Il 1957 aveva segnato una
svolta importante negli orientamenti produttivi della Società.
L'iniziativa si indirizzava, infatti, verso il vasto campo della
petrolchimica, con la costruzione di un primo reparto a ridosso
del terreno utilizzato dalla sodiera,
per la fabbricazione di polietilene con processo «Philips» a
bassa pressione, allora tra i più avanzati. Il reparto è stato
messo in esercizio nel 1959, potenziato successivamente con
altri processi a catalizzatori ternari (1964), e supportato
(1969), entrambi messi a punto dai laboratori di ricerca della
Società e negli impianti pilota di Rosignano. Dopo i primi anni
di esercizio del reparto, durante i quali tale materia prima
(etilene) viene acquistata dalla Edison di Mantova, la Società
costruisce, nel triennio 1962-'65, un proprio impianto di
Cracking, assicurandosi l'autoproduzione di 50 Kt. all'anno di
etilene, materia prima del polietilene. Il processo adottato
(brev. Montecatini), fornisce oltre all'etilene, 15 Kt. all'anno
di acetilene per il cloruro di vinile e 10 Kt. all'anno di
metano, materia prima per i clorometani. Quale
stabilimento integrato dobbiamo considerare appartenente al
settore petrolchimico, lo stabilimento messo in marcia nel 1970
per la produzione di filati sintetici polietilenici, comunemente
Multifili. Nel 1959 viene messo in servizio un impianto per la
fabbricazione di acqua ossigenata e perborato che vedrà in
seguito ampi sviluppi. salgemma.
In tempi più recenti nel 2004
infine il
Polietilene di Rosignano
(produzione e ricerca) è stato
ceduto a British Petroleum (BP),
con la nascita della nuova
società Olefine & Derivati
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