PIANO GRANDI RISCHI: AGGIORNAMENTI e ARTICOLI GIORNALISTICI
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Una sirena ormai inutile e pericolosa, tranne che per emergenza.

La storia - 1919 - La Solvay attiva la sirena dello stabilimento. Il primo segnale di entrata, corrispondente all’apertura dei cancelli, viene diffuso 15 minuti prima dell’ora fissata per l’inizio del lavoro. Al secondo segnale (5 minuti prima della stessa ora), ogni operaio deve aver fatto “il movimento della propria medaglia” (il cartellino di allora) e sia i medaglieri che le porte dello Stabilimento vengono chiusi. Al terzo segnale, dato all’ora precisa dell’inizio, il lavoro deve cominciare effettivamente in tutti i cantieri: ai ritardatari la prima mezz’ora non viene pagata. L’uscita è annunciata da un solo segnale, all’ora precisa della fine del lavoro, e nessun operaio può smettere prima del segnale stesso.

E' servita ai nostri nonni negli anni venti ed ai nostri padri nel dopo guerra ed è stata utile per molte migliaia di persone. Faceva concorrenza solo alle campane, anzi fino al 1931 mancavano anche quelle. Il suo significato chiarissimo anche se non scritto: 7,40 e 12,40 l'ora di salire in bicicletta ed avviarsi al posto di lavoro. 7,55 e 12,55 preparare il necessario per lavorare. Ore 8 e 13 si comincia. Ore 12 e 16,45 fine (orari odierni dal 16/7/'80 con accordo sindacale). Poi è arrivato il consumismo e la nostra vita si è riempita di orologi, l'ora esatta è diventata un incubo, una corsa alla precisione atomica ed agli orologi radiocontrollati. Ed allora questi lugubri suoni di sirena che senso hanno ormai? Non sarà giunto il momento di eliminare un inquinamento acustico inutile, cominciando dalle 4 assurde suonate secondarie e consentendo così maggior evidenza ad un eventuale suono di emergenza di ben diversa utilità per la sicurezza di tutta la comunità. A che giova perseverare con uno strumento fuori dal tempo, che può rivelarsi controproducente? Un provvedimento risolutivo sarebbe un segnale di aggiornamento e di vero senso di responsabilità, per di più senza costi. E' incredibile come nemmeno il sindacato aziendale, l'Amministrazione comunale e le pubbliche autorità preposte, si pongano il problema, almeno in termini espliciti. Questa nota non è l' atto di presunzione di un ambientalista dell'ultima ora, bensì la sintesi dell'esperienza quotidiana di una vita di lavoro nel settore, producendo e trasformando CLORO nei suoi derivati con la partecipazione attiva ad una infinita serie di esercitazioni di emergenza, quindi vuole essere una raccomandazione profondamente consapevole ed intensamente partecipata, nel solo interesse della comunità.

In un servizio di Barbara Antoni su "Il Tirreno" del 18/1/2006, che cita il sondaggio di questo sito, si legge che oltre alla sirena attuale saranno istallate entro l'estate 2006 tre nuove sirene bitonali dedicate alle segnalazioni di emergenza su tre lati dello stabilimento: Morelline, Polveroni e abitato-scuole-teatro (prove in corso dal 1992).

Si preferisce quindi ancora affidare la sicurezza dei cittadini alla precaria percezione della differenza di suono fra sirene diverse (sicuramente di dubbia interpretazione per i tanti che sono fuori dalle problematiche dello stabilimento, pensiamo all'estate!) anziché  rendere chiaro ed univoco un messaggio sonoro, che non deve rischiare di essere sottovalutato perché confuso con gli altri inutili che possono attivarsi anche contemporaneamente. (N.d.R.)

IL SONDAGGIO SUL SUONO DELLA SIRENA
Questo sito ha mantenuto attivo per tre anni un sondaggio sulla opportunità o meno dell'uso della sirena nelle odierne modalità:
 

Alla domanda "Quando deve suonare la sirena" i cittadini hanno così risposto:
Solo per emergenza: 281 voti
8 volte al giorno: 17 voti
4 volte al giorno: 17 voti
                                                         Votanti: 315

 

Impianti a rischio, come proteggersi  
Solvay e Innovene aggiornano le schede di sicurezza.
I piani di emergenza in caso di incidenti rilevanti

Le due società hanno inviato i documenti a sindaco Regione e ministero dell’Ambiente  

 Solvay ed Innovene: ecco gli impianti e i prodotti a rischio. Le due società hanno trasmesso in questi giorni al sindaco di Rosignano, così come previsto dal decreto legge 334/99, meglio noto come Seveso 2, le schede informative e aggiornate per la popolazione. Ci sono cambiamenti sopravvenuti con la revisione, sulla base della normativa vigente, del rapporto di sicurezza. Nelle schede sono contenuti numerosi dati che riguardano le società che gestiscono gli impianti, gli enti coinvolti nella campagna di informazione, le attività svolte negli impianti stessi, le caratteristiche e le quantità delle sostanze pericolose, la natura dei rischi di incidenti rilevanti, il tipo di effetti per la popolazione e per l’ambiente, i comportamenti da seguire e le misure di prevenzione e di sicurezza.
 Le nuove schede informative sono state inviate al sindaco e, contemporaneamente, al ministero dell’Ambiente, alla Regione Toscana e al prefetto di Livorno. Il contenuto della scheda di Solvay Chimica Italia Spa emerge dalle varie sezioni. Più ampia la terza sezione, all’interno della quale vengono descritte le attività produttive svolte dall’azienda Solvay. Nella quarta sezione invece vengono fornite informazioni dettagliate sulle sostanze e sui preparati pericolosi presenti nel ciclo di lavorazione. Sette in totale le sostanze che possono causare un eventuale incidente rilevante: il cloro (2914 t), sostanza tossica per inalazione, irritante per gli occhi le vie respiratorie e la pelle, l’idrogeno (1.5 t) e il metano (2 t), che sono sostanze estremamente infiammabili, l’acqua ossigenata (470 t), che può provocare ustioni, l’ammoniaca (90 t), la formaldeide (0.9 t) ed il tetracloruro di carbonio (inferiore a 200 t), tutte sostanze tossiche per inalazione e dannose per la pelle. Nella quinta vengono date informazioni di base sui tipi di incidente che le sostanze sopra indicate possono causare: rilascio di cloro, ammoniaca, formaldeide e tetracloruro di carbonio, incendio o esplosione per rilascio accidentale di idrogeno e metano, decomposizione esplosiva di acqua ossigena. Infine si parla degli effetti dei possibili incidenti per la popolazione e per l’ambiente. Unica possibilità prevista quella della fuoriuscita di cloro, che come noto è un agente fortemente irritante per la pelle, gli occhi e le vie respiratorie. Per tutte le altre sostanze tossiche e prodotti infiammabili invece non sono previsti effetti di intossicazione e di irraggiamento.
 Si parla poi di piani di sicurezza ed emergenza e cosa fare in caso di incidente.
 Anche Innovene, già Solvay Polyolefins Europe-Italy SpA), indica le attività svolte nello stabilimento deposito. Cinque in totale le sostanze che possono causare un eventuale incidente rilevante: l’idrogeno (4 t), sostanza estremamente infiammabile, così come l’etilene (4800 t) ed i cosiddetti gas liquefatti, come butene, propilene, isobutano (235 t), l’esano tecnico (655 t) ed il metano (2 t) che sono facilmente infiammabili.
 I rischi: incendio o esplosione per rilascio accidentale di idrogeno, etilene, butene, propilene, isobutano, esano e metano. La sesta sezione è quella dedicata al tipo di effetti per la popolazione: in questo caso però non sono previsti effetti di irraggiamento termico ed onda di pressione che possono coinvolgere la popolazione all’esterno dello stabilimento.
(Il Tirreno 15 novembre 2005)

 

Raddoppia l’area di rischio Solvay  

Comprende piazza di Vada, Spiagge Bianche, Castellina

 

Raddoppia l’area interessata dal rischio esplosioni di cloro nello stabilimento Solvay: passa da 1.800 a 3.600 metri, fino a sforare - conferma la prefettura - in territorio di Castellina. I nuovi confini del rischio imporranno all’amministrazione comunale nuovi orientamenti per i permessi a costruire sui territori finora esclusi dal rischio ma che adesso vi sono inseriti.
 I parametri riguarderanno metrature e volumi degli edifici, ma anche la tipologia di infissi (a tenuta d’aria).
 Nei nuovi confini rientrano l’arenile delle Spiagge Bianche e parte di piazza Garibaldi a Vada, ma qui, spiega l’assessore Raffaele Boccaccini, il subentro del rischio non porterà cambiamenti: perché le case “vecchie” sono escluse dall’adeguamento degli infissi (per stimolare i residenti a cambiarli il Comune studierà incentivi) e perché le concessioni per ampliamenti di immobili non saranno riviste.
 Tutto nasce da un decreto che aggiorna le prescrizioni della Seveso 2, normativa che tutela le aree sottoposte al rischio industriale. Sulla base del rapporto di sicurezza dello stabilimento Solvay acquisito dall’azienda, il Ctr (comitato tecnico regionale dei vigili del fuoco) ha riparametrato il rischio con le modifiche alla Seveso 2. Sono modifiche di natura territoriale. Con il sostegno di uno studio tecnico di vigili del fuoco e Arpat la prefettura aggiornerà il piano di protezione civile. Prima che entri in vigore ci sarà una riunione i tutti i soggetti interessati.
 «Già dal luglio 2004 - spiega l’assessore Raffaele Boccaccini - è stato introdotto il blocco delle attività edilizie sul territorio più vicino alla Solvay. Intanto il Ctr ha predisposto l’integrazione al piano rischi dello stabilimento». Il Comune dovrà fare la programmazione urbanistica tenendo conto del nuovo rischio industriale. «Nel prossimo regolamento edilizio saranno messi a punto nuovi requisiti per gli edifici nell’area di rischio ridisegnata. Cambia la programmazione urbanistica del perimetro delle aree soggette alla Seveso 2. Per verificare le proposte di progetto su quelle zone, ne controlleremo la compatibilità con la normativa. Per ora non ci sono progetti in contrasto, nemmeno per i nuovi punti azzurri».
 Le modifiche influenzano le Spiagge Bianche in modo «ridotto»; a Vada «non cambia le possibilità di ampliamento degli edifici. Solo quelli nuovi sono sottoposti alle previsioni del Ctr. Delle 15 pratiche bloccate dal ’99, sono state tutte esaminate eccetto tre, ubicate alle Mimose - continua Boccaccini -. Non potranno essere costruite abitazioni e negozi che prevedano la presenza di molte persone vicino allo stabilimento. Alle Morelline le modifiche alla Seveso 2 non bloccano nuove attività produttive; con il nuovo regolamento urbanistico potranno essere realizzate anche attività commerciali. Proseguono le lottizzazioni vicino all’Iti Mattei e all’area dei Gamberi». Solvay conferma: «Abbiamo fornito la relazione sugli impianti al Ctr, che ha rielaborato il piano rischi».
(Barbara Antoni
Il Tirreno 21 aprile 2005) 
 

Grandi rischi, pochi sanno. 
Deludente il livello d'informazione dei cittadini

I risultati di due indagini a campione condotte dall'Università di Pisa e Cnr sui comportamenti da tenere in caso d'incidenti gravi agli impianti Solvay

Non è davvero confortante il livello d'informazione dei cittadini rosignanesi sui possibili rischi d'incidente connessi alla presenza degli impianti chimici della Solvay e sull'atteggiamento da tenere in caso tali incedenti dovessero effettivamente verificarsi. E questo il quadro che emerge dai due studi a campione condotti sulla popolazione rosignanese nel quadro dell'informazione e della divulgazione sul «Piano grandi rischi». Studi eseguiti nel corso del 1999 dall'Università di Pisa, quello denominato «Haria 2» e dall'Istituto superiore di sanità e Cnr, l'altro. Ambedue gli studi saranno illustrati venerdì alle 15,30 nel corso di un incontro pubblico all'auditorium di piazza del Mercato. I freddi dati finora resi noti, relativi allo studio «Haria 2» commissionato dal Comune ed eseguito dall'Università di Pisa sotto la direzione del professor Sica, lasciano pochi margini di dubbio: la stragrande maggioranza dei cittadini sa poco o nulla sul Piano grandi rischi e sulle campagne di divulgazione finora attivate in relazione ai rischi di incidenti gravi agli impianti della Solvay. Il campione di 350 cittadini, preso a riferimento dallo studio, alla domanda «Le risulta che il Comune abbia avviato una campagna informativa sui possibili rischi collegati alle attività degli impianti chimici locali?» ha risposto no nel 57,7% dei casi; sì 39,1%; nessuna risposta 3,1%. E alla richiesta se si ritengano sufficientemente informati sui rischi connessi alle produzioni Solvay, i cittadini intervistati hanno confermato: no 63,7%; sì 21,4%; non so 13,7%; nessuna risposta 1,1%. Il Comune ha affidato principalmente al suo periodico «Rosignano Oggi» il compito di informare la cittadinanza sul Piano grandi rischi. Periodico che il 79,1% degli intervistati ha detto di leggere, mentre gli altri non lo leggono o non lo conoscono. Dati questi che sembrano contrastare con le precedenti affermazioni. Non va meglio nel campo dei comportamenti da tenere in caso di incidenti gravi agli impianti Solvay. Alla domanda «Come si comporterebbe in caso d'emergenza?» solo il 18% degli intervistati si atterrebbe alle informazioni che ha già; gli altri chiederebbero o attenderebbero istruzioni, oppure (12,9%) deciderebbero da soli cosa fare e non è detto che deciderebbero bene. Lo dimostrano le risposte fornite alla domanda su quali sarebbero le prime reazioni in caso d'incidente: solo il 20,9% si chiuderebbe in casa in attesa d'istruzioni (comportamento fra quelli corretti); complessivamente il 37% degli intervistati avrebbe invece reazioni assai sconsigliate come andare vicino allo stabilimento, andare a prendere i figli a scuola, montare in auto per allontanarsi dalla zona; reazioni d'incertezza per gli altri. Ed approfondendo sui giusti comportamenti da seguire in caso d'incidente è ancora al di sopra del 30% la quantità di risposte completamente sbagliate, nel senso che indicano per corretti comportamenti che porterebbero a gravi danni per la salute o ad intralciare i soccorsi. (Di Nicola Stefanini "Il Tirreno" del 15-3-2000)
 

Finora le campagne di divulgazione sono risultate di scarsa incisività
               La ricerca Iss-Cnr suggerisce un rapporto più diretto con la gente

I dati poco confortanti relativi al livello di informazione del campione di cittadinanza sui rischi di incidente agli impianti chimici Solvay emersi dalla ricerca "Haria 2" eseguita dall'ateneo pisano, sono confermati anche da uno studio parallelo commissionato dal Comune all'Istituto Superiore di Sanità e al Cnr; studio quest'ultimo coordinato dalla dott.sa Caterina Vollono. L'indagine Iss-Cnr è basata su un campione di 400 cittadini dei quali solo 302 hanno risposto ai questionari; i 76 rifiuti a rispondere sono stati motivati quasi sempre a disinteresse per le problematiche trattate  ed i pochi casi ad ostilità verso il Comune o gli enti promotori dello studio. Oltre ad appurare il grado di informazione del campione, lo studio ha cercato di capire i motivi della scarsa informazione finora penetrata fra la gente e prova a dare suggerimenti su come migliorare questa fondamentale fase dell'attuazione delle cosiddette leggi "Seveso" inerenti la convivenza con impianti chimici a rischio di gravi incidenti. Attraverso un succedersi mirato di domande l'indagine arriva a concludere che "le informazioni in possesso dei cittadini sul rischio di incidente sono frutto di una cultura industriale diffusa e consolidata negli anni" e che"l'iniziativa informativa" condotta in attuazione delle leggi Seveso "sembra non aver aggiunto conoscenze o favorito il chiarimento di alcuni aspetti importanti ai fini della prevenzione e mitigazione delle conseguenze di un incidente rilevante" E' inoltre "scarsa la conoscenza dei comportamenti da adottare in caso di incidente" così come scarsa è "la visibilità del Prefetto" che è il coordinatore degli interventi in caso di incidente. Complessivamente da migliorare è anche il grado di fiducia dei cittadini verso i "comunicatori" delegati a questo compito relativamente alla questione del rischio: oltre al prefetto, il sindaco e le autorità locali, ai quali sono invece preferiti, come grado di fiducia, gli scienziati e i responsabili degli impianti di produzione Solvay. Un quadro dunque che palesa una "scarsa incisività dell'iniziativa informativa" finora basata sulla pubblicazione sul periodico comunale Rosignano oggi, delle schede tecniche sui rischi. Viene infine rilevato che "le informazioni diffuse attraverso materiale cartaceo non sono sufficienti ed altre iniziative, in forma partecipata, andrebbero promosse almeno per la popolazione compresa nell'area di impatto o danno." (Di Nicola Stefanini "Il Tirreno" del 15-3-2000)

Funziona il piano d'emergenza simulato.
Un'ipotetica fuga di cloro messa sotto controllo nel giro di un'ora

Per azienda, Prefettura e Comune l'esercitazione è stata positiva

L'allarme è scattato alle 10,30 di ieri. Dallo stabilimento Solvay sono partite le tre comunicazioni di avvenuto incidente dirette a Prefettura, vigili del fuoco e Comune di Rosignano. La simulazione, svoltasi ieri mattina, presupponeva un evento di notevole gravità: la rottura di una tubazione del cloro liquido, all'interno dello stabilimento, con la fuoriuscita di circa 750 chilogrammi di cloro in 5 minuti e l'immediata formazione di una vasta nube tossica. Spinta dal vento di est/sud-est che spirava ieri, la nube ipotizzata per questa esercitazione si sarebbe diretta sopra l'abitato di Rosignano Solvay, dalla fabbrica verso la zona della Coop. «La simulazione - spiega Stefano Piccoli della direzione Solvay - aveva come scopo principale quello di verificare la tempestività delle comunicazioni fra noi e le forze d'emergenza esterne in caso di incidente nello stabilimento. Per quanto ci riguarda la prova è andata bene: nelle comunicazioni alla Prefettura, ai vigili del fuoco e al Comune abbiamo trovato le linee libere e pronta risposta. Nel corso dell'esercitazione - prosegue Piccoli - abbiamo fornito al coordinamento del piano i dati su direzione e velocità del vento come rilevati dalle nostre centraline interne e poi, via via, abbiamo aggiornato i nostri dati con quelli che arrivavano da fuori e tutto ha funzionato bene». Scattato l'allarme, il piano d'emergenza - così come previsto - è stato coordinato dalla Prefettura di Livorno dove ieri si trovavano anche il sindaco Simoncini e l'assessore Ghelardini. A palazzo comunale, intanto, si riuniva il Comitato comunale di protezione civile coordinato ieri dal vicesindaco Arzilli. Secondo le modalità previste nel piano grandi rischi entravano in scena anche le forze dell'ordine, le associazioni di volontariato, l'Asl, l'Arpat, le Ferrovie. «Dalla comunicazione dell'incidente - spiega Giovanni Daveti, capo di gabinetto della Prefettura - in 20 minuti abbiamo completato l'intervento per circoscrivere la zona a rischio con tutte le componenti che hanno raggiunto i punti previsti e hanno iniziato a eseguire i loro compiti. In circa 60 minuti abbiamo potuto dare il segnale di cessato allarme con l'ipotetica nube tossica che ha perso la sua efficacia dannosa poco oltre i cancelli dello stabilimento». L'esercitazione di ieri non ha coinvolto né la cittadinanza né i servizi d'emergenza interni alla Solvay, componenti che saranno invece in gioco nella simulazione del 30 prossimo. «In fabbrica abbiamo ricevuto cinque o sei telefonate di cittadini allarmati - dice Piccoli - perché non sapevano dell'esercitazione in corso, ma sostanzialmente abbiamo riscontrato un buon livello d'informazione e di collaborazione fra la gente». Soddisfatti dei risultati della simulazione anche in Prefettura. «Abbiamo verificato - dice Daveti - che il piano predisposto corrisponde alla metodologia e a tempi quasi immediati d'intervento. Abbiamo anche potuto verificare nuovi processi informatici che una volta messi a punto potranno dimezzare i tempi d'intervento. Infine abbiamo fatto una serie di esperimenti con situazioni collaterali che si potrebbero verificare in caso di fuga di cloro, come ad esempio malori in auto o casi di panico fra numerose persone chiuse in un locale: anche nella gestione di queste situazioni tutto è filato liscio». Giudizio positivo, infine, anche dal sindaco Simoncini che rimarca la rapidità dei tempi d'intervento e in particolare sottolinea il tempestivo allertamento delle scuole eseguito in 4-5 minuti dall'allarme grazie al telefono e all'intervento dei vigili urbani. (Di Nicola Stefanini "Il Tirreno" del 5-3-2000)
 

Piano grandi rischi

Introduzione

E' stato approvato sabato 18 settembre 1999 dal Prefetto Andrea De Martino il Piano di sicurezza "Grandi Rischi" riguardante la gestione dell'emergenza esterna in caso di incidente rilevante all'interno dello stabilimento chimico Solvay. Alla realizzazione di questo dettagliato piano di intervento hanno partecipato attivamente il Comune di Rosignano Marittimo, le forze dell'ordine, i Vigili del Fuoco, la ASL, l'ARPAT e le associazioni di volontariato. Lo scopo principale di questo importante strumento di sicurezza è infatti quello di assicurare simultaneamente e nel più breve tempo possibile l'intervento integrato delle varie componenti impegnate a salvaguardare l'incolumità pubblica.
Compito principale del Sindaco di Rosignano Marittimo è quello di informare i cittadini, sia in fase preventiva che in fase di emergenza. In questo contesto deve collocarsi anche questa pubblicazione, con la quale si intende appunto comunicare alla popolazione i contenuti del piano, con particolare riferimento all'illustrazione delle misure da mettere in atto per prevenire l'incidente rilevante.

Sul territorio del Comune di Rosignano Maittimo, facente parte del Cento Intercomunale di Protezione Civile Colline Marittime e Bassa Val di Cecina, sono presenti due stabilimenti soggetti alla normativa “Seveso’ (D.Lgs, 334/99 e s.m.i.) e oggetto di Piano di Emergenza Esterno (PEE):
1 - lo stabilimento Solvay Chimica Italia SpA
2 - l’impianto dell’Ineos Manufacturing Italia SpA.

I piani di emergenza
Il Piano di Emergenza Esterno (PEE) relativo al rischio cloro dello stabilimento Solvay
Chimica Italia Spa è stato approvato nel 1999 dal Prefetto di Livorno ed è attualmente in fase di revisione da parte della stessa Prefettura alla luce del nuovo Rapporto di Sicurezza del gestore (Soc. Solvay) che è sottoposto ad istruttoria presso il Comitato Tecnico Regionale di Firenze.

Il Piano di Emergenza Esterno Provvisorio relativo al rischio etilene  dell’impianto dell’Ineos Manufacturing Italia SpA. è stato approvato nel 2008 dal Prefetto di Livorno e riguarda le attività svolte entro l’area dello stabilimento di Rosignano Solvay e l'area del terminale di arrivo e stoccaggio etilene di Vada.
 

L'avviso dello stato di allarme nella zona d'emergenza viene diffuso tra la popolazione per mezzo di altoparlanti montati su autovetture, staffette con motociclette, comunicati radio - TV a cura del Sindaco del Comune di Rosignano Marittimo.

 CLORO
Comportamenti consigliati in caso d'allarme

All'avviso dell'allarme la popolazione deve:

- rientrare nella propria abitazione o, se questa è lontana, entrare in un locale ove sia possibile ascoltare la radio o la TV e spostarsi ai piani superiori;

- chiudere porte, finestre, prese d'aria e condizionatori, tamponare le eventuali fessure con stracci imbevuti d'acqua;

- ascoltare radio e TV locali;

- non fumare e spegnere qualsiasi fiamma;

- limitare l'uso di telefoni fissi e cellulari per lasciare libere le linee di emergenza;

- non uscire fino al cessato allarme;

- se all'aperto non portarsi sottovento rispetto allo stabilimento;

- evitare di recarsi davanti allo stabilimento e di portarsi in prossimità delle scuole situate nel luogo dell'evento.

SONO 17 LE AREE DI ATTESA ovvero PUNTI DI RADUNO nel COMUNE

L'informazione della popolazione

Compito precipuo del Sindaco è quello di garantire l'informazione dei cittadini.
Secondo quanto stabilito nel relativo Piano particolareggiato l'informazione alla popolazione deve prevedere:
A - una fase preventiva - che ha lo scopo da un lato di sensibilizzare la popolazione sulle notizie relative all'impianto, sulle sostanze in esso presenti e sulle misure messe in atto per prevenire l'incidente rilevante, sui rischi possibili per l'ambiente, per la popolazione e per i lavoratori e dall'altro di procedere alla formazione dei cittadini;
B - ed una fase di emergenza di informazione sullo stato di allarme; in questo caso l'avviso - previo avvertimento lanciato dalla direzione Solvay attraverso la sirena - verrà diffuso tra la popolazione per mezzo di altoparlanti montati su autovetture, staffette con motociclette e comunicati radio e TV a cura del Sindaco di Rosignano.
Durante l'eventuale evento le informazioni alla popolazione vengono fornite direttamente dalla sala operativa della Prefettura mediante comunicati su radio e TV locali che saranno successivamente indicati (per le TV le notizie dovrebbero essere comunque fornite da Telegranducato, RAI TRE, Radio Stop). Il cessato allarme oltre che con i mezzi di cui sopra verrà comunicato con le stesse modalità con cui era stato dato l'allarme.


Il piano di informazione

E' proprio sulla questione relativa all'informazione sta lavorando da tempo il Comune di Rosignano con una serie di pubblicazioni sul mensile comunale "Rosignano Oggi" (a partire già dal 1992) e con una vasta gamma di iniziative di informazione all'interno delle scuole, delle presidenze e delle direzioni didattiche, oltre alla partecipazione a due distinti studi sui metodi per la comunicazione del rischio di incidente rilevante.
Con l'approvazione definitiva del Piano di emergenza il Comune ha intenzione di attivare diversi percorsi per continuare ad informare e ad aggiornare la popolazione sul tema dei "Grandi Rischi": oltre alla pubblicazione sul periodico Rosignano Oggi di questa sintesi dei contenuti del Piano, l'invio di una lettera a tutte le famiglie e le imprese che vivono o operano all'interno della zona di danno; una attività di intervento formativo diretto con studenti e cittadini (è previsto tra l'altro un incontro specifico con le associazioni di volontariato); la pubblicazione di un calendario all'interno del quale varranno fornite notizie e consigli utili riguardo all'emergenza Grandi Rischi e ad altre situazioni di competenza della Protezione Civile; momenti di esercitazione con la cittadinanza, predisposti dalla Prefettura di Livorno in collaborazione con il Comune di Rosignano.
Ricordiamo che il Piano "Grandi Rischi" è a disposizione della cittadinanza che potrà prenderne visione preso gli Uffici Comunali di Protezione Civile.


L'impianto cloro-soda

Sempre sulla scorta del rapporto di sicurezza redatto dalla società Solvay sono state identificate tre aree circolari sottese da ipotetici raggi di 600 metri (zona di impatto), 1560 metri (zona di danno) e 3.000 metri (zona di attenzione), che partono direttamente dall'impianto del cloro. La zona di impatto rientra totalmente entro i confini della fabbrica e dunque soggetta al piano specifico di sicurezza redatto dalla società Solvay sia per i lavoratori che per gli eventuali frequentatori dello stabilimento.
Sono invece incluse all'interno del Piano la zona di danno - all'interno della quale vi sono esercizi pubblici, strutture sportive e ricettive, un parcheggio, insediamenti agricoli ed attività industriali ed artigianali - e la zona di attenzione - nella quale sono presenti, tra l'altro, scuole di ogni ordine e grado e tratti rilevanti della linea ferroviaria e della via Aurelia. La zona di impatto limitata alle immediate adiacenze dello stabilimento e dunque all'interno di essa che verrebbero a registrarsi i danni maggiori.
Sostanzialmente a decrescere la probabilità di situazioni critiche nella zona di danno e nella zona di attenzione, soprattutto se i cittadini metteranno in atto le misure di sicurezza necessarie.

Emergenza cloro

Gli scenari incidentali

La fuoriuscita di una quantità di sostanza tossica come il cloro necessita di un immediato intervento da parte della Protezione Civile finalizzato, secondo una determinata procedura di emergenza, a ricoverare al chiuso le persone esposte alla contaminazione e ad impedire l'ingresso di persone nelle aree interessate dalla sostanza tossica in concentrazioni di rischio per l'uomo.
Gli eventi incidentali ipotizzati relativi a rilascio di cloro i cui effetti possono propagarsi all'esterno dell'area industriale Solvay, sono riassumibili in tre diverse tipologie:

A
- cloro gassoso

B
-  cloro liquido

C
-  cloro liquido accompagnato da cloro gassoso.
Le misure di protezione e le iniziative da assumere sono le medesime per tutte le tipologie sopra individuate.
Elemento essenziale e prioritario in una qualunque di queste emergenze dovrà essere l'individuazione della zona che potrà essere interessata dall'evento e, conseguentemente, l'assunzione immediata di tutti gli accorgimenti di seguito individuati.
In caso di evento saranno fondamentali le condizioni atmosferiche, in particolare il vento. Sulla base dei dati storici si potrebbero verificare i tre seguenti scenari:

Scenario n. 1
Nel 40-50% dei casi i venti spirano dai quadranti N-E (Tramontana, Grecale, Levante). Le zone maggiormente interessate sono le spiagge bianche e quindi il problema si pone limitatamente al periodo estivo. La zona è scarsamente abitata anche se sono presenti alcuni insediamenti.

Scenario n. 2
Venti provenienti dal quadrante W-NNW (Ponente, Maestrale): 16-20% dei casi. Le zone interessate sono scarsamente abitate; sono coinvolte maggiormente le aree dello stabilimento Solvay e la fascia di protezione industriale che lo circonda.

Scenario n. 3
Venti provenienti dai quadranti ESE-S (Scirocco): 15-17% dei casi. Si tratta del caso più problematico perché sottovento, nella zona considerata di danno, c'è una parte dell'abitato di Rosignano (Bagnolese, Piscine). Da considerare in ogni caso che l'orografia (l'impianto si trova ad un livello più basso rispetto all'abitato) dovrebbe deviare l'eventuale nube, più pesante dell'aria, verso lo stabilimento piuttosto che verso le zone abitate.


Le azioni

In caso di fuoriuscita di cloro o etilene è fondamentale l'identificazione del segnale di allarme:

Spetta innanzitutto alla Direzione dello stabilimento allertare la cittadinanza con l'attivazione dell'apposita sirena.

La migliore protezione possibile sono i luoghi chiusi nei quali il ricambio dell'aria è normalmente inferiore alla durata della persistenza della nube tossica; le persone più esposte sono quelle sorprese all'aperto. Per queste ragioni le azioni e le misure di protezione da attivare sono le seguenti:
A
-  blocchi stradali per impedire l'accesso di mezzi e persone alle zone di impatto e di danno;

B
-  blocchi alla linea ferroviaria (a Cecina e a Quercianella);

C
-  fornire informazioni specifiche alla popolazione.

ETILENE
Comportamenti consigliati in caso d'allarme

           All'avviso dell'allarme la popolazione deve:

La popolazione presente nelle aree di rischio (qualora non possa allontanarsi) deve in ogni caso
- Mantenere la calma
- Se si trova al chiuso tenersi lontano dalle porte e dai vetri delle finestre, ripararsi da possibili radiazioni termiche
- Evitare l’uso di ascensori
- Se si trova all' aperto trovare riparo in un luogo sicuro al fine di evitare di essere colpiti dalla caduta di materiali dall' alto (tegole vasi ecc.) tenendosi distante da strutture che potrebbero crollare
- Mantenersi sintonizzati mediante radio o TV sulle stazioni emittenti indicate dall' Autorità Preposta  (Prefetto, Sindaco)
- Prestare attenzione ai messaggi inviati mediante rete telefonica
- Non usare il telefono, lasciare libere le linee per le comunicazioni di emergenza
- Qualora, non sia possibile ritrovare adeguato riparo o non si possa applicare quanto sopraindicato le persone presenti nelle vicinanze dell’impianto/deposito devono:
- Allontanarsi dal perimetro dell'impianto/deposito seguendo i percorsi indicati dall'autorità e
tenendosi lontani per quanto possibile da edifici e strutture collassabili
- Se possibile non utilizzare l' auto per evitare l’ingorgo del traffico con blocco dell'evacuazione e per
non intralciare l’intervento dei mezzi di soccorso
- Dirigersi nel punto di raccolta indicato dalle Autorità - (Piazza Garibaldi a Vada e Punto Azzurro Spiagge Bianche)
- Possibilmente portare con se un apparecchio radio e mantenersi sintonizzati sulle emittenti locali
(Radio Stop) indicate dalle Autorità e prestare attenzione ai messaggi inviati

ETILENE
I possibili danni a cui potrebbero essere esposti i soggetti presenti, sono quelli conseguenti ad un incendio o esplosione per rilascio accidentale di Etilene. L'evento incidente interessa sia la popolazione residente stabilmente, che gli esposti temporanei presenti nelle zone di balneazione limitrofe agli impianti di Vada.
La frazione di popolazione effettivamente in pericolo tra quella presente nell’area a rischio è quella che al momento dell' evento incidentale è ubicata all'aperto, mentre quella all’interno di edifici è ragionevolmente protetta da effetti incidentali se vengono attuate le misure di prevenzione e protezione previste dal piano di emergenza esterno.
Gli effetti incidentali si esauriscono nel breve termine, e non comportano effetti a medio o lungo termine.
Le distanze di danno interessano non solo aree rientranti nell'ambito del perimetro dell’azienda, ma si estendono parzialmente all’esterno. Per quanto riguarda l’ambiente, non vengono segnalati effetti di particolare rilievo per quanto riguarda l'etilene, ma al verificarsi di eventuali incidenti, andranno effettuate specifiche valutazioni sul particolare evento.


Gli interventi di soccorso

A coordinare gli interventi di soccorso previsti dal Piano è il Prefetto, che si avvarrà della collaborazione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) e dell'Ufficio Provinciale di Protezione Civile. L'Ufficio Stampa della Prefettura avrà altresì il compito di emettere notizie, comunicati e istruzioni da trasmettere via radio e televisione, mentre la popolazione sarà informata direttamente dallo stato di allarme o pre-allarme da altoparlanti e staffette predisposte dalla Polizia Municipale.

I piani particolareggiati

Al Piano "Grandi Rischi" sono allegati una serie di Piani Particolareggiati nei quali vengono indicate le competenze di ciascun soggetto coinvolto nell'emergenza - la Direzione dello stabilimento Solvay, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, il Comando Brigata Paracadutisti Folgore, l'ASL 6 di Livorno, l'ARPAT e il Comune di Rosignano Marittimo, presso il quale dovrˆ riunirsi il Centro Operativo Misto (COM), coordinato da un funzionario della Prefettura.
Il Piano di intervento del Comune di Rosignano M.mo per fronteggiare l'emergenza di incidenti che possono interessare lo stabilimento Solvay si basa sul modello organizzativo legato all'esistente Piano Comunale di Protezione Civile ed è articolato su diversi livelli che coinvolgono: il Comitato Comunale per la Protezione Civile, con compiti di direzione, coordinamento ed indirizzo; il sistema informativo con la funzione di assicurare i necessari collegamenti radio-telefonici; la Polizia municipale; le Squadre di reperibilità e pronto intervento e le Unità Operative composte da uomini e mezzi dei servizi comunali. In caso di allarme o pre-allarme il Piano prevede che vengano allertate anche le associazioni di volontariato, l'azienda municipalizzata ATL, le società di servizio ASA e REA e la TELECOM, che dovrà curare i collegamenti telefonici.
In particolare è previsto che rappresentanti delle associazioni di volontariato (munite di collegamento radio con la centrale operativa) si rechino immediatamente presso strutture di particolare frequentazione quali le scuole (che si trovano in zone comprese nella terza zona "di attenzione") ed altri centri di affollamento per dare una informazione diretta e certa circa l'evolversi della situazione.
Sempre in allegato al Piano di emergenza anche i Piani Particolareggiati per la disciplina della circolazione, per i sistemi di collegamento e per l'informazione della popolazione.

Immagine suddivisione zone di danno

Pianificazione di emergenza approvata. Il PEE (Piano di Emergenza Esterno) del 1999 prevede una suddivisione delle zone di rischio, dove l'area di sicuro impatto (rosso) è completamente all'interno dello stabilimento mentre l‘area di danno, in rosa, coinvolge le aree limitrofe allo stabilimento e la zona di attenzione si estende fino a Vada, Rosignano M.mo e Piazza del Mercato. Le aree effettivamente interessate dal danno variano con il variare del vento per cui all'interno del PEE vengono presi in considerazioni scenari diversi in base al vento presente sul momento.

Le aree interessate dal rischio etilene a Rosignano Solvay sono quasi completamente all’interno della recinzione dello stabilimento, mente coinvolgono una parte dell’abitato di Vada nei pressi dello stoccaggio e del terminale di arrivo. Nel Piano di Emergenza Esterno per la natura stessa del rischio la Prefettura ha inserito le sole aree di danno (di colore rosa nella planimetria) mentre le aree di attenzione (delimitate in colore celeste) sono indicate nel Piano, ma non soggette a pianificazione esterna.


Schede di informazione sui rischi di incidenti rilevanti di SPA Rosen per i cittadini ed i lavoratori  scaricabile da QUI -->    Rosen.pdf

Schede informazione alla popolazione Soc. Solvay scaricabile da QUI -->    Solvay.pdf  

Scheda d'informazione alla popolazione Innovene  scaricabile da QUI -->   Ineos 2007.pdf
 

Data aggiornamento: 11-11-2010 (Pagina ripresa dal sito del Comune di Rosignano Marittimo/Informazioni/Piano grandi rischi e dall'opuscolo "Vivere in sicurezza il rischio industriale") 

Per informazione aggiornate a cura della Provincia visita il sito:
http://www.procivbassavaldicecina.it

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