Rosignano Marittimo ieri

1928 - La nuova strada verso Rosignano Solvay (oggi via della Repubblica)

 
Consiglio Comunale - Ratifica deliberazione d’urgenza della Giunta
Oggetto: Costruzione via Rosignano-Solvay
Il Presidente fa dar lettura della deliberazione presa d’urgenza dalla Giunta Municipale il di 27 marzo 1920 per provvedere alla costruzione della via Solvay-Rosignano…Ed essa ultimata dichiara che il Consiglio è chiamato oggi a pronunciarsi sulla ratifica. Nessuno domandando la parola,la deliberazione suddetta viene sottoposta a votazione,ed il Consiglio ne concede la ratifica con voti 15 favorevoli, nessuno contrario resi per alzata e seduta.

A SUA ECCELLENZA IL Ministro dell’Interno - Roma
Eccellenza
Ho il pregio di rivolgere a V.S.istanza, ai sensi dell’articolo 4 della legge del 23 giugno 1927 n°1188 affinchè sia autorizzato questo Comune ad imporre il nome di “Costanzo Ciano” al viale alberato di nuova costruzione, congiungente il capoluogo con Solvay Rosignano. Con ossequi
Il Podestà - Rosignano Marittimo 20 ottobre 1928        (La risposta sarà negativa)

                        La nuova strada "direttissima"
Collega in maniera rapida ed agevole, Rosignano Solvay con il capoluogo. Si diparte praticamente dal cancello della Fabbrica con diramazioni verso il centro servizi, l'ospedale e la stazione ferroviaria, raggiunge e costeggia le scuole elementari ed il campo sportivo per continuare ad allungarsi, dritta come una lama, verso i tornanti di Rosignano Marittimo. È ben progettata, ha una larghezza di quattordici metri e, ai suoi margini, sono state messe a dimora ben quattrocento piante di pini e di platani. Via della Cava perde buona parte della sua funzione antica. Resta il cardine del secolare itinerario che dal paese sulla collina porta a Castiglioncello e Livorno e nulla più. Il grande viale, che dopo accordi fra Amministrazione Comunale e Direzione dello Stabilimento, è stato alfine subappaltato qualche anno prima alla ditta Serredo Serredi, colma l'avvertita lacuna di spediti collegamenti tra i due importanti centri della nostra terra. Finalmente consente percorsi spediti verso la fabbrica e le sue strutture. È proprio il caso di ripetere l'avverbio «finalmente». La realizzazione dell'opera si è fatta attendere troppo, infatti. Il dott. Gino Vestrini torna ad insediarsi il 30 luglio 1928 a Palazzo Civico, in veste di primo cittadino, dopo aver accettato la nomina podestarile, tenuta a sua disposizione. Uno dei primi atti del primo podestà locale, dopo l'insediamento è quello di scrivere a Costanzo Ciano. La lettera chiede all'illustre intestatario l'autorizzazione ad intitolargli la moderna arteria. Il Ministro delle Comunicazioni, però cortesemente rifiuta, lo dice un preciso documento. Il 28 ottobre, nella ricorrenza della Marcia su Roma, avviene comunque l'inaugurazione. Non è una cerimonia grandiosa. Manca di squilli, manca di clamore. Forse le cause sono da ricercarsi nel mancato assenso di Ciano a concedere al viale il suo nome, o forse per la lunga attesa. Il grande viale inizia il suo cammino in tono
minore, dopo un mucchio di anni perduti. Sintesi da: "La ciminiera dimezzata" di Celati-Gattini

                             Lo sbocco al mare
Con la nuova strada il sindaco si toglie anche una vecchia paura perchè da una delibera del Consiglio Comunale di Rosignano del 1924 veniamo infatti a sapere che un simile desiderio di sbocco al mare si annidava nel dott. Vestrini, già sindaco dell’epoca. Terrorizzato all’idea che le frazioni di Solvay e Castiglioncello si emancipassero dal controllo del Comune di Rosignano Marittimo, creandone uno costiero (da più parti richiesto), invocava una striscia di terreno per consentire per sempre al capoluogo di affacciarsi sul mare. “Il Sindaco chiede se non sia il caso che il Capoluogo del Comune, che è sempre stato sul mare, non debba da parte delle frazioni di Solvay e Castiglioncello ottenere una striscia di terreno per avere anch’esso uno sbocco al mare” recita la delibera del 1924. Ma non soltanto la proposta del sindaco non ha molto successo, ma il Vestrini viene anche un po’ deriso dagli altri consiglieri. “E’ una richiesta senza fondamento” incalza il consigliere Garbaglia, segretario del Fascio di Castiglioncello. “E, nel caso, non sarà certo uno sbocco al mare che potrà ostacolare un nuovo comune tra Vada, Solvay e Castiglioncello” rincara il consigliere Sarti. “Quella del sindaco è una mossa ingenua e maldestra” conclude implacabile l’allora consigliere Petrucci. Ed ecco che la proposta, come testimonia il registro delle delibere del 1924, viene immediatamente ritirata. E il Vestrini civilmente si rassegna e rinuncia al suo sbocco al mare per Marittimo.
(Di Roberta Giaconi da "Il Tirreno" del 14-6-06)

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