Nuovo organo eretto per la prima
volta in questa chiesa pievania del Gabbro il di 7 di marzo
1820. Era già molto tempo, che da questa popolazione si desiderava di
arricchire questa chiesa di un organo per maggior decoro delle sacre
funzioni, e già più volte n’erano stati fatti vari progetti. Finalmente,
nel mese di dicembre dell’anno 1819, fu formata una questua generale per
tutto il paese ed animando gli individui d’ogni famiglia riuscì
felicemente nel suo intento, talché nel mese di marzo dell’anno corrente
1820, avendo già incassato una somma sufficiente di denaro, poté
comprare in Pisa un organo nuovo con l’aggiunta di una banda portatile
che fu trasportato poi in questa chiesa pievania il di 7 del mese
suddetto, e collocato provvisoriamente dietro l’altar maggiore, ove
trovasi di presente; questo organo con la suddetta banda fu comprato per
il prezzo di scudi cento diciotto, 1. sette senza includervi in questa
somma non poche spese occorsevi prima che fosse in questa chiesa in
grado da potervi suonare. Presentemente, si pensa di perfezionare questa
opera col fabbricare un’orchestra su la porta principale di questa
chiesa, ove poterlo stabilmente collocare.
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Nuova orchestra eretta in questa chiesa pievania del Gabbro nel mese di
aprile dell’anno 1821.
Ai primi del mese di marzo dell’anno suddetto 1821, si cominciò il
lavoro della nuova orchestra da alcuni legnaioli ed intagliatori fatti
venire dalla città di Livorno, essendo capo mastro Francesco Ciampi di
detta città, la quale orchestra restò perfettamente terminata il giorno
quattordici di aprile del medesimo anno; questa fu fatta fare tutto a
spese di Giuseppe Tamiati di questo luogo, il quale sborsò a tale
oggetto 1. ottocento circa e vi fece collocare nel mezzo il proprio
nome, e in questa circostanza il pievano Domenico Tommasi pensò a far
fare un piccolo battistero sotto dell’orchestra a guisa di cappelletta
centinata che, oltre a render decente questo locale, che prima non era,
servì ancora di opportuno ripiego per nascondere la vistosità della
scala per salire all’orchestra medesima; questo lavoro costò al pievano
suddetto centodieci lire, sei soldi e otto danari.
[Archivio diocesano di
Livorno, pieve di S. Michele del Gabbro, Nuovo Campione] - (Da:
"La storia della pieve di San Michele e della Compagnia della Natività
di Maria del Gabbro" di Lando Grassi, Paola Ircani Menichini, Corrado
Palomba) |