Castelnuovo  oggi

La fornace presso Campo Orlando

                 LE FORNACI di campagna
Erano costituite da edifici in muratura o più semplicemente da buche scavate direttamente nel terreno (fornaci a volo). Vi si potevano cuocere laterizi e calcina. La camera di combustione poteva essere quadrata o circolare, sempre con pareti di grosso spessore per evitare la dispersione del calore una volta prodotto. Frontalmente era presente una apertura per l'introduzione del combustibile (sempre legna reperibile in zona) e per lo scarico del materiale cotto. La carica della pietra calcarea da cuocere avveniva dall'alto attraverso una apertura che era anche il camino di uscita dei fumi di combustione. La cottura sempre tenuta sotto controllo, durava 3-4 giorni con un consumo di legna di 3,5-4 q.li per tonnellata di calce prodotta. Dalla fine del '700 ai primi decenni del '900 si assiste ad un notevole sviluppo dell'edilizia rurale, resa possibile dalla presenza di fornaci a carattere artigianale, spesso costruite nelle vicinanze del fabbricato da erigere. Nei disegni a destra sono visibili alcuni esempi di fornace sempre ridossate ad un terreno rialzato per favorire il caricamento dall'alto. L’attività estrattiva nelle cave e la produzione di mattoni e calcina nelle fornaci sembra così essere stata assai notevole nel Piano di Livorno e nei Monti del Capitanato vecchio. Senza dubbio dovette rappresentare la maggiore attività industriale presente al di fuori della città di Livorno fino a tutto il secolo XVIII.

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