Gli ospiti di Castiglioncello  Cronache


Da "Repubblica" del 20-06-2007 di Gloria De Antoni

La spiaggia del Novecento
Attori, registi, intellettuali. La grande stagione novecentesca di Castiglioncello in un racconto sul filo della nostalgia. Un'epoca indimenticabile che sta trovando nuova vitalità in un originale rinascimento turistico

Peccato non poter più ascoltare dalla voce tonante di Luigi Filippo d'Amico di quando la giovane Alida Valli venuta dal mare scese dalla barca e a lui ragazzino sembrò di intuire che sotto quel prendisole non portava niente. Instancabile narratore della trascorsa Castiglioncello, Luigi Filippo ci ha da poco lasciato; peccato davvero non poter percorrere con lui per la prima volta le stanze di Villa Celestina che, via la ruggine e le impalcature che affliggevano, unico sgorbio in un quadretto macchiaiolo, la veduta dell'insenatura, dopo ventisette anni di abbandono è ora restituita alla sua imperiale bellezza in cemento armato.
Correva il 1930 quando il generale Attilio Teruzzi, figlio della signora Celestina e in seguito ministro dell'Africa italiana, intitolò alla cara congiunta la sua residenza estiva, un anonimo villino grandiosamente ristrutturato dall'architetto Cafiero, che sorge nel punto più desiderabile della Perla del Tirreno: protetta dalla pineta, Villa Celestina ha la vista sul mare del porticciolo, dell'Isola d'Elba e delle ciminiere fumanti della Solvay di Rosignano, dettaglio incongruo agli occhi dei profani ma assai care ai vecchi villeggianti, che salutano il ritorno di un'altra vacanza a Castiglioncello.
C'è anche chi non resiste più di un mese lontano da qui; come l'avvocato Paolo Roscioni (foro di Roma), assiduo dall'11 luglio del 1945, che non ha perso l'abitudine di allungare i suoi itinerari di lavoro da un tribunale all'altro della penisola per regalarsi, con tortuose deviazioni ferroviarie, una sosta fuori stagione nella sua casa al mare: la passione per questa spiaggia, al contrario delle altre che da decenni a turno vanno di moda, ha sempre avuto qualcosa di discreto, se non di furtivo. Eppure, chissà quante volte le ombre pomeridiane di Villa Celestina hanno protetto dall'afa
Edda Ciano che risaliva nella sua camera dopo una nuotata: era spesso ospite, Edda, insieme al marito Galeazzo e al suocero Costanzo, in quei primi dorati (per loro) anni Trenta, dell'amico Teruzzi, buon organizzatore di feste danzanti e di serate a poker.
E in un'estate di quelle, chissà chi è stato il fotografo che ha sorpreso sulla spiaggia un rilassato Luigi Pirandello con Marta Abba in due pezzi; e di cosa discutevano Emilio Cecchi e Massimo Bontempelli passeggiando tra gli alberi della corroborante pineta; e il filiforme Sergio Tofano, già Signor Bonaventura, si sarà messo in costume da bagno? C'è una foto del 1913 che ritrae il critico Silvio d'Amico con il figlio Lele (Fedele, il futuro musicologo) davanti all'Albergo Miramare, in un paesaggio preistorico di barche e palafitte.
Castiglioncello e gli intellettuali: tutto è cominciato intorno al 1910 con una signorina Elsa giunta da Roma insieme al padre il quale, devoto alle villeggiature negli alberghi sul mare, una rarità in Italia che lo costringeva a interminabili scarrozzate fino in Liguria, viene a sapere di un hotel appena costruito, prima di Livorno: mezza giornata di treno e il resto in calesse. Sposato in seguito Silvio d'Amico, Elsa lo trascina a Castiglioncello, per stabilirsi in una pensioncina, tuttora esistente, più adatta del dispersivo Miramare a una giovane coppia con tre figli piccoli; più tardi, la pensione ospiterà per alcuni lustri anche la famiglia di Lele d'Amico e Suso Cecchi, la futura
sceneggiatrice di Ladri di biciclette e Il Gattopardo. Altri due d'Amico, Sandro (futuro studioso di teatro) e il cugino Luigi Filippo (regista e scrittore) incontrano per la prima volta le due bellezze Lietta e Maria Luisa Aguirre, nipoti di Pirandello, che diventeranno loro mogli, nel villino che il sommo siciliano prendeva in affitto in estate per sé e i famigliari. Intanto, negli spettacolini della locale Arena del Fascio si esibivano come musicisti e attori i ragazzi Nino Rota e Luca Pavolini, figlio di Alessandro, ministro del Minculpop, e futuro direttore dell'Unità.
Dopo il 1943 il camerata Teruzzi chiude i saloni di Villa Celestina e quando Isotta Michetti, tra l'altro di idee socialiste, rileva nel ‘60 il cinema all'aperto adiacente la villa, il Cinema Villa Celestina, lo ribattezza precipitosamente Arena La Pineta. La signora Isotta, classe 1914, veterana degli esercenti cinematografici, aveva da poco aperto nella contigua frazione di Caletta, la prima sala al chiuso del luogo, il glorioso Cinema Castiglioncello, che quest'anno festeggia il mezzo secolo.
Trionfo dell'Isotta! Mescolati al pubblico e avvolti in morbide coperte perché la sera qui fa un bel fresco, da giugno a settembre alle proiezioni della Pineta assisteranno Marcello Mastroianni con Flora, Bice Valori e Paolo Panelli, inseparabili dagli amici castiglioncellesi Massimo e Gabriella, titolari di un apprezzato coiffeur. E poi, Vasco Pratolini e Mario Camerini, Rossellini, Monicelli e Luchino Visconti, ospiti abituali di Suso Cecchi d'Amico nella rimpianta Villa Bologna (oggi devastata a residence), dove, tra un tuffo e l'altro, nascono sceneggiature come quella di Rocco e i suoi fratelli (estate 1959), e i cult in superotto di Panelli che a Castiglioncello sfogava la sua vocazione di regista (c'è lui che corteggia Lina Wertmuller, Mastroianni col cappello da muratore, Bice in acqua come Esther Williams); per finire, mai stanche serate culminanti nelle celebri scenette, in cui Paolo fa il mimo e Marcello, latin lover in vacanza, lo accompagna producendo innominabili rumori con la bocca.
Infanzie spassose e privilegiate per figli e nipoti: "Ti tuffavi alla scaletta e incontravi Flajano che nuotava, Visconti che pescava e Suso Cecchi d'Amico che ti regalava un occhio di Santa Lucia", ricorda Alessandra Panelli. Mentre Silvana Mangano "elegantissima, amabile e riservata, aveva uno sguardo assai difficile da sostenere, con quei suoi occhi castano scuro, cerchiati di blu tutt'attorno all'iride": così la rivede Margherita d'Amico nel libro-intervista alla nonna Suso "Storie di cinema (e d'altro)". La lunare Mangano, dopo la separazione da De Laurentiis, in casa d'Amico trascorse, ricamando silenziosamente a piccolo punto in compagnia della prediletta Silvia, zia di Margherita, e del volpino russo Jasha (attore in "Oci Ciornie"), le estati della sua fuggevole vita.
Volarono anche gli anni del miracolo, celebrati nel 1962 da Il sorpasso, che fu girato com'è noto verso il finale sulla spiaggia del Miramare con la collaborazione amichevole di tanti abitanti di Castiglioncello (quarant'anni dopo un libro di testimonianze locali rievocherà affettuosamente i giorni delle riprese: "Il nostro sorpasso", edizioni Il Gabbiano). Ed è a Castiglioncello, scrive Oreste De Fornari nel suo (esaurito) dizionario-saggio sul film di Dino Risi, "che il road movie si trasforma in un beach movie, dove non ci sono reticolati che separano i bagni di lusso da quelli popolari e anche uno spiantato come Gassman può sfidare a ping pong un industriale e vincergli cinquantamila lire".
Il film si conclude tragicamente alla curva di Calafuria, in direzione Livorno. Il lungomare che fu teatro di quella partita di ping pong è ora intitolato a Alberto Sordi (anche lui qui); c'è naturalmente una Via Pirandello, e un ex assessore troppo entusiasta ne ha dedicata un'altra a Felllini che a Castiglioncello non ha mai messo piede. Tuttavia, quando nel resto d'Italia piove, spesso su questo promontorio splende il sole e in mare si pescano ancora i gamberetti. Secondo gli immortali versi di Paolo Panelli:
Laggiù sull'Aurelia
C'è un posto assai bello
è Castiglioncello
E tra tanti ragazzi
io mi vanto il più bello.

 

- Villa Celestina -

La Casa del Fascio diventa un laboratorio di educazione ambientale
Prima si ballava alla Casa del Fascio, che dopo divenne Casa del Popolo, e lì si continuò a ballare; ma quelli di Castiglioncello che avevano vent'anni nel 1945 ricordano specialmente le prime feste a Villa Celestina, quando le notti finivano in allegre risse con i soldati americani. Vista dal mare, la villa ,una delle prime interamente in cemento armato, costruita nel 1930 su un villino in muratura del '15 dal gerarca Attilio Teruzzi, somiglia a una nave, bianca, con le ampie vetrate, gli oblò e le ringhiere in ferro; all'interno, i saloni quadrati e i bagni in marmi preziosi rispecchiavano fedelmente i canoni del regime, e i sensi della fedeltà al medesimo del proprietario, che per il progetto di Villa Celestina si era rivolto a una indiscussa personalità. L'architetto Vittorio Cafiero era anche scenografo e all'epoca (come spiega Antonia Pizzi nel volume Caratteri e Motivi nelle Architetture di Vittorio Cafiero), era fresco il ricordo dei suoi allestimenti nel kolossal di Amleto Palermi Gli ultimi giorni di Pompei (1926): è lecito immaginare Cafiero ospite d'onore, accanto ai membri della famiglia Ciano, all'inaugurazione e alle mondanità del successivo decennio in villa. Dalla fine del conflitto la Celestina, rivendicata dal demanio come profitto di guerra, sarà di volta in volta Circolo del Villeggiante e dancing, albergo e night club, fino alla chiusura definitiva nel 1980, e al conseguente degrado, ma fino a ieri: dopo il restauro, la villa, ora comunale, ospiterà gli uffici della Lea (Laboratorio di Educazione Ambientale), i laboratori della Facoltà di Biologia Marina dell'Università di Pisa, e soprattutto castiglioncellesi e villeggianti, che potranno finalmente godere, dalla terrazza più sontuosa dell'ex dimora del gerarca, l'intatta purezza del golfo.
 

- Castello Pasquini -

In mostra il cinema di pittori
Sede estiva per eccellenza di personali e collettive dedicate ai macchiaioli, il pittoresco (architettonicamente) Castello Pasquini di Castiglioncello ospita quest'anno un evento inedito. "Cinema di pittori - Pittori nel cinema" è il titolo della mostra che esplora, con ovvie suggestioni, i rapporti tra cinema e arti visive dalla seconda metà degli anni Quaranta (affermazione del neorealismo) al dominio dell'era televisiva negli anni Settanta, che sconvolge la concezione dell'immagine cinematografica.

Cinque le sezioni. La citazione espone le opere, da Hayez a Boldini, da Fattori a Guttuso, che ispirarono i registi Luchino Visconti, Mauro Bolognini, Pierpaolo Pasolini, Mario Soldati, Valerio Zurlini, Roberto Rossellini, a confronto con i fotogrammi dei film che ne hanno citato l'insieme o un dettaglio. In Artisti del cinema, vediamo Giacomo Manzù che modella Adamo nella Bibbia di John Huston, Giuseppe Zigaina attore in Teorema dell'amico Pasolini, e altri artisti che sono stati in qualche modo coinvolti in un'avventura cinematografica. L'opera d'arte come set, introduce alle opere che acquistano un ruolo primario nel contesto del film (come La Madonna del Parto di Piero della Francesca nella Prima notte di quiete di Zurlini); La pittura dei registi espone le prove d'artista di Pasolini, Antonioni, Fellini; infine Il cinema nell'arte, un'antologia di opere di pittori e scultori che si sono ispirati al cinema. Inoltre, da Senso al Vangelo secondo Matteo, non mancheranno opportune proiezioni serali di classici protagonisti della mostra.
 

- CITAZIONI -

Il "Sorpasso"
"Pochi film reggono oggi quanto Il Sorpasso, quale specchio di quell'Italia in cui tutto pareva facile ma nella quale già tintinnavano i campanelli d'allarme della crisi. Girammo in sei settimane, improvvisando in continuazione, divertendoci al gioco eccitante della disinvoltura senza riserve, ingurgitando succulente zuppe di pesce nei ristoranti della via Aurelia (...) Fu come un riuscito viaggio del Club Meditérranée, non è casuale che un film come Easy Rider si sia dichiaratamente ispirato all'atmosfera e all'architettura del Sorpasso".
(Vittorio Gassman, Un grande avvenire dietro le spalle)
 

— LA NOSTRA AUTRICE —

Gloria De Antoni, nata a Udine, vive tra Roma e Spilimbergo. Dal 1981 lavora per la Rai come programmista-regista, redattrice e conduttrice di programmi radio e Tv. Dal 1990 è autrice e conduttrice, quasi sempre con Oreste De Fornari, di Schegge di radio a colori, Magazine 3, Letti gemelli, Perdenti, Le infedeli, La principessa sul pisello, Pacem in terris, La fonte meravigliosa, Romanzo popolare, Noi siamo le signore e di numerosi altri programmi.

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