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Fig.1
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IL PAPA È
TORNATO NELLA «SUA» FABBRICA. Era
entrato a vent'anni nella Solvay in Polonia e vi rimase quattro
anni prima alle cave di pietra di Zakrzowek poi alle caldaie in
Borek Falecki e a Nova Huta
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Fig.2 - L'interno
della sala macchine dello stabilimento Solvay di Rosignano
(Livorno).
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Fig.3
- Mi è venuto un
brivido di commozione mentre lo stavo guardando. Il Papa stringeva
la mano a tutti: chissà, la sera, come gli farà male!
Giordano
Al campo sportivo di Rosignano, con la gente del paese.
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Fig.4 - Accompagnato
dal Vescovo di Livorno e dal Sindaco della cittadina, il Papa
viene accolto nel grande complesso industriale dal belga Jacques
Solvay, nipote del fondatore e presidente della
« Solvay &. Cie S.A. ».
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Fig.5
- Zona uffici della fabbrica. Il parroco
don Vieri, la
direzione e il Vescovo.
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Fig.6 - Una
lunga fila di tremila lavoratori si è snodata lungo tutti i
reparti. A loro agio il Pontefice e i lavoratori intessono
improvvisati, cordiali e vivaci dialoghi. Qui siamo nell'officina
meccanica.
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Fig.7 - Operai, impiegati dappertutto. Un'accoglienza
serena, un entusiasmo contenuto che è cresciuto man mano. |
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Fig.8 - Nella
Sodiera
- l'emozionato saluto
di lavoratrici. « La donna ha dovuto faticare non poco per
combattere le ingiustizie sociali cui era ed è sottoposta », dirà
Patrizia Villani nel suo indirizzo di saluto sul piazzale centrale
del complesso industriale.
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Fig.9 - Cordiale
scambio di battute tra compagni di lavoro nella stessa fabbrica.
"Considero una grazia l'essere stato operaio..."
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Fig.10
- Con
il Consiglio di Fabbrica. È il momento centrale della visita, il
più intenso: diffìcile, inconsueto. « Sono stato uno di voi e mi
sento solidale con voi, mi sento
partecipe
dei vostri problemi avendoli condivisi personalmente ».
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