Rosignano Marittimo ieri

                                  I mulini del botro dei Goracci
 Questo breve corso d'acqua, conosciuto anticamente come "Botro della Fonte", è un affluente di destra del Fine. Di modesta, ma costante portata, il botro raccoglie le acque di alcune sorgenti che furono utilizzate in passato, sia per alimentare fonti e lavatoi di uso civico, sia per far funzionare tre mulini che, in momenti ed epoche diverse, servirono gli abitanti del Castello di Rosignano e gli insediamenti rurali circostanti. Riuniti nel breve spazio di poche centinaia di metri, i tre impianti, tutti ad un solo palmento, sono facilmente raggiungibili dalla strada Traversa Livornese (S.P.N.10), detta "del Saracino", e dalla via di recente costruzione che dall'abitato di Rosignano Marittimo va ad immettersi nella predetta strada. La presenza di un mulino su questo corso d'acqua è attestata fino dal 1578; mentre nel 1641, fra i beni degli eredi di Pompeo Attolini, cittadino pisano, è citato: "un mulino a ruota et un mulino a ritrecine". Nell'Estimo del 1795 gli impianti, saliti nel frattempo a tre, rientravano nelle proprietà di Antonio Pieri ed ancora alla famiglia Pieri appartenevano alla rilevazione catastale del 1823. C'è da rilevare tuttavia che a quella data il primo della serie (quello più a monte) era stato abbandonato in quanto fino dal 1821 un fulmine lo aveva reso inservibile. Da quanto risulta nella "Nota della Tassa dei Molini" della Comunità di Rosignano, ancora nel 1850, gli impianti attivi sul Botro della Fonte erano soltanto due ed appartenevano ai fratelli Pietro e Antonio Lotti. Il Catasto Fabbricati del 1876 censiva i due opifici superstiti fra le proprietà di Pietro Carpini, ma alla fine dell'Ottocento entrambi avevano già smesso di funzionare. (Da: "Strade di pietra, vie d'acqua e di vento" di Giuseppe Milanesi e  Roberto Branchetti)

Rosignano Marittimo oggi