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  FLASH STORICI SULLA NOSTRA ZONA DAGLI ETRUSCHI IN QUA

Dalla "Monografia storica di Rosignano Marittimo"1925

                                                                                  Castelnuovo

Castelnuovo prende il nome dall' antico «Castrum Camajani » dei romani, essendo ai tempi di Roma imperiale un luogo militare, una piazza forte di qualche importanza. Sulle rovine dell' antico « Castrum », e intorno ad esse sorse pian piano un nuovo paese, che perciò prese il nome di nuovo « castrum », o Castelnuovo.

Siccome, poi vi ebbe vasti possessi la pia Casa di Misericordia di Pisa, donati dai conti Della Gherardesca, così a Castelnuovo fu aggiunta la definizione «della Misericordia », per distinguerlo da tanti altri paesi dello stesso nome. La Pia Casa della Misericordia è tuttora riconosciuta come «domino diretto» di tanti terreni concessi a livello.

 Camajano è ricordato per la prima volta in un documento livellare dell' 857, cioè di 1068 anni fa.

Però alcuni cippi sepolcrali in marmo, già da tempo scoperti nel luogo occupato dal castello, stanno a testimoniare della presenza degli etruschi in questi siti.

Nel 1040 in Camajano fu rogato un atto col quale Sismondo di Cunitto ed altri nobili pisani venderono villa e terreni presso il castello di Vada.

Nel 1126 l' arcivescovo di Pisa, Uberto dei Lanfranchi, donò al capitolo della Primaziale pisana la sua parte di proprietario del castello di Camajano e di quello di Popogna.

In un testamento Guido da Fasciano del fu Ranuccio dichiara che i suoi beni, se morirà senza eredi, vadano a favore dello spedale di S. Lorenzo di Stagno. Fra questi beni sono ricordati quelli di Colle e di Castelvecchio in Faldo. Il testamento è del 28 Maggio 1182.

In Castelnuovo furono scoperti in varie epoche cippi, inscrizioni sepolcrali dei tempi romani colonnette miliari, ecc.

Sul botro di Rialdo vi sono ancora dolle rovine dette « La  Pievaccia » che si riferiscono all’antica S. Giovanni, mentre l' attuale chiesa parrocchiale è dedicata a S. Stefano e fu eretta negli anni 1638-1642 e restaurata nel 1842.

Castelnuovo, prima del 1776 faceva Comune a se; con la legge del 27 Giugno 1776 sul nuovo regolamento comunitativo il Comune di Castelnuovo, che in tempo assai anteriore dicevasi Comune di Colle, fu aggregato a  quello di Rosignano ed anzi, in base alla citata legge, essendosi dovuto eleggere il primo Gonfaloniere la sorte favorì una abitante di Castelnuovo, nella persona di Giuseppa di Domenico Cantalupi, la quale, per l' esercizio delle sue funzioni, fece mandato di procura a Don Marco Salvetti di Rosignano.

Con la legge del 1776 le donne potevano eleggere ed essere elette. Successivamente il Comune di Rosignano ebbe a Capi due abitanti di Castelnuovo il Sig. Francesco Lobin, gonfaloniere nel 1842, e il Sig. Giuseppe Comparini Sindaco nel 1909.

Il 30 Settembre 1786 fu istituita la condotta medico-chirurgica in Castelnuovo e primo medico fu il Dott. Leopoldo Benci di Castelnuovo.

Nel 1787 Castelnuovo ebbe il primo maestro di scuola.

Il 16 Aprile 1796 fu pubblicato l' editto per la costruzione della cisterna su terreno dei nobili Bernardi, costruzione compiuta da Iacopo Geri, capo maestro muratore, essendo direttore dei lavori l' Ing. Giovanni Andreini. La cisterna costò scudi 860 e la sua capacità è di 6.000 barili.

Si ricorda che nel 1837 certo Pardini Cosimo possidente di Castelnuovo, fu, a termini della legge allora vigente, esonerato privilegiatamente dalle imposte perchè padre di 12 figli viventi.

Nel 1848 fu istituito il procaccia tra Rosignano e Castelnuovo con tre gite alla settimana.

Nel 1866 fu istituita a Castelnuovo la prima scuola femminile e nel 1868 fu concretata la fiera, fissata per il Lunedì susseguente alla terza Domenica di Ottobre.

La popolazione di Castelnuovo, laboriosissima e industriosa, per varie altre caratteristiche etniche, sembra che rappresenti e sia la continuazione di un' antica colonia, forse romana.

*****

Gabbro

I1 Paese del Gabbro era conosciuto in passato col nome di Castel di Gabio, o Ghabio, o Gabro, e prima si chiamava Contrino, titolo in cui si distingueva la sua parrocchia di S. Michele, quando era filiale della pieve di S. Giovanni a Camajano, situata come si e detto prima, sul botro di Rialdo, in località ora nominata « La Pievaccia ».

Nel Monastero di S. Lorenzo alle Rivolte di Pisa trovasi una pergamena del 1203 che rammenta il Gabbro, il quale si chiama così perchè costruito sulla roccia che porta geologicamente quel nome.

Il documento esistente nel predetto monastero, in data del 3 Aprile 1203, riguarda la vendita fatta da Guido del fu Ghino a Leolo del fu Guiduccio ed a Iacopo da Lari del fu Guerriscio della metà indivisa di due pezzi di terra nella curia di Montemassimo, luogo detto  « Gabbro », documento rodato in Pisa da Bonagiunta del fu Boncompagno.

Un altro documento del 15 Novembre 1204, esistente nello stesso convento di S. Lorenzo, parla di un' altra vendita fatta da Ugo del fu Cacciabote a Leolo del fu Guiduccio da Montemassimo di un pezzo di terra vicina al castello di Montemassimo, luogo detto «Gabbro»; documento rogato da Niccolò da S. Niccolò.

Nel 1879 furono scoperti al Gabbro dei sepolcreti etrusco-romani e romani.

Il Gabbro, con altri paesi delle colline pisane, fu da Cosimo I de'Medici (1547) esonerato per venti anni da tasse, perchè vi andassero ad abitare famiglie, allo scopo di accrescere la coltivazione dei terreni.

Il Gabbro faceva prima Comune a se, poi fu frazione del Comune di Fauglia e di Collesalvetti e, dal 1910 fa parte del Comune di Rosignano.

*****

Nibbiaia

Nibbiaia è un paesello alto circa m. 300 sul mare, da cui dista in linea d' aria circa 3 chilometri e mezzo offrendo un panorama stupendo.

I1 nome del paese evidentemente deriva da  «nibbio » e sembra infatti che il paese fosse simboleggiato da un albero, intorno al quale roteavano i noti uccelli di rapina di quel nome. Nibbiaia non ha tradizioni di antichità. La sua chiesa, dedicata a S. Giuseppe, venne eretta nella prima meta del secolo XIX°, forse verso il 1835. Il curato Don Giuseppe Caramelli istituì poco dopo il fonte battesimale.

I1 caseggiato è pure relativamente recente ed i terreni intorno erano e sono tuttora in gran parte livellari della Pia Casa di Misericordia di Pisa.

Il paesello porta le denominazioni di « Nibbiaia alta », di «Solitone, che è il centro, e di « Sasso grosso».

La strada che da Castelnuovo conduce a Nibbiaia fu accampionata nel 1795. Posteriormente fu costruita quella detta del « Vajolo» , che congiunge Nibbiaia con la strada del Littorale.

Nel 1822 gli abitanti fecero domanda al Comune di Rosignano di una pubblica fonte, domanda che il Comune accolse e la esecuzione della fonte fu deliberata il 18 Settembre 1823.

Nel 1827 il Comune provvide ad una prima restaurazione della fonte che nel corso di un secolo, subì varie modificazioni e vicende.

Nel 1843 fu istituita la condotta medico-chirurgica per Castelnuovo e Nibbiaia, e nel 1840 fu istituito a Nibbiaia un posto di maestro di scuola elementare.

La famiglia Menicanti di Livorno, che possiede molti beni a Nibbiaia, vi costruì a proprie speso nel 1907 un vasto fabbricato ad uso di scuole, in memoria di un giovane suo figlio scomparso dal mondo anzitempo, e dal quale le scuole presero il nome: «Ottorino Menicanti » Nei dintorni di Nibbiaia vi sono diverse sorgenti di acque minerali come quella di « Occhibolleri, » della «Padula  e del «Debbione; acque che hanno proprietà terapeutiche e purgative.

La monografia di Pietro Nencini del 1925 è scaricabile dalla pagina Download del sito nella versione completa e nei formati Word o PDF.

Nella prossima NL racconteremo altri elementi legati alle vicende della nostra zona 

  GUIDA AI LUOGHI MISTERIOSI D'ITALIA

FIRENZE

«L'abominevole uomo del carbone» 

Museo di Geologia e Paleontologia

Via Giorgio La Pira 4 - 50121 Firenze Tel. 055/2382711-2757536

Biblioteca Istituto di Geomineralogia, via Giorgio La Pira 4, 50121 Firenze Tel. 055/27571 (con schedario per regioni e argomenti)

Dove si trova:a nord-est del centro storico, accanto all'Università.

Visita lunedì, 14-18, da martedì a sabato, 9-13, domenica, 9 30-12 30, chiuso dal 13 al 17 agosto

Storia e situazione: il museo, che risale alle raccolte di Cosimo I, accresciute dai Medici, dai Lorena e soprattutto dopo il 1860, comprende oggi le più ricche collezioni paleontologiche e geologiche d'Italia.

Il fatto insolito: vi si conserva un reperto particolarmente prezioso e controverso, l'importante scoperta venne così riferita dalla rivista scientifica internazionale «Science» «La mattina del 2 agosto 1958 un presumibile scheletro completo di ciò che è apparentemente un Oreopithecus Bambolii, fu scoperto da un minatore di una cava di carbone a Baccinello, Italia, circa 200 metri sotto la superficie.

Tutti i precedenti esemplari di Oreopithecus erano frammentari. Questo ritrovamento quindi è particolarmente ragguardevole, e dal momento in cui si è potuta procurare la testimonianza è necessario fissare definitivamente la controversia circa la posizione tassonomica dell'Oreopithecus, una faccenda di primaria importanza (vedi Science 23 agosto 1957).

II blocco di lignite contenente lo scheletro alla fine sarà studiato al Museo di Storia Naturale di Basilea, Svizzera, da Johannes Hurzeler, che, appoggiato dalla Fondazione Wenner-Gren per la Ricerca Antropologica della Città di New York e da alcuni amici svizzeri, ha collezionato molti reperti di Oreopithecus a Baccinello. Hurzeler fu a Baccinello all'epoca di questa ultima scoperta e personalmente fu sovrintendente alla difficile rimozione del fossile dalla miniera 

Osservazioni e note: Fin dal 1870 si erano trovati numerosi frammenti, soprattutto denti, di ciò che venne chiamato Oreopiteco (dal greco oros, monte, e pithecos, scimmia) del Monte Bamboli, ma lo scheletro completo rinvenuto nel 1958 poneva con evidenza rilevanti problemi di classificazione. Questo scheletro, datato circa dodici milioni di anni, mostra una curiosa mescolanza di caratteristiche umane rivelate dal cranio, dalla dentatura e dalla mandibola, e di caratteristiche scimmiesche degli arti che denotano una chiara esistenza arboricola. La stranezza del reperto è cosi espressa da Jean-Jacques Hublin "L'Oreopithecus Bambolii, estratto dalla miniera di lignite del Monte Bamboli in Toscana, è uno dei Primati miocenici più problematici. Questo animale, alto poco più di un metro, che abitava le foreste europee 8 milioni di anni fa, è stato dapprima considerato un cercopitecide, poi un membro un po' particolare della famiglia degli Ominidi, attualmente si tende a isolarlo completamente, ma le sue affinità restano sempre molto nebulose.

Il noto zoologo e studioso dell'insolito Ivan Sanderson si interessò a questo remoto uomo-scimmia definendolo scherzosamente «l'abominevole uomo del carbone». Una curiosità le Poste italiane hanno utilizzato un «annullo» filatelico speciale, raffigurante l'Oreopithecus, in occasione della mostra «Milioni di anni attraverso i fossili» tenutasi a Lucca dal 24 aprile al 19 maggio 1991

Un calco del prezioso reperto si può vedere presso il Museo di Arte e Storia della Miniera a Massa Marittima (GR), nella sala dedicata alla paleontologia. Altri interessanti resti dell'Oreopiteco sono stati scoperti recentemente in Sardegna, a Porto Torres.

FIRENZE

Girolamo Segato 

Museo di Storia della Scienza

Palazzo Castellani - piazza dei Giudici 1- 50122 Firenze Tel. 055/293493-2398876

Istituto di Storia della Scienza (presso il Museo)

Dove si trova: Nel centro storico, presso gli Uffizi, sulla riva dell'Arno

Visita a pagamento lunedì, mercoledì, venerdì, 9,30-13 e 14-17, martedì, giovedì, sabato, 9,30-13, domenica e festivi, chiuso.

Storia e situazione: Il museo, inaugurato nel 1930, raccoglie strumenti e oggetti scientifici provenienti da antiche collezioni e da donazioni di privati. Nella sala settima, su un tavolo a destra, vi sono interessanti esemplari di «anamorfa», specchi concavi che riportano alla normalità una sottostante immagine deforme prodotta con tecnica appunto anamorfica. Nei locali sotterranei è stato ricostruito un laboratorio di Alchimia

Il fatto insolito: Al secondo piano del Museo si possono vedere - tra gli altri oggetti - alcuni sconcertanti pezzi anatomici «pietrificati» con un procedimento rimasto sconosciuto, molti altri sono purtroppo andati distrutti con l'alluvione del 1966.

Ne e autore Girolamo Segato, che nacque a Vedana di Belluno nel 1792 e morì a Firenze nel 1836. Originale autodidatta, già nella giovinezza si interessò di scienze naturali. Abile disegnatore e buon cartografo, partecipò a una spedizione militare in Egitto, dove venne colto dalla passione per l' archeologia, che poi coltivò durante altri viaggi e spedizioni scientifiche. Ispirato dalle mummie egizie, tornato in Italia volle sperimentare un metodo per la conservazione organica, ma i reperti da lui ottenuti avevano un aspetto perfetto ed una consistenza lapidea, tanto da venir chiamati «pietrificazioni». Amareggiato per alcune incomprensioni non volle divulgare il suo segreto

La sua tomba si trova nel Chiostro di S. Croce, sormontata da un grande medaglione mariano, sul sarcofago e scolpito un ritratto del Segato.

L'invenzione del Segato destò all'epoca notevole scalpore. Cosi Gioachino Belli la illustrava per bocca d'un suo personaggio "Moje mia moje mia, che ha riccontato / che ha riccontato er medico ar padrone! / Gnente meno ch'e uscita un'invenzione / d'un certo sor Girolamo Segato, / ir quale sor Girolamo ha pijato / tanti pezzi de carne de perzone, /e cìa fatto a Belluno un tavolone/ tutto quanto de màrmero allustrato».

II «tavolone» a cui accenna il Belli e appunto il pezzo più famoso. E' una tavola nel cui piano sono intarsiati 214 campioni anatomici umani, la più parte patologici, che appaiono come marmi levigati e colorati.

Altri pezzi anatomici di Segato sono visibili a Belluno ed a Caserta. 

 

  Nella prossima NL vi offriremo un paio di divertenti raccontini napoletani 

Dato che la lingua italiana risulta essere la quarta più studiata al mondo, vogliamo aggiungere una brevissima rubrica, abbastanza insolita tratta dal volume di Mauro Magni (1994) "4000 errori d'italiano" allo scopo, se possibile, di contribuire a ridurre i troppi "barbarismi" e tanti inutili "esterismi" in circolazione:

AFFRANCARE: Va bene nel senso di: rendere libero, emancipare, (anche una lettera viene resa franca cioè libera da ogni altra tassa). Errato l'uso nel senso diffuso in alcune regioni, di render solido, rinforzare, come: affrancare la gamba del tavolo.

AFICIONADO: espressione spagnola, sta per sostenitore, tifoso, ammiratore. Equivale all'anglofilo Supporter (un barbarismo vale l'altro). In italiano usate sostenitore, affezionato.

AFTER-SHAVE  è il nome americano di un prodotto nato in Italia "dopo barba". Non si giustifica alcuna necessita di uso (del nome straniero, non del prodotto).

La barzelletta di chiusura...abbassa il livello di stress :

Un'avvenente bionda si reca la sera sulla scogliera di Portofino e, insodisfatta della vita decide di suicidarsi.
Ferma sull'orlo del baratro, guardando sotto le nere onde che si infrangono sugli scogli in un ribollire di schiuma e frastornata dall'ululare del vento, pensa e ripensa alla sua vita trascorsa.
E' quasi decisa a saltare nel vuoto, quando passa di lì un marinaio che le dice:
- Ma perché sei tanto triste? Non fare pazzie! Tu sei importante prima di tutto per te stessa! E prosegue...
- Anzi guarda, io domani salpo con la mia nave per l'America, se vuoi ti porto con me e provvederò a tutto: viveri, acqua per il viaggio, una sistemazione ed un lavoro una volta giunti a New York.
La poveretta, pensando che a quel punto non aveva nulla da perdere, accetta e l'indomani si incontra con il marinaio che la fa salire a bordo di una nave e la nasconde in una lancia di salvataggio. Ogni notte il marinaio viene a trovarla e le porta dei panini, del succo di frutta e tutto ciò di cui ha bisogno.
Lei, un po' per riconoscenza per colui che l'aveva salvata ed un po' per l'affetto che cominciava a provare, si concede al marinaio e fanno sesso tutte le notti. La cosa va avanti così per alcune settimane, sino a quando il comandante del bastimento la scopre dentro la scialuppa, durante un giro di ricognizione e su tutte le furie la interroga:
- Cosa fa a bordo della mia nave e dove crede di andare?
La donna risponde:
- Ero disperata, un suo marinaio mi ha aiutata, tutte le notti mi porta da mangiare e del succo di frutta da bere ed io per riconoscenza gli permetto di fare l'amore con me per tutta la notte, sino a quando non saremo giunti a New York, dove mi ricostruirò una nuova vita...
- Senti bellezza... - risponde il comandante - che tu sia stata disperata lo capisco, che tu voglia andare in America a rifarti una nuova vita anche, ma c'è una cosa che devi sapere: questo è il traghetto che fa servizio fra Genova e la Corsica, tutte le notti, andata e ritorno...

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Cosa bolle in pentola ??  Fuochi al minimo, troppo caldo.  Grazie per aver letto fin qui,   Per questa volta è tutto,  al prossimo numero del 10/07/03