Rosignano Marittimo ieri

 Luglio 1944 - Alcuni partigiani di Rosignano Marittimo fotografati in Piazza Carducci nei giorni successivi alla liberazione (Foto archivio ANPI)

Luglio 1944 - luglio 2008
Sessantaquattro anni non hanno cancellato la memoria di quei tragici giorni del ’44 che portarono alla Liberazione di Rosignano Marittimo. Memoria che è riemersa in Piazza Carducci. E’ qui che Carlo Mochi, uno dei superstiti del gruppo di giovani partigiani ritratti nella gigantografia inaugurata l'11 luglio 2008, ha ricordato quei giorni. Tanta gente ha seguito la serata che, otre alla testimonianza di Mochi, ha visto l’intervento del sindaco A. Nenci ed una performance dell’attore Massimo Grigò, che ha letto brani e poesie legate al tema della Liberazione. «La nostra gioventù - ha sottolineato Mochi - fu segnata dalla sofferenza, dalla fame e dalla violenza. Eravamo ragazzi, ma abbiamo lottato duramente per non dover vedere più persone picchiate o costrette a bere l’olio di ricino a causa delle loro idee. Nei giorni della Liberazione, andavamo, sotto il fuoco tedesco, a recuperare i morti ed i feriti e a portare il cibo nei rifugi. Ai nostri occhi si presentavano tutti i giorni immagini strazianti. Pensare che soltanto a Rosignano i morti furono 186». E infine ha ricordato uno per uno, nome e cognome, i giovani partigiani che insieme a lui vissero quei giorni terribili
. Una lunga scia di sangue accompagnò le truppe tedesche nella lenta ritirata da sud a nord: da Castellaneta a Bolzano, sono state oltre 400 le stragi compiute contro i civili italiani tra l’8 settembre del 1943 e l’aprile del 1945, 15 mila le vittime.

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