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I duri anni del
dopoguerra
Dal 1945, anni
in cui si inizia l’era post bellica, certamente la vita non è
stata affatto facile per nessuno. Chi ha vissuto quegli anni,
per esempio dal 1945 al 1960, sa benissimo cosa fosse la società
di quel tempo: miseria a ballini, gravi malattie come la Tbc
lungi dall’essere debellate, tanto che era frequente trovare i
cosiddetti sanatori. Tanta disoccupazione e chi aveva la fortuna
di lavorare lo faceva per dodici tredici ore al giorno, compresi
i festivi. Si lavorava in fabbrica, negli stabilimenti della
meccanica, del vetro, della ceramica. Contavano assai le
raccomandazioni del prete e le informazioni del maresciallo dei
carabinieri. I ragazzi andavano a imparare i mestieri. Soltanto
una minoranza proseguiva con gli studi. Era l’epoca in cui per
accedere alla scuola media ci voleva l’esame di ammissione. I
vestiti si riusavano con le stoffe rivoltate. I cappotti non
dovevano mai consumarsi. La carne si mangiava una volta alla
settimana. I ristoranti erano sconosciuti, così come il tempo
libero. I divertimenti per i giovani erano pochi e di natura
solitamente parrocchiale. Questo era lo spaccato di quella
società in cui i sessantenni di oggi hanno vissuto e cresciuto i
propri figli. |