La fabbrica

                             Note sulla Solvay (2000)

Ci pare di qualche utilità dedicare uno sguardo particolare all’insediamento Solvay, per l’importanza che esso ha storicamente avuto nell’evoluzione economica sociale e ambientale del territorio di Rosignano. In realtà, più che la descrizione delle attività delle Società Solvay, delle loro caratteristiche e del loro impatto, certamente ben conosciute da parte degli enti locali e sindacali, in quanto materia di trattativa continua nei riguardi dell’occupazione e dell’ambiente, abbiamo cercato di capire l’importanza dell’insediamento di Rosignano nelle strategie del gruppo, quali produzioni sembrano oggi riservare interessanti prospettive, quali invece sembrano ristagnare; insomma, se nei processi di riorganizzazione, continui e molto incisivi, l’impianto di Rosignano giochi ancora un ruolo importante. Nei mercati delle produzioni base della chimica e delle materie plastiche la concorrenza è oggi molto forte; nuovi competitori sono entrati nel mercato dai paesi dell’est europeo e dai paesi emergenti del sud est asiatico. L’esigenza di abbattere costi per mantenere buoni livelli di competitività è costante, spesso l’andamento dei prezzi è stagnante quando non declinante; il rischio della sovrapproduzione è continuo. Le prospettive del gruppo Solvay sono legate sempre più ai settori di utilizzazione e alle produzioni della chimica fine, alla ricerca e sviluppo nella trasformazione delle materie plastiche, e in particolare alle produzioni per la farmaceutica, la salute e l’ambiente. Produzioni di base, quali sono ancora in gran parte quelle di Rosignano, avranno quindi maggiori possibilità di successo fino a quando Solvay manterrà
a) una posizione di leadership nel mercato mondiale sempre più agguerrito e globale e manterrà
b) una strategia di integrazione verticale e del massimo utilizzo degli stessi prodotti base all’interno del gruppo. Il richiamo al risparmio energetico, all’abbattimento dei costi delle materie prime, a nuove forme di trasferimento dei prodotti è ossessivo nella documentazione del Gruppo, segno evidente di una concorrenza agguerrita ormai su tutti i mercati. In questa sfida anche le organizzazioni logistiche e le soluzioni di trasporto e imballaggio giocano un ruolo importante, soprattutto quando i margini nella produzione del valore aggiunto si restringono. Vediamo una sintesi della situazione distinta per i diversi prodotti che interessano gli impianti di Rosignano. I problemi dell’industria europea della soda ash (Solvay è il primo produttore europeo e mondiale) sono dovuti principalmente:
- ad un mercato interno relativamente stagnante;
- allo schiacciamento competitivo fra USA da una parte ed Est europeo dall’altra. L’industria americana, basata sul Trona, sfrutta processi più economici e a minor costo energetico grazie anche alle economie di scala di grandi impianti. L’accresciuta competitività in Europa è stata causata dalle fluttuazioni della domanda mondiale, specie in Asia, e dalle fluttuazioni dei tassi di cambio. In seguito alla crisi del rublo il mercato europeo è stato teatro delle importazioni aggressive a prezzi bassi dall’Ucraina, Polonia e Romania.
- la liberalizzazione e la globalizzazione del commercio: soppressione dei dazi antidumping sulla soda ash americana.
- la riorganizzazione dell’industria del vetro ha ridotto la domanda di soda. In Europa l’industria del vetro rappresenta, stabilmente negli ultimi dieci anni, circa il 66% della domanda totale di soda ash; mentre negli USA si è progressivamente ridotta fino al 48%.
La concorrenza ha portato ad una riduzione media dei prezzi. Quattro impianti, di cui tre di proprietà Solvay, sono stati chiusi in Germania, Belgio e Francia e i rimanenti impianti sono stati interessati da forti riduzioni nei costi e da una modernizzazione dei programmi. Sono stati costruiti e sono in costruzione impianti di cogenerazione di energia elettrica e calore con il fine prioritario di ridurre il gap nei costi energetici nei confronti degli USA.
I produttori europei si sono ridotti da 7 a 4. Tutti gli attori tradizionali, eccetto Solvay, hanno lasciato il mercato: ICI, BASF, HENKEL, RHONE-POULENC, AKZO e sono stati rimpiazzati da più potenti attori finanziari.

Aziende

Capacità in Europa

Capacità fuori Europa

SOLVAY

4200 -7 impianti

Wyoming 2100 ASAHI 20%

Bulgaria 1200 SISECAM 25%

CVC-BRUNNER MOND

1400 -3 impianti Olanda, Regno Unito

Kenya 300

IMC - HARRIS

900 - 2 impianti Francia, Germania

California 1400  Australia 400

BVT - STASSFURT

400 - 1 impianto Germania

 

Totale

 6900 k t/a

 5400 k t/a

Dei 6 produttori USA, 4 sono partnership che coinvolgono imprese europee e asiatiche. Così l’industria americana della soda ash è solo per metà americana.

In definitiva la strategia Solvay nella soda ash, ma anche come vedremo negli altri prodotti chimici, è quella di ridurre il costo energetico, il costo delle materie prime e di riorganizzare completamente la logistica della produzione e della movimentazione.

L’impianto sodiera di Rosignano svolge un ruolo centrale sul mercato europeo tanto più che accanto alla produzione di soda si è accresciuta la produzione di bicarbonato sodico, assai più interessante in quanto consente utilizzazioni a più alto valore aggiunto.

Nel 1996 Solvay (considerato lo sviluppo del mercato europeo del bicarbonato di sodio e il successo del processo NEUTREC per il trattamento dei fumi acidi) ha deciso di espandere la produzione di bicarbonato di sodio (BICAR) con una nuova linea a Dombasle (F) di 45mila ton/anno e di espandere l’attività a Rosignano da 80mila a 100mila ton/anno. Con questi investimenti la capacità di produzione totale di Solvay è passata da 250 a 315 mila t/anno.

L’aumento di produzione di bicarbonato deve essere sostenuta dalla produzione di soda ash (carbonato di sodio). Per questa ragione la capacità dello stabilimento di Rosignano è stata consolidata a più di 1 milione t/anno dal 1998 e la capacità delle attrezzature in Torrelavega e Povoa è stata spinta da 900mila a 950mila t/anno e da 180 a 230mila t/anno rispettivamente.

I dati sulla capacità produttiva dell’impianto di Rosignano non sono molto chiari. La documentazione del Gruppo, la più recente, riporta una capacità di 900mila t/anno di soda e di 110mila t/anno di bicarbonato

Con queste decisioni Solvay ha rilanciato la competitività delle attività di soda ash in Europa e contribuito all’ulteriore sviluppo di una gamma di prodotti a maggiore valore aggiunto. NEUTREC, per esempio, è un processo di trattamento a secco per la pulitura dei fumi che usa bicarbonato di sodio. Si è dimostrato particolarmente efficace nell’incenerimento di rifiuti domestici, ospedalieri e industriali. E’ anche usato nell’industria metallurgica, come nella ceramica. I prodotti BICAR della Solvay hanno molte altre applicazioni, che vanno dall’alimentazione animale ai detergenti e chimici all’industria alimentare e a molti prodotti farmaceutici.

Il sistema NEUTREC è stato introdotto nel 1997 a Rosignano e tratta 2.800 t/anno di prodotti sodici residui propri e provenienti da diversi inceneritori.

L’impianto di Rosignano produce anche 70mila t/anno di cloruro di calcio (CASO), un prodotto che ha una serie di applicazioni nell’industria chimica, agricoltura e alimentare e nel trattamento acque ed è principalmente usato per la sicurezza stradale, costruzioni e ingegneria civile. Solvay qualche anno fa chiuse l’impianto di cloruro di calcio di Couillet (Belgio) per concentrare la produzione a Rosignano e godere così delle sinergie con un efficiente impianto di soda ash.

Quello del cloro e derivati sembra un settore di produzione problematico. Sia sul versante soda caustica, i cui prezzi internazionali ristagnano e la concorrenza internazionale è molto forte, sia sul versante della produzione del cloro, materia prima fondamentale per il cloruro di vinile e di tutti i polimeri derivati. La riorganizzazione nel settore PVC è stata molto forte, il mercato mondiale soffre di un eccesso di capacità che è stata drammaticamente aumentata da ultimo dalla crisi asiatica e dalle sue ripercussioni. Solvay ha chiuso l’impianto di Ferrara che con una capacità di 95mila t/anno non era ritenuto sufficientemente competitivo e la produzione è stata spostata in più grandi e migliori impianti integrati.

Sebbene Solvay sia il primo produttore in Europa e il terzo al mondo, la sua produzione di soda caustica è stata progressivamente indirizzata a servire le richieste interne associate con la produzione dicloroetano e molti polimeri derivati.

Lo stabilimento di Rosignano produce oltre 100mila di t/anno di cloro che viene inviato all’estero su carri ferroviari in forma liquida. L’utilizzo del cloro risultante dal processo di elettrolisi è indubbiamente un problema; non è un caso che su questo il gruppo si stia muovendo, anche cercando imprese interessate all’utilizzazione in loco. La joint venture fra Solvay e Basf (Solvin) sta sviluppando il riciclo dell’acido cloridrico proprio al fine di ridurre progressivamente la capacità di elettrolisi necessaria al Gruppo. La chiusura dell’impianto di Linne-Herten in Olanda nel 1999 è stato un primo passo in questa direzione. E non si dimentichi il progetto di ricerca, curato dai laboratori di Rosignano e cofinanziato dal Ministero dell’Industria, che ha per oggetto la produzione di soda caustica senza coproduzione di cloro.

L’interesse di Solvay a trovare utilizzatori in loco (da insediare in proprie aree o limitrofe) si estende anche a molti altri prodotti derivati dalle fabbricazioni, compreso il carbonato di calcio presente nelle 200mila t/anno di scarichi a mare.

Solvay è il primo produttore al mondo di acqua ossigenata con una capacità di circa 600mila t/anno. Negli ultimi anni molti piccoli impianti sono stati chiusi e sono stati realizzati nuovi impianti grandi e competitivi a Bernburg (70mila t/anno) e a Deer Park, Texas (85mila t/anno). L’impianto di Rosignano ha una capacità di 30mila t/anno su due linee ed è affiancato da due linee (entrambe con una capacità di 30mila t/anno) per la produzione di perborato di sodio e di percarbonato di sodio (prodotti utilizzati nelle polveri detersive) con una elevata integrazione con le altre fabbricazioni dello stabilimento (idrogeno, carbonato di sodio, soda caustica). Solvay è il terzo produttore al mondo e il quarto in Europa di HDPE. La strategia principale in questa produzione è centrata su:

-la competitività della catena del valore

-prodotti a maggiore valore aggiunto

-selettiva diversificazione geografica

-sinergie e integrazione con i settori di utilizzazione a valle

Gli accordi di collaborazione con Philips in USA e con Total Fina in Europa hanno contribuito largamente alla crescita della competitività del gruppo. L’impianto di Rosignano, che come è noto utilizza etilene proveniente in forma liquida via nave, ha una capacità di 160mila t/anno che sarà aumentata a 200mila t/anno fino al 2002: produce HDPE in polveri e granuli.

Solvay negli ultimi 15 anni ha risparmiato il 50% dei costi energetici nella produzione di cloruro di vinile e circa il 10% per unità di prodotto di soda ash, cloro e soda caustica.

Per ridurre il consumo energetico per unità di prodotto e per conservare le risorse in maniera più efficace Solvay sta realizzando un programma di razionalizzazione con diversi mezzi:

a) migliorando l’efficienza energetica con la modernizzazione dei processi produttivi (in particolare per il cloruro di vinile e la sintesi dell’acqua ossigenata)

b) valorizzando il residuo organico dei prodotti del cloro

c) concludendo accordi di partnership su grandi impianti di cogenerazione

Impianti di cogenerazione sono stati installati negli stabilimenti di Bernburg (1994) e Rheinberg (1996) in Germania, a Rosignano (1997), Dombasle (Francia) e Torrevelaga (Spagna). I due impianti tedeschi generano risparmi di 159.000 t/anno di olio combustibile equivalente (TOE), gli altri tre hanno portato il risparmio a circa 250.000 TOE/anno. Inoltre, questa tecnologia permette una sostanziale riduzione delle emissioni atmosferiche dai camini: da 400 mg NOx/Nm3 a 25 mg NOx/Nm3 nel caso di Bernberg.

L’impianto di cogenerazione ROSEN di Rosignano è stato realizzato nel 1997. Il progetto Rosen, dal costo di 675 miliardi di lire, è stato realizzato in project financing, e consiste di una centrale turbo gas a ciclo combinato da 350 megawatt che fornisce elettricità e energia termica (l’impianto è stato costruito da Ansaldo). L’impianto produce una quantità di elettricità pari all’1% dell’intera produzione nazionale.

Lo stabilimento Solvay di Rosignano ha così ottenuto una costante e competitiva fornitura di vapore, che serve per la produzione di soda ash. Il gas naturale è fornito da SNAM. Attraverso la collegata holding Powerfin, Tractebel è il maggiore azionista di Rosen Spa col 99%.

Ma i programmi energetici a Rosignano hanno recentemente avuto nuovi sviluppi. La Solvay intende raddoppiare la potenza della centrale installata per godere dei benefici della recente liberalizzazione del mercato elettrico nazionale (oltre ad avere energia a costi ancora minori) e entrare nel mercato del gas naturale con la realizzazione di un terminale per la rigassificazione di gas naturale liquefatto proveniente da navi gasiere e acquistato spot sul mercato libero. Il gas alimenterebbe la centrale (con ulteriore abbattimento dei costi energetici) e potrebbe essere venduto anch’esso nel mercato libero nazionale.

I bisogni di gas di una centrale di circa 700 megawatt sono circa un miliardo di mc/anno e un terminale di rigassificazione assumerebbe quindi una dimensione notevole con un impatto ambientale da valutare con molta attenzione, tanto più in un’area a forte rischio industriale. Edison per esempio sta realizzando un terminale di questo genere (capacità 4 miliardi di mc/anno) off-shore, al largo di Porto Levante (Rovigo).

Solvay godrebbe solo indirettamente dei benefici dei nuovi investimenti energetici in quanto il finanziamento, la realizzazione e la gestione sarebbe a carico di Tractebel, a cui riferire l’interesse prevalente del nuovo business. Business peraltro indubitabile nell’attuale situazione italiana di liberalizzazione progressiva per cui sarebbe interessante valutare il coinvolgimento delle società pubbliche locali che distribuiscono energia per fare ricadere i benefici anche alle imprese dell’area e alla popolazione.

In definitiva le produzioni Solvay di Rosignano giocano ancora un ruolo centrale nelle strategie del Gruppo, al di là dei problemi di mercato di alcuni prodotti particolari. E’ verificabile una tendenza assai forte di rinnovare il campo delle utilizzazioni finali dei prodotti base soprattutto nei settori farmaceutico e ambientale perché in definitiva sul lungo periodo qui si giocheranno le sorti del settore sempre più massicciamente invaso dai nuovi produttori del sud est asiatico, dell’America e dell’est europeo.

Sul piano del rapporto fra impianti Solvay e territorio, a parte considerazioni storiche sull’importanza evolutiva di questo rapporto, in tempi recenti abbiamo assistito a interessanti forme evolutive e alla formulazione di nuove ipotesi di lavoro. Il locale ciclo produttivo Solvay (e la sua organizzazione) rappresentano una tale ricchezza di esperienze e di know how da racchiudere in sé potenzialità enormi di sviluppo per nuove aree di business.

Gran parte del migliore tessuto industriale del comune è nato dalla crescita autonoma di imprese ed aziende legate alle diverse necessità della manutenzione degli impianti; oggi molte di esse lavorano anche per altri clienti in una dimensione spesso nazionale e internazionale.

Oggi sono allo studio iniziative che possano fare nascere imprese e/o attività dall’utilizzazione dei prodotti di scarto e di prodotti di lavorazione. Addirittura è possibile pensare ad imprese che abbiano un interesse al sito, alla localizzazione in area Solvay o nei pressi, per sfruttare la rete dei servizi alla produzione o energetici.

Un altro grande potenziale è rappresentato dalle unità Solvay in materia di servizi laboratoriali (attualmente 17 tecnici svolgono diverse attività di controllo ambientale e di processo, anche conto terzi, nell’Unità Servizio Laboratorio), di servizi di ricerca (28 tecnici specializzati operanti nell’Unità di Ricerca Elettrolisi), di servizi tecnici (l’Unità Servizi Tecnici occupa 100 addetti) e di servizi vari (50 addetti impiegati nei diversi aspetti della sicurezza).

D’intesa con gli enti territoriali, le università e gli istituti di ricerca è possibile costruire relazioni, comunicare esperienza e know how, divulgare le conoscenze acquisite, con il duplice obiettivo di aprire l’area di business delle unità di servizio interne e concorrere a processi di formazione ed apprendimento sul territorio.

La recente intesa tra Provincia di Livorno, Comune di Rosignano e Solvay Chimica Italia S.p.A (Accordo Procedimentale del 15 gennaio 2000) per la riduzione ed il recupero dei solidi presenti nello scarico a mare dello stabilimento Solvay, già interessa alcune questioni del discorso sopra accennato.

La Solvay si è impegnata a ridurre con gradualità entro il 2003 gli scarichi a mare di una quantità non inferiore ad un terzo delle 200mila t/anno attualmente scaricate; con una serie di proposte progettuali che in qualche maniera impegnano anche gli enti locali, Solvay intende ridurre, recuperare e valorizzare i solidi di scarico avviando una serie di impianti pilota (depurazione della salamoia in miniera, trattamento del carbonato di calcio precipitato). A partire dalla seconda metà del 2001 è previsto l’avvio della fase industriale e il termine della fase di sperimentazione, previa verifica delle condizioni di sostenibilità economica dei corrispondenti mercati. Dal "QUADRO CONOSCITIVO DEL PIANO STRUTTURALE" - Studi in campo socioeconomico a supporto del Piano Strutturale Comune di Rosignano - Analisi socioeconomica e Scenari competitivi - Novembre 2000 - SMP s.r.l.

...la storia continua nelle didascalie delle foto con ...

Rosignano Solvay la fabbrica