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Detti le
indicazioni agli americani per espugnare Rosignano Marittimo,
che sapevo tenuto da un gruppo di soli quattro o cinque
tedeschi. Nel bombardamento alleato su Rosignano morirono
cinquanta-sessanta persone: era di luglio e si dovettero
bruciare i cadaveri perché non c’erano casse e c'era un fetore
che faceva spavento.
In questa opera fui aiutato da una squadra di vadesi che al
comando dell’ing. Aldo Morelli ebbero cura di bruciare molti
cadaveri che era assolutamente impossibile trasportare al
cimitero. Facemmo una fossa comune. Indicai agli americani una
strada secondaria che dalla Via Pisana, alle Badie, saliva a
Rosignano Marittimo e fornii loro l’ubicazione del castello,
dove erano barricati questi pochi tedeschi. Seguendo queste
indicazioni gli alleati eliminarono la resistenza tedesca. Il
paese di Rosignano era una rovina completa: la chiesa
squarciata, le case semidistrutte o lesionate, completamente
disabitato suscitava un ‘impressione tremenda. Dopo la
liberazione di Livorno cominciò a tornare una calma relativa. Il
Comune fu trasferito a Rosignano Solvay, partì l ‘Ospedale da
campo che si era installato nella Caserma della R. Guardia di
Finanza a Vada.
(Dalle memorie di Don Antonio Vellutini scaricabili dal sito) |