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PIANO GRANDI
RISCHI: AGGIORNAMENTI e ARTICOLI GIORNALISTICI |
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La storia - 1919 - La Solvay attiva
la sirena dello stabilimento. Il primo segnale di
entrata, corrispondente all’apertura dei cancelli,
viene diffuso 15 minuti prima dell’ora fissata per
l’inizio del lavoro. Al secondo segnale (5 minuti
prima della stessa ora), ogni operaio deve aver
fatto “il movimento della propria medaglia” (il
cartellino di allora) e sia i medaglieri che le
porte dello Stabilimento vengono chiusi. Al terzo
segnale, dato all’ora precisa dell’inizio, il lavoro
deve cominciare effettivamente in tutti i cantieri:
ai ritardatari la prima mezz’ora non viene pagata.
L’uscita è annunciata da un solo segnale, all’ora
precisa della fine del lavoro, e nessun operaio può
smettere prima del segnale stesso.
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Impianti a rischio, come proteggersi
Solvay ed
Innovene: ecco gli impianti e i prodotti a rischio. Le due società
hanno trasmesso in questi giorni al sindaco di Rosignano, così come
previsto dal decreto legge 334/99, meglio noto come Seveso 2, le
schede informative e aggiornate per la popolazione. Ci sono
cambiamenti sopravvenuti con la revisione, sulla base della
normativa vigente, del rapporto di sicurezza. Nelle schede sono
contenuti numerosi dati che riguardano le società che gestiscono gli
impianti, gli enti coinvolti nella campagna di informazione, le
attività svolte negli impianti stessi, le caratteristiche e le
quantità delle sostanze pericolose, la natura dei rischi di
incidenti rilevanti, il tipo di effetti per la popolazione e per
l’ambiente, i comportamenti da seguire e le misure di prevenzione e
di sicurezza. |
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Raddoppia l’area di rischio Solvay Comprende piazza di Vada, Spiagge Bianche, Castellina
Raddoppia l’area interessata dal rischio esplosioni di
cloro nello stabilimento Solvay:
passa da 1.800 a 3.600 metri, fino a sforare - conferma la
prefettura - in territorio di Castellina. I nuovi confini del
rischio imporranno all’amministrazione comunale nuovi orientamenti
per i permessi a costruire sui territori finora esclusi dal rischio
ma che adesso vi sono inseriti. |
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Grandi rischi, pochi sanno. I
risultati di due indagini a campione condotte dall'Università di
Pisa e Cnr sui comportamenti da tenere in caso d'incidenti gravi
agli impianti Solvay Non
è davvero confortante il livello d'informazione dei cittadini
rosignanesi sui possibili rischi d'incidente connessi alla presenza
degli impianti chimici della Solvay e sull'atteggiamento da tenere
in caso tali incedenti dovessero effettivamente verificarsi. E
questo il quadro che emerge dai due studi a campione condotti sulla
popolazione rosignanese nel quadro dell'informazione e della
divulgazione sul «Piano grandi rischi». Studi eseguiti nel corso
del 1999 dall'Università di Pisa, quello denominato «Haria 2» e
dall'Istituto superiore di sanità e Cnr, l'altro. Ambedue gli studi
saranno illustrati venerdì alle 15,30 nel corso di un incontro
pubblico all'auditorium di piazza del Mercato. I freddi dati finora
resi noti, relativi allo studio «Haria 2» commissionato dal Comune
ed eseguito dall'Università di Pisa sotto la direzione del
professor Sica, lasciano pochi margini di dubbio: la stragrande
maggioranza dei cittadini sa poco o nulla sul Piano grandi rischi e
sulle campagne di divulgazione finora attivate in relazione ai
rischi di incidenti gravi agli impianti della Solvay. Il campione di
350 cittadini, preso a riferimento dallo studio, alla domanda «Le
risulta che il Comune abbia avviato una campagna informativa sui
possibili rischi collegati alle attività degli impianti chimici
locali?» ha risposto no nel 57,7% dei casi; sì 39,1%; nessuna
risposta 3,1%. E alla richiesta se si ritengano sufficientemente
informati sui rischi connessi alle produzioni Solvay, i cittadini
intervistati hanno confermato: no 63,7%; sì 21,4%; non so 13,7%;
nessuna risposta 1,1%. Il Comune ha affidato principalmente al suo
periodico «Rosignano Oggi» il compito di informare la cittadinanza
sul Piano grandi rischi. Periodico che il 79,1% degli intervistati
ha detto di leggere, mentre gli altri non lo leggono o non lo
conoscono. Dati questi che sembrano contrastare con le precedenti
affermazioni. Non va meglio nel campo dei comportamenti da tenere in
caso di incidenti gravi agli impianti Solvay. Alla domanda «Come si
comporterebbe in caso d'emergenza?» solo il 18% degli intervistati
si atterrebbe alle informazioni che ha già; gli altri chiederebbero
o attenderebbero istruzioni, oppure (12,9%) deciderebbero da soli
cosa fare e non è detto che deciderebbero bene. Lo dimostrano le
risposte fornite alla domanda su quali sarebbero le prime reazioni
in caso d'incidente: solo il 20,9% si chiuderebbe in casa in attesa
d'istruzioni (comportamento fra quelli corretti); complessivamente
il 37% degli intervistati avrebbe invece reazioni assai sconsigliate
come andare vicino allo stabilimento, andare a prendere i figli a
scuola, montare in auto per allontanarsi dalla zona; reazioni
d'incertezza per gli altri. Ed approfondendo sui giusti
comportamenti da seguire in caso d'incidente è ancora al di sopra
del 30% la quantità di risposte completamente sbagliate, nel senso
che indicano per corretti comportamenti che porterebbero a gravi
danni per la salute o ad intralciare i soccorsi. (Di Nicola
Stefanini "Il Tirreno" del 15-3-2000) Finora
le campagne di divulgazione sono risultate di scarsa incisività Per
azienda, Prefettura e Comune l'esercitazione è stata positiva L'allarme
è scattato alle 10,30 di ieri. Dallo stabilimento Solvay sono
partite le tre comunicazioni di avvenuto incidente dirette a
Prefettura, vigili del fuoco e Comune di Rosignano. La simulazione,
svoltasi ieri mattina, presupponeva un evento di notevole gravità:
la rottura di una tubazione del cloro liquido, all'interno dello
stabilimento, con la fuoriuscita di circa 750 chilogrammi di cloro
in 5 minuti e l'immediata formazione di una vasta nube tossica.
Spinta dal vento di est/sud-est che spirava ieri, la nube ipotizzata
per questa esercitazione si sarebbe diretta sopra l'abitato di
Rosignano Solvay, dalla fabbrica verso la zona della Coop. «La
simulazione - spiega Stefano Piccoli della direzione Solvay - aveva
come scopo principale quello di verificare la tempestività delle
comunicazioni fra noi e le forze d'emergenza esterne in caso di
incidente nello stabilimento. Per quanto ci riguarda la prova è
andata bene: nelle comunicazioni alla Prefettura, ai vigili del
fuoco e al Comune abbiamo trovato le linee libere e pronta risposta.
Nel corso dell'esercitazione - prosegue Piccoli - abbiamo fornito al
coordinamento del piano i dati su direzione e velocità del vento
come rilevati dalle nostre centraline interne e poi, via via,
abbiamo aggiornato i nostri dati con quelli che arrivavano da fuori
e tutto ha funzionato bene». Scattato l'allarme, il piano
d'emergenza - così come previsto - è stato coordinato dalla
Prefettura di Livorno dove ieri si trovavano anche il sindaco
Simoncini e l'assessore Ghelardini. A palazzo comunale, intanto, si
riuniva il Comitato comunale di protezione civile coordinato ieri
dal vicesindaco Arzilli. Secondo le modalità previste nel piano
grandi rischi entravano in scena anche le forze dell'ordine, le
associazioni di volontariato, l'Asl, l'Arpat, le Ferrovie. «Dalla
comunicazione dell'incidente - spiega Giovanni Daveti, capo di
gabinetto della Prefettura - in 20 minuti abbiamo completato
l'intervento per circoscrivere la zona a rischio con tutte le
componenti che hanno raggiunto i punti previsti e hanno iniziato a
eseguire i loro compiti. In circa 60 minuti abbiamo potuto dare il
segnale di cessato allarme con l'ipotetica nube tossica che ha perso
la sua efficacia dannosa poco oltre i cancelli dello stabilimento».
L'esercitazione di ieri non ha coinvolto né la cittadinanza né i
servizi d'emergenza interni alla Solvay, componenti che saranno
invece in gioco nella simulazione del 30 prossimo. «In fabbrica
abbiamo ricevuto cinque o sei telefonate di cittadini allarmati -
dice Piccoli - perché non sapevano dell'esercitazione in corso, ma
sostanzialmente abbiamo riscontrato un buon livello d'informazione e
di collaborazione fra la gente». Soddisfatti dei risultati della
simulazione anche in Prefettura. «Abbiamo verificato - dice Daveti
- che il piano predisposto corrisponde alla metodologia e a tempi
quasi immediati d'intervento. Abbiamo anche potuto verificare nuovi
processi informatici che una volta messi a punto potranno dimezzare
i tempi d'intervento. Infine abbiamo fatto una serie di esperimenti
con situazioni collaterali che si potrebbero verificare in caso di
fuga di cloro, come ad esempio malori in auto o casi di panico fra
numerose persone chiuse in un locale: anche nella gestione di queste
situazioni tutto è filato liscio». Giudizio positivo, infine,
anche dal sindaco Simoncini che rimarca la rapidità dei tempi
d'intervento e in particolare sottolinea il tempestivo allertamento
delle scuole eseguito in 4-5 minuti dall'allarme grazie al telefono
e all'intervento dei vigili urbani. (Di Nicola Stefanini "Il
Tirreno" del 5-3-2000) |
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Piano grandi rischi |
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Introduzione E' stato approvato sabato 18 settembre 1999 dal Prefetto Andrea De Martino il Piano di sicurezza "Grandi Rischi" riguardante la gestione dell'emergenza esterna in caso di incidente rilevante all'interno dello stabilimento chimico Solvay. Alla realizzazione di questo dettagliato piano di intervento hanno partecipato attivamente il Comune di Rosignano Marittimo, le forze dell'ordine, i Vigili del Fuoco, la ASL, l'ARPAT e le associazioni di volontariato. Lo scopo principale di questo importante strumento di sicurezza è infatti quello di assicurare simultaneamente e nel più breve tempo possibile l'intervento integrato delle varie componenti impegnate a salvaguardare l'incolumità pubblica. Compito principale del Sindaco di Rosignano Marittimo è quello di informare i cittadini, sia in fase preventiva che in fase di emergenza. In questo contesto deve collocarsi anche questa pubblicazione, con la quale si intende appunto comunicare alla popolazione i contenuti del piano, con particolare riferimento all'illustrazione delle misure da mettere in atto per prevenire l'incidente rilevante. Sul territorio del Comune di Rosignano Maittimo, facente parte
del Cento Intercomunale di Protezione Civile Colline Marittime e Bassa
Val di Cecina, sono presenti due stabilimenti soggetti alla normativa
“Seveso’ (D.Lgs, 334/99 e s.m.i.) e oggetto di Piano di Emergenza
Esterno (PEE): I piani di emergenza |
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L'avviso dello stato di allarme nella zona
d'emergenza viene diffuso tra la popolazione per mezzo di altoparlanti
montati su autovetture, staffette con motociclette, comunicati radio - TV a
cura del Sindaco del Comune di Rosignano Marittimo. CLORO
All'avviso dell'allarme la popolazione deve: - rientrare nella propria abitazione o, se questa è lontana, entrare in un locale ove sia possibile ascoltare la radio o la TV e spostarsi ai piani superiori; - chiudere porte, finestre, prese d'aria e condizionatori, tamponare le eventuali fessure con stracci imbevuti d'acqua; - ascoltare radio e TV locali; - non fumare e spegnere qualsiasi fiamma; - limitare l'uso di telefoni fissi e cellulari per lasciare libere le linee di emergenza; - non uscire fino al cessato allarme; - se all'aperto non portarsi sottovento rispetto allo stabilimento; - evitare di recarsi davanti allo stabilimento e di portarsi in prossimità delle scuole situate nel luogo dell'evento. SONO 17 LE AREE DI ATTESA ovvero PUNTI DI RADUNO nel COMUNE
L'informazione della popolazione Il piano di informazione
L'impianto cloro-soda Sempre sulla scorta del rapporto di sicurezza redatto dalla società Solvay sono state identificate tre aree circolari sottese da ipotetici raggi di 600 metri (zona di impatto), 1560 metri (zona di danno) e 3.000 metri (zona di attenzione), che partono direttamente dall'impianto del cloro. La zona di impatto rientra totalmente entro i confini della fabbrica e dunque soggetta al piano specifico di sicurezza redatto dalla società Solvay sia per i lavoratori che per gli eventuali frequentatori dello stabilimento. Sono invece incluse all'interno del Piano la zona di danno - all'interno della quale vi sono esercizi pubblici, strutture sportive e ricettive, un parcheggio, insediamenti agricoli ed attività industriali ed artigianali - e la zona di attenzione - nella quale sono presenti, tra l'altro, scuole di ogni ordine e grado e tratti rilevanti della linea ferroviaria e della via Aurelia. La zona di impatto limitata alle immediate adiacenze dello stabilimento e dunque all'interno di essa che verrebbero a registrarsi i danni maggiori. Sostanzialmente a decrescere la probabilità di situazioni critiche nella zona di danno e nella zona di attenzione, soprattutto se i cittadini metteranno in atto le misure di sicurezza necessarie.
Emergenza cloro
Gli scenari incidentali Scenario n. 1
Le azioni ETILENE
All'avviso dell'allarme la popolazione
deve: ETILENE
Gli interventi di soccorso
A coordinare gli interventi di soccorso previsti dal Piano è il Prefetto, che si avvarrà della collaborazione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) e dell'Ufficio Provinciale di Protezione Civile. L'Ufficio Stampa della Prefettura avrà altresì il compito di emettere notizie, comunicati e istruzioni da trasmettere via radio e televisione, mentre la popolazione sarà informata direttamente dallo stato di allarme o pre-allarme da altoparlanti e staffette predisposte dalla Polizia Municipale.
I piani particolareggiati
Al Piano "Grandi Rischi" sono allegati una serie di Piani Particolareggiati nei quali vengono indicate le competenze di ciascun soggetto coinvolto nell'emergenza - la Direzione dello stabilimento Solvay, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, il Comando Brigata Paracadutisti Folgore, l'ASL 6 di Livorno, l'ARPAT e il Comune di Rosignano Marittimo, presso il quale dovrˆ riunirsi il Centro Operativo Misto (COM), coordinato da un funzionario della Prefettura. Il Piano di intervento del Comune di Rosignano M.mo per fronteggiare l'emergenza di incidenti che possono interessare lo stabilimento Solvay si basa sul modello organizzativo legato all'esistente Piano Comunale di Protezione Civile ed è articolato su diversi livelli che coinvolgono: il Comitato Comunale per la Protezione Civile, con compiti di direzione, coordinamento ed indirizzo; il sistema informativo con la funzione di assicurare i necessari collegamenti radio-telefonici; la Polizia municipale; le Squadre di reperibilità e pronto intervento e le Unità Operative composte da uomini e mezzi dei servizi comunali. In caso di allarme o pre-allarme il Piano prevede che vengano allertate anche le associazioni di volontariato, l'azienda municipalizzata ATL, le società di servizio ASA e REA e la TELECOM, che dovrà curare i collegamenti telefonici. In particolare è previsto che rappresentanti delle associazioni di volontariato (munite di collegamento radio con la centrale operativa) si rechino immediatamente presso strutture di particolare frequentazione quali le scuole (che si trovano in zone comprese nella terza zona "di attenzione") ed altri centri di affollamento per dare una informazione diretta e certa circa l'evolversi della situazione. Sempre in allegato al Piano di emergenza anche i Piani Particolareggiati per la disciplina della circolazione, per i sistemi di collegamento e per l'informazione della popolazione. Immagine suddivisione zone di danno
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Pianificazione di emergenza approvata. Il PEE (Piano di Emergenza Esterno) del 1999 prevede una suddivisione delle zone di rischio, dove l'area di sicuro impatto (rosso) è completamente all'interno dello stabilimento mentre l‘area di danno, in rosa, coinvolge le aree limitrofe allo stabilimento e la zona di attenzione si estende fino a Vada, Rosignano M.mo e Piazza del Mercato. Le aree effettivamente interessate dal danno variano con il variare del vento per cui all'interno del PEE vengono presi in considerazioni scenari diversi in base al vento presente sul momento. |
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Le aree interessate dal rischio etilene a Rosignano Solvay sono quasi completamente all’interno della recinzione dello stabilimento, mente coinvolgono una parte dell’abitato di Vada nei pressi dello stoccaggio e del terminale di arrivo. Nel Piano di Emergenza Esterno per la natura stessa del rischio la Prefettura ha inserito le sole aree di danno (di colore rosa nella planimetria) mentre le aree di attenzione (delimitate in colore celeste) sono indicate nel Piano, ma non soggette a pianificazione esterna. |
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Schede di informazione sui rischi di incidenti rilevanti di SPA Rosen per i cittadini ed i lavoratori scaricabile da QUI --> Schede informazione alla popolazione Soc. Solvay scaricabile da QUI --> Scheda d'informazione alla popolazione Innovene scaricabile da QUI --> |
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Data aggiornamento: 11-11-2010 (Pagina ripresa dal sito del Comune di Rosignano Marittimo/Informazioni/Piano grandi rischi e dall'opuscolo "Vivere in sicurezza il rischio industriale") |
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Per informazione aggiornate a cura della Provincia visita il sito: |
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