Acea-Electrabel, la jointvenure tra l’utility dell’acqua di Roma e la società leader nel mercato energetico del Benelux, per riscaldare alcuni edifici comunali. Come? Col vapore prodotto da turbogas 2 di Roselectra, la seconda centrale di cogenerazione all’interno dello stabilimento Solvay, portato fino a 2 km dall’impianto con 12 km di tubi. Il tutto per un investimento di 3,5 milioni. Il progetto fa parte dell’accordo contemplato da Solvay, Regione e Comune il 21 luglio 2003 secondo cui Electrabel s’impegnava a realizzare e gestire una fornitura di calore fino a 50 tonnellate l’ora di vapore a temperatura di 250 gradi che dall’impianto costruito nella centrale turbogas irrorava acqua calda in alcuni edifici pubblici ad est e ad ovest della ferrovia. L’intervento si articola in due tranches: una prima, da maggio ad ottobre 2007 che permetterà di portare a compimento le condutture che alimenteranno 17 edifici: la scuola Fattori, il palazzetto dello sport, l’Iti Mattei, la polizia municipale ed il palazzo di piazza del Mercato, la biblioteca, ed altre strutture come gli impianti sportivi del Lillatro. La seconda fase, da marzo ad ottobre 2008, viaggerà di pari passo con i lavori del sottopasso ferroviario di via Forlì. E' stato stipulato un protocollo con Fs e Comune per inserire i lavori del passaggio delle condutture nell’ambito dei lavori per il sottopasso e poter arrivare ad alimentare gli impianti del Lillatro. Alcuni aspetti legati ai benefici ambientali ed economici dell’operazione. Il vapore immesso nelle condotte e da qui negli edifici viene riutilizzato perchè quella raffreddato torna nella centrale, quindi un impianto a circuito chiuso, che permette notevoli risparmi energetici anche al Comune. Si calcola verga abbattuto del 60% il costo del gasolio utilizzato per alimentare la gran parte degli edifici scolastici. Dunque un impatto diverso anche sotto il profilo ambientale, con l’abbattimento di combustibile più sporco a scapito di energia pulita come il vapore. Il tutto è il risultato di un accordo di compensazione. In pratica, l'Amministrazione ha dato l’okay alla seconda turbogas a Rosignano, ma si è preteso, come ricaduta alternativa all'aumento di inquinamento atmosferico, un investimento da cui si potessero trarre benefici pubblici. Esperienze come quella del teleriscaldamento, già avviate con successo a Torino e Brescia ed in altri centri del Nord Italia, possono fare da apripista anche a Rosignano. Ma il teleriscaldamento è esportabile anche per edifici privati? Non a Rosignano, o almeno non ancora. E non certo con questo progetto chiarisce AceaElectrabel. Il teleriscaldamento funziona laddove esistono grossi impianti in altre realtà del nord. Qui, almeno per ora, ci dovremo accontentare del vapore che scalda edifici pubblici. L’ esperienza del teleriscaldamento, a Rosignano, non è poi proprio una novità assoluta. Già Rea aveva attivato una piccola centrale che riscaldava il palasport e l’Iti. Oggi questa struttura sarà inglobata nella nuova rete di Roselectra. (Sintesi da "Il Tirreno del 27-04-07 di Andrea Rocchi)
