Gli ospiti di Castiglioncello  Cronache


Da "Il Tirreno" del 16-07-2000 di Mario Lancisi

 Marcello, vacanze da «marinaio», ma Flora restava il porto sicuro
La loro storia sbocciò nella Roma del dopoguerra: nel '50 a Castiglioncello il viaggio di nozze

 «Signore e signori, è arrivato il grattatore...». Con fare da attore consumato così si presentava Marcello Mastroianni tutte le volte che tornava nella sua villa bianca, che svetta con la torretta sull'Aurelia e conduce alla splendida baia di Buca dei corvi, all'ingresso nord di Castiglioncello. Pepo e Masha, i cagnolini di Flora Carabella, la moglie, gli correvano incontro, cominciavano a scodinzolare e Marcello allora si chinava ad accarezzarli prima ancora di posare le valigie, di abbracciare la moglie e Barbara, la figlia. Ma quella sera che Marcello tornò da Parigi, una sera dell'inverno del '72, con la faccia da mare in tempesta, Flora capì subito che doveva essere successo qualcosa di grosso: «Catherine è incinta», è tutto quello che l'attore seppe dire. Mastroianni aveva conosciuto Catherine Deneuve sul set del film «Tempo d'amore» di Nadine Marquand Trintignant e tra i due fu subito intesa. Flora, che era abituata ai facili innamoramenti di Marcello, «il fedelissimo infedele», come è stato definito, quella sera perse la pazienza e sbottò dura: «Marcello, è giunto il momento di separarsi». Mastroianni non la lasciò continuare e alzando la voce protestò: «No, non se ne parla neanche: questa è la mia casa madre». Per il «fedelissimo infedele» Flora Carabella è stata «la casa madre», il porto sicuro, l'approdo del cuore e dell'anima: «Io e Marcello siamo stati insieme 46 anni, senza mai pensare ad un divorzio, alla sperazione. Mai. Lui soprattutto non volle. Lui svolazzava di qua e di là ma il centro dei suoi affetti era la famiglia. Nelle rare interviste che ha rilasciato sulla sua vita privata, Mastroianni ha sempre raccontato che le sue donne le aveva avvertite: sono sposato», ha rivelato Flora Carabella a Marcello Lazzerini (Mastroianni e gli allegri «ragazzi» di Castiglioncello, edito dalla Loggia de' Lanzi). Mastroianni cominciò i suoi innumerevoli sfarfallamenti con una ballerina della compagnia di Wanda Osiris e quando Flora lo venne a sapere spaccò un tavolino. Dovette intervenire Luchino Visconti a fermarne la furia rabbiosa e distruttice: «Flora, stai calma, non ti agitare. Tranquilla, Marcello non ti lascerà mai». E lei urlando: «Lo lascio io, eccome se lo lascio io...». E' successo invece che Mastroianni e la Carabella non si sono mai lasciati, che il cordone della «casa madre» li ha tenuti insieme fino alla morte. A tal punto che, come succede talora nelle storie dei grandi amori, i due se ne sono andati a distanza di pochi mesi l'uno dall'altra: Marcello nel dicembre del '96 e Flora 16 mesi dopo, il 20 aprile del '98. La loro storia sbocciò nel 1949, in via del Corso a Roma, nell'Italia che si stava lentamente risollevando dagli anni bui della dittatura fascista e dalla tragedia bellica: «Ero a passeggio con Bice Valori ed Elio Pandolfi; ad un certo momento passò Marcello che stava provando con Luchino Visconti ed Elio, che lo conosceva, ce lo presentò - ha raccontato la Carabella -. Elio e Bice andarono a casa e io dissi a Marcello: andiamo a mangiare una pizza? Eh, andiamo a mangia 'na pizza. Mi ricordo che pagai io perché lui non aveva un soldo, poi andammo ognuno a recitare in due teatri diversi. Galeotta fu quella pizza». Sì, proprio una pizza galeotta: un anno dopo, il 12 agosto del 1950, Marcello e Flora si sposarono e scelsero Castiglioncello come mèta del loro viaggio. Qui Flora era di casa, ci veniva sempre d'estate e aveva molti amici, a cominciare dagli attori Bice Valori e Paolo Panelli. Marcello no, lui a Castiglioncello era la prima volta che ci veniva e subito scoccò come un colpo di fulmine: «Gli piacque molto e infatti ci venimmo anche l'anno successivo e qui nel dicembre del '51 e nel '52 eravamo in vacanza con la piccola all'hotel Miramare - ha raccontato Flora -. Poi prendemmo delle case in affitto fino a che Marcello nel '64 non comprò la villa bianca». Castiglioncello è stata la «casa madre» di Mastroianni dove «casa madre» racchiude più significati: la famiglia, Flora, Barbara, gli animali, la villa bianca, gli amici. Ma anche il trampolino cinematografico. Nell'estate del '59 Luchino Visconti era alla ricerca del protagonista maschile del film «Le notti bianche» e Mastroianni non osava proporsi: «Speravo che Visconti, a cui stavo sempre tra i piedi in quell'estate castiglioncellese, si decidesse lui a propormelo - ha raccontato l'attore -. Fu infine Suso D'Amico che fece la proposta, Luchino ebbe qualche incertezza, poi mi mise alla prova. E andò bene. Castiglioncello fu la mia fortuna. Dopo quell'interpretazione mi notò Fellini e l'anno dopo feci "La dolce vita"». La piazzetta, il tennis club, i bagni, la villa bianca, i ristoranti e soprattutto il circolo delle «Quattro gomme lisce» sono i luoghi di Castiglioncello in cui si è snodata la storia d'amore di Mastroianni e della Carabella. Una storia sulla quale gli amici sono molto reticenti: «Marcello è sempre stato Marcello», sbotta Massimo Mariti, il parrucchiere di Flora, molto amico anche dell'attore. Come dire «il fedelissimo infedele». «Era uno a cui le donne piacevano e lui piaceva alle donne», spiega un altro amico. Una volta Silvia Giacobini chiese alla Carabella che cosa pensasse delle altre donne di Mastroianni e Flora rispose che è preferibile avere saltuariamente uomini interessanti come Marcello che tenersene per sempre altri noiosi. E aggiunse di trovare Catherine Deneuve «simpatica e molto disponibile», Faye Dunaway «americana sofisticata» mentre di Anna Maria Tatò disse: «Marcello l'ha sempre tenuta nascosta». Quando veniva a Castiglioncello non sempre Mastroianni si rifugiava nella sua villa bianca. «A volte preferiva andare all'albergo Godilonda perché diceva che da lì poteva ammirare bene la sua villa. In realtà ci andava per poter ricevere le telefonate delle sue donne - racconta Mariti -. Flora lo lasciava giocare e d'altra parte anche lei ha avuto le sue avventure. I due comunque si volevano bene, si telefonavano anche due o tre volte al giorno. In fondo il fatto di stare poco insieme è stato il segreto del loro amore». La giornata nella villa bianca era molto normale: «Spesso ci mettevamo, la sera, a guardare la televisione e dopo un'oretta già si dormiva. Era bello perché poi Marcello si svegliava e faceva: Flo' ma che abbiamo mangiato? E certo Marce'...Perché c'ho un languorino...e se n'andava a prendere qualcosa in cucina», ha raccontato la Carabella a Lazzerini. A Mastroianni piaceva molto la tavola. I suoi piatti preferiti erano i fagioli, la bistecca e la pasta. Gli piaceva anche bere, soprattutto la vodka. Fumava una «Nazionale» senza filtro. Non gli piaceva granché andare in spiaggia perché aveva «il complesso delle gambe secche», come ricorda Ampelio Ciucchi. Preferiva starsene con gli amici al circolo delle «Quattro gomme lisce» a chiacchierare del più e del meno. «Marcello, ma con Sofia Loren ci sei stato mai a letto?», gli chiese un amico che conosceva l'ammirazione di Mastroianni per l'attrice napoletana. «Cavolo, con lei non ci sono mai stato. Purtroppo», rispose mesto Marcello sorseggiando un bicchierino di vodka. Poi si alzò e salutò gli amici: «Ragazzi, io vado a casa dalla mia vecchina...».

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