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Maurizio Tafi e il suo bagno "Tre Scogli" |
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Maurizio Tafi, nato
nel 1927, insieme al fratello Lorenzo, comincia a fare il
boscaiolo come il padre, quindi figlio di legnaioli e carbonai
ha lavorato di braccia fin dall'infanzia nell'attività di
famiglia. Uno
di quegli uomini che oggi va di moda chiamare "self made man" cioè
fatti da soli, un personaggio singolare caratterizzato da una
volontà ed una forza fisica rara. Forza e volontà dedicati poi fin dal
1950 alla costruzione del proprio stabilimento balneare sui resti
di un primitivo porticciolo etrusco, ricavandolo a forza di pala e
piccone da una scarpata rocciosa, dall'aspetto inaccessibile, ma
in uno dei punti migliori del
promontorio. Ostinato e convinto, è riuscito a costruire uno dei
bagni più belli e più grandi di Castiglioncello, e più tardi nel 1978,
l’omonimo rimessaggio per imbarcazioni alle Morelline di Rosignano
S. Sempre giovanissimo, in estate, quando il lavoro nei boschi
diminuisce, diventa bagnino
ai bagni ”Italia” del Quercetano, di proprietà della zia insieme ad un altro
coetaneo, Alberto Lami che ricorda: "levatacce per sistemare
gli ombrelloni e poi la mamma di Maurizio ci portava la colazione,
una tazza di caffèlatte e cinque bomboloni". Su questi ricordi ha
scritto anche una delle sue poesie in vernacolo ”La pentola di
caffèlatte”. "Quando il Tafi ha iniziato l'impresa per me
ciclopica della costruzione del bagno sull'altro versante del
promontorio, la zona era nota come ”la granchiaia”, essendo un arenile di ghiaia, pieno di granchi. Il
suo era un progetto ambizioso, ma è riuscito in pieno, grazie
unicamente ad una invincibile determinazione”. Oltre al mare,
altra grande passione di Maurizio Tafi è il sigaro. Impossibile
non ricordarlo nelle sere estive, seduto sulla sdraia, là in
cima al molo di sassi, dinanzi alle onde, con l’immancabile
toscano tra le labbra, pronto a dare un buon consiglio a chiunque
ed una infallibile previsione del tempo. Per il mitico Maurizio
l'avventura si chiude improvvisamente a gennaio 2007 nella sua
casa di via Lorenzini,
un pezzo di storia di Castiglioncello che ci lascia, aveva 79
anni. |
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