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Ogni 10 giorni nella tua posta una pillola cultural-turistica, questa è la n° 01 del 20 - febbraio - 2003

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Prima newsletter della serie, questa volta ti segnaliamo:

 INFORMAZIONI SUGLI AGGIORNAMENTI DEL SITO

E' stata aperta la torre medicea del 1550 (circa) ristrutturata.

Aggiunta una pagina dedicata con foto storiche e panoramiche attuali e foto dei visitatori del sito. Stagione permettendo val bene una passeggiata per osservare di persona da 35 m. per 360° quello che vedevano i cavalleggeri della costa, compreso lo spettacolo eccezionale dell'Arcipelago Toscano. Ovviamente non ci sono più i quattro cannoni che erano disposti sotto la tettoia in legno che copriva la terrazza. Interessante la sistemazione  della scala interna in ferro e vetro al posto dell'originale in pietra. Notare lo spessore dei muri esterni e le feritoie a sguancio adatte ai fucili ad avancarica dell'epoca.

Apertura a cura della Pro loco sabato e la domenica pomeriggio (ore15,30-17,30) sempre se la stagione lo consente. Sulla sommità sono disponibili dei cannocchiali per i visitatori  offerti dalla Pro loco (gratis). Meglio se portate la macchina fotografica perché nelle giornate luminose è uno spettacolo semplicemente stupendo come si può vedere dalle foto pubblicate sul sito.

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  FLASH STORICI SULLA NOSTRA ZONA DAGLI ETRUSCHI IN QUA

Castiglioncello, già chiamato Castiglione Mondiglio, poi Castiglioncello di Rosignano, fu sicuramente una zona abitata da etruschi, se pur non anche da popoli più antichi, e poi dai romani. A testimonianza di queste affermazioni stanno i numerosi  e svariati oggetti ritrovati in diverse epoche, quali alcune  statue, stele, vasi, monete che già l'Avv. Luigi Berti aveva  raccolto fino da sessant' anni fa (1865). 

Durante i lavori della ferrovia da Livorno a Vada (1907), nel tratto tra la stazione di Castiglioncello ed il botro Quercetano vennero alla luce molto tombe ed urne cinerarie, che costituivano una vera necropoli etrusco-romana  e tuttora, scavando i fondamenti di alcune case, si rintracciano oggetti pregevoli di epoche lontane. Verso Caletta si trovarono pavimenti a mosaico romano,  nonché bellissimi basso-rilievi; al Cotone, avanzi di fabbriche di vasi; segno evidente che la località di Castiglioncello era estesamente abitata. 

Nel 1825 Giovanni Faccenda, in un terreno acquistato  dai Buoncristiani, scavando sassi per costruire una casa tuttora esistente ed abitata sempre dai Faccenda, scoprì un altare e vi trovò un vaso di terra cotta contenente  degli involucri di piombo, sui quali erano impressi caratteri inintelligibili a noi. Si disse che l'altare appartenesse  ad una antichissima chiesa di S. Salvatore e con tal nome la casa Faccenda, convertita in osteria, si chiamò.  

Si disse anche che fossero rintracciate reliquie di santo in vasi di terra, e tutto quello che fu raccolto venne spedito a Livorno. Il vice-console Antonio Ricci, dalle cui memorie sono ricavate queste ultime notizie, vide l'altare quasi intero e gli altri oggetti, ed il luogo preciso dello scavo era «una prominenza a venti pertiche dalla casa, in prospettiva del mare ».

Nel 1809 il comandante della piazza del littorale, maggiore Tausch, aveva fatto scavare presso la torre sotto un lastrone di pietra ed aveva rinvenuto una quantità considerevole di vasi etruschi ed altri oggetti di pregio, tutti offerti ad un generale francese che allora comandava la Toscana. 

A destra ed a sinistra della strada che conduce alla torre, nel 1825 il tenente Antonio Calvelli aveva fatto fare  altri scavi, raccogliendo vasi ed utensili di bronzo, e dopo di lui il colonnello Antonio Gherardi Angiolini Berti fece scavare, ancora, ritrovando altri numerosi e pregevoli  oggetti. (Ricci).

Il Prof. Luigi Milani, Regio Sopraintendente ai musei e scavi d' Etruria, ora defunto, raccolse diversi oggetti degli  scavi durante la costruzione della ferrovia Livorno-Vada e li depose in un piccolo museo creato appositamente sul « poggetto » ove forse in antico era collocato un tempio pagano. Il museo è di proprietà comunale, costruito  su terreno ceduto gratuitamente dal barone Fausto Patrone al Comune di Rosignano. Le spese di costruzione furono sostenute dalla Regia Soprintendenze dei musei e da concorso privato.

Il museo ha la forma esterna di un'urna etrusca. Vi sono collocate le suppellettili di circa 200 tombe, la maggior parte delle quali a incinerazione, e spettanti ai secoli III°; II° e I° avanti Cristo.

Sono vasi cinerari e di corredo funebre, dipinti, verniciati neri (campano - etruschi) e greggi di forme svariate; armi e strumenti di ferro, bronzo e vetro; cippi e stele di pietra ed una bellissima urna di alabastro nella quale è scolpito il ratto di Elena. Fa bella mostra pure un' ara circolare dedicata al dio Robigus, che sarebbe stato il protettore delle messi ed a cui erano sacrificate pecore e cagne. Il contorno dell'ara è istoriato con figure in bassorilievo, alcuna delle quali richiama quelle egiziane. (continua...)

Dalla "Monografia storica del comune di Rosignano Marittimo" di Pietro Nencini pubblicata nel 1925.

La monografia è scaricabile dalla pagina Download (scarica) del sito nella versione completa di 97 pagg. o solo la parte relativa a Castiglioncello di 8 pagg. nei formati Word o PDF.

Nella prossima NL analizzeremo altri elementi legati alle origini storiche di Castiglioncello

GUIDA AI LUOGHI MISTERIOSI D'ITALIA

LIVORNO, Santuario di Montenero: Le due grandi costole

Piazza del Santuario 9 - 57128 Livorno. Tel 0586/579033 Diocesi locale Benedettini Vallombrosiani

Museo Provinciale di Storia Naturale, via Roma 234, 57127 Livorno Telefono 0586/ 802294

Biblioteca Labronica, viale della Libertà, 57127 Livorno. Tel. 0586/808176

Da Livorno, seguendo le indicazioni, si raggiunge in 8 km Montenero (Bassa), quindi si sale anche con funicolare, al Santuario. Orario di apertura 6.25-12.30 (festivo 12.55) e 14.30-18.30 (festivo 19).

Secondo la tradizione, il 15 maggio 1345 un pastore trovò prodigiosamente un quadro della Madonna con Bambino, e una apparizione mariana gli chiese di portare l'immagine sulla montagna e di lasciarla nel momento in cui fosse diventata troppo pesante.

 Nel luogo del ritrovamento - presso la via Aurelia, all'Ardenza - sorse poi la Cappella dell’ Apparizione, mentre sul monte - in una bellissima località panoramica - fu costruito e ampliato a più riprese il frequentatissimo Santuario. Pio XII proclamò la Madonna di Montenero patrona della Toscana.

La Galleria degli ex voto - presso la sacrestia e nei corridoi adiacenti - raccoglie moltissimi quadretti e oggetti offerti dai fedeli al Santuario per grazia ricevuta, numerosissimi quelli di marinai. In un angolo, al di sopra di una porta chiusa, sono appese due grandi costole animali, forse di origine marina.

SuI fronte della chiesa, sotto il porticato a doppie colonne, a sinistra della porta centrale, è incastonato un sorprendete medaglione, raffigura due mani che si stringono (con i polsini delle camicie di stile occidentale e orientale), racchiuse nel cerchio formato da un serpente con la propria coda in bocca.

Questo simbolo del serpente che si morde la coda, detto Uroboro, è remotissimo e affascinante. Per gli antichi filosofi rappresentava l'Infinito, il Tutto, l'Universo; è uno degli emblemi dell'Alchimia. Una sua versione elaborata è stata resa popolare dal film La storia infinita.

Nella prossima NL andremo a Lucca per raccontare altre interessanti curiosità. 

Dal volume "Guida ai luoghi misteriosi d'Italia" di Umberto Cordier, Edizioni Piemme. 

Dello stesso autore presso Piemme: Guida ai luoghi miracolosi d'Italia; Guida alle sagre e alle feste patronali.

Umberto Cordier si occupa di didattica dell'elettronica e dell'informatica, ma si dedica allo studio delle tradizioni e del folklore italiano con i suoi fenomeni collaterali definiti di solito "inesplicabili".

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