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2006 - Il sindaco ai residenti «Quel ponte si farà»
C’è un progetto, c’è
il finanziamento di oltre 3 milioni di euro stanziato nel bilancio
comunale del 2005, c’è l’approvazione della variante urbanistica da
parte dell’amministrazione comunale. Manca solo il parere obbligatorio
della Provincia che è in corso di trasmissione. Poi, se non saranno
inserite modifiche sostanziali, l’ingegnere Saggini, il progettista
esterno incaricato dal Comune, completerà la fase di progettazione entro
fine anno. Dalla prossima primavera dovrebbe essere bandita la gara
europea e dall’autunno 2007, se tutto procederà come previsto, sul Fine
appariranno i primi cantieri. La lunga odissea del ponte da costruire ai
Polveroni sembra quindi fare un passo avanti, anche se le tappe da
superare sono ancora parecchie. Ricostruzione. Non nascondono
l’intreccio di difficoltà il sindaco Alessandro Nenci e l’assessore ai
lavori pubblici Luca Arzilli.
Durante un incontro pubblico con i residenti dei Polveroni, seduti per
l’occasione al posto dei consiglieri nella sala della giunta, il sindaco
Nenci e l’assessore Arzilli hanno ricostruito la situazione, cercando di
spiegare i problemi che per anni hanno rallentato la realizzazione del
ponte.
Gli 800 milioni di lire della Ecomar. Inizialmente l’opera, secondo un
accordo stipulato con il Comune, avrebbe dovuto essere a carico dalla
Ecomar: la società metteva a disposizione 800 milioni di vecchie lire
per la realizzazione dei lavori. Ma quei soldi furono utilizzati
diversamente: una parte fu spesa per la rete di fognature nere, la
restante per il progetto del ponte. E ora, con l’aumento del costo del
denaro e il continuo cambiamento delle normative nazionali, quel guado,
talmente corto da poter essere quasi attraversato con un salto, è
diventato il punto di partenza di un’opera sproporzionata.
«Il progetto del ponte è esagerato, specialmente dal punto di vista
economico, rispetto alle nostre aspettative» ha detto Arzilli. A circa
10 metri rispetto all’attuale guado, un viadotto lungo 150 metri con 5
campate, largo
15, preceduto da un progressivo rialzamento della strada per altri 250
metri, risolverà definitivamente un problema ormai storico con un costo
di 3.280.000 euro.
«Non è possibile che ai nostri tempi zone importanti per il territorio
siano ancora collegate da un guado fluviale» ha affermato il sindaco
Nenci, forse ignorando di ripetere proprio le lamentele espresse nel
1771 da Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena per la mancanza di un ponte sul
Fine.
A questo punto il ponte sul fiume Fine, anche se i tempi per l’imponente
realizzazione si prospettano lunghi, si farà. Con la soddisfazione mista
a preoccupazione degli abitanti dei Polveroni.
(Il Tirreno 30/11/2006) |
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Luglio 2011- La ditta costruttrice sparisce
Con una determinazione del
Dirigente del Settore Lavori Pubblici, Ing. Andrea Immorali, è stato
risolto per inadempienza il contratto con la ditta appaltatrice dei
lavori per la realizzazione del ponte sul fiume Fine, in località
Polveroni a Vada. Effettuati numerosi sopralluoghi presso il cantiere ed
accertata una sospensione non motivata dei lavori, i tecnici comunali
hanno provveduto ad inviare un primo ordine di servizio e, non avendo
ricevuto risposta, un secondo ordine di servizio e poi ancora un terzo,
così come previsto dalla normativa per poter predisporre una risoluzione
del contratto. Il 18 luglio è stato compiuto un ennesimo sopralluogo e,
constatato che il cantiere era ancora chiuso ed i lavori non sono stati
eseguiti, è stata predisposta una determinazione, firmata dall’Ing.
Immorali, con la quale si è stabilito di risolvere il contratto. Adesso
gli uffici comunali dovranno dare corso agli adempimenti previsti dalla
legge per la quantificazione dei lavori svolti e dei lavori ancora da
effettuare e attivare le procedure per l’affidamento dei lavori residui,
sempre secondo le modalità previste dalla legge.
(Comunicato del CRM)
La ditta Eredi Bernardi
giunta seconda nella gara di appalto iniziale è stata contattata, come
previsto dalla legge ed ha già dato il suo ok a prendersi in carico la
conclusione dell’opera. Inizio previsto ottobre, consegna in primavera
2012. |
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In osservanza a quanto ci è
stato richiesto da più parti, riportiamo la cronaca disponibile
aggiornata:
REALIZZAZIONE DEL PONTE SUL
FIUME FINE: MASSIMO IMPEGNO PER VELOCIZZARE L'ITER DI AFFIDAMENTO DEI
LAVORI E COMPLETARE L'OPERA
Alla luce dei molti interventi ed articoli apparsi negli ultimi giorni
sulla stampa locale e in considerazione della necessità di informare e
fare assoluta chiarezza sulla vicenda della realizzazione del ponte sul
fiume Fine, il Sindaco Alessandro Franchi e la Vicesindaco e Assessore
ai Lavori Pubblici Lilia Benini hanno ritenuto opportuno intervenire con
una nota per precisare ogni singolo passaggio della vicenda, anche per
consentire a tutti di avere le informazioni esatte.
“Per meglio chiarire tutta la questione dei lavori di realizzazione del
ponte sul Fine, occorre procedere con ordine sull’evolversi degli
eventi. I lavori di realizzazione del ponte sul fiume Fine sono stati
appaltati nell’anno 2008 all’impresa Deanco Costruzioni a seguito di una
regolare gara di appalto. Il fatto che questa impresa sia la stessa che
ha realizzato il sottopasso di via Forlì non ha alcun nesso con tale
opera, come invece spesso si è detto, in quanto il sottopasso è un
progetto redatto,appaltato e finanziato da Ferrovie dello Stato (al
Comune di Rosignano non è costato niente), mentre il ponte sul Fine è un
progetto redatto ed appaltato dall’Amministrazione Comunale per un
importo di circa 3.500.000 di euro. E’ solo un caso che la Deanco
Costruzioni si sia aggiudicata entrambi gli appalti. Con la risoluzione
del contratto con la ditta Deanco, il vecchio progetto con le relative
migliorie offerte in sede di gara, tra cui la pista provvisoria, non
esiste più, per cui l’Amministrazione Comunale si è trovata di fronte,
suo malgrado, ad affrontare una nuova contrattazione per i soli lavori
residui necessari per portare a compimento l’opera. D’altra parte si
calcoli che su un appalto di 2 milioni e 400mila euro questa pista da 60
mila euro rappresentava un’ulteriore offerta di sconto sulla gara da
parte della Deanco. E’ chiaro che la ditta, seconda classificata nella
gara, che ha accettato il completamento dei lavori per un importo
complessivo di circa 120mila euro non può, per ovvie ragioni economiche,
offrirci anche una pista da 60mila euro, che significherebbe il
dimezzamento della somma totale. Più volte è stato detto che il cantiere
è stato chiuso per mesi: anche su questo argomento occorre fare
chiarezza. La ditta Deanco ha abbandonato il cantiere senza motivi nel
mese di maggio e l’ufficio tecnico si è immediatamente adoperato per la
messa in mora secondo le procedure previste dalla Legge. A seguito del
persistere dell’inadempienza contrattuale della ditta, l’ufficio ha
avviato le procedure per la risoluzione del contratto che si sono
concluse alla fine di settembre. Ricordiamo che la legge sui Lavori
Pubblici prevede che per portare a compimento i lavori si possono
intraprendere due diverse soluzioni: la prima è quella di indire una
nuova gara, con tutte le conseguenze sui lunghi tempi necessari per
l’espletamento; la seconda è quella di rivolgersi al secondo
classificato della gara originaria chiedendogli la disponibilità ad
eseguire la rimanente parte del contratto ai prezzi offerti
dall’aggiudicatario originario. Per arrivare quanto prima alla
conclusione dei lavori, in modo da scongiurare il degrado delle opere
realizzate e limitare quanto più possibile il danno subito, abbiamo
optato per la seconda soluzione. Alla fine di settembre quindi sono
stati affidati i lavori di completamento al secondo classificato e
lunedì 3 ottobre gli stessi sono iniziati. In considerazione delle
procedure e dei tempi previsti dalla legge per la risoluzione
contrattuale ed il successivo nuovo affidamento, il tempo trascorso di
soli quattro mesi è da ritenersi veramente breve ed impensabile all’inizio
dell’avvio delle procedure. Solamente chi non è a conoscenza delle norme
che regolano gli appalti di lavori pubblici può pensare che tali tempi
siano eccessivamente lunghi. Con la soluzione intrapresa, seppure
consapevoli del disagio arrecato ai cittadini dei Polveroni, ed in
particolare alle due attività economiche ivi presenti, contiamo di
concludere i lavori entro l’inizio dell’inverno, fermo restando che,
sulla base del programma dei lavori previsto in accordo con l’impresa,
l’apertura al traffico della nuova viabilità è prevista per il 19
novembre, evitando così inutili e gravosi costi aggiuntivi a carico
della collettività. In occasione di una ulteriore assemblea, in
programma per il 13 ottobre,intendiamo comunque valutare eventuali
soluzioni finalizzate a ridurre il disagio dei cittadini e delle
attività economiche presenti ai Polveroni. Per completare il quadro
veniamo infine alla viabilità collegata ai lavori del progetto
dell’autostrada. Il Comune, nell’esprimere parere favorevole al primo
lotto “Rosignano - S. Pietro in Palazzi” ha impartito delle prescrizioni
sulla viabilità secondaria del tutto organiche e rispettose
dell’ambiente: tali prescrizioni sono state recepite dal CIPE in sede di
approvazione del progetto dell’autostrada e saranno realizzate a cura e
spese di SAT senza alcun onere per i cittadini di Rosignano. Queste le
opere di viabilità che saranno realizzate da SAT a suo totale carico:
ampliamento sede stradale e adeguamento raggi di curvatura del tratto di
strada a monte del nuovo ponte sul Fine fino alle Morelline;
realizzazione della bretella ai Polveroni e completamento dei viali di
circonvallazione di Vada (in sostituzione della viabilità alternativa
inizialmente prevista da SAT che sarebbe stata di scarsa utilità per i
cittadini e con un notevole impatto sul territorio); realizzazione,
nell’ambito del secondo lotto dell’autostrada, di un cavalca ferrovia
che collega la costruenda bretella dei Polveroni con la ex Aurelia,
andando ad eliminare l’attuale sottopasso su via dei Polveroni. Con la
realizzazione delle opere sopraelencate si verrà ad ottenere una
viabilità adeguata e conforme alle nuove normative che collega Rosignano
Solvay e l’area artigianale delle Morelline con la nuova viabilità
prevista a S. Pietro in Palazzi per l’accesso all’ospedale e al nuovo
casello autostradale, senza andare a congestionare il centro di Vada.
(Servizi informativi -
Comune di Rosignano M.mo 6/10/2011) |
19 Novembre 2011 - Fiume Fine, aperto il ponte.
E'
stato aperto il transito sul nuovo ponte realizzato dal
Comune per attraversare il fiume Fine, evitando il guado, in
località Polveroni. Con l'apertura del ponte è stata quindi
ripristinata la viabilità di collegamento tra la via
Aurelia, e più in generale la zona costiera, e l'area
artigianale delle Morelline. Soddisfatta l’assessore ai
Lavori Pubblici Lilia Benini. «È per noi una soddisfazione
aver rispettato l’impegno che ci eravamo assunti nelle
settimane scorse, garantendo alla popolazione, ed in
particolare agli abitanti dei Polveroni, celerità nei lavori
ed apertura del ponte nella giornata del 19 novembre. Tengo
a ringraziare nuovamente i cittadini che, dopo un iniziale
momento di smarrimento e di preoccupazione, hanno accettato
i disagi causati dai lavori».
Il ponte è quindi aperto ed insieme ad esso anche le due
nuove rotatorie: una realizzata dal Comune di Rosignano
Marittimo nella zona lato stabilimento Solvay ed una da Sat
nell'area a valle del fiume Fine. I lavori in questa
porzione di territorio proseguiranno nelle prossime
settimane: si continua infatti a lavorare sotto al ponte per
gli ultimi interventi, mentre Sat in questi giorni sta
realizzando il rilevato sulla complanare che sta dietro
all'abitato dei Polveroni. Lavori che comunque non andranno
più ad incidere negativamente sulla viabilità di
collegamento tra la parte a mare e quella a monte.
(Servizi informativi -
Comune di Rosignano M.mo 19/11/2011)
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