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In questa bella pianura scorrono due corsi d'acqua di una certa
importanza: il fiume Fine che segna a nord il confine con la
frazione di Rosignano Solvay, e il torrente Tripesce che per vari
chilometri segna il confine tra Vada e Cecina. A est il
territorio di Vada confina con la provincia di Pisa, a ovest con
il mar Tirreno.
NOTIZIE
STORICHE MONUMENTI Un po' all'interno rispetto alla spiaggia si trova la torre medicea di avvistamento. Gran parte della costruzione attualmente visibile è piuttosto recente (la parte terminale è stata rifatta completamente nel 900), ma le fondazioni e i sotterranei risalgono al 1284 quando il Comune di Pisa ne intraprese la costruzione per dotare di un faro per le segnalazioni l'entrata del porto. I pisani stanziarono per questo 300 denari pisani al mese. Uno degli elementi di maggiore interesse è costituito dallo scavo archeologico nella zona di S. Gaetano. La piazza Garibaldi come la chiesa rientra nelle opere di risanamento e bonifica effettuate sotto la dominazione dei Lorena nella prima metà del XIX secolo. È posta al termine della strada lunga e rettilinea che collega la Via Aurelia alla Via Emilia Scauri. Un tempo si snodava tutt'attorno alla piazza un loggiato oggi presente solo parzialmente. ARCHEOLOGIA
Anche per Vada
le origini sono assai antiche. Il nome stesso risale alla epoca
romana e sta a significare guado, approdo («Vadum»)
rappresentava, infatti, il punto di riferimento commerciale di
Volterra, che a questo porto era strettamente collegata. Ne
parlano Tito Livio, Cicerone e Plinio come di uno scalo
marittimo di una certa importanza. Più esplicitamente ne parla
il poeta latino Rutilio Namaziano che tra l'altro descrive la
sua entrata nel porto rilevando una certa difficoltà d'approdo a
causa delle secche che però proteggono la baia dalla forza dei
marosi. Le secche di Vada, tradirono i navigatori in varie
occasioni, basti pensare alla notevole quantità di reperti
ritrovati sui fondali marini in questa zona.
Al Museo di Rosignano M.mo è possibile vedere un'interessante
serie di anfore di vario genere ritrovate proprio a Vada che
rimane una delle località tra le più ricche di reperti
archeologici romani di tutto il territorio comunale. CURIOSITÀ
Una leggenda
parla di un maremoto che sommerse una città chiamata Val di
Vetro. C'è chi, in giornate in cui l'acqua è particolarmente
chiara, ha creduto di intravedere sui fondali i resti di
imponenti strutture. (vedi: Vada/leggenda) |
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