stesso convento di S.
Lorenzo, parla di un' altra vendita
fatta da Ugo del fu Cacciabote a Leolo del fu Guiduccio da Montemassimo di
un pezzo di terra vicina al castello di Montemassimo, luogo detto «Gabbro»;
documento rogato da Niccolò da S. Niccolò. Nel
1879 furono scoperti al Gabbro dei sepolcreti etrusco-romani e romani. Il
Gabbro, con altri paesi delle colline pisane, fu da Cosimo I de'Medici
(1547) esonerato per venti anni da tasse, perchè vi andassero ad abitare
famiglie, allo scopo di accrescere la coltivazione dei terreni. Il
Gabbro faceva prima Comune a se, poi fu frazione del Comune di Fauglia e di
Collesalvetti e, dal 1910 fa parte del Comune di Rosignano. *****
Nibbiaia
Nibbiaia è un paesello alto circa m.
300 sul mare, da cui dista in linea d' aria circa 3 chilometri e mezzo
offrendo un panorama stupendo. I1
nome del paese evidentemente deriva da
«nibbio » e sembra infatti che il paese fosse simboleggiato da un
albero, intorno al quale roteavano i noti uccelli di rapina di quel nome.
Nibbiaia non ha tradizioni di antichità. La sua chiesa, dedicata a S.
Giuseppe, venne eretta nella prima meta del secolo XIX°, forse verso il
1835. Il curato Don Giuseppe Caramelli istituì poco dopo il fonte
battesimale. I1
caseggiato è pure relativamente recente ed i terreni intorno erano e sono
tuttora in gran parte livellari della Pia Casa di Misericordia di Pisa. Il
paesello porta le denominazioni di «
Nibbiaia alta », di «Solitone, che è il centro, e di « Sasso grosso». La
strada che da Castelnuovo conduce a Nibbiaia fu accampionata nel 1795.
Posteriormente fu costruita quella detta del « Vajolo» , che congiunge
Nibbiaia con la strada del Littorale. Nel
1822 gli abitanti fecero domanda al Comune di Rosignano di una pubblica
fonte, domanda che il Comune accolse e la esecuzione della fonte fu
deliberata il 18 Settembre 1823. Nel
1827 il Comune provvide ad una prima restaurazione della fonte che nel corso
di un secolo, subì varie modificazioni e vicende. Nel
1843 fu istituita la condotta medico-chirurgica per Castelnuovo e Nibbiaia,
e nel 1840 fu istituito a Nibbiaia un posto di maestro di scuola elementare. La famiglia Menicanti di Livorno, che possiede molti beni a Nibbiaia, vi costruì a proprie speso nel 1907 un vasto fabbricato ad uso di scuole, in memoria di un giovane suo figlio scomparso dal mondo anzitempo, e dal quale le scuole presero il nome: «Ottorino Menicanti » Nei dintorni di Nibbiaia vi sono diverse sorgenti di acque minerali come quella di « Occhibolleri, » della «Padula e del «Debbione; acque che hanno proprietà terapeutiche e purgative. La monografia di Pietro Nencini del 1925 è scaricabile dalla pagina Download del sito nella versione completa e nei formati Word o PDF. Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona |
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FIRENZE «L'abominevole uomo del carbone» Museo
di Geologia e Paleontologia Via
Giorgio La Pira 4 - 50121 Firenze Tel. 055/2382711-2757536 Biblioteca
Istituto di Geomineralogia, via Giorgio
La Pira 4, 50121 Firenze Tel. 055/27571 (con schedario per regioni e
argomenti)
Dove
si trova:a nord-est del centro storico, accanto
all'Università. Visita
lunedì, 14-18, da martedì a sabato, 9-13, domenica, 9 30-12 30, chiuso
dal 13 al 17 agosto Storia
e situazione: il museo,
che risale alle raccolte di Cosimo I, accresciute dai Medici, dai Lorena e
soprattutto dopo il 1860, comprende oggi le più ricche collezioni
paleontologiche e geologiche d'Italia. Il fatto insolito: vi si conserva un reperto particolarmente prezioso e controverso, l'importante scoperta venne così riferita dalla rivista scientifica internazionale «Science» «La mattina del 2 agosto 1958 un presumibile scheletro completo di ciò che è apparentemente un Oreopithecus Bambolii, fu scoperto da un minatore di una cava di carbone a Baccinello, Italia, circa 200 metri sotto la superficie. Tutti
i precedenti esemplari di Oreopithecus erano frammentari. Questo
ritrovamento quindi è particolarmente ragguardevole, e dal momento in cui
si è potuta procurare la testimonianza è necessario fissare
definitivamente la controversia circa la posizione tassonomica dell'Oreopithecus,
una faccenda di primaria importanza (vedi Science 23 agosto 1957). II
blocco di lignite contenente lo scheletro alla fine sarà studiato al
Museo di Storia Naturale di Basilea, Svizzera, da Johannes Hurzeler, che,
appoggiato dalla Fondazione Wenner-Gren per la Ricerca Antropologica della
Città di New York e da alcuni amici svizzeri, ha collezionato molti
reperti di Oreopithecus a Baccinello. Hurzeler fu a Baccinello all'epoca
di questa ultima scoperta e personalmente fu sovrintendente alla difficile
rimozione del fossile dalla miniera Osservazioni
e note: Fin
dal 1870 si erano trovati numerosi frammenti, soprattutto denti, di ciò
che venne chiamato Oreopiteco (dal greco oros, monte, e pithecos, scimmia)
del Monte Bamboli, ma lo scheletro completo rinvenuto nel 1958 poneva con
evidenza rilevanti problemi di classificazione. Questo scheletro, datato
circa dodici milioni di anni, mostra una curiosa mescolanza di
caratteristiche umane rivelate dal cranio, dalla dentatura e dalla
mandibola, e di caratteristiche scimmiesche degli arti che denotano una
chiara esistenza arboricola. La stranezza del reperto è cosi espressa da
Jean-Jacques Hublin "L'Oreopithecus Bambolii, estratto dalla miniera
di lignite del Monte Bamboli in Toscana, è uno dei Primati miocenici più
problematici. Questo animale, alto poco più di un metro, che abitava le
foreste europee 8 milioni di anni fa, è stato dapprima considerato un
cercopitecide, poi un membro un po' particolare della famiglia degli
Ominidi, attualmente si tende a isolarlo completamente, ma le sue affinità
restano sempre molto nebulose. Il
noto zoologo e studioso dell'insolito Ivan Sanderson si interessò a
questo remoto uomo-scimmia definendolo scherzosamente «l'abominevole uomo
del carbone». Una curiosità le Poste italiane hanno utilizzato un «annullo»
filatelico speciale, raffigurante l'Oreopithecus, in occasione della
mostra «Milioni di anni attraverso i fossili» tenutasi a Lucca dal 24
aprile al 19 maggio 1991 Un calco del prezioso reperto si può vedere presso il Museo di Arte e Storia della Miniera a Massa Marittima (GR), nella sala dedicata alla paleontologia. Altri interessanti resti dell'Oreopiteco sono stati scoperti recentemente in Sardegna, a Porto Torres. FIRENZE Girolamo Segato Museo
di Storia della Scienza Palazzo
Castellani - piazza dei Giudici 1- 50122 Firenze Tel. 055/293493-2398876 Istituto
di Storia della Scienza (presso il Museo)
Dove
si trova: Nel centro storico, presso gli Uffizi, sulla riva
dell'Arno Visita
a pagamento lunedì, mercoledì, venerdì, 9,30-13 e 14-17, martedì,
giovedì, sabato, 9,30-13, domenica e festivi, chiuso. Storia
e situazione: Il
museo, inaugurato nel 1930, raccoglie strumenti e oggetti scientifici
provenienti da antiche collezioni e da donazioni di privati. Nella sala
settima, su un tavolo a destra, vi sono interessanti esemplari di «anamorfa»,
specchi concavi che riportano alla normalità una sottostante immagine
deforme prodotta con tecnica appunto anamorfica. Nei
locali sotterranei è stato ricostruito un laboratorio di Alchimia Il
fatto insolito: Al
secondo piano del Museo si possono vedere - tra gli altri oggetti - alcuni
sconcertanti pezzi anatomici «pietrificati» con un procedimento rimasto
sconosciuto, molti altri sono purtroppo andati distrutti con l'alluvione
del 1966. Ne e autore Girolamo Segato, che nacque a Vedana di Belluno nel 1792 e morì
a Firenze nel 1836. Originale autodidatta, già nella giovinezza si
interessò di scienze naturali. Abile disegnatore e buon cartografo,
partecipò a una spedizione militare in Egitto, dove venne colto dalla
passione per l' archeologia, che poi coltivò durante altri viaggi e
spedizioni scientifiche. Ispirato dalle mummie egizie, tornato in Italia
volle sperimentare un metodo per la conservazione organica, ma i reperti
da lui ottenuti avevano un aspetto perfetto ed una consistenza lapidea,
tanto da venir chiamati «pietrificazioni». Amareggiato per alcune
incomprensioni non volle divulgare il suo segreto La
sua tomba si trova nel Chiostro di S. Croce, sormontata da un grande
medaglione mariano, sul sarcofago e scolpito un ritratto del Segato. L'invenzione
del Segato destò all'epoca notevole scalpore. Cosi Gioachino Belli la
illustrava per bocca d'un suo personaggio "Moje mia moje mia, che ha
riccontato / che ha riccontato er medico ar padrone! / Gnente meno ch'e
uscita un'invenzione / d'un certo sor Girolamo Segato, / ir quale sor
Girolamo ha pijato / tanti pezzi de carne de perzone, /e cìa fatto a
Belluno un tavolone/ tutto quanto de màrmero allustrato». II
«tavolone» a cui accenna il Belli e appunto il pezzo più famoso. E' una
tavola nel cui piano sono intarsiati 214 campioni anatomici umani, la più
parte patologici, che appaiono come marmi levigati e colorati. Altri
pezzi anatomici di Segato sono visibili a Belluno ed a Caserta.
Nella prossima NL vi offriremo un paio di divertenti raccontini napoletani |
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Dato che la lingua italiana risulta essere la quarta più studiata al mondo, vogliamo aggiungere una brevissima rubrica, abbastanza insolita tratta dal volume di Mauro Magni (1994) "4000 errori d'italiano" allo scopo, se possibile, di contribuire a ridurre i troppi "barbarismi" e tanti inutili "esterismi" in circolazione: AFFRANCARE: Va bene nel senso di: rendere libero, emancipare, (anche una lettera viene resa franca cioè libera da ogni altra tassa). Errato l'uso nel senso diffuso in alcune regioni, di render solido, rinforzare, come: affrancare la gamba del tavolo. AFICIONADO: espressione spagnola, sta per sostenitore, tifoso, ammiratore. Equivale all'anglofilo Supporter (un barbarismo vale l'altro). In italiano usate sostenitore, affezionato. AFTER-SHAVE è il nome americano di un prodotto nato in Italia "dopo barba". Non si giustifica alcuna necessita di uso (del nome straniero, non del prodotto). |
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La barzelletta di chiusura...abbassa il livello di stress :
Un'avvenente bionda si reca la sera sulla scogliera di Portofino e,
insodisfatta della vita decide di suicidarsi. |
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Cosa bolle in pentola ?? Fuochi al minimo, troppo caldo. Grazie per aver letto fin qui, Per questa volta è tutto, al prossimo numero del 10/07/03 |
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